Porsche: elettrico meglio del previsto, ma i conti puntano sul benzina

Porsche assicura che non c’è nessun passo indietro sull’elettrico. Si tratta piuttosto di un cambio di strategia o, meglio ancora, un cambio di velocità.

Un paio di settimane fa si è parlato parecchio di Porsche e, dopo l’intervista di Oliver Blume, in molti titoli (anche nostri) si è parlato di “marcia indietro” sull’elettrico e dell’abbandono dell’idea di diventare un marchio “solo elettrico”.

In occasione dell’annuale conferenza di Porsche Italia, si è tornati sull’argomento cercando di spiegare le ragioni del cambio di strategia. Non si tratterebbe di una rinuncia al full electric, ma  di una rimodulazione dell’offerta in base all’attuale richiesta del mercato. In altre parole, Porsche si è mossa troppo presto e con troppa intransigenza verso l’elettrico, mentre la domanda invece sta andando verso lo zero emissioni più lentamente del previsto.

Aspettare che tutti i mercati siano “pronti” all’elettrico senza poter contare su un’offerta termica e plug-in significherebbe, oggi, esporsi a un rischio commerciale troppo grande.

2025: calano le vendite, ma il fatturato regge grazie al mix e alla 911

Chiariamo il tutto con un po’ di numeri. Nel 2025 a livello globale Porsche ha registrato un calo del 10% nelle vendite (rispetto al 2024), chiudendo l’anno con 279.449 veicoli consegnati. In Europa il calo è stato ancora più marcato, -14%, con 96.308 immatricolazioni.

Questi dati sono particolarmente significativi perché il 2025 è stato il primo anno (intero) in cui la Macan è diventata esclusivamente elettrica. E la Macan, storicamente, pesa moltissimo sulle vendite Porsche: circa il 30%. Un “ammanco” così importante ha inevitabilmente lasciato il segno.

In Italia il marchio ha immatricolato 7.228 vetture, con un -12%. Nonostante il calo delle consegne, il fatturato è sceso solo di un 1%. Merito soprattutto di un mix di prodotto più favorevole e del successo della 911, che continua a essere la colonna portante dell’immagine e della redditività Porsche. La classifica dei modelli più venduti in Italia parla chiaro: 911 al 35%, Cayenne al 29% e Macan elettrica al 24%.

Macan elettrica: quote di segmento e nuovi clienti, un segnale forte

Se il passaggio della Macan al full electric ha pesato sulle vendite complessive, i segnali interni sul modello sono tutt’altro che negativi. Anzi!

“Il 2025 è stato l’anno in cui abbiamo salutato Macan con motore a benzina, il nostro best seller – ha spiegato Pietro Innocenti, Amministratore Delegato di Porsche Italia -, ma anche quello in cui la sua nuova versione 100% elettrica si è affermata come punto di riferimento nel segmento delle B-SUV premium luxury elettriche”.

La Macan elettrica ha infatti raggiunto il 46% di market share nel suo segmento, un valore che indica una capacità di presidio forte nel segmento delle auto di lusso.

Interessante anche l’identikit dei clienti: il 50% delle Macan elettriche è stato acquistato da nuovi clienti Porsche, mentre il 25% arrivava da chi possedeva già una Macan a benzina. Ancora più importante, per l’85% degli acquirenti si tratta della prima auto elettrica, un dettaglio che racconta la capacità del brand di avvicinare persone che non avevano ancora fatto il salto verso la BEV.

Il mix di alimentazioni: benzina e ibrido restano centrali, ma il full electric pesa già il 27%

Porsche spinge sull’elettrico, ma non può permettersi di essere troppo integralista in questo momento di transizione. Nel 2025 la ripartizione delle vendite Porsche è stata: 36% benzina, 37% ibrido e 27% full electric. 

La quota BEV nelle immatricolazioni nazionali “è un risultato di assoluto rilievo se confrontato con la penetrazione complessiva dell’elettrico in Italia, ferma al 6,2% – ha detto Pietro Innocenti -. Un dato che supera non solo la media del mercato, ma anche quella della nostra Casa Madre, attestata al 22%”.

Eppure, dentro questo scenario, Porsche fa molto meglio della media evidenziando un lavoro commerciale e culturale molto mirato, e di ancora maggior valore se calato nella mentalità italiana.

Perché Porsche vende elettriche in Italia: motorsport, marketing e community

Porsche Italia attribuisce questo risultato a una combinazione di strategia e iniziative specifiche, con un approccio che ha provato a rendere l’elettrico desiderabile anche oltre la pura dimensione tecnica.

Da un lato c’è stata una spinta legata al mondo delle corse, con il debutto della Porsche Taycan Rush, il primo monomarca 100% elettrico organizzato da Porsche Italia, che porta in pista la Taycan Turbo GT con pacchetto Weissach.

