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Pierluigi Masini e la sua Nissan Leaf, ringraziando il caso

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Pierluigi Masini con la sua Nissan Leaf nuova di zecca

Conosciamo Pierluigi Masini da una trentina d’anni. Infatti siamo stati colleghi al Resto del Carlino, dove entrambi abbiamo ricoperto diversi ruoli, noi occupandoci di economia, lui di cronaca a più livelli (arrivò anche alla vicedirezione) e infine nei progetti speciali e nella direzione marketing. Abitiamo anche ad un tiro di schioppo, nel cuore della zona universitaria di Bologna.  Sabato scorso l’abbiamo incontrato per strada apprendendo così che anche lui, da pochi mesi, è entrato a far parte del club degli automobilisti elettrici. Una scelta di cui non si è pentito, seppur maturata a seguito di una serie di avvenimenti assolutamente fortuiti. «Perchè non ce li racconti» gli abbiamo chiesto? Detto fatto. Ecco qui la sua storia di automobilista elettico per caso. Grazie Pierluigi

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Pieluigi Masini e la sua nuova Nissan Leaf

Galeotto fu quel cornicione crollato

di Pierluigi Masini

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Pierluigi Masini

E’ andata così. La mia vecchia Passat a metano aveva compiuto 10 anni e 210mila chilometri. In verità non pensavo di cambiarla ma poi, “una notte di settembre mi svegliai” (come nella canzone del Nomadi) con i vigili che mi avvisavano che una bella parte dell’intonaco di un palazzo storico in centro a Bologna aveva deciso improvvisamente di crollare sulla mia macchina parcheggiata lì sotto.

Dopo un mese e mezzo di pratiche burocratiche e di perizie, avevo un bell’indennizzo sul conto, pari più o meno al valore dell’auto. Nel frattempo c’era l’offerta del superbonus per acquistare un’auto elettrica e così, una mattina, dalle 9 alle 13, io e mia moglie abbiamo fatto il giro di quattro concessionarie: Peugeot, Ds, Volkswagen e Nissan. Senza nessuna prenotazione, così. Alè.

…e quel venditore entusiasta

Devo dire che questo giro è stato fondamentale non solo per capire, toccare e entrare nelle auto. Ma soprattutto per rendermi conto di quanto incide la capacità di un bravo venditore sulla decisione d’acquisto. Alla Nissan ho trovato un giovane molto appassionato che dopo una breve spiegazione della Nissan Leaf con batteria da 62 Kwh mi ha detto: andiamo a fare un giro? L’esperienza di guida, che gli altri concessionari non mi hanno proposto _ perché l’auto non era “disponibile”, perché “così all’ultimo momento…” _ è stata fondamentale. E l’altra cosa che mi ha fatto decidere è stata la mossa del concessionario, che ha integrato il bonus della mia Euro 5 con un ulteriore sconto.

L’auto mi è arrivata il 23 dicembre e sono riuscito solo ad andare al ristorante con tutta la famiglia prima dell’ennesimo lockdown. Ma il losckdown mi è servito per studiarmi centinaia di pagine di quattro libretti diversi. L’auto la tengo in garage e la carico alla spina. Non ho installato per ora wallbox: non usandola tutti i giorni ho il tempo di ricaricarla. Il viaggio più lungo è stato di circa 220 km, a gennaio, con il freddo e il riscaldamento acceso. Ho consumato più o meno due terzi della batteria che ho ricaricato in circa 18 ore con la mia utenza da 3 Kwh, senza usare contemporaneamente forno o lavatrice e controllando il tutto attraverso la app Nissan Connect sullo smartphone.

Con due app addio ansia da ricarica

Ho fatto due abbonamenti per la ricarica esterna, uno alla rete Nissan con Nissan Charge, che garantisce ricarica rapida con presa ChadeMo in molte concessionarie d’Italia, e l’altra con NextCharge, che ho già sperimentato e nel mio caso è più conveniente di un abbonamento flat. Non penso che tornerò più indietro a un’auto a motore termico.

Sensazioni di guida, parliamone. Molto piacevoli anche se il passaggio ha comportato all’inizio degli inevitabili step da superare. Troppe differenze con la vecchia Passat, più di quante immaginassi. Abituarsi al cambio automatico è stato abbastanza semplice e molto piacevole. Tutta l’elettronica, presente in modo massiccio, ha qualcosa di easy e misterioso insieme. L’impressione è come per lo smartphone: sai che non riuscirai a usare tutto al 100%, sei sicuro che c’è ancora molto da scoprire, ma ci convivi.

Quanto mi piace l’e.pedal di Nissan Leaf

L’e.pedal, che consente soprattutto in città di ridurre di molto l’uso del freno, lo uso spesso e volentieri. Le telecamere, che arrivano a farti vedere l’auto anche dall’alto, sono anche una bella distrazione: quando fai retromarcia hai talmente tante cose a cui prestare attenzione (davanti, dietro, i due specchietti, le due riprese nel display, i suoni diversi) che alla fine rischi l’effetto pallina nel flipper. Ma sto migliorando. Cruise control e angolo cieco: sì ok, ma quando sei in autostrada e ti compare sul cruscotto il triangolo rosso di pericolo ti prendi un colpo. Come anche le vibrazioni sul volante quando decidi di cambiare corsia senza freccia, perché potresti esserti addormentato. Ok, forse sto invecchiando, mi sono detto. O forse la Nissan Leaf vuol farmi rimanere giovane. Questo mi piace.

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7 COMMENTI

  1. L’ho provata la Leaf, ha un’eccellente guidabilità, il suo limite è forse la velocità max di 150 km/h, ma è una questione personale.

    Invece vedo che la scelta è andata sulla versione con batteria da 62 kw: e ci credo che non c’è ansia da ricarica, con la batteria large l’ansia da ricarica si attutisce parecchio, ancora non soddisfa tutte le esigenze ma comunque l’autonomia dichiarata di 385 Km è elevata …

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