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Politici che straparlano di elettrico e di “sfregare i gatti”

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Claudio Borghi, presidente della Commissione Bilancio della Camera ed economista di punta della Lega.

Politici che straparlano di elettrico e di “sfregare i gatti”. Il copione è il solito: l’auto elettrica? Se l’energia viene prodotta col carbone, che vantaggio c’è?

Politici che straparlano di come si produce l’energia

L’ennesima intemerata viene da Claudio Borghi, economista di punta della Lega e presidente della Commissione Bilancio della Camera. Parlando su La Sette, lunedì sera, il professore-deputato ha detto di non avere nulla contro l’auto elettrica, ricordando però che l’energia “non si produce sfregando i gatti“. E aggiungendo che se arriva dal carbone, il beneficio per l’ambiente (e la necessità di concedere incentivi) non esiste. Non si sa bene in che Paese viva Borghi. politici che straparlanoSe vivesse in Italia saprebbe che la produzione da rinnovabili è in costante crescita. Non lo diciamo noi, lo conferma una dettagliata, recente analisi del Sole 24 ore sul secondo trimestre del 2020. Per la prima volta dopo 53 anni le fonti rinnovabili sono tornate in testa  nella produzione elettrica italiana. Mentre crollano le emissioni di CO2, il gas accusato di scaldare il clima del pianeta. Il quotidiano economico cita l’Analisi trimestrale del sistema energetico dell’Enea nei  tre mesi della primavera, quelli dell’emergenza da Covid-19.

Ma leggersi un po’ di dati prima di parlare mai?

Certo, si potrà obbiettare che il periodo considerato è stato fortemente influenzato dal lockdown. Ma ormai anche i gatti (non quelli da sfregare…) sanno che la crescita della produzione di energia pulita è inarrestabile ovunque. E che tutti gli investimenti vanno in questa direzione, mentre si dismettono man mano le centrali a carbone. Il nostro non  è un giudizio di parte, sia chiaro, ma solo un’analisi di buon senso.

politici che straparlano
Claudio Borghi durante l’intervento su La Sette.

Che cosa dovrebbe fare un politico importante, che ha a cuore l’aria che respiriamo, davanti ai numeri di cui sopra? Chiedersi che cosa si può fare per far sì che quel 50% diventi presto il 60, il 70 o l’80% o piuttosto fare dell’ironia sui gatti che si sfregano? In Germania, Paese molto più dipendente del nostro dal carbone, questo dibattito è al centro dell’agenda politica. Ed è l’industria stessa, con la Volkswagen in testa, a giudicare troppo timido il traguardo del 2038 per un completo addio alla fonte fossile. Ma se ne parla seriamente, dati alla mano, e non con battute da politici che straparlano.

 

18 COMMENTI

  1. Beh Borghi non è che sia credibilissimo quando parla di Economia (di cui in teoria dovrebbe intendersi) figuriamoci quando si avventura su un territorio di cui non sa proprio nulla.

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