I pro e i contro dell’auto elettrica secondo Alberto, un lettore che da 5 anni viaggia in Zoe. E’ soddisfatto, ma ancora non ha trovato il modo di “far pace” con la ricarica pubblica. Per scriverci: info@vaielettrico.it.
La mia Zoe ricarica solo a 22 kW e nei viaggi è un’Odissea
“Sono un insegnante delle scuole medie di 57 anni, vivo in Valle D’Aosta, possiedo una Renault Zoe da 5 anni con cui ho percorso 80.000 Km e sono soddisfatto per diversi motivi: rispetto dell’ambiente, assenza di rumore, costo energia più ridotto, manutenzione più semplice, esenzione del bollo, parcheggi spesso gratuiti. Ma se devo affrontare dei viaggi fuori dalla mia provincia/regione o peggio all’estero la ricarica è un’avventura.

Ho installato la wallbox in garage e con il percorso casa-lavoro, 60 Km andata e ritorno, tutto bene, ho un’autonomia di circa 395 Km dichiarati, realistici se non supero i 90 Km/h, e posso arrivare a ricaricare anche solo una volta la settimana.
Ma se devo usare una colonnina ecco i problemi. Intanto esistono almeno 4 tipi di prese: perché così tante? La mia auto va bene con una colonnina 22 KW e una presa tipo 2 che sono abbastanza diffuse ma richiedono una procedura complicata per attivare la ricarica (come le altre prese eccetto le Tesla con un abbonamento): inquadrare il QR, accedere al portale del gestore, inserire i dati della carta di credito, attendere il codice di verifica del pagamento, poi inserire ancora la password della banca. E spesso ad uno di questi passaggi qualcosa va storto:
- la colonnina non interagisce con l’utente,
- il Qr non è visibile,
- non si riesce ad aprire la pagina del portale del gestore,
- il pagamento viene rifiutato,
- il pagamento è accettato ma la ricarica non si avvia,
- la ricarica si avvia ma dopo poco si interrompe senza motivo e quando torni credendo di avere la batteria piena devi ricominciare e rifare da capo la procedura.
Due brutte avventure in galleria rientrando in Italia
Ho vissuto una brutta esperienza qualche tempo fa rientrando in Italia dalla Francia quando mi sono trovato al tunnel del Monte Bianco con un’attesa di due ore. La colonnina più accessibile non mi ha permesso di ricaricare l’auto, inquadrato il QR la pagina del portale del gestore non si caricava e ho dovuto affrontare le due ore di corsa in salita per arrivare al traforo e attraversare il Tunnel con la batteria quasi esaurita con il rischio di rimanere fermo dentro.
Con l’auto elettrica la programmazione del viaggio ha un limite: se ci sono code o deviazioni la batteria si esaurisce prima del dovuto. All’ingresso del tunnel c’era una colonnina ma come rischiare di perdere la propria posizione dopo di 2 ore di coda e poi chi mi dice che avrebbe funzionato?
Un’altra brutta esperienza è stata quando, tempo fa, rientravo dalla Svizzera in Italia per il Tunnel del Gran San Bernardo, la batteria era quasi esaurita, avevo programmato il viaggio senza considerare che in inverno l’autonomia della batteria si riduce del 30%, ma all’ingresso del traforo sul lato svizzero non ci sono colonnine con prese adatte alla mia auto e ho dovuto chiedere di poter usare la colonnina privata dei dipendenti. Gentilmente, vista l’emergenza, me l’hanno permesso con il corrispettivo in denaro di una mini ricarica.
In Svizzera 15 tentativi per trovare la colonnina giusta

Pochi giorni fa mi trovavo in Svizzera, a circa 100 Km da casa, e in due giorni ho dovuto provare circa 15 colonnine nell’arco di 30 Km per trovare una che funzionasse.
Tra L’altro la App Nextcharge non si avviava più sul mio smartphone perché richiedeva Android 10 ma non avevo ricevuto nessun avviso di tale modifica in questo modo potevo vedere la mappa delle colonnine solo sul display dell’auto con meno informazioni sulla loro compatibilità.
