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Piech, l’elettrica sportiva nata “per i patiti di tecnologia”

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La Piech Mach Uno (immagine tratta dal sito aziendale). Il modello in vendita si chiamerà GT2.
Piech, l’elettrica sportiva nata “per i patiti di tecnologia”. Una start-up dal cuore antico: il fondatore è Toni Piech, pronipote del mitico Ferdinand Porsche.

Piech Mach Uno: 500 km di autonomia, prezzi…

Ci si chiedeva che fine avesse fatto il primo modello dell’ennesima Casa auto nata con l’elettrico. La Piech Mach Zero, un’auto sportiva a due posti, era stata presentata oltre due anni fa al Salone di Ginevra, poi non se n’era saputo più nulla. Adesso Toni (lo zio Ferdinand Piech è stato a lungo presidente del Gruppo Volkswagen) ha fatto il punto della situazione in un’intervista al sito SwissInfo. Già, perché il giovane Piech, nonostante abbia doppio passaporto austriaco e tedesco, ha deciso di stabilirsi a Zurigo.
PiechIl motivo? “Apprezzo i valori di affidabilità e di intramontabilità incarnati in particolare dagli orologi svizzeri“, ha spiegato. Valori che Piech vorrebbe unire a quel che ha imparato vivendo 12 anni in Cina: grandi ambizioni e rapidità di azione. Per il resto non si è sbottonato molto, neppure sulla data di lancio della Mach Zero, inizialmente prevista per il 2022. Uniche certezze: il prezzo, compreso tra 150 e 200 mila franchi svizzeri (in euro tra 140 e 180 mila) e l’autonomia (500 km). Con possibilità di ricaricare all’80% in 5 minuti. E l’accelerazione, bruciante: da 0 a 100 km/h in soli 3 secondi.

PiechPiech, l’esclusività come mantra per differenziarsi

Toni non è preoccupato per la concorrenza, tra marchi tradizionali e start-up nate con l’auto elettrica: “La nostra strategia si differenzia ulteriormente. Il nostro obiettivo è di creare oggetti per gli appassionati, cioè auto classiche pensate per i puristi patiti di tecnologia. Non siamo preoccupati perché il nostro approccio non è quello di vendere il maggior numero di veicoli il più rapidamente possibile. La nostra visione è di occupare una nicchia ben definita e, a lungo termine, di raggiungere una solida redditività“. Puntando sulla tecnologia: “Il nostro principale atout è la modularità“, spiega. “Questo approccio ci permette di integrare molto rapidamente nuovi componenti esterni quali sistemi di ricarica, sensori, chip, sistemi di gestione dei dati, ecc. Non cerchiamo un accesso esclusivo a certi fornitori, ma vogliamo essere il primo costruttore a integrare i loro nuovi componenti rivoluzionari“.

In arrivo anche un Suv e una quattro-posti

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Il fondatore,Toni Piech.

I progetti non si fermano alla Mach Zero, l’idea è di creare una gamma con altri due modelli: una quattro posti e un SUV, quest’ultimo pensato soprattutto per la  Cina.”Dato il nostro approccio modulare, realizzare una linea di tre modelli non dovrebbe essere eccessivamente complesso”, chiosa Piech. Quanto ai mezzi per finanziarsi, non sembrano esserci particolari problemi. L’azienda ha appena raccolto 100 milioni di dollari da diversi investiori, tra cui Peter Thiel, fondatore di PayPal e Palantir. “Per il nostro prossimo round di finanziamento, puntiamo a 200-300 milioni di dollari“, annuncia Piech. “Stiamo considerando varie possibilità, tra cui un private placement o l’entrata classica in borsa o una SPAC (Special Purpose Acquisition Companies)”. E la presenza dell’ex CEO di Porsche e Volkswagen, Matthias Müller, come presidente del comitato direttivo, è un buon biglietto da visita per convincere altri investitori.

 

 

 

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