Quanto consuma in autostrada una piccola come la Twingo





Quanto consuma in autostrada la Twingo. E soprattutto su che autonomia reale può contare chi affronta un viaggio lungo con la piccola Renault.

Quanto consuma in autostrada: autonomia reale di circa 150 km

Quanto consuma in autostrada
  Il titolo del test di ricarica realizzato da Automobile Propre.

Una Twingo si acquista soprattutto per la città, ma un viaggio in autostrada può sempre capitare. Quanta strada fai con un pieno? I colleghi francesi di Automobile Propre hanno fatto un test pensato per il tratto Parigi-Marsiglia, 775 km. Verificando un altro aspetto importante per un’auto elettrica come i tempi di ricarica. Proprio questi, però, hanno indotto ad accorciare la prova al ben più breve tratto dalla capitale a Lione. Ma vediamo i risultato, partendo dai consumi:  il computer di bordo ha indicato una media finale di 17,8 kWh/100 km, ovvero 5,617 km/kWh. Un dato più che accettabile per un’auto che, nel percorso misto WLTP, dichiara 16,0 km/100 km. L’autonomia totale teorica in autostrada è quindi di 154 km. Anche se i colleghi francesi (incrociando i risultati con la perdita di carico reale), parlano di 19,0 kWh/100 km e di 145 km di autonomia. In soldoni: con un pieno fai il tratto di autostrada Bologna-Firenze (109 km), considerando che nessuno arriva con la batteria a zero.

Ma se il viaggio si prolunga le soste di ricarica…

Quanto consuma in autostrada
 Nella Twingo in ricarica AC. La DC da 50 kW è in opzione, a pagamento.

Meno soddisfacente il consuntivo per quel che riguarda i tempi di ricarica, che hanno costretto i colleghi francesi ad accorciare il viaggio. Tutto è filato liscio alla prima sosta, dopo 130 km a una velocità media di 98 km/h. L’auto è arrivata a 54 kW ( quindi oltre i 50 kW dichiarati), passando dall’8 all’80% in 32 minuti. Ma già alla seconda sosta la situazione è peggiorata, con l’aumentare della temperatura delle celle. Dopo un picco iniziale, la potenza è scesa fino a un minimo di 11 kW con la batteria al 60%. Da lì in poi le ricariche successive non hanno mai superato i 39 kW di picco, finendo con una media di 21 kW. Addio Marsiglia, dunque: “Ogni rifornimento si sarebbe tradotto in un tempo di ricarica catastrofico”, scrivono i colleghi francesi. Tempo finale per i 460 km percorsi per raggiungere Lione da Parigi: 7 ore e 40 minuti, di cui 3 ore fermi alle ricariche. In sostanza: una macchinetta come questa va bene in autostrada per spostamenti brevi. Per viaggi più lunghi meglio programmare tempi molto dilatati.

– Leggi anche: ecco le ricariche meno care per le colonnine AC, DC e HPC

Visualizza commenti (15)
  1. Guidare a bassa velocità e con percorrenze frazionate in caso di viaggio lungo, se si guida un’ auto elettrica.
    Accettabile, nella maggior parte delle situazioni.

  2. Daniele Sacilotto

    Questo è secondo me ad oggi il vero problema dell’auto elettrica. Se puoi spendere non hai problemi, puoi tranquillamente viaggiare centinaia di km senza che le soste di ricarica vadano a condizionare in maniera esagerata. Ma se il budget di spesa è basso le condizioni di viaggio sono queste.

    1. Alessandro D.

      L’amico Luca sotto l’ha esplicitato fra le righe: se sei un barbone, prendi il treno. 🙂
      (si scherza eh?)

      1. Mah, si scherza fino a un certo punto. Parliamo di auto da 20k euro se non di più. È quello che la maggioranza degli italiani può permettersi. Con una Panda da 18k in Sicilia in autostrada ci vai, con una Spring…

  3. Non mi è chiara la velocità media a cui è stata eseguita la prova.
    Alcuni test autostradali li fanno a 110km/h altri a 130km/h… ma la differenza in termini di consumi è enorme.
    Quindi il dato è fondamentale per capire i numeri riportati nell’articolo.
    Grazie

  4. Alessandro D.

    Eh si.
    io il raffronto ce l’ho in casa di prima mano.
    Mia mamma ha una Toyota AygoX, tra l’altro con cambio CVT e cruise control adattivo.
    Cioè, metti in drive, schiacci il bottone e ti dimentichi di tutto o quasi.

