Poche ricariche in Italia? È per la difficoltà di rifornire che si vendono poche auto elettriche? Tutt’altro, dice Il Sole 24 Ore…

Poche ricariche in Italia? Le statistiche UE dicono il contrario
Noi lo diciamo da tempo che la rete di colonnine in Italia è più che sufficiente per le auto elettriche che circolano. Lo dicono le statistiche europeee, lo dice l’eseperienza di chi con l’auto a batterie viaggia ogni giorno e non ha mai difficoltà a ricaricare. Mentre le Case auto, e la stessa associazione di categoria Unrae, indicano l’insufficienza della rete come causa delle scarse vendite. Ora anche Il Sole parla di una rete di ricarica che corre più veloce delle vendite, un “paradosso italiano”, in questo articolo. Sono stati presi in esame i dati Motus-E di fine 2025, che davano 62.145 punti di ricarica attivi, con l’Italia al 6° posto in Europa. Quindi con 1 punto di ricarica a uso pubblico ogni 6 elettriche immatricolate. Molto meglio di Francia (1 punto ogni 8,3 EV), Germania (1 punto ogni 10,7) e Regno Unito (1 punto ogni 16,6). Stessa storia per le ricariche in corrente continua: Italia (1 punto DC ogni 25,7 EV), Francia (1 punto DC ogni 38,7), Germania (1 punto ogni 42,7), Regno Unito (1 punto ogni 80,1).
Il problema vero? Prezzi troppo cari, serve più concorrenza

Tanto più che le installazioni continuano a ritmo sostenuto, soprattutto nelle DC-HPC. Dentro e fuori autostrada (vedi da ultimo le nuove stazioni Atlante-Renexia in A24-A25). Il problema vero resta quello dei prezzi delle ricariche pubbliche, quelli sì troppo alti rispetto alla media europea. Anche se ora molto competitivi rispetto ai carburanti, grazie al rincaro della benzina e, soprattutto, del gasolio. Motus-e indica due strade: 1) la riduzione dei costi di approvvigionamento energetico in capo agli operatori della ricarica. 2) l’adozione di interventi normativi per semplificare le fasi di connessione delle infrastrutture. E per dare piena applicazione alle normative europee sulladecarbonizzazione dei trasporti. In realtà, secondo noi, c’è un altro aspetto ancora più importante: manca ancora una vera concorrenza sui prezzi. Più ricariche servono nei luoghi più frequentati, come certe stazioni di servizio autostradali. Per dare ai clienti la possibilità di scegliere il gestore meno caro nel raggio di pochi km.
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Per me il problema nostrano è rappresentato soprattutto dalle A/C seminate a caso, spesso solo per un “occupare il posto” dal sentore tanto monopolista, e poi nemmeno mantenute.
Risultato: numeri gonfiati che fanno tanta figura nelle statistiche, ma utilità pratica molto bassa.
mettiamo tante ricariche AC nei parcheggi pubblici e di aziende private: lunghe soste e basso costo…. poi vediamo se quelle saranno frequentate poco come le HPC o è soltanto costi e modalità “sbagliata” per gli italiani, che comunque percorrono in media meno di 60km/giorno.