Aria sporca in Italia dove la mitigazione dell’inquinamento atmosferico continua a pesare poco nelle scelte politiche. Sul fronte della mobilità elettrica – dove restiamo fanalino di coda in Europa – gli incentivi sono discontinui e privi di una strategia strutturale, mentre per il trasporto merci si fa ancora troppo poco. A questo si aggiunge la scarsa applicazione delle direttive europee. L’ultimo richiamo è arrivato in questi giorni, con la messa in mora dell’Italia per il mancato aggiornamento del programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico.
La Commissione europea chiedi interventi per ridurre le emissioni
Nel dettaglio la Commissione Europea invita il nostro Paese ad aggiornare i programmi nazionali di controllo dell’inquinamento atmosferico (NAPCP), si tratta di strumenti per ridurre le emissioni di specifici inquinanti. Si tratta di un passaggio obbligatorio previsto dalla direttiva 2016/2284 conosciuta come NEC che impone agli Stati membri riduzioni annuali delle emissioni tra il 2020 e il 2029 e obiettivi ancora più ambiziosi dal 2030 in poi.

La direttiva stabilisce che i programmi nazionali debbano essere aggiornati almeno ogni quattro anni, per mostrare i progressi compiuti e garantire il rispetto degli impegni assunti. Tuttavia – sottolinea la Commissione – nonostante diversi solleciti l’Italia non ha ancora presentato l’aggiornamento richiesto. Per questo Bruxelles ha inviato una lettera di costituzione in mora, primo passo della procedura di infrazione.
Le auto elettriche migliorano davvero la qualità dell’aria? I satelliti ora lo dimostrano
Ora l’Italia ha due mesi di tempo per rispondere e colmare le lacune evidenziate. In caso contrario, la Commissione potrà procedere con un parere motivato, preludio a un possibile deferimento alla Corte di Giustizia. Insomma, ancora una volta il nostro Paese arriva in ritardo su un tema cruciale come la qualità dell’aria.
I cinque inquinanti atmosferici da ridurre
La direttiva si concentra sulla riduzione di cinque principali inquinanti atmosferici, per i quali sono stabiliti impegni nazionali di riduzione obbligatori: biossido di zolfo, ossidi di azoto, composti organici volatili non metanici (COVNM), ammoniaca e particolato fine (PM2,5).
Inquinamento urbano, il report ISDE: livelli incompatibili con la salute pubblica
Per raggiungere questi obiettivi, ogni Stato membro è tenuto a elaborare e attuare un programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico. I programmi devono essere aggiornati almeno ogni quattro anni e includere misure applicabili a settori chiave come agricoltura, energia, industria e trasporti.

La Commissione ha inoltre contestato all’Italia il mancato recepimento completo della direttiva aggiornata sui sistemi di trasporto intelligenti, che introduce nuove regole sulla mobilità digitale, sulla cooperazione tra Stati e sulla condivisione dei dati.