Il concessionario non mi ha detto che…
Al momento dell’acquisto il concessionario Renault mi ha assicurato che con la carta Nextcharge avrei potuto ricaricare quasi ovunque. Ma la realtà è un’altra, i circuiti sono tanti e diversi. Non mi aveva detto che l’auto che acquistavo non aveva la presa per ricarica veloce ma solo il connettore tipo 2 che riduce il numero di colonnine disponibili e che la batteria in inverno riduce la potenza del 30%. E mi aveva prospettato una ricarica da wallbox domestica in 8 ore invece delle 12 necessarie.
Ho acquistato la wallbox ufficiale Renault per non aver problemi e, sempre il concessionario, mi aveva assicurato che il contatore domestico andava benissimo. Ma quando è saltata la luce diverse volte e ho sperimentato una ricarica lentissima (24 ore) ho capito che dovevo passare da un contatore da 3 a quello 6 KW.


Interessante è che quando l’elettricista ha installato la wallbox non riusciva a metterla in funzione perché la procedura era on line ma in garage non c’era campo. Possibile che i progettisti non pensano che nei garage interrati internet arriva poco e male?
Ma ritorniamo alle colonnine esterne, perché esistono tanti circuiti e alcune colonnine appartengono ad un circuito altre ad un altro? Le colonnine di Poste Italiane sono un bell’esempio: sono un po’ dappertutto ma nessuno sa dirti cosa devi fare per ricaricare, tantomeno gli Uffici Postali (non le gestiscono loro).
I media non ne parlano mai ma il problema delle auto elettriche non è trovare una colonnina ma trovare una colonnina che funzioni. E comunque se funziona la procedura è troppo lunga e complicata. Figuriamoci se con un auto termica si dovesse inquadrare il Qr e inserire i dati della carta di credito ad ogni rifornimento, ricevere il codice di verifica del pagamento, inserire la password…
Troppe app, troppi gestori, troppe colonnine fuori uso
La soluzione migliore sarebbe avere le colonnine con pagamento contact-less riferibili ad una centrale unica, con una unica App o carta fisica, per tutta l’Europa e un call center attivo 24/24 per l’assistenza
L’auto elettrica può andare bene come seconda auto se no mi sembra quasi un veicolo per appassionati, un po’ come un’auto d’epoca dove si è disposti a tutto pur di viaggiare. Sto addirittura valutando di acquistare un cavo per collegarmi alla presa domestica di amici a ricarica lenta per aggirare il problema delle colonnine, 48 ore per la ricarica, ma avere almeno la sicurezza di tornare a casa.
Per finire, l’ultima esperienza negativa. Proprio oggi ero da amici, che hanno anche loro da poco un’auto elettrica di un’altra marca ma sempre a 22KW con presa tipo 2. Ho provato a ricaricare dalla loro wallbox domestica ma non è stato possibile: il display mostrava il messaggio di ricarica impossibile. La wallbox è prodotta da Tesla. Non è compatibile con auto Renault?

La ricarica è tutt’altro che razionale
La ricarica per auto elettriche è tutt’altro che razionale: bisogna testare colonnina per colonnina, wallbox per wallbox nella speranza di poter ricaricare. Solo quando si è trovata la giusta soluzione si può sperare di ritornare nuovamente incrociando le dita…
Risolto il problema della ricarica alle colonnine resta quello dei costi. Perché le colonnine non presentano chiaramente il costo dell’energia ma lo scopri a ricarica effettuata? Come si spiega che le colonnine costano mediamente il doppio della ricarica domestica? Perché i gestori definiscono prezzi diversi? Non dovrebbe esserci un unico prezzo? In Svizzera ho pagato una ricarica tre volte tanto il costo di una ricarica domestica.
