Polestar accelera sulla sostenibilità delle batterie annunciando che i modelli Polestar 2 e Polestar 3 utilizzano ora almeno il 50% di cobalto riciclato. La scelta si inserisce in una strategia più ampia della casa svedese, orientata alla circolarità, alla riduzione delle risorse vergini e alla trasparenza della filiera.
Il ricorso a materiali riciclati, come il cobalto, consente di ridurre l’impatto ambientale e la dipendenza da estrazioni critiche, spesso concentrate in pochi Paesi.

Polestar: batterie rigenerate e meno impattanti
Uno degli elementi chiave della strategia di Polestar è l’estensione della vita utile delle batterie.
In questo contesto si inserisce la collaborazione con Volvo Cars per il ricondizionamento delle batterie ad alta tensione.
Nei centri specializzati, le batterie dei veicoli che necessitano sostituzione vengono rigenerate e reimmesse nel ciclo produttivo.
Il risultato è un sistema circolare concreto: i clienti ricevono batterie ricondizionate con uno stato di salute equivalente, mentre si riduce la necessità di produrre nuovi accumulatori, con un taglio diretto alle emissioni e all’uso di materie prime.
Riciclo e filiera: una sfida europea
Parallelamente, Polestar sta sviluppando partnership per il riciclo in tutti i mercati in cui opera. Un passaggio cruciale per rispettare i requisiti di responsabilità estesa del produttore, sempre più stringenti anche in Europa.
Il tema è particolarmente rilevante in quei Paesi, Italia compresa, dove la filiera del riciclo delle batterie è ancora in fase di sviluppo ma rappresenta un’opportunità industriale strategica. Massimizzare il recupero dei materiali – come cobalto, litio e nichel – sarà essenziale per rendere davvero sostenibile la mobilità elettrica.

Oltre le batterie: Polestar riduce le emissioni del 25%
L’approccio di Polestar non si limita alle batterie. L’azienda integra infatti materiali riciclati in diversi componenti delle proprie vetture: dall’alluminio e acciaio fino ai tappetini realizzati in poliammide ECONYL® e ai filati derivati da PET riciclato.
Un lavoro che si affianca alla riduzione della complessità dei materiali e a soluzioni di design modulare e mono-materiale, facilitando sia il riciclo sia il riutilizzo a fine vita del veicolo.
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Trasparenza e tracciabilità
Va detto che Polestar ha introdotto un livello di trasparenza raro nel settore automotive, pubblicando le valutazioni del ciclo di vita (LCA) per ogni modello e rendendo noti i dati sulle emissioni di CO₂ lungo tutta la catena del valore.
La Polestar 2 è stata tra le prime auto al mondo a includere il tracciamento del cobalto tramite blockchain, un elemento che potrebbe diventare uno standard anche per altri costruttori, soprattutto in vista delle future normative europee.
Negli ultimi anni, Polestar ha anche ridotto del 25% le emissioni di CO₂ per veicolo e introdotto nuove soluzioni legate alla ricarica intelligente.
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