    In autostrada, in pianura, guidando da solo si viaggia a 130 di passo, tale quale ad una Golf. Se c’è qualche su e giù altimetrico mi metto sui 120 perchè, dico onestamente, si finisce da un lato con lo spremere un po’ tanto il motore e dall’altro ad avere un pelo di rumore di troppo.
    Ma tutto qui, per il resto si viaggia come e quanto si vuole.

    Con la Spring, molto banalmente, se dovessi fare più di 150 km di autostrada manco mi metterei a pensarci. Anche perchè vanno fatti a 110.

    Quindi no: per adesso non ci siamo con le piccole.
    Ma ci arriveremo.

    1. E si… La tua Aygo X ha un costo kilometrico oggettivamente maggiore di una omologa elettrica. Inquina comunque. Non costa poco l. Non la fai camminare con l’energia dell’impianto fotovoltaico…

      E comunque le segmento A elettriche non nascono per l’autostrada.

      1. Alessandro D.

        – Non la fai camminare con l’energia dell’impianto fotovoltaico…-

        Se è per questo nemmeno la mia Spring va col fotovoltaico.
        infatti non ce l’ho. Il forovoltaico intendo.
        La Spring va con la corrente del contatore.

        L’Aygo è di mia mamma.

        -segmento A elettriche non nascono per l’autostrada-

        Nel senso che è vietato andarci? 🙂

        Ma ha letto quello che ho scritto o ha letto quello che voleva leggere?

        1. Io ho letto ma una parte del messaggio, quella con la spring, non è apparsa… La vedo adesso.
          Non capisco.

          1. Alessandro D.

            Gliela ripropongo:

            -Con la Spring, molto banalmente, se dovessi fare più di 150 km di autostrada manco mi metterei a pensarci. Anche perchè vanno fatti a 110.-

      2. Ma che discorso è? Le elettriche A non nascono per l’autostrada? Cosa facciamo? Ci riempiamo il garage di macchinine come le hot wheels? Una per l’autostrada.. una per andare a fare la spesa… Una decappottabile per il mare… Un bel suv per la montagna… L’importante è non inquinare!

        Con quest prodotti (che son quelli che sfornavano in Cina 10/15 anni fa e di cui hanno riempito interi cimiteri d’auto) l’elettrico è destinato a fallire. O meglio, i produttori europei incapaci di produrre auto decenti falliranno, o si abbandonerà l’elettrico per tornare al termico.

        Già quando sui siti o nei video si parla di “elettrico finalmente accessibile” con auto dcemhe partono da 25k euro sale il nervoso. Se più le prestazioni sono queste, il minimo è sentirsi posso in giro…
        Non ci siamo… Con queste auto proprio non ci siamo.

        1. L’importante è non inquinare? Direi proprio di sì. E quale sarebbe la soglia di prestazioni-prezzo che sarebbe disposto ad accettare per non impestare l’ambiente e affrancarsi da una mezza dozzina di dittatori padroni del petrolio?

  5. Beh, più o meno quello che accade con la 500e con 21kWh… Non nascono affatto per l’autostrada. La città e l’extra urbano sono il loro pane

  6. Avendo una gestione termica ad aria invece che a liquido soffre dello stesso problema della Nissan Leaf 1 e 2 serie, con ricariche rapide ripetute e scariche veloci (velocità autostradale) non riesce a smaltire il calore accumulato nelle batterie. Sicuramente il problema sarà analogo in inverno con batterie fredde. Per viaggi autostradali è meglio scegliere un’auto con gestione termica a liquido. Informazione tecnica che quasi nessuno da! Perché nelle auto economiche non è scontato.

    1. Con queste utilitarie l’unica possibilità per fare km in tempi umani è viaggiare a velocità camion, magari sfruttando anche l’effetto scia (senza stare pericolosamente attaccati).
      Così la batteria migliora la resa kilometri a e si scalda meno, permettendo ricariche meno frequenti e più veloci.
      In questo modo Skoda Citigo si possono fare ricariche successive 10-80% ogni circa 170km e percorrere 200km o più partendo dal 100% prima di ricaricare con 10-15% residui.

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