Prezzi Skoda Epiq da 27.700 euro (per ora)

Prezzi Skoda Epiq da 27.700 euro per la versione ’40′, definita ” il cuore dell’offerta del nuovo Urban Crossover elettrico”.

Prezzi Skoda Epiq per la versione con 315 km

Prezzi Skoda Epiq

La ’40’ ha un motore elettrico da 99 kW e batteria da 37 kWh netti, con 315 km di autonomia. Non certo per i lunghi viaggi, ma un modello che, secondo Skoda, tecnologia, combina abitabilità e convenienza. Secondo il tradizionale value for money che contraddistingue la marca del Gruppo Volkswagen. La Epiq 40 (capacità di ricarica DC fino a 90 kW) affianca il top di gamma Epiq 55, già a listino. Con una dotazione standard che comprende  il maxi Infotainment da 13 pollici con 10 anni di servizi di connettività inclusi. Oltre a connettività smartphone wireless, fari Full LED anteriori e posteriori, sistemi di assistenza attiva alla guida urbana e sensori di parcheggio posteriori. La gamma Epiq si completerà a ottobre la versione 35, con la stessa batteria da 37 kWh,ma potenza di 85 kW. E prezzo più contenuto, 26.400 euro .

Due versioni più accessoriate a 30.150 e 31.800

Prezzi Skoda Epiq

Altra novità è data dalla versione Epiq 40 Plus, sviluppata per il mercato italiano. Tra le dotazioni di serie figurano i cerchi in lega neri da 18 pollici. E il Tech Pack, con Mobile Digital Key, Phone Box con ricarica wireless. Più telecamera posteriore, sensori di parcheggio anteriori, Drive Mode Select, tecnologia Vehicle to Load e allarme volumetrico. Qui il listino parte da 30.150 euro. La gamma di Epiq 40 si completa con la versione Selection, che rappresenta oggi il top di gamma. Arricchendo la dotazione con la suite completa dei sistemi ADAS per la guida assistita di Livello 2, climatizzatore bi-zona, sedili riscaldabili e vetri posteriori oscurati.La Epiq 40 Selection costa 31.800 euro.

– Skoda Epiq, prova completa e autonomia reale: VIDEO

Visualizza commenti (12)
    1. ..con esclation delle trumpate, agente del caos e degli speculatori di guerra, (schermaglie a Cuba -> dazi a commercio navale mondiale -> rovescio governo Venezuela -> dazi internazionali a pioggia di ogni tipo -> Guerra in Iran direttamente ai produttori Opec concorrenti delle raffinerie americane) anche la filiera delle batterie è risalita di costo, dopo anni in cui era in costante discesa di prezzi

      però i prezzi delle batterie LFP sono risalite poco, secondo un portale che traccia i prezzi, in Asia un pacco batteria completo oggi costerebbe sui 67 €/Kwh ( 50 € celle + 17 € il resto del packaging); in Europa ipotizzo un +30% rispetto Asia
      …cioè al momento 87 €/KWh in Eu

      mentre le NMC sono risalite molto, ai prezzi di 3 anni fa, un pacco completo starebbe a 100 €/Kwh in Asia; in Europa ipotizzo +30%,
      ..cioè al momento 130 €/KWh in Eu

      eppure anche con questi prezzi, conticino alla mano sui kwh di batteria, i listini europei delle BEV non sembrano così giustificabili nelle versioni NCM, e ancora meno su quelle a LFP

      batteria NCM — 54 KWh x 130 € = 7000 €
      batteria LFP — 43 KWh x 87 € = 3700 €

      poi certo c’è anche l’IVA che si aggiunge sul prezzo vetttura, quandi anche al prezzo batteria, ma immagino un costruttore riesca a scaricarla?

      e sul resto dei componenti, mi aspetto che di fabbricazione una BEV, più semplice di una termica basica (cambio manuale e utilitaria a 3 clindri), costi almeno 1000 € in meno

  1. Daniele Sacilotto

    Ma non possono fare semplicemente una versione base ma con batteria da 52kWh? Perché per avere più autonomia bisogna per forza prendere la versione più accessoriata e spendere 35 mila euro? A me farebbe molto comodo una seconda auto così alta da terra per quando andiamo in montagna ma non essendoci mai colonnine DC ho bisogno di una batteria maggiore, soprattutto in inverno, ma i prezzi sono sempre molto più alti per colpa degli optional inutilmente esagerati delle versioni “long range “

    1. Semplice… possono sbandierare di aver prodotto un modello sotto i 30k, che ovviamente compreranno in 4 gatti, l’importante è averlo in listino.
      Vedrai che con la versione batteria da 52Kwh e due accessori in croce sali oltre 30k in un baleno.

