Home Scenari Presa Diretta e auto elettrica: è buona informazione?

Presa Diretta e auto elettrica: è buona informazione?

69
CONDIVIDI
Riccardo Jacona, autore e conduttore di Presa Diretta, in onda il lunedì su Rai Tre.

Presa Diretta, in onda su Rai 3, lunedì sera di è occupata di auto elettriche, sollevando un dibattito acceso. Tra i tanti lettori che ci hanno scritto, pubblichiamo il punto di vista critico di Nicola. Seguita dall’analisi di Motus-e, l’associazione che raggruppa le imprese impegnate nella mobilità elettrica.

presa diretta
il prof. Fabio Orecchini, uno degli esperti intervistati.

Presa diretta e auto elettrica, il lettore: “Analisi malevola”

Ieri sera, su Raitre, Presa Diretta si è occupato delle auto elettriche. Nella prima parte, quella con più telespettatori ha calcato (a mio avviso pesantemente) la mano sull’origine delle materie prime per la costruzione delle batterie. Ha fatto vedere i bambini nel Congo che lavorano in condizioni disumane, il forte inquinamento in Cina derivante dalla ricerca delle terre rare, le malattie derivanti da queste attività ecc. L’indotto del petrolio fa peggio, ma nessun richiamo sulla cosa. Poi hanno fatto vedere dove in Europa è possibile estrarre litio, facendo capire che si devastarebbrero zone incontaminate. E che, se anche si deciderà di devastare queste zone, ci vorranno oltre 10 anni per portare a regime le miniere… Dopo (ma tanta gente se ne sarà già andata a letto) hanno fatto vedere i progetti di recupero e delle batterie esauste. E lo smaltimento con recupero materiali l’hanno venduto come qualcosa di embrionale. Infine hanno parlato di indagini condotte da multinazionali del petrolio a fine anni ’70, da cui si era già capito cosa stava accadendo. Surriscaldamento globale con gli effetti che conosciamo, ma che hanno occultato. In sintesi: verità parziali, confezionate in modo da fare arrivare messaggi negativi sull’elettrico nei momenti di maggior audience”. Nicola.
presa diretta
Francesco Naso di Motus-e

Presa diretta, Motus-e: “Le criticità ci sono, ma…”

Le rispondiamo con le parole di Francesco Naso, Segretario generale di MOTUS-E, di cui condividiamo il punto di vista:  “Finalmente una redazione ha affrontato, con spirito giornalistico attento, le attuali criticità, da risolvere per sviluppare a pieno il potenziale dell’Elettrificazione dei trasporti e la produzione da rinnovabili. Che, come ribadito da Riccardo Iacona, è di fatto l’unica vera via di decarbonizzazione per la Transizione Ecologica della gran parte delle attività umane. Partiamo da un presupposto: tutte le attività umane hanno un impatto sull’ambiente e un fabbisogno di materie prime importanti. E non fanno eccezione la produzione di veicoli elettrici e delle batterie. Se però un veicolo a combustione interna immette in atmosfera il prodotto di combustione di 10 tonnellate di combustibili nella sua vita utile, i mezzi 100% elettrici spostano materie prime che rimangono ben salde all’interno del veicolo. E che, alla fine della sua vita utile, possono essere riusate”.

presa diretta
Essenziale tracciare la catena di fornitura delle batterie, a partire dalle materie prime.

“Il settore minerario è il più critico dal punto di vista ambientale”

La trasmissione però ci mostra proprio le criticità che l’estrazione di queste materie prime comportano. Serve quindi un’importante azione nei confronti dell’industria mineraria, che è forse il settore che meno si è evoluto verso la sostenibilità ambientale e sociale rispetto ad altri, generando esternalità negative che spesso paesi meno sviluppati si sono trovati a pagare per scontarne il prezzo alle industrie dei paesi occidentali... Da una parte il tema della produzione solleva spunti di riflessione fondamentali per la sostenibilità delle materie prime e dell’industria estrattiva in generale su due aspetti: sostenibilità ambientale, sociale e indipendenza d’approvvigionamentoSotto il primo punto di vista non c’è industria più vivace e più attenta alla sostenibilità di quella dei veicoli elettrici e delle batterie“. Se pensiamo a come erano prodotte e cosa contenevano fino a pochi anni fa rispetto a oggi le batterie delle auto elettriche già rimarremmo senza parole. Il contenuto di cobalto nei catodi delle celle NMC (Nichel Manganese Cobalto) sta diminuendo sempre di più fino alla sua completa sostituzione prevista da varie case nei prossimi anni”.

Essenziali tracciare le filiere dei metalli critici

“Tecnologie alternative dei motori elettrici rispetto a quelle a magneti permanenti consentono un utilizzo ridotto di terre rare. Tracciamenti delle filiere dei metalli critici si stanno rafforzando (Volvo ne è un esempio). Sempre più fabbriche di celle utilizzano energia proveniente esclusivamente da impianti rinnovabili per la propria energia (come dimostrato da Northvolt, tra i più importanti produttori europei di celle). Dal punto di vista dell’indipendenza dall’Asia, bisogna precisare che le batterie vendute oggi sono una percentuale minima rispetto al mercato che si prevede esploderà nei prossimi anni. Quest’anno in Italia riusciremo a immatricolare 50.000 veicoli elettrici puri, nel 2030 ne dovremo immatricolare circa 1 milione. È perciò centrale che l’UE si doti di filiere continentali dalla materia prima alla produzione di celle. E che anche l’Italia sostenga fortemente la ricerca di batterie al litio di nuova generazione. La partita è ancora aperta, ma la trasmissione ha mostrato quanto denunciamo da tempo. Se l’UE ha lanciato un grande piano per la produzione di celle (EBA) e per la ricerca di materie prime, la seconda purtroppo manca di coordinamento e visione ancora oggi. 

“Il riuso e l’economia circolare anche per le batterie”

Una miniera di litio ad Atacama, in Cile, uno dei Paesi con i giacimenti più importanti (foto: Potash Co.).

“Ancora non c’è un tavolo di lavoro dedicato all’elettrificazione dell’automotive o all’approvvigionamento delle materie prime. L’attenzione alla sostenibilità di noi europei deve guidare il mercato ed evitare che comportamenti ambientalmente e socialmente scorretti creino vantaggi competitivi per la produzione in altri paesi. La Carbon Border Adjustment che si sta discutendo è un primo esempio che deve portare la fiscalità europea, in un mercato ancora molto appetibile, a combattere i dumping ambientali, sociali e fiscali. Dall’altra parte il tema dell’economia circolare deve diventare un paradigma industriale, dalla produzione allo smaltimento, non la mera gestione del fine vita del prodotto. Per questo il nuovo Regolamento Europeo sta imponendo requisiti di Ecodesign (progettazione volta al riciclo dei prodotti) e percentuali crescenti di materie prime riciclate nelle celle di nuova produzione. In maniera tale da rendere più sicuri gli investimenti negli impianti di riuso e riciclo delle batterie (con percentuali di riciclo che già oggi superano l’80% in peso).

“Ci fosse stata la stessa attenzione sui fossili…”

“Anche su questi sviluppi l’Italia avrebbe un tessuto esperto, ma nel PNRR non compaiono progetti e la regia scarseggia. Per chiudere quindi diciamo: ben vengano queste discussioni, aperte da “Presa Diretta”! Se avessimo avuto, e avessimo oggi, la stessa attenzione che si sta dedicando alla cosiddetta Green Economy anche all’industria dell’Oil and Gas…O se ci ricordassimo quanti smartphone o apparati elettronici finiscono oggi in discarica… Probabilmente avremmo già fatto enormi passi avanti nella decarbonizzazione dei trasporti, nello sviluppo dell’economia circolare e nella produzione sostenibile di componenti. Oggi questa attenzione rappresenta un’opportunità enorme, poiché crea spazi di sviluppo industriale e commerciale che un Paese come l’Italia, storicamente dipendente da materie prime e produzioni di base estere, deve assolutamente cogliere. Ci sono iniziative e soluzioni per superare le criticità senza strumentalizzazioni. La nostra associazione lavora senza sosta dal 2018 perché questo possa essere possibile e restiamo a disposizione per qualsiasi approfondimento”.

