Trasportare merci in portacontainer elettricche da Oslo a Rotterdam senza alcuna ricarica: è qui che si misura oggi la nuova frontiera norvegese della navigazione a emissioni zero. Un Paese che conta già centinaia di traghetti elettrici in servizio – il primo ha superato il decennio di attività – e che, come accade ad Amsterdam, muove ogni anno milioni di passeggeri senza bruciare un litro di carburante fossile.
Il ritardo del Mediterraneo e dell’Italia
L’Italia resta distante da questi traguardi, mentre in Norvegia la transizione è sostenuta con decisione dallo Stato. L’agenzia pubblica Enova ha appena assegnato un finanziamento di 200 milioni di corone (18,2 milioni di euro) a Eitzen Avanti per la costruzione di due portacontainer completamente elettriche. Ogni nave sarà equipaggiata con una batteria da 100 MWh, sufficiente per garantire un’autonomia compresa tra 500 e 600 miglia nautiche.

Un salto tecnologico che mostra con chiarezza dove sta andando il trasporto marittimo del Nord Europa e quanto lavoro resti da fare nel Mediterraneo.
Le potenti portacontainer da 900 TEU sono made in Cina
Interessanti e, per certi versi, sorprendenti le note tecniche dei progetti sostenuti dallo Stato norvegese. Ogni nave sarà equipaggiata con una batteria da 100 MWh, sufficiente a garantire un’autonomia tra 500 e 600 miglia nautiche: non abbastanza per le rotte transoceaniche, ma perfettamente adeguata ai corridoi intraeuropei che la Norvegia vuole elettrificare. Secondo Zen, filiale del Gruppo Eitzen, una traversata Oslo–Rotterdam con un carico di container sarebbe possibile senza alcuna ricarica intermedia. Le navi, capaci di trasportare fino a 990 TEU (900 container da 6,1 metri), saranno costruite dal cantiere cinese Zhejiang Dongpeng Shipbuilding & Repairing. Non è un caso che la Cina ha messo in acqua diverse portacontainer elettriche.

Zen però insiste su un punto decisivo: l’obiettivo non è soltanto varare nuove navi, ma creare un ecosistema completo attorno al trasporto marittimo elettrico. Infrastrutture di ricarica lungo i corridoi logistici, software di gestione della flotta, sistemi di controllo energetico e supervisione remota.

«Non stiamo solo costruendo navi elettriche; stiamo creando lo strato infrastrutturale che renderà indispensabile il trasporto marittimo elettrico», afferma Fridtjof C. Eitzen, co‑fondatore e CEO di Zen. Le prime unità di questo programma dovrebbero entrare in servizio nel 2029, segnando un ulteriore passo avanti nella strategia norvegese verso una logistica marittima a emissioni zero.
Dai 7 MW di Yara Birkeland ai 100 MW delle nuove
La crescita della potenza delle batterie di bordo è davvero impressionante. Basti pensare alla Yara Birkeland, la prima portacontainer completamente elettrica e autonoma al mondo: quando è entrata in servizio in Norvegia, pochi anni fa, disponeva di un pacco batterie da 7 MWh per trasportare circa cento container su una rotta di appena 22 miglia nautiche. Una distanza minima rispetto ad oggi.
Il progetto Yara era stato avviato nel 2017 grazie alla collaborazione tra Yara International, Kongsberg Maritime e il cantiere Vard. La nave, lunga quasi 80 metri e larga 12, può imbarcare un centinaio di container ed è spinta da un motore elettrico da 3 MW alimentato da batterie da 7 MWh.

Con una capacità di carico equivalente a mille automobili, la Yara Birkeland raggiunge i 13 nodi (24 km/h), anche se la velocità di crociera è limitata a 6 nodi per ridurre i consumi. È comunque più rapida del trasporto su gomma e permette di eliminare circa 40.000 viaggi di camion all’anno, con un impatto ambientale e logistico significativo.
Dalla Cina all’Europa: la logistica fluviale elettrica prende forma
Il nuovo sussidio assegnato a Eitzen Avanti conferma la continuità della strategia norvegese: si aggiunge infatti al finanziamento concesso un anno fa nell’ambito di un programma da 34 milioni di euro per sette navi elettriche. Un segnale chiaro che la Norvegia non considera l’elettrificazione del trasporto marittimo merci una semplice fase sperimentale, ma una trasformazione strutturale già in corso.
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