Pro e contro l’auto elettrica: dove sta la verità? Il racconto di Alberto ha suscitato le critiche di due storici lettori di Vaielettrico, entrambi convinti che le difficoltà di ricarica non bastino a far pendere la bilancia in sfavore delle auto elettriche. Il dibattito resta aperto. Per dire la vostra: info@vaielettrico.it.
1) Mai generalizzare: solo il frutto di scelte sbagliate
“Con riferimento all’articolo in cui il lettore con la Zoe senza ricarica in DC lamenta problemi, desidero aggiungere 2 elementi importanti.
1) Errata generalizzazione dei problemi: pretendere di fare un viaggio lungo con una BEV senza la ricarica in DC è innanzitutto quello il vero problema. Tutto il resto è quasi secondario. Sarebbe come aver comprato un triciclo e lamentarsi di aver problemi a fare Milano Napoli.
E poi descrivere questo come un problema del triciclo, e non di una errata scelta del mezzo! Infine, ciliegina sulla torta, indicare questo come uno svantaggio di tutte le BEV, sbagliando clamorosamente e facendo anche disinformazione, soprattutto per chi si vorrebbe avvicinare alla mobilità elettrica e crede che siano quelli inevitabilmente i problemi da affrontare. Chiunque direbbe “no grazie”, anche io stesso lo avrei detto.
2) Organizzazione: le ricariche pubbliche si organizzano prima di mettersi in viaggio. Chiunque viaggi con auto elettriche lo sa. In un certo tragitto occorre abbonarsi PRIMA agli operatori di interesse, e non fare gli abbonamenti e le registrazioni durante il viaggio, con una inevitabile perdita di tempo che sarebbe stata tranquillamente evitata facendolo dalla poltrona di casa il giorno prima. Oltretutto i pagamenti con pos sono diffusi soprattutto sulle stazioni in DC, e dunque inevitabilmente il nostro lettore non ne ha incontrate, pensando addirittura che non esistano per nulla.

Riassumendo, tutto il lunghissimo elenco di cosiddetti punti negativi dell’auto elettrica, sono quasi esclusivamente problemi legati al modello inadeguato agli utilizzi da lui fatti, uniti a problemi organizzativi non correttamente gestiti. Un mix micidiale, in cui l’auto elettrica in generale ha ben poche responsabilità„. Ing. Marco Scozzafava
2) Un anno ad informarmi, ma è la strada che fa scuola
“Ho letto lo sfogo del lettore, in parte comprensibile, ma in larga parte testimonia l’approssimazione sia del venditore che non lo ha informato correttamente, sia del lettore che “ha preso tutto per buono” senza informarsi al meglio prima dell’acquisto ed anche dopo, vien da dire.
Io ho passato un anno ad informarmi, da fonti attendibili, prima di selezionare una rosa di vetture adatte per poi arrivare alla scelta definitiva, non prima di una prova su strada. Quando sono arrivato dal concessionario il venditore, peraltro informato, mi disse che gli pareva che sapessi già quello che c’era da sapere ed anche al momento della consegna ne sapevo persino di più dell’addetta che mi ha scherzosamente proposto di spiegare l’auto al cliente successivo mentre lei preparava i documenti.
Vero che ero informato e conoscevo i comandi principali e menù vari, ma poi quando hai l’auto in mano ci si affina e si impara (di più) strada facendo. Anche se ricarico a casa il 95% delle volte, ho scaricato App e richiesto tessere, in modo da essere pronto e poi ho fatto alcune ricariche da diversi operatori per verificare il funzionamento della ricarica (colonnina, procedure, APP e tessere). Ritengo assurdo affidarsi solo a Nextcharge e codici QR, tanto più dopo aver riscontrato delle problematiche.

Quale che sia l’ambito, bisogna informarsi
Ha ragione il lettore Patryk quando dice che era sufficiente richiedere alcune Tessere Rfid e secondo me ha torto il mio omonimo quando afferma che per usare l’auto elettrica bisogna essere un nerd; sul sito abbiamo letto molte testimonianze di 80enni, non nerd, che non hanno avuto problemi.
Io dico sempre che il consumatore informato fa scelte consapevoli e vale anche per gli automobilisti. Anche con le termiche dovresti informarti prima di spendere dei bei soldini e non fare come alcuni conoscenti che dopo 2 anni che usano l’auto non sanno se hanno i fari led o alogeni e come quello che non sapeva se aveva acquistato la Yaris Cross da 116 Cv o da 130. Ho un amico che potremmo definire nerd, 10 anni meno di me, che giorni fa mi ha scritto per chiedere info in quanto avrebbe voluto comprare una BEV.