— Leggi anche: litio e cobalto, nuovo allarme ecologico del “Guardian”

—Leggi anche: Che fine fanno le batterie? “Riciclabili al 90%: è la circolarità perfetta”

 

Apri commenti

69 COMMENTI

  1. Salve signor Massimo,
    non sono un troll o un bot, sono Enzo Imbimbo i commenti sono tutti e tre miei, li ho ripetuti perché non li vedevo comparire, può cancellare le ripetizioni se lo ritiene opportuno, è un suo diritto.
    Mi sembrava di aver espresso i dubbi in maniera civile, concentrandomi sui fatti.
    Credo che il dialogo civile consenta agli interlocutori di capire, e forse condividere, le rispettive ragioni.
    Pratico mobilità alternativa oramai da decenni, arrivo a totalizzare anche 2000km l’anno in bicicletta “muscolare”. In famiglia cerchiamo di fare scelte rigorose per ridurre i consumi energetici, perché crediamo che sia il gesto più rispettoso verso Madre Natura. Quindi penso di esprimere un parere distante da quello negazionista. Ho compiuto studi ingegneristici ed agronomici.
    Da molti anni avevo intenzione di fare il salto definitivo all’elettrico, ma con grandissima delusione, dopo tantissimi approfondimenti tramite amici, riviste del settore, concessionari ed internet ho dovuto constatare i tanti compromessi da accettare, troppi per una famiglia di provincia, ci ho ripensato.
    I veicoli elettrici sono mezzi pesanti, molto rispetto ad una pari categoria termica e questo nell’autonomia incide tanto, la dimostrazione è che le elettriche hanno potenze elevate o elevatissime e batterie “grandi”, proprio per superare il problema “peso-autonomia”. Fino a quando non percorreranno 50km/kw mantenendo il prezzo di 0.25€/kw sarà una mobilità riservata a pochissimi o pochi, di certo non sarà proletaria, salvo imposizione.
    In famiglia non ce la passiamo male casa di proprietà e 30000€ di reddito annuo tra me e mia moglie, ma le elettriche, senza incentivi, sono molto costose ed espongono a scenari incerti, mancano ancora molte standardizzazioni de iure, quindi il più potente imporrà le proprie ai deboli, anche ad altri acquirenti.
    Le propongo uno scenario reale: in un comune di 1000 famiglie, ciascuna con la sua macchina elettrica, batteria da 20kw, per ricaricarle tutte allo stesso momento, magari la notte, occorrerebbero almeno 2500kW/h=2,5MW/h per 8 ore =< 20MW, da sommare ai consumi abituali, troppa potenza, forse qualcosa non va. Condanniamo gli statunitensi che per mantenere i loro consumi si macchiano di crimini nel mondo, ma anche con questa "rivoluzione verde" non ci discostiamo tanto. Vedasi i minatori bambini, lo strapotere della Cina, l'esauribilità delle risorse per le batterie ed il relativo inquinamento da estrazione mineraria…
    Purtroppo c'è da lavorare ancora molto affinché la mobilità elettrica abbia una convenienza reale per l'intero pianeta, per ora, senza gravare tanto sulla nostra rete elettrica, possiamo ricaricare mezzi a pedalata assistita, ciclomotori e forse motocicli.
    Come accennato nell'altro post i biocarburanti erano e sono una alternativa a quelli fossili, perché consentono un reale abbattimento delle emissioni inquinanti anche su Euro0 e l'indipendenza dalla nota situazione "geo-petrolistica mondiale", poi sono rinnovabili…
    Le rivoluzioni che funzionano nascono dal basso, se imposte dall'alto "NI" o "NO".
    Mi perdoni la lungaggine, non spero che condivida le mie opinioni, ma che cerchi di capirne profondamente le ragioni.
    Con rispetto,
    Enzo Imbimbo

    • Grazie di essersi rivelato. Espresso in questi termini il suo ragionamento fila e può essere compreso, anche se non lo condivido. Se fra le sue fonti di informazione, d’ora in poi, volesse inserire anche Vaielettrico, troverebbe molte risposte ai suoi dubbi e forse qualche buona ragione per cambiare idea. Non parlo degli articoli di noi giornalisti, categoria ormai squalificata, ma tante testimonianze di lettori come lei, classe media e risorse non infinite, che hanno adottato auto elettriche e non se ne lamentano, anzi. Troverà anche analisi di scienziati e operatori qualificati che dimostrano, dati alla mano, che la mobilità elettrica a zero emissioni è sostenibile anche a lungo termine. Da agronomo porà anche calcolare quanto suolo dovrebbe essere sottratto alle colture alimentari per produrre tutto il bio carburante necessario ad alimentare un miliardo di auto nel mondo, o anche solo qualche milione di auto circolanti in Italia. Il problema principale è che il motore a combustione interna è estremamente inefficiente: disperde in calore il 70% dell’energia consumata.

      • Aggiungerei alcuni appunti sui ragionamenti esposti, in primis sulla necessità di potenza ed energia per ricaricare le auto.
        Il primo problema sono le unità di misura:
        Il consumo può essere calcolato in km/kWh, non in km/kw
        Il prezzo sarà di 0,25 €/kWh, non €/kw
        La batteria sarà da 20 kWh e non da 20 kW, ma non è un dato necessario, come indicato sotto.
        Il conto corretto per capire la potenza e l’energia necessarie è il seguente:
        1000 autovetture che percorrono in media 40 km al giorno (ovvero 14600 km all’anno) e che siano in grado di percorrere 7 km/kWh avranno bisogno di ricaricare mediamente circa 1000*40/7=5700 kWh al giorno, aggiungiamo circa 15% di dispersioni nella ricarica arriviamo a 5700*1.15=~6500 kWh cioè 6.5 MWh al giorno.
        Se ricaricate tutte quante contemporaneamente nell’arco di 8 ore servirà una potenza di 6500/8=812 kW. Qual sarebbe il problema di gestire un aumento di potenza di neppure 1 MW, in particolare di notte quando non c’è il picco dei consumi? Al massimo il problema sarà come produrre l’energia necessaria da fonti rinnovabili, pertanto saranno necessari sistemi di accumulo che permettano da un lato di generare energia da fonti rinnovabili senza sprecarne e dall’altro di rendere l’energia accumulata disponibile quando serve.

        • Leonardo, ottima analisi, con dati corretti.
          E’ una lotta infame quella che dobbiamo combattere contro l’ignoranza, la disinformazione, i pregiudizi anticambiamento ecc..
          Non era infatti pensabile che i petrolieri ci lasciassero operare al meglio, escludendoli in tempi brevi da gran parte del mercato. Troppi e troppo grandi gli interessi in ballo.
          Col 110% poi, c’è la possibilità di installare GRATIS: XX KVP di fotovoltaico, con 1/2 batterie d’accumulo e wall box per auto elettrica, onde caricare quasi gratis l’auto.
          Hai sentito qualcuno accennare a questa vantaggiosa possibilità?
          Ma noi non molliamo!

