Perché l’elettrico non sfonda in Italia? Secondo Daze…


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Perché l’elettrico non sfonda in Italia? