Prima le auto elettriche o le colonnine? Dipende: nelle città del Nord, per esempio….

auto elettriche o colonnine





Ogni analisi sulla diffusione delle mobilità elettrica si scontra con il classico dilemma “dell’uovo e della gallina”: in altre parole, vengono prima le auto elettriche o le colonnine? Prova a rispondere il professor Francesco Luigi Milone del Politecnico di Torino, che assieme al professor Giulio Zotteri ha concluso e si appresta a pubblicare un innovativo studio sull’interazione tra diffusione delle auto elettriche e sviluppo delle infrastrutture di ricarica in Italia.  Lo studio sarà la base di discussione per l’evento del 21 maggio a Roma “Barriere economiche alla diffusione dell’auto elettrica” organizzato da ECCO Climate in collaborazione con Vaielettrico.

Il mercato dell’auto elettrica, spiega il professor Milone, si caratterizza per una sua «esternalità incrociata»:

  • i consumatori acquistano auto elettriche solo se esiste una rete di ricarica capillare;
  • gli operatori investono nelle colonnine soltanto se cresce il numero di veicoli elettrici circolanti.

Questo crea una fase iniziale di stallo, particolarmente evidente in Italia, dove le immatricolazioni restano intorno al 4-5% e la densità di colonnine è ancora molto inferiore rispetto al Nord Europa.

Incentivare le auto ha più impatto. Ma solo nelle aree ricche

Lo studio mostra però che la situazione è più complessa di quanto spesso venga raccontato. A livello nazionale, incentivare l’acquisto di auto elettriche sembra avere un impatto maggiore rispetto agli incentivi per le infrastrutture: un raddoppio dello stock di auto elettriche porta a un aumento del 45% delle colonnine, mentre un raddoppio delle colonnine genera in media solo un +19% di immatricolazioni EV.

auto elettriche o colonnine

Tuttavia, Milone sottolinea che la media nazionale nasconde realtà molto diverse. Il mercato italiano è composto da molti «sottomercati regionali», influenzati da fattori socioeconomici differenti. In alcune aree — soprattutto urbane, ad alto reddito e con popolazione giovane — aumentare le infrastrutture di ricarica accelera fortemente la diffusione dell’elettrico. In altre zone, invece, soprattutto rurali o a basso reddito, la semplice presenza di colonnine non basta: servono incentivi diretti all’acquisto delle auto.

auto elettriche o colonnineTra i fattori che incidono maggiormente emergono:

  • reddito disponibile;
  • età media della popolazione;
  • densità abitativa;
  • abitudini di mobilità quotidiana;
  • caratteristiche territoriali e geografiche.

Il rischio di una transizione a due velocità

Lo studio evidenzia anche il rischio di una transizione “a due velocità”: Nord e grandi città avanzano rapidamente verso l’elettrico, mentre Sud e aree interne rischiano di restare indietro se le politiche continueranno a essere uniformi su scala nazionale.

Per questo Milone propone una strategia basata su politiche nazionali ma differenziate regionalmente, calibrate sulle caratteristiche economiche e sociali dei territori. In alcune regioni avrebbe più senso incentivare l’acquisto dei veicoli, in altre investire soprattutto sulle colonnine.

L’intervista affronta anche il ruolo dell’industria automobilistica e degli operatori della ricarica. Secondo Milone, molte aziende stanno già adottando logiche selettive, concentrando le infrastrutture nelle aree urbane e turistiche dove il ritorno economico è più favorevole. Tuttavia, manca ancora una visione complessiva basata sui diversi sottomercati italiani.

Una transizione ecologica a trazione regionale?

Infine, il professore amplia il ragionamento all’intera transizione energetica. Lo stesso approccio metodologico potrebbe essere applicato anche ad altri ambiti, come:

  • efficientamento energetico degli edifici;
  • accumuli;
  • autoproduzione da rinnovabili;
  • processi industriali.

L’idea di fondo è che la transizione ecologica non possa essere gestita con strumenti identici ovunque, ma richieda politiche territoriali mirate, costruite sulle specificità economiche, sociali e geografiche delle diverse aree del Paese. Nella realtà italiana quindi, gli incentivi dovrebbero essere disciplinati e gestiti dalle Regioni.