  2. Cosa aggiungere,
    ci dobbiamo tuffare a capofitto nel settore, perché altrimenti la Cina ci batterà…
    La Cina ci ha già battuti, grazie alle delocalizzazioni ha acquisito know-how, è leader nel settore oramai da decenni ed ora detta le regole del settore…
    Ma a Bruxelles ci sono o ci fanno….
    Meglio un’automobile a biocarburanti, piuttosto una che va col sangue di innocenti…
    Probabilmente siamo ignoranti, ma alla dignità dei bambini ci teniamo…

  3. Cos’altro aggiungere,
    dobbiamo fiondarci a capofitto nel settore delle auto elettriche altrimenti la Cina ci supererà!
    La Cina è leader del settore già da decenni di localizzazioni globaliste, ha acquisito tutti il know-how e adesso detta le condizioni, in puro stile capitalistico…
    L’auto elettrica è un bel sogno, ma richiede grandi sacrifici umani, siamo disposti a farli?
    A questo punto preferisco i biocarburanti che avere sulla coscienza i minatori bambini, purtroppo il problema esiste e non ci si può girare dall’altra parte…
    Si fa presto ad essere ecologisti con le vite altrui, per ora auto elettrica NO…
    AD MAIORA

    • Notate bene questi tre commenti (Enzo Siani, e Enzo Imbimbo e Enzo Ascione) quasi identici e inviati da tre indirizzi simili a distanza di pochi minuti. Questi sono trolls oppure i famosi “bot”, sistemi automatici di interazione e dialogo che ormai coprono circa il 50% di tutto il traffico Internet a livello mondiale. Vengono attivati per condurre campagne di disinformazione a favore di…(riuscite a indovinarlo?)

  4. Cosa aggiungere,
    dobbiamo tuffarci a capofitto nel mercato dell’elettrico, che è fatto di risorse non rinnovabili, perché altrimenti la Cina ci supererà!
    La Cina ci ha già superati, nel settore ha una posizione dominante consolidata da decenni, grazie al trasferimento di know-how favorito dalla globalizzazione, ok non possiamo non dire che il re è nudo.
    Con grandissimo rispetto, meglio i carburanti verdi che l’elettrico ce li possiamo fare in loco e senza sfruttamento minorile ecc…
    Chiunque sa essere “green” scaricando il costo sulle spalle altrui…

  5. Rispondo qui perchè il sistema non mi consente di rispondere altrimenti.
    Non è solamente il prezzo d’acquisto che determina se l’auto elettrica sia accessibile o meno.
    A differenza di un’auto termica, quella elettrica necessita di una serie di condizioni al contorno che le auto termiche non hanno:
    -avere un garage a disposizione o un presa di corrente dedicata,
    -un impianto elettrico atto ad assorbire tali potenze(non basta aumentare la potenza altrimenti manderemo a fuoco decine di condomini),
    che non denota esattamente il profilo della persona appartenente al ceto medio italiano.
    Questo per fugare qualsiasi dubbio se l’auto elettrica è per tutti o meno.
    Solo il 30% degli italiani si trova in queste condizioni, però si vuole imporre l’auto elettrica a tutti. Lascio a voi ogni considerazione al riguardo.
    Se andiamo a leggere l’articolo più volte citato: https://www.vaielettrico.it/terna/“&gt; Terna guarda al 2050: “Nel frattempo abbiamo come riferimento la strategia di lungo termine pubblicata a fine 2020 dal governo e trasmessa all’Ue, che prevede al 2050 una riduzione del parco veicoli circolante, dagli attuali 40 milioni a 24 milioni, grazie
    soprattutto allo sviluppo del trasporto pubblico locale e dello sharing nella città” (Citaz.)
    Perchè ci dovrebbe essere una riduzione del 40% del parco circolante?
    Perchè gli italiani nel frattempo si disamorano dell’auto privata e stravedono per l’efficienza del servizio pubblico?
    Non credo visto che subito dopo si afferma che si svilupperà lo sharing in città e non a caso si insiste sempre più sui servizi di mobilità.
    Un saluto

    • ma perchè sparare queste cazzte !!
      perchèèèèè!
      perchèèèè insistete !!
      aumentare il contatore si forse per una esigua minoranza
      aumentare la sezione dei cavi dell’impianto domestico ??
      perchèèèèèè!
      al massimo controllare la tratta che va al garage ,che quasi sempre parte dal cotatore ha un suo magnetotermico

      gli impianti a norma devono garantire 10A sulle prese ,anche in garage
      le auto hanno il “carichino” da 10A per caricare 2 kwh per ora
      potete caricare 100 km di autonomia in una notte anche in autostrada
      senza aumentare la potenza del contatore e senza toccare l’impianto
      per più del 90% degli utilizzatori

      alcuni del carichino non si fidano ?
      io non mi fiderei delle prese ..
      ma basta un test di un bravo elettricista
      una ricarica di qualche ora
      e una termocamera per cotrollare presa e quadro elettrico
      per certificare la bontà dell’impianto
      volete essere comodi ,non vi va di staccare il acrichino tutti i giorni, per evitare di usurarne i contatti nel tempo ?
      mettete una wallbox da 3 kw , ve la fate impostare a 2 kw fissi dall’elelettricista
      e vivete felici
      oppure ,per risparmiare, comprate un altro “carichino” e lo lasciate attaccato in garage

      ma perchèèèè volete fare complicata una cosa che per la maggioranza è di una banalità estrema ..
      perchèèèèèèèèèèèèèèèè !!

      • Stai bene si.
        Pensi che tutti abbiamo un impianto elettrico a regola d’arte?
        Tutti vivono in appartamenti con impianti che rispettano le norme del 2021?

        magari erano a norma quando l’hanno fatti 30 o 40 anni fa
        ma di che parli?

        Come la controllano la tratta che va al garage se non ce l’hanno il garage?
        ma fate finta o cosa?
        se tirano un cavo vanno a fuoco.
        Questa estate a casa del mio consuocero attaccando una griglia elettrica si accendevano in maniera fioca solamente le parti terminali quando a un certo punto si è sentito un forte odore di plastica. Si stavano bruciando i fili elettrici dentro la presa.
        Quando hanno chiamato l’elettricista hanno dovuto sostituire tutti i fili dell’impianto che non era mai stato rifatto dagli anni settanta.
        Ma voi vivete nel mondo perfetto.
        Tutti hanno il garage.
        Tutti l’impianto elettrico che rispetta le ultime norme.
        I vecchi impianti elettrici hanno i fili che non sono ignifughi, ergo vanno a fuoco.
        Ma tanto quello che va bene a voi va bene a tutti vero?
        Se non hanno rifatto gli impianti elettrici è perchè non hanno i soldi.
        “Basta chiamare un elettricista” ecco bravo poi gliela paghi tu la parcella.

        • “Pensi che tutti abbiamo un impianto elettrico a regola d’arte?”

          1) dovreste averlo ..
          Perchè gli incendi in garage dovuti all’impianto elettrico non a norma si possono innescare anche senza EV, con una saldatrice ad esempio

          2) l’acquisto di una EV può essere una occasione per verificare l’impianto vedi punto 1

          lo ripeto ogni volta , se la vostra casistica , logistica e di percorrenze
          non rientra nell’attuale stato dell’arte delle EV
          potete comprarvi 10 diesel fino al 2035 e poi continuare per un altro mezzo secolo con l’usato ,
          A CUBA CI SONO RIUSCITI !
          nel 2050 , quando gli altri voleranno in droni ELETTRICI con l’autopilot
          voi passerete il fine settimana a preparare biodisel in casa con l’olio di semi
          si vi piace così !!
          -_-
          se poi il vostro modello non è l’Europa ma l’Africa
          mi sa che questo non è il forum adatto per discuterne

          • Il mio esempio non è l’africa, semplicemente facevo notare che tantissime persone che non hanno i mezzi saranno tagliate fuori. Se invece di dire che ca..te spari avessi detto purtroppo per loro sarà così il discorso si satebbe già chiuso.
            Inutile dire che non è vero per poi contradfirsi in questo modo. Il mio ptimo intervento è stato: “la pagheranno i più deboli, come srmptr”.
            Lei non fa altro che confermarlo dicendo che dovrebbero avere questo e dovrebbero avere quest’altri. Fai discorsi classisti senza nemmeno rendertene conto

          • Il mio modello è quello di uno stato sociale solidale che non sai nemmeno cosa sia. Se volete consigliare a molti che se lo possono permettere l’auto elettrica ben venga ma non imporlo a tutti, anche a chi non può. Di questo si parla e non mi sembra molto elegante paragonare all’africa le persone che non possono.

