Punti di forza e debolezze dei marchi cinesi


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Punti di forza e debolezze dei marchi cinesi. Li analizza Tommaso Carboni, Country Director di bee2link group Italia in un report destinato a chi queste auto le deve vendere. 

I 3 punti di forza: meno costi e meno prezzo…

punti di forza
La Leapmotor T03, l’elettrica più venduta in Italia nel 2026. Sopra la BYD Dolphin Surf.

Fino a un paio di anni fa per molti italiani l’auto cinese era soprattutto una curiosità. O, nel migliore dei casi, un’alternativa di prezzo. Oggi lo scenario sta cambiando. Secondo una Instant Survey di Areté, tre italiani su quattro si dicono pronti ad acquistarne una, grazie a punti di forza evidenti: 1) i brand cinesi hanno accelerato sui tempi di sviluppo prodotto (18-20 mesi) grazie a modelli di business verticalmente integrati. Ottenendo forti economie di scala e maggior controllo sulla struttura dei costi. 2)  hanno puntato sulla mobilità sostenibile come canale competitivo, prediligendo elettrico e ibrido; 3) propongono dotazioni tecnologiche spesso molto ricche. Grazie anche al fatto che fare un veicolo elettrico rispetto a uno termico è molto più semplice. Quattroruote Professional stima che ci sia il 70% di componenti meccanici in meno. Con semplificazione dei fornitori e della produzione.

Le 3 debolezze: come sarà il valore dell’usato…?

L’incognita principale rimane la fiducia. Circa il 75% dei potenziali acquirenti si dice pronto ad acquistare un’auto cinese, ok. Ma senza avere risolto le domande che contano davvero: 1) Chi mi assiste tra tre anni? 2)  I ricambi saranno disponibili? 3) Quanto varrà questa auto sul mercato dell’usato? Sono quesiti che il consumatore italiano pone su qualsiasi acquisto importante. E che pesano ancora di più quando il brand non ha storia consolidata sul territorio.

Tutto ciò si ricollega al tema del valore residuo che, secondo Carboni, resta un tallone d’Achille per le auto elettriche. In Germania, secondo il DAT Report 2026,  il 72% di tutti i possessori di auto esprime incertezza riguardo al valore di rivendita delle BEV. Addirittura quasi la metà degli intervistati ritiene che entro 5 anni molti di questi marchi cinesi possano uscire dal mercato.

Altra cinese, la Geely EX5, Suv da 35.900 euro: articoloVIDEO

Visualizza commenti (1)
  1. Il principale difetto delle auto cinesi nasce dal loro punto di forza; il durissimo confronto tra case produttrici in Cina porta tutte le aziende piccole e grandi a sfornare centinaia di nuovi modelli all’anno (oltretutto coniando continuamente nuovi marchi, proprio per sottolineare la novità del prodotto) che trasferisce le tecnologiche vetture elettriche nel campo dell’elettronica di consumo, con continui aggiornamenti o dismissione di versioni con solo pochi mesi di vita (contandoli a decine, ovviamente).
    In Europa il problema ulteriore è che son presenti da pochissimo tempo e non hanno ancora strutturato sufficienti punti di vendita ed assistenza per dare continuità al contatto col cliente e giusta rapidità per risolvere gli inevitabili problemi (per guasti o incidenti).
    In alcune nazioni le concessionarie dei marchi cinesi stanno pure pagando anche lunghissimi tempi di pagamento / compensazione facendogli praticamente da “bancomat” .. rischiando molto sul piano finanziario anche quando le vendite vanno molto bene.

    Sicuramente sono e saranno per decenni le auto più evolute in tutti i componenti (grazie anche al governo centrale che detta regole sempre più stringenti su qualità prodotto e caratteristiche di sicurezza) ma difficilmente gran parte degli attuali marchi “sopravviverà” alla spietata selezione che a breve avverrà nel settore in quanto resteranno pochi gruppi molto forti e capaci di sopravvivere sia sul mercato interno che quelli internazionali.

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