I veri problemi? Affidabilità e prezzi
Come detto, io ricarico a casa, ma quando sono in giro ogni tanto guardo le colonnine sul mio percorso e devo dire che il vero problema per quel che mi riguarda sono quelle “non attivate” piuttosto che non funzionanti. Poi, chiaramente, i prezzi fuori mercato ed illogici; mi sta bene pagare di più per una 300 kW rispetto ad una da 75 o da 22, ma accade il contrario ed ecco che la colonnina da 75 (Enel) costa 0,72 e quella di Electra da 300/350 invece costa 0,69. Non c’è logica. Vero che in genere le colonnine non espongono il prezzo dell’energia così come fanno i benzinai, ma io ho sempre trovato il prezzo sul display della colonnina oppure sull’app.
Fatte le debite valutazioni, la tecnologia avanza e rende obsolete le apparecchiature precedenti; ricordiamoci quando con la seconda fase del digitale terreste i televisori, anche se recenti, di colpo non andavano più bene. Idem le auto elettriche con il problema delle prese, vedi quelle auto che hanno la ChaDeMo. E vedi i telefonini che usavano standard diversi per la ricarica … E si ritorna quindi alla necessità dell’informarsi prima cosa valida per ogni acquisto.
Se compri casa non ti informi della presenza in zona dei mezzi pubblici, di supermercati, dottori e scuole? O compri casa nel deserto e poi ti lamenti di essere isolato dal mondo?„ Paoblog (Paolo)
Non sparate sul “soldato” Alberto
Risposta- Alberto, il protagonista di alcuni viaggi in Zoe che definisce un’Odissea, sarà anche in gran parte causa dei sui mali. Tuttavia, Marco e Paolo, non per questo merita la gogna. Anzi: secondo noi meritano un plauso il suo tempestiva passaggio all’auto elettrica (cinque anni fa non era da tutti) e il coraggio con cui si avventura fuori dalla sua comfort zone. Ovvio che facendolo episodicamente, un pò alla garibaldina e con un mezzo inadeguato inciampi nei classici errori del principiante. Ma l’utilizzo di una qualsiasi auto non può richiedere competenze da addetto ai lavori. Se vogliamo che diventi di massa, deve essere più semplice, più intuitivo e più conveniente. Non si scappa. Ragion per cui ci sentiamo di dire: non sparate sul “soldato” Alberto.
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La Zoe è terribile per la potenza di ricarica veramente bassa. Basterebbe che fosse almeno a 100-120 kW per cambiare parecchie cose.
Per il discorso ricarica basta Tesla e fa tutto lei.
Però la Zoe ha il vantaggio che in AC carica a 22, cosa che pochisimi modelli fanno. E in città si trovano soprattutto colonnine AC.
Quella con le maniglie che scompaiono?
Ma certo ben vengano persone come Alberto, che sicuramente con l’acquisto della prossima avrà il suo bagaglio di esperienza da cui partire..
Io sono stato fortunato in parte (quella sempre ci vuole…) e accorto e informato dall’ altra, consapevole di cosa sarei andato incontro…
Va considerato che per procedere ad una scelta sensata nel campo automotive al giorno d’oggi occorre un approccio molto “ingegneristico” oltre che da ” commercialista” perché le valutazioni tecniche da fare per orientarsi tra le varie tipologie di motorizzazioni son tantissime, specialmente se l’orizzonte temporale prospetta grandi cambiamenti (per chi si sposta di almeno 15000km/anno per diversi anni “azzeccare” o “sbagliare” la scelta può comportare consistenti risparmi o perdite di soldi.
Alcuni fattori sono imprevedibili ed incontrollabili (come i futuri andamenti dei prezzi idrocarburi nei prossimi mesi e, forse, anni… dato che molte raffinerie vengono continuamente bersagliate in due distinti conflitti e le conseguenti disponibilità di benzina e gasolio quotate a prezzi che crescono quasi verticalmente. soprattutto se si tiene conto che per ripristinar le perdute capacità di raffinazione occorreranno diversi anni….
Va aggiunto che neppure nei punti vendita auto spesso si riescono ad esaminare correttamente tutte le necessarie variabili per scegliere; a volte per non puntuale ed ampia conoscenza dei venditori (“consulenti”, come vengono attualmente ribattezzati) che occorre ricordare che comunque son pagati per massimizzare il guadagno loro e della ditta per cui lavorano e quindi aver la “tendenza” a “suggerire” prodotti magari più “spinti” dalla concessionaria (perché magari con stock già pieni di certe motorizzazioni) o dalla casa produttrice che impone sempre mix prodotti obbligatori cui è molto difficile se non impossibile opporsi pena decadenza del mandato o altre forme indirette di ritorsione..
In buona sostanza occorre raccogliere molte informazioni per conto proprio e ragionare (e far calcoli e confronti) non sempre a portata di tutti perché magari alcune caratteristiche del T.C.O. si scopriranno solo a posteriori (difficile valutare quanto peserà la manutenzione ordinaria “base” e quelle esigenze comunque prevedibili in base al proprio modo di usare il veicolo (es. quante sostituzione di parti sospensioni/braccetti/freni/frizioni/parti del cambio meccanico o automatico etc). Ognuno ha una pregressa esperienza del “suo” modo d’uso…. io ad esempio ho visto i casi di molte migliaia di clienti nella mia vita lavorativa e quindi posso avere opinioni parecchio divergenti; certo è che di vetture completamente elettriche in Italia ancora non abbiamo grandi esperienze perché abbiamo quote vendute e circolanti molto basse: non sarà neppure di grande aiuto la grandissima frammentazione dovuta a tanti (forse troppi) marchi/modelli distribuiti per la vendita senza magari avere adeguate strutture di assistenza/magazzino post-vendita…
Tra l’altro in alcune nazioni si stanno già verificando pericolosi casi di insolvenza delle case madri cinesi nei confronti dei gruppi concessionari, esposti per centinaia di migliaia di euro…. So cosa significa perchè ho passato anche alcuni anni a gestire la contabilità di una concessionaria, con le problematiche legate alle “compensazioni” con la casa madre che poteva anche creare grossi scompensi finanziari in base a certe loro scelte..
In definitiva forse le vetture orientali potranno sicuramente essere molto competitive ed attraenti ma per parecchi anni a venire rappresenteranno una incognita per la continuità di gestione dell’auto e quindi del valore residuo (anche se molti dei nostri marchi europei non se la passano e passeranno bene … quindi che vettura scegliere non sarà solo dettata dalla tecnica, dalla linea, dal prezzo… ma anche dalla possibilità che continui in futuro ad essere mantenibile e rivendibile… a prescindere dalla motorizzazine e “carburante” usato)
nb; IMHO 😉
Quando ho preso l’ auto 6 anni fa il venditore non sapeva nulla, sembrava avesse a che fare con un oggetto capitato lì per caso da un teletrasporto extraterrestre, e da quel punto di vista non credo siano cambiate molto le cose.
son “fuori” da qualche anno dalle concessionarie (faccio altro ora 😀) ma magari tra qualche mese farò un giro … visto che la mia BEV entrerà nel V anno d’uso (cui in genere cambio)… Son curioso anche io di verificare quanto saranno preparati, con quale convinzione “promuoveranno” un prodotto piuttosto che un altro..
Molto dipenderà dalle situazioni internazionali (mix prodotti del marchio – margini guadagno diversi – stock concessionari – prezzi carburanti / energia – politiche europee e nazionali di incentivazione/disincentivazione e tasse ). Ovviamente anche il livello della struttura di vendita fa la differenza nella preparazione professionale, ma anche dall’ “animus” delle persone con cui ci confrontiamo….
Peccato che sei “fuori” da quel giro perché venditori come te ne servirebbero.
@Daniele, ti rispondo qui..
grazie per il complimento ma non sono mai stato un venditore nelle concessionarie ove invece ho gestito officina/ logistica / consegne/ contabilità (ah! il passaggio anticipato all’€uro 😂😂 imposto dalla casa con doppia valuta per “abituarci prima” dell’entrata in vigore e comparare i vari paesi).
Appassionato fin da piccolo ho avuto l’opportunità di stare nel “paese dei balocchi” per 30 anni… ma poi è arrivato il momento di cambiar vita… e non rimpiango nulla.
Però la mia più grande soddisfazione è sempre stata quella di essere d’aiuto ai clienti (che è sempre un grande piacere incontrare in giro…visto che son diventati praticamente amici). Sempre meglio essere onesti con le persone, non nascondere i problemi e cercare invece di impegnarsi a risolverli con impegno e pazienza…
Ora cerco di aiutare coloro con cui parlo ed espongo il mio punto di vista ( basato sulle esperienze non solo personali ma di varie migliaia di clienti differenti).. e posso dare suggerimenti basati anche su quanto potrebbe cambiare a breve (e le auto sono investimenti molto “pesanti”… un acquisto inadeguato si paga a lungo nel tempo…)
La situazione internazionale poi sta diventando pure critica (dedicando molto più tempo per seguire fonti informative, anche internazionali e di borsa)
https://www.reuters.com/commentary/reuters-open-interest/us-refiners-face-historic-stress-test-global-crisis-looms-2026-08-24/
Penso che se pochissimi son interessati all’aspetto della salute (propria, della popolazione o del pianeta Terra) tra poco in milioni di persone dovranno ri-valutare le proprie scelte/possibilità… ed elettrificare consumi e produrre con F.E.R. sarà la via più rapida ed efficace, sia a livello aziendale che “sistema paese”.
ps se puoi @Daniele personalizza di piu il Nick… così ti riconosco tra gli “omonimi”
Ciao e grazie ancora 👋