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Pnrr: 500 milioni per le navi (anche) elettriche

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traghetti ibridi
Eco Livorno Il traghetto Grimaldi a Zero Emission in Port

Pubblicato il decreto con i 500 milioni di euro per rendere più green le navi. Rispetto alla prima versione del Pnrr che abbiamo  pubblicato nel 2020 (leggi qui) si sono tagliati 1,5 miliardi.

Dalle barche esce veleno
Fumi traghetti

I 500 milioni rimasti servono per iniziare ad adattare le barche alle banchine elettriche per cui si sono stanziati 700 milioni (leggi qui). Nel dettaglio il decreto stabilisce i criteri, i termini e le modalità per l’assegnazione del contributo agli armatori sia per l’acquisto di nuove navi oppure per l’ammodernamento di quelle esistenti o in costruzione. Un vero retrofit con l’obiettivo di favorire la transizione energetica della flotta italiana.

Finanziamento per abbattere le emissioni inquinanti delle navi

nautica elettrica
Nei porti l’energia sarà elettrica

Sono previste  premialità  per i progetti più ecologici.  Leggiamo nel dettaglio quello che scrivono dal ministero: “Assicurare migliori performance ambientali e un significativo abbattimento delle emissioni inquinanti delle navi, anche nei porti, grazie all’uso di sistemi di propulsione di ultima generazione, batterie elettriche, soluzioni ibride o comunque innovative sotto il profilo idrodinamico, sistemi digitali di controllo o della sostenibilità dei materiali”. 

Se si elettrificano le banchine _ una richiesta presentata anche dalla compagnia di crociere Msc (leggi qui) _ è fondamentale adattare le navi.  Lo sottolinea il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini.

Genova investe sulle banchine elettrificate
Investimenti sulle banchine elettriche a Genova

“Con questo decreto realizziamo un cospicuo investimento che integra gli interventi già avviati per la trasformazione dei porti e dei retroporti italiani e per l’elettrificazione delle banchine, in modo che le navi ormeggiate possano spegnere i motori inquinanti e utilizzare l’energia elettrica presa da terra”. Insomma il Cold Ironing.

LEGGI ANCHE: La svolta green di Grimaldi: navi Zero Emission in porto

Elettrico in porto, ma in navigazione…

Per la salute umana le emissioni in porto sono quelle più pericolose. Resta il problema della propulsione per la navigazione dove ancora non esiste per le grandi navi un sistema di propulsione elettrico.  Anche se della California indicano la strada elettrica grazie allo spazio presente nelle imbarcazioni e allo sviluppo tecnologico che ridimensionerà e renderà più efficaci ed economiche le batterie (leggi qui).

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Si punta sull’elettrico in banchina, ma per la navigazione queste le alternative:  “Le ingenti risorse messe a disposizione consentiranno di favorire il rinnovamento delle flotte incentivando gli armatori all’acquisto di nuove navi dotate di tecnologia di ultima generazione, con motori in grado di utilizzare combustibili a basso impatto ambientale (GNL, bioGNL, metanolo, idrogeno, ammoniaca)“. Questa la soluzione del ministro che ricorda anche il retrofit navale con “la trasformazione di navi già in attività per consentire loro di utilizzare sistemi di alimentazione a minore impatto ambientale, anche attraverso l’utilizzo di biocarburanti”.

Traghetto elettrico
Le linee dei due traghetti elettrici Wärtsilä

I 500 milioni si dividono in tre categorie: 225 milioni per l’acquisto di nuove unità navali a basso impatto ambientale. Altri 225 milioni per lavori di modifica di unità navali o di trasformazione che ne comportino un radicale mutamento delle caratteristiche.

Infine i 50 milioni per interventi di rinnovo di unità navali come i rimorchiatori.  C’è tempo fino al 21 novembre 2022 per presentare le domande di finanziamento.

Il commento degli armatori

assarmatori
il presidente di Assarmatori Stefano Messina

Esprimono soddisfazione gli armatori: “Si tratta di una misura che si attendeva da vent’anni e che potrà dare un nuovo e determinante impulso agli investimenti nella direzione di una vera e sostenibile politica di transizione energetica”. Queste del parole del presidente di Assarmatori Stefano Messina sul decreto attuativo che da via libera alla spesa di 500 milioni di euro per la costruzione di nuove unità e il refitting di quelle già in esercizio nell’”ottica della decarbonizzazione del trasporto marittimo“.

 

 

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5 COMMENTI

  1. Una buona notizia, nella speranza che il governo entrante non faccia altri danni.
    Ora aspettiamo li stesso per il trasporto pesante delle merci.

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