Se ne parlerà il 21 a Roma, con ECCO e Vaielettrico

C’è da scommettere che questa “provocazione” terrà banco a Roma, giovedì 21 prossimo, nei dibattiti organizzati dal think tank ECCO Climate con Vaielettrico sul tema: “Barriere economiche alla diffusione dell’auto elettrica“.

La sede è CEOforLIFE Clubhouse, Piazza di Monte Citorio 116, Roma, dalle  15.00 alle 17.30. I lavori prevedono due distinti momenti, uno dedicato al confronto fra gli stakeholder della mobilità sostenibile, l’altro al confronto con i decisori politici. L’evento si tiene nell’ambito della “Settimana della sostenibilità” promossa da ASviS.

QUI IL LINK PER LA REGISTRAZIONE

Questo il Programma:

INTRODUZIONE AI LAVORI
Massimiliano Bienati, Responsabile Politica Trasporti, ECCO
15:00-16:30. Prima parte: “ Flotte aziendali, infrastrutture di ricarica, oneri e fiscalità: quali leve per lo sviluppo del mercato dell’auto elettrica in Italia?

Caterina Molinari, Senior Policy Advisor Finanza, ECCO

Intervistata da: Eleonora Rinaldi, Press Officer, ECCO

TAVOLA ROTONDA
Andrea Boraschi, Direttore, Transport & Environment Italia
Andrea Cardinali, Direttore, Unrae
Francesco Naso, Segretario Generale, Motus-E
Marc-Oliver Rossi, Chief Commercial Officer, Atlante Italia e Svizzera
Andrea Zatti, Docente di finanza pubblica e politiche pubbliche, Università di Pavia
Moderano: Massimo Degli Esposti e Mauro Tedeschini, Vaielettrico

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16:30-17:30. Seconda parteSviluppi normativi e coerenza con gli obiettivi di transizione energetica e climatica nei trasporti

KEYNOTE SPEECH
Enrico Giovannini, Co-fondatore e Direttore Scientifico, ASviS

PANEL DI DISCUSSIONe
Alessandro Cattaneo, IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, Camera dei Deputati*
Massimo Milani, Segretario VIII Commissione Ambiente, territorio, Lavori Pubblici, Camera dei Deputati
Antonio Misiani, Vicepresidente Commissione Bilancio, Senato della Repubblica
Dario Tamburrano, Parlamentare Europeo e Shadow Rapporteur Commissione Trasporti sulla proposta di nuovo Regolamento per le Corporate fleet
Modera: Davide Panzeri, Responsabile Politiche Italia-Europa, ECCO

CONCLUSIONI
Matteo Leonardi, Co-fondatore e Direttore Esecutivo, ECCO

  • Per chi non potrà essere a Roma e partecipare in presenza, è possibile richiedere l’accesso alla diretta streaming A QUESTO LINK

SCOPRI DI PIU’QUI

Per maggiori informazioni, contattare: Matteo Viola, Events & Communications Officer, ECCO
matteo.viola@eccoclimate.org.

  • LEGGI anche: “La palla al piede dell’auto elettrica? Il fisco su ricarica e flotte aziendali” e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (3)
  1. Il problema è che l’auto elettrica serve realmente (intesa come necessità reale di cambiamento) nelle città dove si hanno problemi di smog, limitazioni alla circolazione, aree A B C fino alla Z, regole che cambiano a ogni cambio di governo etc. Con l’elettrica sai che puoi circolare oggi ma potrai anche domani. Peccato che mediamente in queste grandi città pochissimi possono ricaricare a casa.
    Nelle zone rurali invece la percezione di utilità dell’auto elettrica è molto bassa sebbene paradossalmente quasi tutti potrebbero ricaricare a casa e ne avrebbero vantaggi economici sul tco.

  2. Al dilemma si somma purtroppo una terza criticità, rappresentata dal costo delle ricariche, particolarmente oneroso per chi non ha la possibilità di ricaricare presso la propria abitazione. A questo si aggiunge l’assenza di un deciso impulso governativo, che dovrebbe incentivare l’installazione di colonnine in strutture ricettive, parcheggi ed esercizi pubblici.

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