      1. Quello che mi preoccupa è pensare a quanti (per pochi che saranno) che acquisteranno le versioni 35 e 40 base perché in effetti hanno prezzi del tutto paragonabili a quelli delle auto termiche di segmento B del gruppo VAG (tipo VW Polo e Škoda Kamiq), per rimanere poi delusi dai 300 km di autonomia (che d’inverno saranno sì e no 250…) e sparare a zero contro l’auto elettrica.
        Nel mentre la Pandina, nella pubblicità che sento da qualche giorno per radio, viene vantata avere quasi 700 km di autonomia.
        Il gruppo VAG sta facendo del male a sé stesso e alla transizione delle utilitarie verso la mobilità elettrica con prodotti simili.

      2. Dimenticavo:
        “…Vedrai che con la versione batteria da 52Kwh e due accessori in croce sali oltre 30k in un baleno.”

        Forse intendevi “oltre 40k”, perché, configurando la versione 55 da 36.100 € di listino semplicemente aggiungendo i tre pacchetti indispensabili Light & View, Travel e Premium, si vola oltre 40.000 €… cioè un prezzo più elevato di quello di due auto di segmento D (segmento D!!!) con caratteristiche e prestazioni del tutto superiori come la Xpeng L03 sia Standard che Extended Range e la classica Tesla Model 3 Standard.
        Totalmente fuori mercato.

  2. Ivano Skoda Octavia Combi iV Plug-in Hybrid

    Al di la di qualsiasi considerazione su estetica, prezzi, autonomia, ecc…, non potrei acquistarla neanche volendo: con la presa di ricarica davanti a destra non mi sarebbe possibile caricarla in garage. Capisco che è un’opportunità in caso di ricarica su strada attaccandosi ai lampioni, ma si scende dall’auto sempre a sinistra, avendo con guida a sinistra: in un garage condominiale normale (soprattutto se anni 60), non sarebbe caricabile né entrando di muso (come devo fare io), né entrando di coda. Troppo vicina al muro a destra.
    E’ un problema mica da poco la scelta di dove piazzare la presa di ricarica.
    Ed una discriminante da considerare nella scelta dell’auto…

    1. Concordo in pieno, stesso problema.
      Con un garage largo 2,05 all’entrata e 2,40 m all’interno, per riuscire ad aprire la portiera lato guidatore e permettere di movimentare le biciclette sistemate dietro l’auto sono obbligato a parcheggiare con il lato destro dell’auto a filo del muro indipendentemente da come entro, quindi la ricarica sul lato destro non va bene!

        1. Ivano Skoda Octavia Combi iV Plug-in Hybrid

          🙂
          In effetti può aiutare a “sistemare” un “pacco” degli anni 2020 e oltre in un garage anni ’60 (ottimo ed ampio per le FIAT 500 di allora. Quelle di oggi sarebbero già grossine per quelle dimensioni).

          Però già costano le auto, questo non te lo danno “a gratis”, mi sa.

          Il parcheggio autonomo sarebbe una soluzione (anche se credo che sia un opzional, non gratis nemmeno lui. Ma con accessi così stretti, funziona? Non è che si rifiuta?

          Io per entrare agevolmente devo ripiegare gli specchietti (altrimenti ci passo comunque, ma con tre cm per parte: meglio non rischiare).

          Quello che sarebbe la panacea di tutti i mali in tema “ricarica” sarebbe un dispositivo ad induzione, in garage e, perché no, in vari parcheggi lungo i marciapiedi, sotto asfalto se possibile per evitare danneggiamenti. Mi sembra, però, ancora un pelino più costoso.
          Ma non dovresti nemmeno preoccuparti di dove è posizionata la normale presa di ricarica (che, in una personale visione da cartone animato, “I pronipoti” (lo conoscete? Conoscete i Jetsons? Lo chiedo perché ero bambino io quando lo trasmettevano, quindi è passato… qualche mese…) in un futuro radioso potrebbe pure scomparire: induzione lungo tutte le strade…).

          Vabbè, sempre per scherzare. Però, sarebbe mica male…

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