          • Mi chiedo perchè questa ossessione sul fatto che vogliamo “imporre”. Ma chi le impone cosa?

      • Perchè magari non ti basta caricare 100km in una serata (forse, se hai 3kw totali cosa fai ? non usi forno, phon, tv, ferro… ogni sera ? decidi se stirare o poter andare in ufficio il giorno dopo ? e se non hai una notte per ricaricare (magari sei da amici) ?)
        Spesso la presa del box è “condivisa” con gli altri box (50,60 garage magari hanno solo una 30KW totale….) cosa si fa, la riffa per chi carica (10-15 in tutto,mica tutti) e chi no ?
        E soprattutto…SERVE un garage.
        Quanti in città lo hanno ? E nei paesini, spesso si lascia fuori casa e basta.
        Le EV saranno anche il futuro, ma non deve essere l’UNICO, non tutti possono permettersela.
        Io faccio 110km + 110km ogni giorno per andare in ufficio, ho una Tipo Mjet che in autostrada mi fa oltre 22km al litro di gasolio…dovrei prendere una ev equivalente (ID3 ?) spendendo il doppio del suo prezzo d’acquisto e bestemmiando ogni volta per ricaricare ? (a casa la colonna più vicina è una LIDL a 2km e non ho box)
        Sarò un caso limite, ma come me ce ne sono altri, cosa dobbiamo fare ? Suicidarci ? Andare a piedi ?
        EV si, ma non per tutti.

        • ti tieni il tuo c.Beep di diesel fino al 2035 ne puoi comprare un’altro nuovo
          e non vieni a frantumarcele qui ..
          dove vogliamo consigliare che chi ha le condizioni , MOLTI
          si comprino una c.Beep e contribuiscano
          a :
          1) rendere più vivibili le nostre città , inquinamento atmosferico e acustico
          2) ridurre levemente le importazioni di idrocarburi, grazie alle rinnovabili
          3) creare un minimo di sviluppo in questo c.Beep di Paese

          my 2 cent di NON POLITYCALLY CORRECT
          e che c.BEEP !!

          • dove vogliamo consigliare che chi ha le condizioni , MOLTI,
            si comprino una c.Beep EV

            NON POLITICALLY CORRECT

            (maledetta fretta)

          • A parte la sua volgarità, becera e degna di chi non ha effettive argomentazioni per ribattere, io ho detto che le EV non sono per tutti, lei dice che state informando chi potrà prenderla; devo smentirla (ed è per questo che mi son sentito di rispondere in questo blog, che leggo per sentire un pò tutte le campane).
            Qui non si fa solo informazione come dice lei, qui si denigrano apertamente le persone che non possono comprare una ev, non vogliono o hanno dei dubbi.
            Si parla di rottamazione di tutte le ICE, di vietarne la vendita SUBITO, di pianeta che per colpa loro sta andando allo sfascio.
            Le rinnovo quanto ho detto, le AUTO sono responsabili di una parte MINIMA dell’inquinamento, rispetto a altri mezzi di trasporto (come dicevo , navi, aerei).
            Vogliamo agire ? Cominciamo a sistemare quello.
            E le auto elettriche ? per chi può/vuole, che se la prenda, ma :
            A) senza incentivi pagati da tutti
            B) ad un prezzo non gonfiato per fare “ricavi a due cifre” come dichiarato da Tavares
            C) senza impedire a chi non può/vuole di prendersi una ICE, in regola con tutti i nuovi livelli di inquinamento

            E di nuovo complimenti per l’apertura mentale.
            Bravo

          • Sul “minimo” avrei qualcosa di ridire: il trasporto terrestre incide per il 75%, di cui la metà deriva dai mezzi leggeri privati. Il resto è navigazione (12%), aviazione 5%, ferroviario e via dicendo

  6. Un articolo di ultima pagina (quella appena prima della copertina finale per intenderci) qualche mese fa su Quattroruote a firma Carlo Cavicchi (che seguivo e ammiravo anni fa) titolava più o meno: “Quel silenzio assordante sullo sfruttamento dei bambini in Congo”.

    Ovviamente prima quando c’era lo stesso sfruttamento ma per cellulari, p.c. piccoli elettrodomestici ecc. nessuno o quasi faceva l’indignato.

    Eni ha fatto arrivare malattie mai viste in Africa (bambini innocenti compresi) con impianti senza il minimo rispetto dell’ambiente (per non parlare di tutto il resto che è pure peggio), qualcuno ha detto qualcosa?

    In Before the Flood si vedono deforestazione e devastazione in America per ricavare petrolio dai fanghi, le riviste dell’auto hanno scritto qualcosa?

    Di questo passo i possessori di auto elettriche verranno visti come dei brutti esempi, delle persone senza cuore.

    Ed a furia di montar la panna chissà che prima o poi a qualche poveretto disinformato con testa calda non venga in mente di mettere in atto qualche atto vandalico al fine di vendicare le ingiustizie perpetrare agli innocenti e le devastazioni al pianeta.

    • Perchè NON E’ vero che li sfruttano ?
      Non è che MAGARI nella batteria di una fantastica Spring “l’auto elettrica PER TUTTI!!” (che altro non è che una cinesona rimarchiata) ci sono tante di quelle terre rare da riempire 3000 cellulari ?
      Se prima lo sfruttamento era 10, ora è 1000 !
      E la panna valla a dare a quei poveracci, invece di guardare solo il tuo orticello .

      PS. l’inquinamento dato dai veicoli per uso privato è RIDICOLO rispetto a quanto fanno le grosse navi portacontainer (si, quella piena di iphone che arrivano in europa, ad esempio) o gli aerei… è LI’ che va combattuta la guerra, non contro il povero cristo che ha la Panda Euro 6D mjet come unica auto e viene crocefisso da ogni profeta EV….

      • Carmine, quindi la differenza è che se li sfrutto per uno smartphone li sfrutto poco e per un’auto li sfrutto tanto?
        Non dovrebbe essere evitiamo di sfruttarli e l’estrazione si faccia con macchinari anziché con i bambini?

      • Credo sia giustissimo sollevare il problema dell’estrazione di sostanze quali il cobalto perché da una parte lo sviluppo tecnologico permetterà di usarne sempre meno e di riciclare quello delle vecchie batterie, dall’altra è possibile l’estrazione con meno impatto e soprattutto senza sfruttare i bambini (non è un problema tecnico ma di avidità).Tenere alta l’attenzione magari privilegiando marchi che cercano di tracciare la provenienza delle materie prime (mi pare ci sia la Volvo, spero anche altre). L’impatto dell’estrazione del petrolio è molto più difficile da mitigare con costi sopportabili, fratturazione idraulica, incidenti su piattaforme, oleodotti e petroliere, ecc..

