Pochi soldi tanta ignoranza (e incentivi a singhiozzo, gestiti malissimo). Un lettore entra nel dibattito sullo scarso successo dell’elettrico in Italia. Per scriverci: info@vaielettrico.it
Pochi soldi tanta ignoranza, con listini folli
Ho letto con interesse l’intervista ad Andrea Daminelli di Daze. E vorrei aggiungere il mio punto di vista sulle reali cause del flop (o quantomeno della forte frenata) della mobilità elettrica in Italia. Cause che vanno ben oltre il ‘rombo del motore’ o la mancanza di rumore. I motivi sostanziali sono tre, e il primo lo avete giustamente centrato:
1. Il costo d’accesso e i listini folli. Gli italiani hanno stipendi mediamente più bassi rispetto a tedeschi o francesi, ma i listini sono ormai deliranti in Italia. Dopo che le case auto hanno perso parte dei volumi in Cina, hanno compensato aumentando i listini. Vedasi un’auto come la Yaris Cross: un frullatore a tre cilindri che costa 28.000 euro (ed è difficile pagarla meno di 26-27.000 euro). Follia pura per una vettura di quel tipo. Fintanto che non arriverà una produzione europea dei marchi cinesi con prezzi popolari, l’accesso resterà sbarrato per la stragrande maggioranza delle famiglie.
E gli incentivi a singhiozzo hanno fatto il resto

2. Incentivi gestiti male e a singhiozzo: Il sistema dei “click day” durati un’ora è ridicolo. Non servono bonus faraonici da 11.000 euro, basterebbero cifre più contenute. Magari legate a una forte compartecipazione obbligatoria delle case auto sulla rottamazione. Per dare uno stimolo vero e continuativo, non spot estemporanei che bruciano i fondi in un lampo.
3. Ignoranza culturale e propaganda politica: Abbiamo un livello di cultura energetica e industriale a terra. La politica e certa ‘informazione’ fanno a gara per fare propaganda e creare terrore ingiustificato. Pensiamo a vari personaggi su YouTube che sparano inesattezze colossali sull’idrogeno a 800 bar o demonizzano l’elettrico. Il risultato? Si continua a spingere su soluzioni ibride che sono un nonsenso meccanico e gestionale (batteria, motore elettrico, inverter, motore termico, olio, filtri, candele: un delirio di complessità e costi di manutenzione). Finché non si metterà mano ai redditi, ai listini reali e a una corretta informazione tecnologica, l’Italia resterà fanalino di coda”. Giuseppe Sala
Risposta. Analisi interessante. Precisiamo solo che i listini delle auto di tutte le motorizzazioni erano allucinanti già da prima della spallata cinese. E alla lunga il mercato ha presentato il conto, spostandosi dal nuovo all’usato. In quel momento ha fatto comodo a tutti dare la colpa all’elettrico, alla UE e a tutto il resto…
- Tutto è inizato da questa video-intervista a Raffaele Fusilli


