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Plenitude (ENI) svela i piani Be Charge: 31 mila ricariche

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L'ad di Plenitude, Sefano Goberti, durante una presentazione dei piani della società ENI.

Plenitude (ex Eni gas e luce) svela i piani di Be Charge, la sua società che si occupa di ricarica di auto elettriche: arrivare a 31 mila punti entro il 2030.

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Sulle colonnine il logo Be Charge ora è preceduto dal marchio Plenitude: alla lunga resterà solo quest’ultimo?

 

Plenitude, società benefit e volto green del Cane a sei zampe

Be Charge è stata acquisita dall’ENI nel febbraio del 2021. Possiede una rete di oltre 6.500 punti di ricarica, il network più capillare in Italia dopo Enel X. I piani, svelati nell’annunciare la quotazione in Borsa di Plenitude, prevedono che la crescita sia in Italia che in Europa porti a 27.000 punti di ricarica  entro il 2025. E a oltre 31.000 entro il 2030. Il tutto rispettando gli obiettivi che la società si è data in tema di sostenibilità: “Plenitude è una Società Benefit“, spiegano dal gruppo, “si pone l’obiettivo di avere un impatto positivo su persone, comunità e ambiente. E si inquadra nel più ampio impegno di ENI volto a creare valore attraverso la transizione energetica e ad azzerare le emissioni nette di CO2 Scope 3 entro il 2040. Grazie a una proposta integrata e diversificata per fornire il 100% di energia decarbonizzata a tutti i clienti“. La valutazione dell’impatto generato dalle finalità di beneficio comune verrà effettuata con lo standard Bia (B Impact Assessment).

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Il n.1 del Gruppo ENI, Claudio Descalzi.

Nelle rinnovabili un portafoglio di 1,1 GW

Plenitude realizza un modello di business che integra produzione da rinnovabili, vendita di gas e luce,  servizi energetici e rete di ricarica. Fornisce energia a circa 10 milioni di clienti europei nel mercato retail, con un portafoglio di 1,1 GW di capacità rinnovabile in esercizio. L’obiettivo è raggiungere oltre 6 GW installati al 2025 e oltre 15 GW al 2030. Oltre a controllare Be Charge, è leader in Italia nella generazione distribuita da impianti fotovoltaici di piccola taglia grazie a Evolvere, acquisita nel 2020. Di fatto Plenitude si presenta come il braccio “green” di ENI, colosso del petrolio spesso nel mirino degli ambientalisti. Poche settimane fa l’ente del Cane a sei zampe è stato accusato di avere un piano industriale dannoso per il clima ed è partita la campagna greENIwashing”. L’iniziativa, guidata dal gruppo VERDI/ALE al Parlamento europeo, si fonda sulle Linee Guida OCSE per le multinazionali.

 

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