        Trovo invece sbagliato considerare ridicolo l’inquinamento dei veicoli ad uso privato. È vero che una grande nave inquina moltissimo ma da una parte ci sono centinaia di milioni di autoveicoli contro centinaia (forse migliaia) di navi che per ora non presentano possibili alternative. Infine c’è ancora un punto, la Panda mjet 6D emette anidride carbonica in quantità solo marginalmente minore rispetto ad un’automobile più vecchia.

        • Mi permetto due aggiunte. Primo: il business del petrolio non ha prodotto e produce solo disastri ambientali, ma anche guerre. Secondo: una nave container emette infinitamente meno CO2 per tonnellata di carico trasportato, quindi è molto più efficiente di qualsiasi mezzo stradale.

    • Sì, ed è vergognosamente di parte (pro ICE e contro BEV), cosa che da 4R non vorrei vedere.

      Si prende a modello una macchina elettrica da 80.000€ e dall’efficienza pessima e poi si traggono conclusioni. Perchè non prendiamo ad esempio la Tesla Model3 SR+ che costa 30.000€ in meno? nei miei primi 4500 chilometri il consumo medio è di 7,35 km/kWh e ai 130 costanti sono sopra ai 5 km/kWh. Spendo l’equivalente di fare 60 chilometri con un litro di benzina, a parità di costi.

  7. A mio parere Iacona ha ragione su molti aspetti…l’elettrificazione porterà anche parecchi problemi….non c’è niente da fare…ogni cosa che mette in campo l’uomo inquina….molti si sciaquano la bocca con il green ma realmente quanto è green l’auto a batteria complessivamente?….

  8. Possiedo un auto plug-in e percorro in elettrico l’ 80% dei Km. Però mi pongo una domanda sulla transizione verde: quando il parco autoveicoli elettrici sarà sostenuto chi ci approvvigionerà di energia elettrica ed il costo di tale materia a quanto ammontera? In particolare in Italia ove c’ è una moratoria (giustissima) sul nucleare.

    • Cominciare a riempire i tetti d’Italia di impianti fv potrebbe essere un bel modo per cominciare.
      Intendo case, scuole, capannoni.
      Intanto la ricerca su accumuli va avanti.

    • La quota aggiuntiva di energia elettrica richiesta da un parco auto elettrico non è enorme Roberto. SE nel 2030 avremo 10 milioni di BEV in ircolazione il fabbisogno aumenterà del 5%. Qui i dati: https://www.vaielettrico.it/terna/“>Terna guarda al 2050: ecco i conti dell’Italia green (e in auto elettrica)

      • Già, e le infrastrutture per portare in giro l’elettricità per queste 10M di “auspicabili” BEV da dove arriveranno ?
        Colonnine ovunque ? Ogni stallo una colonnina ? “Tanto le auto sono ferme per il 95% della loro vita” (cit.)
        Avete una VAGA idea di cosa servirà per portare le centinaia di migliaia di KW necessarie ad ogni parcheggio medio-grande se venissero installate anche solo il 50% delle colonnine rispetto al numero di posti ? E parlo di cavi, centrali di derivazione, trasformatori.
        Non basta la prolunga Scame comprata in saldo dai cinesi sotto casa.
        “Le batterie si caricheranno velocissimamente”, “800Volts!”…. Bene, bravi. Ma I CAVI ? Grossi come tronchi ? Oppure delle belle centrali di trasformazione ad ogni parcheggio ? In ogni via ? Sotto ogni casa ? (casa mia ha 50 box, come la porto 10 volte più elettricità rispetto ai 30KW attuali totali ?)
        Datemi una risposta sensata, vediamo.

        • Guardi che i cavi a 800 Volts esistono già e non sono “grossi come tronchi”
          sono uguali alla precedente generazione ..
          sono stati introdotti da poco più di un anno proprio per evitare di aumentare il peso e la sezione della precedente gerazione raddoppiando la potenza iinstallata

          lei scrive senza sapere nulla
          immagino che non si è mai avvicinato nemmeno per curiosità a una colonnina di ricarica fast

          le comunico che Enel ha fatto accordirecentemente con Leroy Merlin,Mc Donald
          per mettere colonnine di ricarica a alta potenza
          e spero presto che questo MODELLO sia adottato da altre compagnie elettriche e centri commerciali,ipermercati,supermercati , magari abbinati a pensiline fotovoltaiche e batterie stazionarie nei parcheggi

          le ripeto lei sa ben poco
          oppure bada alle sue “particolari” necessità ,
          che imho verranno risolte in poco più di un decennio

          io sono ottimista ,anche perchè ,
          se l’Italia non si doterà di infrastrutture adeguate per la mobilità elettrica, perderà il turismo di livello che veiene dal nord europa , magari a favore di Francia, Portogallo e Spagna

          • per le 50 macchine nei box con 30kW
            pechè no …
            pechè non cambiare trasformatore ?
            poi c’è la statistica
            a meno che il suo non sia un condominio di TUTTI agenti di commercio che devno caricare 60 kWh OGNI NOTTE

            ci sarà quello che 60kwh li carica una volta a settimana
            altri in un mese
            altri che rientrano nella media caricheranno 20 kWh ogni 2 giorni

            o pensa che i distributori di benzina siano progettati per fare il pieno a 50 macchine nello stesso istante ?

            comunque
            ai ritmi attuali e con la miseria attuale
            l’elettrico nel nostro paese farà fatica , lo dimostra la classifica delle vendite in europa
            meno per le infrastrutture se non vogliamo perdere il turismo di cui sopra e aumentare la miseria

          • Comunque non ha risposto.
            Il problema NON E’ la produzione, a quanto dice Terna.
            Io parlo della DISTRIBUZIONE.
            Portare tutti i KW necessari a caricare anche solo il 50% dei veicoli presenti in un parcheggio pubblico / garage condominale COME deve avvenire ?
            E non mi dire la solita caxxata “Mica caricheranno TUTTI per TUTTE le notti no ?” perchè IO ho una EV e devo poterla caricare QUANDO mi pare e QUANTO mi pare, così come il mio vicino e lo stesso per gli altri 20, 30 presenti nei box.
            Non puoi dare limite o pensare che un giorno carichi un gruppo, l’altro ne carichi un altro.
            Visto che LEI sa e io no, mi spieghi tecnicamente cosa comporterebbe alzare il contatore del condominio da 30KW a 60KW (che diviso i 60 box, son 10KW a testa, direi in linea con le richieste di una Wallbox per poter avere una carica abbastanza rapida da poter garantire sempre buona percorrenza al veicolo…E non vale dire “Chi mai farà ogni giorno 50km+50km per andare in ufficio” perchè comunque va garantito che con il nuovo tipo di veicolo si possano fare le stesse cose (o poco meno) del veicolo ICE precedente (perchè sennò l’innovazione va a farsi friggere).

            Te lo dico io intanto.
            Si cambierà tutta la parte dei contatori, mettendoli nettamente più grossi, il cavo in ingresso sarà MOLTO più grosso, così come quelli che andranno ai box, fuori dal palazzo magari si dovrà anche mettere una centrale di trasformazione, visto che la rete ora non porta in giro potenze del genere (se non per le fabbriche).

            Parli di cavi di sezione uguale per 800v ? Ma sai che la sezione dipende dalla CORRENTE e NON dalla tensione ?

            “batterie stazionarie nei parcheggi” ma cosa vai farneticando ?
            Fatti due calcoli e progetta una “batteria stazionaria” per un parcheggio di un piccolo market, ad esempio, roba da 30 posti….di quanto la vogliamo fare ? 3000KWh ?un 100KWh per ogni stallo , mi pare adeguato no ? Quanto sarà grande ? Come il rimorchio di un tre assi ? Comodo… e come la carichi ? Con il fotovoltaico delle pensiline che dovrebbe invece alimentare le auto in carica ? O gli tiri un cavo apposito ? Dovrà essere adeguato a caricarla velocemente, per non farla svuotare troppo velocemente….

