Presentata la Panda NE, messa in vendita non dalla Fiat ma da Nova Energia. È una riconversione della prima Panda, venduta a 15 mila euro. Siamo curiosi di vedere che riscontro avrà un’iniziativa come questa, legata al ri-uso.
Presentata la Panda NE: un retrofit industrializzato
L’auto più sostenibile potrebbe essere quella che esiste già. Da questa idea nasce Panda NE, progetto di Nova Energia sviluppato da ElectroFit Systems, start-up innovativa e spin-off del Politecnico di Torino. In collaborazione con diversi partner tecnologici piemontesi. L’iniziativa trasforma una delle utilitarie più amate, in un veicolo completamente elettrico attraverso un sistema di retrofit industrializzato. Insistendo sul fatto che in questo modo si evita il consumo di materie prime e di energia legato alla produzione di nuove auto. Il progetto vuol segnare anche il passaggio del retrofit da pratica artigianale a soluzione industriale replicabile. Ma dietro l’estetica vintage, assicura Nova Energia, “si trova un vero software-defined vehicle. Il software è generato automaticamente da modelli dinamici testati a banco, assicurando flessibilità e sicurezza. Con frenata rigenerativa modulabile, possibilità di guida one-pedal e trazione quasi di una 4×4″.
Optional i pannelli solari: 15 km di autonomia in più
Tra gli optional vi sono i pannelli solari flessibili integrati Solbian che permettono fino a 15 km di autonomia giornaliera aggiuntiva. La manutenzione, resa semplice dalla propulsione elettrica e dalla struttura della Panda, è accessibile nella rete diffusa di officine tradizionali. Contribuendo a un costo totale di proprietà molto contenuto. I promotori del progetto sottolinenano che Panda NE ha ottenuto l’omologazione del sistema di riqualificazione da parte del Ministero dei Trasporti. Risultato unico in Italia e conseguito a seguito delle prove certificative pari a quelle di un veicolo di nuova produzione, Ad esempio per la sicurezza elettrica complessiva e della batteria (UN ECE R100). Per l’erogazione della potenza elettrica (UN ECE R85). Per la compatibilità elettromagnetica (UN ECE R10). Per il comportamento in frenata (UN ECE R13H). L’effetto pratico è un libretto di circolazione che consente l’esenzione dal bollo e l’accesso illimitato alle ZTL.


|


Invece di lasciarla morire la riesumano pure? 😀
In effetti costa un pó troppo per quello che concretamente offre ma non è solo speculazione “elettrica”.. Un mese fa ho letto un annuncio che propone una Panda 4×4 (originale e restaurata) del 1983 a 18500 euro 😯
110 km di autonomia a 15.000 euro: solo un inguaribile appassionato di vintage la può preferire ad una moderna BEV come la Leapmotor (o modelli simili) che, ad un prezzo di poco superiore, senza considerare eventuali incentivi, offrono prestazioni, sicurezza e confort ben superiori (ADAS, aria condizionata, ABS e simili). Il riuso ha un senso solo se è economicamente sostenibile, come ad esempio, nel caso dei telefonini: questa panda certo non lo è
In effetti è stupefacente vedere quanto spazio riesce a trovare questa proposta che sta lì, al limite della circonvenzione di incapace.
Capisco senza problemi su questo sito, che di questo specifico argomento si occupa e di questo deve parlare.
Ma persino sul Corriere leggo il titolo “La mitica Panda si trasforma nell’elettrica più economica: com’è e quanto costa”.
Una roba che neanche il Baffo coi suoi orologi.
Penso che di circonvenzioni di incapaci ce ne siano di peggiori, abbiamo persone che girano con orologi da 200.000 euro al polso e ne sono orgogliosi. È ovvio che siamo di fronte a un progetto dimostrativo e che solo persone con una certa disponibilità economica potranno pensare di acquistare una Panda NE, ma farlo sarà probabilmente anche una bandiera politica ed ecologista, certo migliore di chi compra un SUV diesel da 3000 cc per muoversi a 30 all’ora in città (con un efficienza energetica che possiamo immaginare).