Dall’altro, Porsche ha costruito una narrazione più “esperienziale” del full electric: eventi e serate come il The Flat by Macan con installazioni scenografiche e un’estetica volutamente fashion, per far percepire le auto elettriche non solo come prestazione e tecnologia, ma anche come stile e appartenenza.

Infine, un segnale importante sul piano culturale: Porsche Italia ha sostenuto la nascita del primo club di appassionati di Porsche elettriche, diventato un punto di ritrovo e scambio tra utenti, con consigli, informazioni e una community che aiuta a normalizzare l’esperienza elettrica nella vita quotidiana. Il Registro Italiano E-Motion è il primo Porsche Club al mondo dedicato esclusivamente ai modelli elettrici (BEV) del marchio ed è nato in Italia nel maggio 2025.

Il futuro Porsche: più equilibrio oggi, elettrico sempre più centrale domani

Il messaggio finale è chiaro: nessun ritorno indietro, ma una strategia più pragmatica. Porsche continuerà a investire nell’elettrico, ma affiancherà questa trasformazione con nuove proposte ibride e benzina.

All’orizzonte c’è anche la nuova 718 elettrica, che conferma la volontà di portare la tecnologia a batteria anche nel mondo delle sportive più pure, senza compromessi.

È già stato annunciato anche l’arrivo di un nuovo SUV che affiancherà la Macan (senza essere una “seconda Macan”), e anche di un SUV di dimensioni ancora maggiori, per i quali sono previste motorizzazioni ibride e benzina.

Porsche non fa quindi marcia indietro, ma diciamo che accelera con molta meno decisione. Resta la voglia di esprimersi e rinnovarsi nel mondo dell’elettrico ma deve fare i conti con la realtà. Porsche ha deciso di affrontare questa fase di transizione continuando a spingere sull’innovazione elettrica, ma senza spegnere troppo presto i motori che oggi, volenti o nolenti, tengono ancora in piedi una parte importante del mercato.

Visualizza commenti (3)
  1. Che fortuna che hanno certi marchi ad avare dei CEO con visioni così raffinate da arrivare a dire: ci sono 3 motorizzazioni, le proponiamo tutte e 3. Spero gli diano lo stipendio che merita.

  2. Alessandro D.

    A me il discorso di Piero Innocenti pare una colossale supercazzola prematurata con equilibrismo da Circo Orfei, perchè ovviamente non può dire come fosse antani che se la son presi in saccoccia lunga un metro, con scappellamento a sinistra, senza la Macacan a pistoni a listino.

    Capisco però perfettamente che non poteva dire altrimenti di fronte ad una platea di giornalisti.

    1. Alessandro D.

      1. “Elettrico meglio del previsto”
      Con 1.703 Macan vendute.
      Nel miglior anno possibile.
      Con stock spinto.
      Con rete caricata.
      Con la termica tolta dal listino.
      Che faceva mediamente 3000 pezzi l’anno.

      Risultato reale:
      – Porsche Italia fa -12%
      – Porsche Europa fa -14%
      – Porsche globale fa -10%

      Se questo è “meglio del previsto”, allora il previsto era l’Armageddon.

      2. “46% di market share nel segmento”
      Questo è il trucco più vecchio del mondo: crei un segmento minuscolo, lo definisci come ti pare, e poi dici che lo domini.
      Segmento: B‑SUV premium luxury elettriche
      Tradotto: Macan elettrica + 3 concorrenti che vendono meno di un bar di provincia.

      3. “50% nuovi clienti Porsche”
      Certo. Perché i clienti Porsche veri non l’hanno comprata.
      Quelli che compravano 3.000 Macan termiche all’anno.
      Quindi chi la compra? Clienti nuovi, occasionali, attratti dalla novità, spesso con acquisto emozionale o aziendale. Non è un segnale di forza. È un segnale di mancata fedeltà del core business

      4 Il fatturato regge grazie al mix
      Traduzione: hanno venduto meno auto, ma più care. È un trucco contabile, non un successo industriale.

      5. Nessun passo indietro, solo cambio di velocità
      Questa è poesia pura. È come dire: “Non sto scappando, sto avanzando nella direzione opposta”.

      La verità operativa:
      La Macan termica in Italia vendeva 3.000 pezzi/anno.
      La Macan elettrica ne vende 1.703 nel suo anno migliore.
      Il pubblico della Macan elettrica non esiste in Italia nei numeri necessari.
      Porsche ha perso volumi, margini e fedeltà.
      Ora sta riaprendo al termico e all’ibrido perché non può permettersi di perdere un altro 10–15%.

      Tutto il resto è storytelling per non far scappare gli investitori e non deprimere la rete.

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