Riassumendo: i pro e i contro dell’auto elettrica
:(dati riferiti ad una Renault Zoe acquistata in Valle d’Aosta nel 2021 )
PRO
- rispetto dell’ambiente
- assenza di rumore
- costo energia ridotto (da Wall box in casa circa 15 euro per pieno batteria) autonomia reale di 300 Km, circa 5€/100Km, ulteriore riduzione dei costi con pannelli fotovoltaici
- manutenzione più semplice ed economica (in media 150 euro circa per il tagliando)
- esenzione bollo (per almeno 5 anni)
- parcheggi talvolta gratuiti
- uso dei freni molto limitato grazie al freno motore della ricarica
- aiuti statali e regionali nell’acquisto dell’auto (pagata circa il 50% del prezzo di listino ufficiale)
- ottima in zone montagnose perché in discesa si ricarica
CONTRO
- costo dell’auto maggiore
- colonnine con quattro tipi di prese, bisogna trovare quella giusta
- tempi di ricarica lunghi: 2 ore e ½ per colonnina, 12 ore con wallbox domestica, 48 ore con corrente domestica
- procedura per la ricarica complicata: inquadrare il QR, accedere al portale del gestore, inserire i dati della carta di credito, attendere il codice di verifica del pagamento, poi inserire ancora la password della banca (eccetto alcuni casi in Francia)
- in inverno riduzione della capacità della batteria fino al 30%
- oltre i 90 Km/h l’autonomia della batteria dichiarata si riduce notevolmente
- velocità massima 105 km/h (per rispettare i consumi dichiarati)
- maggior consumo dei pneumatici a causa del freno motore della ricarica e del peso maggiore dell’auto
- programmazione del viaggio limitata: se ci sono code o deviazioni la batteria si esaurisce prima del dovuto.
- acquisto e installazione di un a wallbox in casa con un costo di circa 1500 euro (finanziato al 50% dalla regione)
- durata limitata delle batterie (10 anni?)
- maggior deprezzamento dell’usato
I problemi alla colonnina (personalmente sperimentati)
- Non ha la presa giusta
- Non appartiene al circuito scelto (es. Nextcharge) e la tua App o carta fisica non serve a nulla, devi inquadrare il QR
- Inquadrando il QR non succede nulla
- Non c’è QR
- Non c’è collegamento internet e devi fare la procedura on line (es: parcheggio interrato)
- Inquadrato il QR non si riesce ad aprire la pagina del portale del gestore
- Il pagamento viene rifiutato senza motivo
- Il pagamento è accettato ma la ricarica non si avvia senza motivo
- La ricarica si avvia ma dopo poco si interrompe senza motivo (senza che tu lo sappia)
- La colonnina è fuori servizio ma lo sai solo dopo avere provato a ricaricare
- In caso di necessità di assistenza non sempre è presente un numero di telefono e Nextcharge risponde solo via mail dopo uno o due giorni
- Riguardo a una wallbox privata: è compatibile per KW e presa ma non ti permette di ricaricare: esempio compare il messaggio, manca la messa a terra o ricarica impossibile„. Alberto Patuasso
Risposta- Condividiamo in toto i “pro”, come è ovvio, ma solo parzialmente i “contro”. Prima di entrare nel merito, però, vorremmo ricordare ad Alberto che Vaielettrico non solo non ha mai smesso di denunciare quello che non va nell’ecosistema della mobilità elettrica, ma l’ha sintetizzato e raccolto in un “Manifesto dell’e-driver” che ha già ottenuto oltre mille adesioni e presto sarà presentato ai protagonisti della transizione elettrica, a partire dai decisori politici.
L’auto elettrica per tutti/ Metti una firma sul nostro “Manifesto dell’e-driver”
Perchè non ci convince in pieno il lungo elenco dei “contro”? Innanzitutto perché un conto sono le auto elettriche in se’, un altro la ricarica. E un conto sono i limiti fisici invalicabili di una tecnologia, un altro i problemi organizzativi nella gestione di un servizio. I primi non impediscono affatto di soddisfare tutte le esigenze di mobilità della stragrande maggioranza degli automobilisti (forse non è il caso della Zoe che infatti è fuori produzione da più di due anni).