          • Guarda, sei tu quello che non sa di cosa parla.
            Prima di tutto la sezione del cavo è determinata dalla CORRENTE e non dal VOLTAGGIO.
            Io non parlo della produzione, che a quanto pare è solo del 5% sotto (non ci credo, ma diamolo per buono), io parlo della DISTRIBUZIONE.
            Come porti in giro tutta l’elettricità necessaria ?
            E dici “secondo la statistica nella media caricheranno 20 kWh ogni 2 giorni”, ma ti rendi conto che così dovrebbe essere IL CONDOMINIO a decidere SE e QUANTO puoi caricare ? E’ come se tu andassi dal benzinaio e ti dicesse “Guardi, il suo vicino di casa ha fatto il pieno, mi spiace ma per lei posso al max darle 10lt di benzina”.
            E se tu avessi bisogno del pieno di KWh ? Chiedi il permesso al condominio ? Fai l’elemosina ai vicini ? O te ne sbatti perchè tanto “secondo la statistica” dovresti cmq starci nei KW disponibili ?
            Cambiare il contatore ? presto fatto, da 30KW passiamo a 90KW, ALMENO 3KW a box glielo vogliamo dare ? E secondo te, è una cosa plug & play ? Cambi contatore e via ? Non cambia tutto il resto , no ? Magnetotermici, differenziali, cavi…. no eh ?
            E nei parcheggi pubblici ? Colonnine lente, ok, poca sezione del cavo, ok….ma QUANTI saranno ? E cmq il cavo principale per 100, 200 colonnine da 3KW da quanto sarà ? Ah no, mettiamo una bella centrale di trasformazione in ogni parcheggio.
            O l’altra vaccata… le “batterie di accumulo”.
            Parcheggio piccolino, 60 posti.
            La batta da quanto ? 3MWh? Almeno 50KWh ad ogni stallo non glieli dai ? Quanto sarà grossa ? Come un rimorchio da tir ? E cosa costerà ?
            Ti rispondo io, il nostro eroe Musk lo ha in catalogo:
            https://insideevs.it/news/522572/tesla-megapack-batterie/
            3MWh x 1 Milioncino di dollari
            Ah , visto che non si carica grazie all’amore, pure sto gingillo andrà alimentato….

          • Michele in tutta onestà queste cose le lascerei dire e fare a chi è del mestiere. Se Terna e Enel non si stanno agitando, anzi si stanno preparando io mi farei qualche domanda sulle sue strampalate ipotesi. Non dico che saranno tutte rose e fiori ma stiamo discutendo di smart grid e applicare le regole usate finora è quantomeno fuorviante.
            È un argomento che richiede approfondimenti e non ci si può limitare a fare i conti della serva, tra l’altro irrealistici, per vedere se “si possono caricare tutte le auto del quartiere contemporaneamente”

          • “Guarda, sei tu quello che non sa di cosa parla.
            Prima di tutto la sezione del cavo è determinata dalla CORRENTE e non
            dal VOLTAGGIO.”

            è lei che ha detto che con 800V “servono cavi grandi come tronchi”

            è proprio grazie agli 800V che i cavi sono rimasti praticamente gli stessi

            le “vecchie” colonnine fast e supercharger usavano 400 Volt come tensione
            e un tot di corrente , quelle da 50 kW erano da 125 Ampere
            ossia caricano 50 kWh in un ora
            quelle da 150kW a 400 Volt erogano 375 Ampere
            Tesla per far funzionare i suoi superchargher , oltre a usare ottimi conduttori , immagino rame e/o argento di qualità è stata costretta a dotarli di raffreddamento per arrivare agli attuali 300 kW
            dato che la resistenza di un conduttore dipende anche dalla temperatura
            Ionity , ha scelto la soluzione più semplice e logica eroga 300 kW con la metà della corrente alzando la tensione a 800V

            Watt = Volt X Ampere
            Ampere = Watt /Volt

            Si un container MegaPack di tesla , ha 3 MegaWh di accumulo
            e costa un milione di dollari
            per adessso alla portata solo di compagnie elettriche e non di privati
            è probabile che presto il suo fornitore se ne doterà
            e lei nemmeno se ne accorgerà

            sono in fase di test sul campo , per lo stesso impiego, batterie ferro aria
            che si stima che costeranno un decimo delle litio di cui sopra ..

            mi spiace per i suoi convicimentimenti radicati e inamovibili
            ma la rivoluzione elettrica è partita e non la ferma più nessuno

            i megapack che lei ritienene “troppo costosi”
            sono stati attivati a Moss Landing, in California
            l’impianto doveva essere di 1Gwh
            la compagnia elettrica che li ha commissionati
            ha già chiesto un’espansione del 50%
            si vede che costano …
            ma rendono !
            io non ci vedo nulla di strano , nel piazzare pensiline fotovoltaiche
            e uno di quei container batteria
            nei piazzali parcheggio dei centri commerciali che sono proliferati negli ultimi decenni in tutta Italia

            lei no ?
            forse sono strano io che ho troppa immaginazione ?

        • Giusto avere dubbi e porsi domande però:
          1) Terna dice che non ci sono problemi e l’aumento previsto è soltanto un 5% per cui gestibilissimo.
          2) Suppongo che si stia facendo un po’ di confusione tra colonnine veloci e non. Le prime servono durante i viaggi lunghi e richiedono potenze elevate, le seconde servono principalmente a ricaricare quando normalmente l’auto è parcheggiata (molti storceranno il naso per questo viste le recenti discussioni sul corretto uso delle colonnine, ma la situazione è tutt’ora in evoluzione, ad esempio a Londra si stanno studiando soluzioni integrate con l’infrastruttura di illuminazione già esistente per rendere le auto elettriche accessibili anche a chi non ha box privato)
          3) Le linee di trasmissione verranno da un lato potenziate e dall’altro scaricate dall’onere di gestione dei picchi gestendoli maggiormente con gli accumuli comunque previsti per le fonti rinnovabili intermittenti.
          4) Molto probabilmente le colonnine veloci dovranno prevedere sistemi di accumulo necessari laddove le linee di alimentazione non potranno garantire le potenze richieste.

        • Una risposta può essere: vediamo come hanno fatto in Norvegia. Lì vendono oltre la metà di auto elettriche, ma non mi sembra abbiano avuto tutti sti problemi di cavi come tronchi. Chiaro è un Paese piccolo, ma non cambia molto. Io, nel mio piccolo, non ho fatto altro che mettere una wall box a valle del contatore e passare a 6kw di potenza, niente di che. Come l’ho fatto io, lo può fare anche un condominio di 20 appartamenti, o no?

          • “Come l’ho fatto io, lo può fare anche un condominio di 20 appartamenti, o no?” In realtà nemmeno serve a tutti…
            Io carico in garage (casa privata, non avrei limitazioni) a 2kWh da una normale shuko (impianto nuovo, cavi di sezione adeguata, la sicurezza prima di tutto!), che significa che in 12 ore ricarico di circa 20kWh al netto delle inefficienze dell’inverter, con cui posso percorrere 150km ad andatura “allegra”. Ogni giorno ne faccio meno, quella volta che capita di farne 300 (e non ricaricare ad una Fastcharge) vorrà dire che impiegherò 2 notti per tornare ad avere la batteria carica…
            Chi scrive senza sapere davvero si comporta come certi no-vax che continuano a dire che fra 6 saremo tutti morti per il vaccino: qualunquismo ignorante nel senso letterale del termine.

