
Poche colonnine a Parigi, come fanno a ricaricare? Alfredo ci scrive dalla capitale francese, raccontando una situazione meno rosea di quel che si pensa. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it
C’è meno traffico e l’aria è più pulita, ma rifornire…
“Cari amici di Vaielettrico, vi racconto la situazione del parco auto elettriche a Parigi. Dove il traffico è diminuito, l’aria più pulita e le Bev in netta crescita grazie alla politica antitraffico della sindaca Hidalgo. Mi riferisco al centro città, dove la presenza di punti di ricarica in strada è più che discreta, anche se gran parte in AC. L’aumento di veicoli elettrici però fa registrare la piena occupazione degli stalli al punto che è molto difficile trovarne uno libero. E questo costituisce un problema serio. Nel centro città i palazzi sono quasi tutti d’epoca e senza garage dove poter caricare. Mi ha colpito anche la quasi totale assenza di quadricicli elettrici, tipo Ami, che qui sarebbero perfetti anche per via del clima. Evidentemente la loro diffusione è limitata, proprio perché gli utenti hanno difficoltà a caricare frequentemente un mezzo dall’autonomia ridotta a 40/50 km. Se oggi è già così mi chiedo tuttavia quale dovrebbe essere il rapporto Bev/punti di ricarica se la quota di elettriche dovesse arrivare al 50% o più. Un punto ogni 10 Bev, ogni 20, ogni 50? La questione principale a scoraggiare la diffusione resta sempre secondo me proprio la difficoltà di ricarica pubblica nelle grandi città. Dove invece le Bev dovrebbero avere la massima diffusione“. Alfredo Albertini
Poche colonnine a Parigi? Stiamo meglio in Italia (non nei prezzi)
Risposta. Ci lamentiamo spesso della situazione italiana, ma come colonnine siamo messi meglio della Francia. In rapporto alle auto elettriche che circolano, naturalmente. Vediamo le cifre: a fine settembre nella penisola eravamo arrivati a 70.272 punti di ricarica (statistiche di Motus-e). In Francia alla stessa data erano a circa 160 mila. Ma i potenziali clienti sono infinitamente di più nel Paese transalpino. Da noi in gennaio si sono vendute 9 mila auto elettriche, in Francia 30 mila. E il parco ricolante è almeno quattro volte il nostro. Non a caso sui media specializzati transalpini si legge spesso di code alle ricariche, fenomeno che da noi, per fortuna, è ancora molto raro. La situazione è ancora più difficile a Parigi, città molto attenta al decoro urbano e quindi non sempre disponibile a concedere gli spazi per gli stalli. Ergo: teniamoci stretta la nostra rete di ricarica e speriamo che cresca ancor di più per qualità e quantità. E, soprattutto, con prezzi più umani: è sul fronte tariffe che i francesi stanno molto meglio di noi.
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