I secondi, sui quali si accanisce con qualche ragione Alberto, sono in larga misura il frutto di una serie di distorsioni ed errori accumulati nella fase pioneristica della transizione elettrica. Non è solo l’auto elettrica a soffrirne, ma ogni nuova tecnologia, almeno nei primi anni di adozione. Pensiamo alla telefonia mobile, ai pagamenti automatici, alla digitalizzazione in genere. Qui, a nostro giudizio, non si tratta di elencarli come “contro”, quanto invece di trovare soluzioni. Formare i venditori perchè diano informazioni corrette ai nuovi elettromobilisti; uniformare, semplificandole, le procedure di ricarica nelle colonnine di tutti i gestori; ottenere un livello accettabile di affidabilità nell’hardware e nel software dei caricatori. Nulla di impossibile, insomma.
- LEGGI anche: Autotorino: «L’auto elettrica non torna indietro, ora infrastrutture e fiducia» e guarda il VIDEO




Vorrei dire al proprietario della Zoe di depennare il vantaggio di non pagare il bollo. Dal sesto anno in poi va pagato.
Sei in errore: Alberto vive in Valle d’Aosta, nel suo caso l’esenzione dura per 8 anni
@Francesco: Un “super sostenitore della mobilita’ elettrica” ed ha una termica con la presa?
E’ sicuro di conoscere abbastanza il mondo dell’elettrico?
Dopo 5 anni di guida in elettrico ancora ricarica inquadrando il QR… Non lo so Rick…
A volte purtroppo e’ quasi inevitabile, e’ capitato un paio di volte anche a me di recente, che sono un “veterano” delle ricariche, provvisto di una racolta delle principali app e di un bel ventaglio di tessere RFID:
– in Alto Adige da giugno, dove buona parte delle stazioni di ricarica sono in gestione a Neogy-Alperia. Questi d’improvviso (senza minimam avvisare i propri clienti) hanno dismesso la loro app, (se ne parla qui: https://www.forumelettrico.it/forum/cessazione-di-neogy-e-passaggio-ad-alperia-t46322.html) lasciando sul momento al malcapitato o di avviare la ricarica in roaming con qualcun’altro (app o RFID non importa) ma con costi quasi doppi, o di ricorrere al loro QRcode per poter usufruire delle loro tariffe in effetti convenienti
– piu’ di recente mi trovavo in Germania, colonnina AC comodissima presso dove alloggiavo … le mie principali app in roaming mi indicavano esplicitam che la colonnina era avviabile solo con la RFID, ma avvicinandole la colonnina dava errore. A quel punto avrei potuto solo o scaricarmi la app di quell’operatore locale (registrarmi, validare l’email e il telefono, aggiungere e validare la cc, etc), o ripiegare sul QR appiccicato alla colonnina…
Mamma mia, tutti fenomeni, compresa la redazione debbo dire che è parsa davvero poco comprensiva con il povero Alberto. Mah, io ho una plugin che ricarico quasi sempre a casa grazie anche ai pannelli FV, ma le poche volte che mi sono avventurato con la ricarica alle colonnine è stato spesso un calvario, almeno fino a che non mi sono dotato anch’io della benedetta Rfid, “charge map” nello specifico. Quindi i problemi, ecosistema Tesla a parte, ci sono piantatela di negarlo e lo dico da super sostenitore della mobilità elettrica, non fosse che per le enormi potenze e coppie che regala al prezzo (per le cinesi) di una segmento B/C endotermica.
La pensi come le pare, scriva quel che crede sulla sua esperienza in plug in, ma non tiri in ballo la redazione che i problemi (quelli veri) li denuncia ogni giorno.
voglio rimarcare qui quanto indicato più già da @Yoshke … che è importante!
NON inquadrate mai codici QR su adesivi applicati !
sono possibili (probabili) fonti di truffa con redirect a siti pericolosi… Meglio usare quelli presentati dal display delle colonnine..
nb: il pericolo dei QR code vale sempre e comunque… non solo per le ricariche… anche pannelli turistici informativi etc…. Possono essere contraffatti e dirottare a siti malevoli ove “caricare” malware ☠️⚠️
Vaielettrico ne scrisse due anni fa: Occhio al “quishing”, la nuova truffa alle colonnine
L’esperienza con la mia Skoda, dopo 6 anni 100.000 km è ampiamente positiva, i contro sono baggianate che impallidiscono al solo “pro” dell’inquinamento, tutto il resto sono chiacchiere, zero o quasi inquinanti nell’aria ma cosa volere di più..
