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L’elettrica cinese ha un nome:e6/2 La ricerca

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In 16 mila per lo sviluppo

La e6 ha rappresentato una svolta per il mercato dell’auto cinese. Come tutti sanno, la Cina ha un grosso problema di inquinamento in alcune zone specifiche del suo territorio, come la fascia costiera che collega Pechino a Shanghai e altre zone di forte urbanizzazione come Hangzhou, Canton, Hong Kong, Wuhan o Nanchino, dove l’aria ha raggiunti livelli tali di inquinamento da non poter più essere respirabile. A nessun costo. Se da una parte è vero che i cinesi sono molto legati alle biciclette e ne facciano un uso così smodato da essere poetico, è anche vero che con l’industrializzazione e la crescente ricchezza del ceto medio anche la Cina ha scoperto le “gioie” dell’automobile.

Poiché la qualità dell’aria è giunta a livelli bassissimi, la Cina ha visto in BYD l’azienda in cui investire per rendere più “green” le strade del Paese, tanto che i cinesi possono oggi ottenere uno sconto statale sull’acquisto di questa auto di 15mila yuan. A usufruirne possono essere tutti coloro che hanno un reddito annuale inferiore all’equivalente di 5mila euro.

Di fatto chi ha un basso reddito pagherebbe quest’auto circa 5mila Euro. Se qualcuno nutrisse ancora dei dubbi sul “socialismo” di stampo cinese, dovremmo averli fugati con questo esempio. La e6 non è disponibile nel nostro Paese e di importarla non se ne parla. La domanda lecita è questa: se l’auto completamente elettrica di BYD è così bella e performante per quale motivo non viene commercializzata? Forse il mercato cinese è già sufficiente per BYD, anche perché nel 2016 la casa cinese ha superato la più famosa e blasonata (nonché bella) Tesla quanto a vendite.

Le vendite di Tesla hanno superato le 50mila unità ma BYD è andata oltre le 60mila e punta ad aumentare le vendite della e6 del 100% mentre Tesla, pur con più di un modello, punta a un modesto 60%; per non parlare della commercializzazione dei bus elettrici che Tesla vuole introdurre nel 2020 e che sono già in giro su molte strade del mondo nel caso di BYD. Ma il dato più importante che dà la reale misura della distanza odierna e probabilmente futura è il numero degli impiegati. Tesla ne ha 16mila in tutto, BYD ne ha 16mila che lavorano soltanto nel reparto R&D (Ricerca e Sviluppo) della e6. Come spesso accade, quando si parla di Cina sono le proporzioni a fare la differenza. Il primo ad accorgersene fu Marco Polo, quando entrò nella città di Jiandu (oggi Xichang) e non credette all’immensità di ciò che aveva davanti.