        • Non c’è una risposta sensata. Il 70% degli italiani sarà tagliato fuori dall’accesso all’auto di proprietà e questo è il fine ultimo di questa transizione. Tanto alla fine
          la pagheranno i più deboli, come sempre.

          • Non credo: la parità di costo con le auto termiche è previsto intorno al 2025, al 2030 comprare una termica costerà più.
            Ben presto l’obiezione sul prezzo sarà obsoleta.

  9. Condivido.
    C’è molto lavoro da fare, ma non vedo altri sistemi. Aspettando con ansia la fusione nucleare (se va bene 20 anni) bisogna spingere sulle infrastrutture, la costruzione intelligente, abolire gli sprechi, fare in modo che tutti i bambini possano accedere ad un sistema educativo o statale o privato, lavorare a sistemi di smaltimento e recupero rifiuti, escogitare qualche trucco per ripulire i nostri oceani, ed altre 1000 soluzioni attualmente non presenti. Il discorso delle auto elettriche è solo una parte. Bisognerebbe fare di più, discutere meno. Ormai siamo in ritardo su tutto.

    • senza contare che i settori da lei citati
      Sono gli UNICI che garantiscono nuova occupazione ,
      in un mondo automatizzato dove la presenza umana in fabbrica ogni anno viene ridotta

      energie rinnovabili e riciclo alias economia circolare sono gli unici settori che possonono garantire sbocchi occupazionali per le nuove generazioni
      e forse non basterà
      pesonalmente penso che l’automazone massiccia sia positiva
      a patto che venga accompagnata da politiche di riduzione dell’orario di lavoro

      fuori dai radar di politica e sindacati
      quando sappiamo benissimo che le ore lavorate proFAMIGLIA sono raddoppiate negli ultimi decenni
      e imho non hanno fatto bene nemmeno alla produttività
      ci sono studi che dicono che riducendo le ore di lavoro da 8 a 5 la produttività aumente

  10. Felice possessore di Model3 SR+ con batteria Litio Ferro Fosfato SENZA COBALTO.

    E’ una batteria che GRADISCE di essere caricata al 100%, sopporta oltre 2000 cicli di ricarica completa (traduzione: 1 milione e passa di chilometri) e digerisce 250kWh di carica in continua, con una autoscarica pari allo 0,8% mensile.
    Di questa non ne parliamo? E’ solo montata sulla macchina elettrica più venduta al mondo, nel suo modello base.

    Direi evidente l’interesse di parlare prima dei lati oscuri (che esistono e nessuno li nasconde) per strumentalizzare il messaggio…

  11. Anche io ho avuto la sgradevole impressione che le buone notizie fossero confinate in coda alla trasmissione…
    E non si è fatto un parallelo sui danni prodotti dall’industria del petrolio…ma a onore del vero ne hanno fatte molte in passato. il problema è che gli italiani hanno la memoria cortissima…
    in ogni caso…sempre più fiero del mio acquisto elettrico anche se pienamente consapevole che si può fare sempre di più (un vecchio spot mercedes sparito dalla circolazione si concludeva col proprietario che lasciava l’auto in garage e usciva in bici)

  12. Buongiorno
    Ho seguito la trasmissione Presa Diretta che, in generale, è abbastanza obiettiva e, soprattutto, non si fa intimorire anche quando le sue inchieste toccano “i poteri forti”.
    Fatta questa premessa, oltre ad essere felice possessore di auto ibride, plug-in ed elettriche, sono anche interessato come investitore.
    Riascolterò il podcast per prendere nota dei nomi delle aziende coinvolte (nei report di Bloomberg e simili c’è sempre l’elenco delle aziende e l’eventuale link alla quotazione di borsa).
    Ho recentemente ampliato il portafoglio dei miei investimenti includendo, ad esempio, le società che si occupano di batterie a stato solido e riciclo di batterie, tutt’ora di dimensioni molto piccole e soggette, anche più di altre, a forti speculazioni (come da recente “moda” si sono quotate in borsa attraverso i cosiddetti SPAC: Special Purpose Acquisition Company, e la volatilità, soprattutto all’inizio è stata notevole).
    Iacona HA MANCATO DI CITARE, parlando di batterie, il fatto che la futura disponibilità di batterie a RAPIDA RICARICA, insieme alla, speriamo, disponibilità di colonnine ultra-fast. permette di RIDURRE LA DIMENSIONE della batteria a bordo, a tutto beneficio di un maggior numero di auto elettriche producibili e di un minor costo delle stesse.
    Infine non ha menzionato che, a proposito della bidirezionalità del flusso energetico verso/da la macchina, esiste già uno standard nel protocollo di comunicazione, ed esistono standard per caricare l’autovettura SEMPLICEMENTE INSERENDO LA SPINA della colonnina SENZA ALTRE OPERAZIONI, cosa che, detto da uno che non ha quasi mai caricato la elettrica da una colonnina pubblica, semplificherebbe moltissimo la cosa (naturalmente anche il costo della ricarica avrà la sua importanza).
    Propongo a VaiElettrico di istituire una rubrica di carattere “finanziario/divulgativo”, senza ovviamente che sia una pubblicità, dove vengono elencati in modo facilmente fruibile (tabelle, comparazioni, etc), gli elenchi di tutte le società coinvolte nella filiera dell’elettrico.

  13. Io al contrario di Mauro . preferisco report, ma apprezzo Presa diretta e Iacona. Anche se confesso che da tempo non seguo più le inchieste in TV e ho seguito questa Presa Diretta perché informato da mio fratello sull’argomento. L’impressione fino alle 22.30 non è stata positiva, sembrava che gli unici distruttori di ecosistema e sfruttatori di bimbi fossero i produttori di litio e terre rare per le auto elettriche. Quest è stata l’impressione. Poi quando hanno parlato dei metodi di riciclo dei prodotti, dei sistemi di produzione del litio in Germania le cose si sono in parte riequilibrate, ma come dice uno dei lettori, probabilmente molti ascoltatori erano già a letto. Che mi dà più fastidio in questo tipo di informazione è che non si fa mai un benché minimo accenno a quanto l’attuale sistema sia ecologicamente e fisiologicamente distruttivo e insostenibile.

  14. Ho visto la puntata e obiettivamente mi ha deluso.
    Purtroppo “Presa Diretta” tende, come linea editoriale, ad enfatizzare sempre e comunque le cose negative e meno quelle positive ( a differenza, ad esempio, di “Report” che generamente é più equilibrata nelle inchieste).
    In questo caso però ha finito col distorgere la realtà.
    Nessuno nega i problemi legati alle batterie ma da lì ad arrivare a sottintendere che è meglio il petrolio ce ne vuole (perché è questo il messaggio che passa, più o meno inconsapevolmente)

  15. Noi che pensiamo che il ns orticello sia il mondo. Ma per una batteria in Europa, quante ne equivalgono in Asia, Africa e Sud America ? Pensate che abbiano i ns standard costruttivi e si possano permettere le ns restrizioni ? Se poi ci mettete qualche repubblicano negli USA alla presidenza, rischiamo un passo indietro nel tempo ad ogni mandato. Quindi quando pensiamo, dobbiamo pensare a livello globale, non lasciandoci andare a facili conclusioni basate su 1/10 della popolazione mondiale. Ottimizzazione, riciclo ed emissioni sono un mantra europeo (nemmeno tutti) e di qualche stato USA, ma per il resto del mondo l’elettrificazione è una pianificazione economica non tanto un senso ecologista. Quindi quando sbancheranno una vallata per le batterie, lo faranno per i loro mercati mentre per quello europeo pianterreno qualche alberello, per soddisfare la.na coscienza ecologista.

    • Come se in quegli stessi Paesi non facessero di peggio con il petrolio… Quindi, lei cosa propone? Di sbracare anche in Europa?

