Con oltre 2.200 punti di ricarica distribuiti in più di 200 comuni di 15 regioni, l’azienda torinese Powy sta costruendo un’infrastruttura pubblica capillare in Italia, pensata per cittadini, turisti e amministrazioni.
Il successo di Powy nasce da un approccio semplice: offrire alle amministrazioni un servizio “chiavi in mano” basato sulla condivisione dei dati e sul miglioramento continuo, senza costi per il Comune. L’azienda si occupa di progettazione, installazione, gestione, manutenzione ed upgrade nel tempo, liberando gli enti locali da oneri economici e burocratici.
Questo modello permette così anche ai piccoli comuni di dotarsi di infrastrutture di ricarica moderne e sostenibili, senza ricorrere a fondi pubblici.

Un partner collaborativo per le amministrazioni
Ogni progetto include un account manager dedicato, condivisione e studio dei dati, formazione per il personale e un piano di miglioramento continuo della ricarica su misura per valorizzare il territorio. Powy offre alle amministrazioni anche la possibilità di definire tariffe dedicate per flotte comunali e servizi di car sharing elettrico, contribuendo a ridurre i costi operativi e a favorire la mobilità condivisa a zero emissioni.
Il risultato è che Powy si sta rilevando un partner estremamente collaborativo con le amministrazioni, con un approccio aperto e costruttivo in tutte le fasi del progetto. Da qui la nascita di una rete sempre più ramificata di nuove infrastrutture localizzate in amministrazioni comunali di varie dimensioni, attraverso accordi di diversa natura.
Nel solo primo semestre del 2025, l’azienda torinese ha installato oltre 130 nuovi punti di ricarica in più di 60 località.
Tra i progetti di rilievo spicca il bando pubblico vinto a Bolzano, che prevede oltre 30 nuove postazioni.
Oggi fanno parte della rete italiana realtà molto diverse tra loro, da Milano a Sestrière, a testimonianza di una diffusione che abbraccia sia le grandi città che le piccole aree turistiche.

Energia 100% rinnovabile
Le colonnine Powy spaziano dai punti quick da 22 kW alle stazioni ultrafast fino a 400 kW in corrente continua, alimentate esclusivamente da energia rinnovabile certificata.
Powy fa sapere che nei primi sei mesi del 2025, questa rete ha permesso di evitare oltre 1,3 milioni di kg di CO₂, più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2024.
Le infrastrutture sono completamente accessibili, con portacavi e display adatti anche a persone con disabilità. Gli hardware sono di ultima generazione, scelti da Powy perché di alta qualità e affidabili.
La flessibilità d’uso è un altro punto di forza su cui punta l’azienda: gli utenti possono avviare la ricarica tramite app Powy Charge, carta RFID, QR code o POS integrato, senza necessità di registrazione. Un vantaggio soprattutto per i turisti, che possono ricaricare in modo immediato e intuitivo.
L’assistenza è attiva 24/7, con tempi medi di risoluzione entro 12 ore per problemi software e 48 ore per interventi hardware in più del 90% dei casi.

Trasparenza ed efficienza operativa
Ogni Comune partner accede alla Dashboard E-Mobility Comunale personalizzata, che mostra gli indicatori chiave di utilizzo delle infrastrutture, come energia erogata, sessioni di ricarica (sia in tempo reale che dati storici), CO₂ risparmiata e performance degli impianti.
Questi dati sono preziosi per la rendicontazione dei Piani di Sostenibilità e per i bilanci energetici delle amministrazioni. Naturalmente, sono fondamentali anche per migliorare continuamente il servizio offerto attraverso piani di sviluppo specifici per ogni location, il cui costo è sempre sostenuto da Powy.
Il player italiano affianca inoltre i Comuni nella comunicazione territoriale, curando piani media locali e comunicati congiunti per promuovere il territorio come destinazione sostenibile.

L’azienda garantisce che tutti gli interventi sono realizzati da installatori certificati e prevedono il 100% di ripristino del suolo pubblico, con cantieri “puliti”, rapidi e a basso impatto operativo.
Anche le analisi e i sopralluoghi iniziali sono molto approfonditi, per evitare sprechi di tempo alle PA e accelerare i tempi di approvazione.
Sensori intelligenti contro l’occupazione abusiva
Tra le iniziative più interessanti lanciate recentemente da Powy c’è la partnership con CityZ, per contrastare il fenomeno del cosiddetto “ICEing”, il parcheggio abusivo sugli stalli di ricarica EV.
Il progetto prevede sensori intelligenti che monitorano in tempo reale la presenza dei veicoli, segnalando l’uso improprio dei posti di ricarica. Il sistema è già attivo a Milano e sarà presto esteso ad altri centri urbani.
Un passo importante per ottimizzare la gestione dello spazio pubblico e ridurre i tempi d’attesa per chi guida elettrico.


Questi signori stanno rallentando la transizione, non diciamo balle. Vendere un kWh a 0. 9 in AC, puzza, puzza di marcio.
Se gli enti pubblici (comuni innanzitutto) vogliono ottenere un risultato win-win passando alla mobilità elettrica questa offerta di Powy sicuramente è interessante da valutare: sostituire (tramite CONSIP) flotte aziendali di obsolete auto ICE con vetture a batteria (con TCO molto più basso, come ha già da tempo fatto POSTE ITALIANE …) potrebbe anche indurre altri soggetti (privati cittadini e imprese) ad aderire alla nuova modalità ottenendo anche un contenimento delle emissioni che porta molti luoghi ad essere oggetto di restrizioni alle emissioni (in certe zone si rischiano anche provvedimenti su riscaldamenti, specie quando molto diffusi quelli a biomasse, pellet etc), oltre al contenimento del rumore acustico di certe strade molto trafficate. Anche privati cittadini che non han possibilità di ricarica domestica ma sarebbero disposti a passare a veicoli NEV/BEV apprezzerebbero sicuramente nuovi spazi ben gestiti per ricaricare i propri veicoli (purché a tariffe accettabili, specialmente se in AC offerti in zone vicine ai luoghi di lavoro/lunga permanenza e, una volta tanto, NON invasi da fiere e mercatini che sottraggono le colonnine pubbliche 😉); in Italia son tanti coloro che han vetture dal costo medio comparabile alle attuali soluzioni elettriche ma ancora non possono ricaricare in condominio (per noti problemi tecnici o di pacifica convivenza).