Con il suo quadriciclo elettrico finisce nel fosso, ma l’intervento dei vigili del fuoco di Vignola, in provincia di Modena, è stato perfetto. Hanno messo in sicurezza il veicolo con la batteria e nessuno si è buttato sulla polemica come spesso succede. I vigili del fuoco sono sempre più preparati, il loro parco veicoli è sempre più elettrico, grazie all’esperienza e alla formazione continua.
L’anziano conducente intrappolato nel veicolo
La mini car è caduta nel fosso ma non è esplosa e neanche è andata a fuoco. Le squadre del distaccamento dei Vigili del Fuoco di Vignola sono intervenute d’urgenza nel comune di Castelfranco Emilia. Protagonista un anziano, alla guida del proprio quadriciclo elettrico, uscito di strada finendo all’interno del canale che costeggia la carreggiata. A causa della posizione del veicolo e dei danni riportati nell’impatto, il conducente è rimasto bloccato all’interno dell’abitacolo.
I soccorritori hanno operato con attrezzature idrauliche per poter liberare l’uomo in sicurezza. E sulle batterie? «La squadra ha successivamente provveduto alla messa in sicurezza del veicolo elettrico ed in particolare del pacco batterie al proprio interno, prima di consegnarlo al carroattrezzi per il recupero». Un intervento ormai di routine. Solo poche settimane fa il comando di Modena ha organizzato un corso sulle nuove tecniche di intervento.
Impeccabili i Vigili del Fuoco (ma il fuoco non si è visto)
«Il seminario ha rappresentato un momento cruciale di confronto professionale, focalizzandosi interamente sull’evoluzione delle metodologie di approccio all’intervento e sulle nuove tecniche di estricazione. Con l’evolversi della tecnologia automobilistica (veicoli elettrici, ibridi e nuovi materiali costruttivi), la rapidità e la precisione delle manovre di soccorso sono diventate sfide sempre più complesse che richiedono una preparazione tecnica d’eccellenza». Sempre più preparati anche perché i vigili modenesi hanno una trentina i veicoli elettrici in flotta.

La notizia è stata data in modo obiettivo dalle testate locali. Quando si legge “motore elettrico” spesso si cade nel sensazionalismo. Tuttavia non sono mancati sui social i giudizi tranchant contro i quadricicli considerati mezzi pericolosi.
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Tempo fa partecipai ad un corso presso la scuola dei Vigili del Fuoco a Roma. Ovviamente durante il corso emersero le classiche domande dei nowatt sulla “terrificante” pericolosità dei veicoli elettrici e puntualmente furono smontate con professionalità e conoscenza dell’argomento da parte dei docenti dei Vigili del Fuoco. Già all’epoca notai tra le auto private parcheggiate all’interno della scuola qualche veicolo elettrico, ora invece vedo circolare nella mia città una Ford Mustang Mach-E con i colori dei vigili del Fuoco…. se non si preoccupano loro….
il signore è un po’ indispettito perchè sui giornali sembra che si sia distratto alla guida; ha spiegato a un conoscente che da ragazzo faceva motocross, e adesso per divertimento ha elaborato il suo quadriciclo (monta un motore nissal leaf prima serie), con cui ogni settimana salta in velocità oltre i fossi della zona e scorrazza nei campi, ma stavolta nella rincorsa è stato tradito da troppa confidenza e da del ghiaetto sull’asfalto; ai soccorritori ha dovuto raccontare una versione di comodo, perchè gli agricoltori della zona stanno cercando con i forconi chi lascia quei segni in stile quad sui loro campi
Su Transizione & Retroscena si ipotizza che il signore in realtà in quel fosso stesse tentando una sfortunata sessione di “pesca col quadriclclo” avvalendosi del V2G, e che nel tirare i cavi nella roggia si sia tirato dietro tutto il veicolo.
Il mio umile parere è che auto o quadricicli a guida autonoma per spostamenti in autonomia di quella fascia di popolazione anziana (di cui prima o poi faremo parte tutti) sono auspicabili per diversi motivi. La prima è l’autonomia negli spostamenti (i famigliari sarebbero più liberi ma anche gli anziani senza supporto famigliare sarebbero più autonomi) e fermandomi alla seconda per la sicurezza in cui si farebbe lo spostamento non essendo soggetta a un guidatore che potrebbe avere un’inabilità temporanea, anzi in casi di problemi sanitari il sistema in autonomia potrebbe portare al più vicino pronto soccorso la persona.