      • Lo stesso petrolio e gas usati per produrre il 70% dell’energia mondiale assieme al carbone.
        Possiamo così raccontarcela che tutti usano energia Green per fare le cose ma la realtà dei fatti è che l’energia è immessa in rete e non puoi certo scegliere la fonte, il 90% delle aziende che spacciano la propria energia come 100% verde perché paga quel mezzo cent in più alla compagnia per avere l’opzione green e la legge autorizza a pubblicizzarlo come green.. Ma vai a sommare i consumi di tutte quelle aziende e sarà molto più dell’energia veramente green immessa in rete. Le aziende che han tutto il fabbisogno (anche notturno) coperto dal fotovoltaico sono rarissime e la. Maggior parte ha consumi piccoli (per una azienda)

          • Che è un po come dire “ok ho messo al mondo 4 figli, quindi posso permettermi di ammazzare tre persone che tanto sono in positivo di uno”, la cosa è semplice o uso realmente solo energia verde o no. non è che se pago qualcosa di più del dovuto per aiutare a finanziare una piccola parte delle rinnovabili che verranno messe in opera anni dopo in quel momento non immetti carbonio in atmosfera.

            Per quanto riguarda le batterie poi (qua esco dal discorso del commento) sono un problema nemmeno a metà, oltre che una volta non più adatte per l’uso in auto per via della capacità ridotta possono e son già usate per stockaggio di corrente in solar/wind farm, ma poi nel momento in cui queste batterie saranno in numero sufficiente da giustificarlo, verranno tutte prese e spolpate per riprendere i materiali rari, che giustamente come vien fatto notare sono molto costosi e appunto rari… Esattamente come avviene con i componenti di pc cellulari ed elettronica in generale che ha cmq oro platino e altri metalli, quando il valore dell’oro è salito a bestia qualche anno fa aziende di riciclaggio son spuntate come funghi

          • Le compensazioni funzionano così: pago altri perchè attuino azioni a zero emissioni equivalenti a quelle che non riesco a fare io. Può essere piantare alberi o produrre energia rinnovabile al mio posto. Se ci pensa, sul saldo totale delle emissioni l’effetto è lo stesso. Quindi il suo esempio non c’entra nulla.

    • Finalmente una persona obiettiva. Su questo sito si taccia di ignorante, conservatore e disinformato chiunque sia contrario al paradosso delle auto elettriche. Qualsiasi persona con un minimo di logica capirebbe che non c’è convenienza sotto nessun aspetto, tanto meno quello ecologico per non parlare del lato economico o pratico. Contenti loro…. ma almeno si tenessero le loro idee senza giudicare chi la pensa diversamente…

      • “Qualsiasi persona con un minimo di logica capirebbe che non c’è convenienza sotto nessun aspetto, tanto meno quello ecologico per non parlare del lato economico o pratico”
        oppure qualsiasi persona talmente supponente da non rendersi conto del qualunquismo ignorante (nel senso che ignora) delle sue affermazioni poste con la certezza granitica di chi è talmente convinto delle sue idee che non perde nemmeno 3 minuti a fare una ricerca google…

      • Solo che purtroppo i pensieri sono una cosa, mentre la realtà è altra: l’auto elettrica inquina la metà di quella a combustione. Poi se si vuole cocciutamente tenersi le idee sbagliate perché fa comodo è tutta un’altra storia.

        Riposto il link che Massimo ha messo sopra:

        https://www.vaielettrico.it/i-veicoli-elettrici-a-zero-emissioni/

        Nella speranza che insistendo verrà voglia di leggere qualcosa di sensato anziché credere a tutte le idee strampalate di chi sta palesemente discutendo di fare lobby a Bruxelles per cercare di rallentare l’inevitabile (lo so bene perché la scorsa settimana ho partecipato ad un convegno in cui i produttori hanno chiesto esplicitamente al nostro governo di andare a Bruxelles per fare pressioni in questo senso).

      • Quale paradosso?
        Chiunque dotato di un minimo di logica, se facesse 2 conti capirebbe i vantaggi di un’auto elettrica, siano essi ecologici, pratici ed economici.
        Poi ho letto il suo nik, “pico” ed ho capito, ci vuole un minimo di logica che lei evidentemente non ha.

  16. Come al solito qualche azienda legata alle auto a pistoni è riuscita ad indirizzare il programma televisivo ad una narrazione non veritiera :-((

    • Sappiamo tutti com’è andata. Iacona è vaccinato, quindi l’uomo col gatto persiano, ovvero il capo degli Illuminati che controlla tutti i media e tutto internet, ha inviato un segnale dal suo pc che tramite la rete 5g Huawai è arrivato al microchip impiantato nel cervello di Iacona a seguito del vaccino. E non finisce qui: a breve, quando saremo tutti vaccinati con la dittatura del green pass, invieranno un segnale multicast che arriverà ai nostri cervelli e venderemo tutti le nostre auto elettriche per tornare a quelle a benzina. Negli USA stanno già facendo esperimenti con successo, il 19% è stato teleguidato da remoto [https://www.ansa.it/canale_motori/notizie/analisi_commenti/2021/05/03/auto-elettriche-in-california-19-acquirenti-torna-indietro_0d640894-3904-4c9c-bf8e-33d9e30c3f49.ht].

      Paolo scherzi a parte, Iacona non è un fessacchiotto che si fa indirizzare, non ha bisogno degli approfondimenti che tu o altri giornalista-colleghi possono dargli. Se ha voluto dire certe cose impopolari, l’ha fatto per un motivo: è un professionista e la sua è una delle ultime trasmissioni d’inchiesta serie.

      • Mah! Le cose che dice non sono affatto impopolari, mi paiono anzi piuttosto popolari, visto che la gran parte delle persone usa questo tipo di inchieste per giustificare la propria inazione. Mi spiace ma sono abbastanza d’accordo con Nicola che sottolinea come l’impronta dell’inchiesta d’assalto richieda l’esasperazione delle problematiche. Il problema è che molto più in là non si sarebbero potuti spingere altrimenti dovremmo giungere alla conclusione che la mobilità privata sta arrivando al capolinea e le auto elettriche sono una delle poche speranze di riuscire a mantenerla in vita.
        Per quanto riguarda quel 19% di pentiti che tornano indietro, non mi stupisce affatto che si tratti di persone che dichiarano di non voler cambiare le proprie abitudini, perlopiù maschi. Fisiologico direi, cambieranno di nuovo idea quando realizzeranno che i giocattoli inquinanti stanno per diventare costosissimi.

  17. senza contare che li famigerato cobalto ..
    è in continua diminuzione nelle batterie per auto ;
    anzi nelle auto per la massa è in procinto di scomparire grazie alle batterie Litio Ferro Fosfato
    che sono a buon mercato e non contengono proprio il cobalto

    • Vista la punta

      Si ma si sa che certe cose non fanno odience, mentre pur di fermare l’avanzata EV per le ICE come sempre si dicono mezze verità, così nessuno può contestare che le notizie non siano vere.
      Comunque sia TUTTE le batterie al litio arrivano dai soliti produttori, sono che per le auto si grida allo scandalo, per gli smartphone nessuno ha da dire nulla.

      Il fatto di fondo è che siamo nuovamente vincolati al extra Europa come per gli idrocarburi, gas ed elettricità 🤦🤦🤦

      Ora ci saranno i fanatici del fumo che gongoleranno ai massimi livelli.

      Comunque una negligenza da parte del unione, che non ha pianificato nulla un ventennio fa perché era più comodo così.

      Nella speranza che chi è ai vertici della democrazia in Europa faccia i giusti passi in tempi brevi.
      Oltre che a investire in nuove tecnologie di stoccaggio.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome