Pregi e difetti Leapmotor T03: li chiede un lettore che, dovendo cambiare auto, é tentato dall’elettrica del momento, la più venduta in Italia. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it
Pregi e difetti Leapmotor T03 “Mi dite l’essenziale?”
“Dovendo cambiare la seconda auto di casa, inizialmente ero tentato di prendere la mia terza Panda. Poi ho letto di previsioni nere per il prezzo della benzina nei prossimi anni e ha cominciato a prendere in considerazione l’idea dell’elettrico. Nella concessionaria Fiat ho visto questa Leapmotor T03 di cui tanto si parla. Preciso che potrei ricaricarla a casa, a prezzi mi dicono molto convenienti rispetto alla benzina. La mia domanda é: potete dirmi pregi e difetti di questo modello? Non mi interessano i tecnicismi, che fatico a capire. Vorrei l’essenziale, nel bene e nel male, per uso quotidiano di una ventina di km. Grazie“. Vittorio F.
Bene prezzo e costi di gestione, molto contenuti

Risposta. Cominciamo dai pregi: 15.900 euro per un’auto con 265 km di autonomia e un motore da 70 kW (95 Cv) sono sicuramente un prezzo interessante. Tanto più in momenti in cui l’impennata dei combustibili rende sempre più competitivi i costi di mantenimento dell’elettrico. Non lo diciamo noi, lo dice una rivista che con l’elettrico non è mai stata tenera come Quattroruote. Fare 100 km con la Pandina ibrida costa 10,49 euro di benzina, contro i 7,06 della T03. Quest’ultimo costo è stato ottenuto immaginando un 70% di ricariche a casa e un 30% nelle colonnine più potenti, HPC. Nel caso di Vittorio delle HPC non c’è bisogno (la T03 arriva al massimo a 45 kW). E verosimilmente non si arriverà al 30% di ricariche rapide. Ergo: la differenza di costo aumenta dai 3,33 euro ogni 100 km rilevati da Quattroruote. Le spese di manutenzione, poi, sono minime, sicuramente inferiori a qualsiasi auto ibrida o a benzina.
Difetti? Un giudizio sull’affidabilità è ancora prematuro, trattandosi di un modello ancora molto recente. Per il resto possiamo segnalare la ricarica in AC, che arriva a potenze non eccelse, circa 6 kW. E quindi occorre parecchio tempo per caricare la batteria da 37 kWh. Problema però marginale per chi, come Vittorio, ha la possibilità di farlo a casa nei tempi morti. La velocità di punta, poi, non è eccelsa, 130 km/h, ma oltre in Italia non si può andare, neppure in autostrada. I posti a sedere sono solo 4. infine c’è un problema legato un po’ a tutte le elettriche: rispetto alla concorrenza nei primi anni si svalutano più in fretta. Ma anche questo è un problema relativo, se si intende tenere l’auto per un certo numero di anni. In generale, comunque, chi l’ha comprata al momento sembra piuttosto soddisfatto, come conferma questo articolo.
- Tempo di scooter elettrici: Silence S02, autonomia 140 km e tanta potenza, con “batteria trolley” / VIDEO TEST



Per farsi un’idea sulla qualitá della T03, consiglio a Vittorio una lettura dei forum dedicati.. Per esempio quello tedesco
https://www.leapmotor-t03-forum.de/forum/
e quello internazionale
https://www.leapmotorforum.com/forums/leapmotor-t03-forum.26/
La mia personale valutazione, dopo un mese d’uso, è quella di una sufficienza piena, accettabile alla luce del basso costo, ma nulla di più.
Non parlo dei pregi perché sia l’articolo linkato che molte recensioni video ne parlano già abbondantemente (e a mio avviso troppo entusiasticamente), propongo quindi qualche spunto sui difetti:
1) sicurezza: nonostante la T03 sia stata introdotta in Cina nel 2020, non è mai stato condotto un crash test da terze parti, a differenza della Dolphin Surf c o delle sorelle maggiori B10 e C10, tutte con 5 stelle nel test Euro NCAP 2025. Non ha né pretensionatori né limitatori di forza per le cinture di sicurezza posteriori, ma solo anteriori. I pneumatici di prima dotazione sono di livello basso.
2) qualità costruttiva: apparentemente buona, ma va tenuto conto che, aldilà dei canonici 8 anni sulla batteria, l’auto arriva con soli 3 anni di garanzia, contro i 6 della Dolphin Surf (che ha 8 anni anche sul motore). Leapmotor tace sulla possibilità di estensione della garanzia ufficiale.
3) la dimensione a mio avviso più debole è quella dell’usabilità, davvero pessima: quasi tutto va comandato con rischi di distrazione via tablet, collocato in posizione ergonomicamente errata. L’interfaccia utente è confusa e controintuitiva, con alcuni errori di interaction design davvero marchiani (speriamo che vengano risolti, servirebbe una riprogettazione radicale). Il sedile posteriore non è sdoppiabile, non ha il keyless entry ma solo il keyless start (avrei fatto scambio mille volte con lo scenografico ma inutile tetto in vetro).
4) il comportamento dinamico è penalizzato da sospensioni troppo morbide e dai pneumatici low cost di prima dotazione. La rigenerazione non è utilizzata dal cruise control adattivo ed è comunque piuttosto debole, anche in modalità Eco.
In definitiva se quello del budget è un vincolo stringente (come nel mio caso), allora può essere un buon compromesso, molto migliore della Dacia Spring (non a caso rimossa nel frattempo dal listino).
Potendo spendere qualche migliaia di euro in più guarderei piuttosto a BYD Dolphin Surf o a Renault Twingo che sulle quattro dimensioni che ho citato sembrano molto migliori.
“…la ricarica in AC, che arriva a potenze non eccelse, circa 6 kW. E quindi occorre parecchio tempo per caricare la batteria da 37 kWh.”
Beh, dipende dal contratto di fornitura per l’energia elettrica per l’abitazione.
Con una fornitura tipica da 3 kWh, si può pensare di ricaricare al massimo a 2,5 kWh, che può diventare piena potenza se – opzione raccomandata, con la sicurezza è meglio non scherzare – si utilizza una wallbox con gestione dei carichi per evitare distacchi del contatore. Mettendo in carica l’auto dalle 23 (quando tipicamente i consumi della casa diminuiscono) alle 7 si possono quindi ricaricare circa dai 20 kWh (2,5 kW × 8 ore) ai 24 kWh (3 kW × 8 ore), in pratica ricaricando dal 20-30 all’80% la batteria da 37 kWh.
Aumentando la fornitura domestica a 6 kWh, diventa invece possibile ricaricare completamente la batteria da 37 kWh da 0 al 100% in meno di 7 ore, sempre utilizzando una wallbox per sfruttare tutti i 6 kW accettati dal caricatore AC della T03.
A Vittorio la scelta, raccomandando in ogni caso di installare una wallbox.
Che confusione tra kW e kWh…
Comunque un contratto da 3kW permette di usare senza limiti il 10% in più ossia 3,3kW. I carichini con la presa schuko non prendono più di 1,7kW, permettendo un uso abbastanza semplice, immettendo 17kWh ossia circa 130 km di autonomia, più che sufficienti per il nostro amico.
Poi si, una wallbox con bilanciamento carichi e la sperimentazione ARERA per fornitura da 6kW nella fascia F3 permette di ricaricare tutta la batteria da 0 a 100 in 7 ore.
4R non è mai stata una rivista tenera con l’elettrico…. però, aggiungo io, è sempre stata la leccapiedi per la Fiat, che oggi non esiste più
Io sono arrivato a 4000km, ovviamente senza problemi, ma è presto. Di solito non guardo queste cose, tutte le macchine possono creare problemi, non mi fascio la testa prima di romperla. Io direi che per 20km al giorno va più che bene, e poi ti accorgi che puoi fare molto di più. Io la ricomprerei 1000 volte.
“Difetti? Un giudizio sull’affidabilità è ancora prematuro, trattandosi di un modello ancora molto recente. ”
Faccio notare che questo modello è prodotto per il mercato asiatico già da anni ed in volumi sicuramente superiori a quanto fanno le industrie occidentali; era già distribuita se non ricordo male sul mercato francese prima della j.v. con Stellantis.. quindi magari ci sono statistiche disponibili ma su numeri bassi.
Ogni veicolo durante la sua storia produttiva viene costantemente modificato in alcune componenti (grandi e piccole) da cui poi possono dipendere eventuali malfunzionamenti.
Penso che finché non verrà prodotta anche in stabilimenti europei e con comportamenti di fornitura locale non ci dovrebbero essere grandi modifiche (in meglio o peggio) rispetto a quanto realizzato sono ad ora. A volte mi sono capitate (quando ero responsabile dei processi di garanzia) molte più magagne sulla 2ª o 3ª edizione di vetture modificate con i restiling periodrici piuttosto che sulla prima edizione. Ricordo anche che su alcune vetture (marchio tedesco) era bene informarsi prima da quale stabilimento venisse prodotta perché faceva gran differenza sull’affidabilità. A volte due vetture identiche possono avere anche componenti diverse (non a caso si ordinano ricambi in base al VIN ).
All’ aspirante acquirente (ed in generalea tutti) suggerisco di comprare l’estensione di garanzia più lunga che c’è per avere un po’ di tutela in più… A me è capitato di cambiare la mia auto con ancora garanzia completa.. riprendendo così pure il costo (rispetto ad offerte in saloni con garanzia parziale).