Prezzi di ricarica sproporzionati? Parte la causa-pilota

Prezzi di ricarica sproporzionati, con troppo differenza tra chi gode di tariffe privilegiate e chi invece accede con normali app? Parte la causa pilota a Monaco di Baviera. Una sentenza favorevole al ricorrente avrebbe effetti in tutta Europa.

Prezzi di ricarica sproporzionatiL’app DCS porta in tribunale i prezzi di EWE Go: “Troppa differenza”

Il ricorso è stato presentato contro la rete di ricarica EWE Go da parte della app DCS (Monaco Digital Charging Solutions). Ed è seguita con grande interesse anche da parte di tutti gli operatori professionali del settore, tra cui la grande società di noleggio Nextmove. DCS lamenta una differenza di ben 32 centesimi tra il prezzo pagato da chi utilizza l’app EWE Go (e convenzionati) rispetto a chi accede con una app in semplice roaming. 0,52 euro al kWh contro 0,84. Tutto ruota attorno all’interpretazione del regolamento UE in materia, l’AFIR, che disciplina le infrastrutture per i carburanti alternativi, comprese le colonnine di ricarica. All’articolo 5, paragrafo 3, recita: “Gli operatori di punti di ricarica accessibili al pubblico non possono discriminare tra gli utenti finali e i fornitori di servizi di mobilità o tra diversi fornitori di servizi di mobilità a causa dei prezzi calcolati. Tuttavia, una differenziazione del livello dei prezzi può avvenire, ma solo se la differenziazione è proporzionata e oggettivamente giustificata“.

Prezzi di ricarica sproporzionati ? La sentenza sarà un precedente cruciale

La causa è seguita con grande interesse, non solo in Germania, perché DCS non è una app qualsiasi. Gli azionisti sono BMW, Mercedes-Benz e BP. I primi due sono tra tra i fondatori  di Ionity, mentre BP è attiva in BP Pulse e Aral Pulse. Tutti nomi che conoscono bene la materia, quindi, praticandola ogni giorno. L’asserita eccessiva penalizzazione non riguarda solo il prezzo al kWh. EWE Go addebitata anche un sovrapprezzo dopo 45 minuti di occupazione della colonnina, aggravio che non esiste per chi utilizza l’app della società. Dopo una prima udienza svolta nei giorni scorsi, la discussione vera e propria a Monaco si terrà in giugno. La normativa AFIR stabilisce anche che i prezzi  devono essere  “adeguati, semplici e chiaramente comparabili, trasparenti e non discriminatori”. Per la jungla dei prezzi di ricarica, che in Italia vengono esplorati mensilmente da Adiconsum, potrebbe essere un precedente fondamentale.

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