Punto di pareggio elettrico/benzina: siamo così distanti?

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Punto di pareggio elettrico/benzina: sta facendo molto discutere un post pubblicato su LinkedIn da Raffaele Fusilli, ex n.1 di Renault Italia.

punto di pareggio
Raffaele Fusilli con la Renault 4 elettrica.

Punto di pareggio: “Non ci siamo proprio” dice l’ex di Renault Italia

“𝗡𝗢𝗡 𝗖𝗜 𝗦𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗣𝗥𝗢𝗣𝗥𝗜𝗢”. È questa la conclusione a cui è giunto Fusilli, confrontando i costi di ricarica con le spese per la benzina. Prendendo ad esempio “una vettura media con circa 9.000 euro di prezzo di differenza tra termica ed elettrica equivalente e 15.000 km all’anno di percorrenza”. Quanti anni ci vogliono per recuperare l’investimento? “𝗗𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗱𝗮 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶…”, spiega, prendendo tre parametri: 1) 𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗴𝗲: ricarichi a 0,28 €/kWh. Pareggio in 𝟲,𝟰 𝗮𝗻𝗻𝗶. 2) 𝗔𝗯𝗯𝗼𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 + 𝗿𝗶𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗺𝗶𝘀𝘁𝗮: 0,45 €/kWh. Pareggio in 𝟳,𝟱 𝗮𝗻𝗻𝗶. 3) 𝗖𝗼𝗻𝗱𝗼𝗺𝗶𝗻𝗶𝗼, 𝘀𝗼𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗻𝗻𝗶𝗻𝗮 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮: 0,65 €/kWh. Pareggio in 𝟭𝟭 𝗮𝗻𝗻𝗶”. Conclusione: “Il problema e’ che circa il 60% degli italiani vive in appartamento. Niente wallbox. Niente notturna scontata, solo colonnina ed 11 anni di attesa. Torniamo sempre li . Stiamo costruendo una transizione su misura per le fascie con con più capacità economica . 𝗘 𝗽𝗲𝗿 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂ò 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶 𝘁𝗿𝗮𝗻𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗲 𝘀𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗶 𝗺𝗮𝘀𝘀𝗮“.

Punto di pareggio
Fiat Grande Panda: l’elettrica copre poco più del 6%   delle vendite complessive (Fonte dati: Unrae).

Sicuro di avere fatto i conti giusti?

Ma siamo sicuri che le cifre siano giuste? Intanto la differenza di 9 mila euro a noi sembra esagerata. Prendiamo un’auto popolare come la Grande Panda, lunga 4 metri, larga 1,76 e alta 1,57. Non una piccola, quindi. Lo scarto di prezzo è molto più contenuto: l’elettrica è proposta a 20.950 euro, contro i 16.950 dell’ibrida (la più venduta) e i 14.950 della versione a benzina. Dunque la differenza è di 4-6 mila euro e questo abbassa di molto il punto di pareggio. E poi tra le spese di mantenimento non va considerata solo la ricarica. La manutenzione è molto meno frequente e costosa (tranne che alla Renault…) e nella maggior parte delle Regioni non paghi il bollo per almeno 5 anni. Infine: anche sulle ricariche si può spendere decisamente meno. Chi scrive paga a casa 0,246 euro/kWh con una normalissima utenza Enel. E chi non ha possibilità di ricaricare a casa, trova offerte a prezzi inferiori allo 0,65 indicato. Morale della favola: il punto di pareggio è molto più vicino per la maggior parte degli italiani degli 11 anni indicati. E c’è il piacere di maneggiare auto che non inquinano e sono molto più divertenti da guidare. Ha un valore anche questo, no?

– Leggi anche / La Reuters rivela: c’è un piccolo Suv Tesla in arrivo

Visualizza commenti (1)
  1. Nello Roscini

    Servono pensiline fotovoltaiche obbligatorie nei parcheggi grandi
    (come stanno facendo in Francia)
    da abbinare a Colonnine di ricarica in DC 20-30 KW nei parcheggi di supermercati e centi commerciali
    e magari un container di BESS
    solo così si abbassa la bolletta,anche della ricarica ,
    serve una ricarica settimanale di un utilitaria fatta al supermercato a un prezzo decente, agevolato dal Parking To Grid
    che sarà utile anche per le bollette domestiche in città

    si ..
    può ..
    FAREEE !!

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