Poi se vanno a regime le baggianate ben venga…
Io prima della Tesla avevo diverse app di ricarica e almeno 3 tessere RFID attive. Le richiedi una volta e sei coperto ovunque. È capitato che sulla stessa colonnina un’app non funzionasse e l’altra si, oppure che da app risultasse fuori servizio ma con tessera partisse la ricarica. Diciamo che se hai bisogno della rete pubblica devi avere un piano B e uno C.
Altrimenti ti prendi una Tesla e non hai nessun problema
buon per te Daniele che hai abbastanza SUC attorno per goderti la Tesla…
ove mi muovo io ne vedo tante di M.Y., M.3, M.S. … ma sia nell’interno che sulla costa che frequento settimanalmente i SUC sono ad almeno 40km… o dentro strutture turistiche….
In compenso vedo sempre nuove installazioni HPC … che mi auguro vengano attivate (e mantenute efficienti in servizio) un po’ ovunque, pure in minuscoli paesini poco conosciuti pure dai corregionali 😂 (ma molto frequentate da nord europei 😉)
SI può ricaricare facilmente sulla colonnina delle poste utilizzando la tessera RFID di Enel ad esempio, senza inserire ogni volta i dati della carta di credito
In Europa siamo ancora agli albori delle BEV, ancora devono arrivare le ricariche MegaWatt .. tra pochi anni con nuovi veicoli (ed autonomie molto maggiori, tempi di ricarica più veloci) la volta in cui dovremo affrontare questi “rischi” di ricarica fallita saranno meno della metà delle volte in cui è capitato ad Alberto di avere problemi (con una BEV piccola e un po’ datata) rispetto ad un “sig. Rossi” che magari fa gli stessi spostamenti con una BEV con batteria maggiore e ricarica più veloce (anche se comprata usata) e quindi deve rifornire la metà delle volte….
Le tecnologie elettroniche evolvono molto rapidamente… 30 anni fa uscivo in giro con cellulare e-tacs e anche 2 batterie “verdi” addosso perché stava si e no 6 ore in stand-by !! Adesso lo smartphone (usato continuamente) lo carico in pochi minuti e sta in uso “pesante” due giorni…..
Non avremo la “Legge di Moore” per le batterie… ma la velocità con cui stanno arrivando novità HW & SW è impressionante…ed accelererà pure…
L’importante è comprare una vettura già “dimensionata” per le proprie necessità medie… compatibilmente col budget.. e magari prepararsi sempre a rinnovarla ogni tot anni (se quella “limitata” può bastare ad esigenze di altri, in famiglia o acquirenti usato) con un modello più evoluto (non necessariamente nuovo di zecca).
ps.. stessa cosa col cellulare…. sta uscendo Android17 … perché rimanere ad Android10 con tutti i rischi che si corrono con sw antiquati ed attaccabili ? Ormai i cellulari ospitano tanti dati privati e sensibili, per non parlare di app bancarie o sistemi di identificazione pubblica come CIE/SPID e IO.
Ho scelto la Kona 64 nel 2020 invece della Zoe e non avevo nessuna applicazione sul telefono…oggi ne ho ma ne faccio un uso limitato…mi sono dotato da subito di tessera RFID …non aggiungo altro! Anzi faccio notare che sono andato al collaudo con 87000 km e non mi è stato detto niente sulle gomme che avevo preventivamente fatto controllare dal gommista…sono ancora nei limiti ( primo treno di gomme)
L esperienza di Alberto ci dimostra che per essere fruitore di auto elettrica o si è un nerd 🤓 super informato e soprattutto aggiornato su tutto oppure nei viaggi si va incontro a seri problemi…. L utente medio non vuole sbattimenti o si semplifica ecosistema elettrico oppure questa tecnologia è destinata ad un ruolo marginale. Putroppo!
Non è necessario essere un nerd per scaricare un’app e procurarsi un RFID card che funzionano in tutta Europa: c’è una via di mezzo tra essere un nerd e andare allo sbaraglio.
e secondo te l’utente medio sa cosa sia una RFID card e sopratutto dove poterla reperire ? ma sei serio ??
A quale Paese si riferisce, il Burundi?
Purtroppo parlava dell’ Italia dove le bev sono viste come oggetti con tecnologia aliena.
Oggi come oggi, vuoi o non vuoi se no hai dimestichezza con app non puoi nemmeno accedere ai siti ufficiali della pubblica amministrazione con la CIE che ha sostituito quella cartacea.
D’altra parte tra non molto scatterà l’obbligo di poter pagare direttamente tramite POS in ogni colonnina e questo dovrebbe risolvere alla radice il problema della ricarica con app e RFID.
Sulle auto elettriche c’è da dire che ci vorranno ancora alcuni anni prima di trovare auto che in ogni segmento si ricarichino in 5 min 5 e permettano di percorrere 500 km filati ad andatura autostradale. Nel frattempo è opportuno che chi si attinge ad acquistare una BEV accenda quel neurone (che abbiamo tutti) per informarsi e capire che prodotto ci propina un venditore, cosa offre la tecnologia attuale e cosa serva realmente per le nostre esigenze. Almeno per i prossimi 2-3 anni non ci si può permettere di acquistare a scatola chiusa, nemmeno le auto termiche ibride e ancor meno le plugin che sono in non plus ultra delle complicazioni automobilistiche (tra motore termico che fa da solo generatore o collabora a far muovere le ruote, motori elettrici multipli (di trazione o d’ausilio per far sincronizzare il termico con l’elettrico principale e un terzo che fa da generatore convertendo la rotazione dell’albero del motore termico in elettricità), batterie per accumulare l’elettricità usata per il motore elettrico principale, convertitori di corrente da DC a AC e viceversa in caso di auto plugin.
Almeno una BEV si limita a un motore elettrico di trazione (2 se AWD) che funge anche da generatore in frenata, convertitore AC/DC e viceversa e batteria. Una bella semplificazione che riduce le probabilità di guasti e la manutenzione necessaria. Il punto a mio avviso è identificare la BEV con il miglior rapporto qualità prezzo che abbia ricarica in AC/DC (almeno a 11 kW) e DC/DC con una potenza media tra il 10% e il 90% di non meno del doppio della capacità della batteria (ovvero 2C). Per finire una batteria non inferiore ai 50 kWh sulle segmento A/B e non sotto i 60-70 kWh sulle segmento C. Questo per i prossimi 2,3 anni. Dal 2030 mi aspetto batterie da almeno 70 kWh sulle segmento A,B e ricarica a non meno di 4-5C.
Sintesi espansa geopolitico-culturale-educativa di Paolo sugli automobilisti del pianeta Terra:
– l’8.1% degli italiani “sono nerd super informati e soprattutto aggiornati su tutto”; al contrario, il 91.9% usa quotidianamente la pala per caricare il carbone, ha difficoltà a capire perché quelle piatte non vanno bene e sostiene il Governo.
– il resto del pianeta: https://www.iea.org/data-and-statistics/charts/global-electric-car-sales-2020-2026
oddio…. visto come vanno le cose ultimamente potrebbe anche essere vero….
Perché “potrebbe”?
Semmai ci dimostra che l’italiano medio non è capace di prendere 2 informazioni più che pubbliche ( “non mi è stato detto che la Zoe non aveva ricarica rapida” e avere almeno una tessera RFID per effettuare un a ricarica esattamente come avverrebbe con una carta contactless).
Poi sorvoliamo sul fatto che abbia ancora uno smartphone su cui non gira android 10: si parla probabilmente, considerando che tutti aggiornano almeno ad un paio di release, di roba più vecchia di 10 anni.
Mah, Alberto su alcune cose eccede (io ‘sto maggior consumo di pneumatici nn lo vedo, sara’ vero se guidi in modo aggressivo, ma dipende da te), su altre ha fatto una scelta sbagliata (nn pigliare il modello provvisto di ricarica DC) e ha peccato di ignoranza (=nn si e’ adeguatam informato preventivamente) risp alla riduz dell’autonomia in inverno e alle alte velocita’, ma non lo carichiamo anche di “colpe” immeritate:
– la RFID Nextcharge la possiede, ed e’ vero che nn copre tutto. Ma usare un app (la loro od un’altra) e’ comunque spesso preferibile: per sapere quanto ti faranno pagare, o perche’ con un’altro venditore quella colonnina puo’ costarti parecchio di meno, o per godere della promozione/voucer/codice sconto che con la RFID non viene riconosciuta, o semplicem per trovare il punto di ricarica disponibile in zona. Qundi la RFID da sola non basta, ce ne vogliono alcune di piu’ circuiti, ed alcune app, (quelle dei proncipali circuiti, e quella che ti indica il circuito piu’ conveniente…). Purtroppo.
– avere un telefono vecchio non e’ una colpa se per quello che lo usa gli basta. E se la app che usava fino a ieri oggi nn va piu’ perche’ da oggi non supporta piu’ quel vecchio sistema operativo e’ piu’ colpa sua o piu’ di quell’app che pur sapendo di lui nome, telefono, indirizzo, mail e CC non si e’ degnata di comunicargli con adeguato anticipo l’abbandono del supporto al suo sistema operativo?
A giugno mi e’ capitato qualcosa di simile in Alto Adige davanti ad una colonnina Neogy: apro la loro app (la possiedo poiche’ ci vado frequentemente, nn hanno la RFID, e con la loro applicaz si paga quasi la meta’ risp a qualsiasi altro circuito), ma … non va piu’: un msg mi indica che e’ stata dismessa e che va scaricata l’ app. di Alperia. Provvedo, mi ri-autentico, re-inserisco anche la carta, con relativi controlli di mail, tel e autenticaz carta ma al termine … sorpresa, quella funzia solo se sei anche loro cliente di luce e gas! Dopo almeno 20 min persi a capire cosa fosse successo ho finalmente trovato il piccolo QR appiccicato sulla colonnina, che mi ha comunque costretto a tutti i passaggi (fallimenti compresi) ben descritti da Alberto prima che riuscissi a farla partire. Un calvario!
Anzi, ‘sta cosa delle colonnine “adeguate” al pagamento con bancomat tramite adesivi qrcode, a parte il rischio di finire su siti truffa, e’ comunque una cosa troppo macchinosa per il cliente, un escamotage inaccettabile per risparmiare alla ditta di provvedere all’apparecchietto apposto sulla colonnina che legga direttamente il contactless del bancomat
Tutti i problemi di rete internet app android 10…? Risolveva con tessera RFID Electroverse, evdc, nextcharge.
Punto.
Direi che il problema di Alberto è stata essenzialmente fare un acquisto nella totale inconsapevolezza. Ha acquistato senza sapere che acquistava un veicolo che non caricava in DC …”ha chiesto al venditore”….che lo ha rassicurato inoltre anche sulla ricarica a casa con wallbox (tutt’oggi tutti parlano di wallbox necessaria senza sapere che se 3kW hai 3kW puoi dare…). Il venditore….ahimè….tanti incompetenti (a pensar bene) e dun bel po’ disonesti.
Insomma Alberto che vuole usare la zoe senza caricatore DC per viaggiare è come uno che vuole fare il giro d’italia con la mountain bike…lo fai ma lo fai male…ma non lamentarti è solo colpa della tua “inconsapevolezza”..
Si, concordo su tutto quello che scrivi, ma ad Alberto va riconosciuto che su alcune altre cose di cui scrive ha le sue buone ragioni da vendere
Tessera Nextcharge l’ha ma non sempre basta, oltre a costare spesso un botto piu’ delle altre, Electroverse puo’ essere un altra utile certo da avere, tessera Evdc eì disponibile solo da circa 20 gg , costa non poco, consegna indicata in 30gg lavorativi … credo che al momento non la abbia ancora quasi nessuno. Tu si?
Di Android 10 ne ho gia’ scritto sopra, che le app nn comunichino con adeguato anticipo la dismissione del supporto ai propri clienti e’ inaccettabile
O magari investa 100 euro per un device più moderno!!
Che diventa vecchio domani…..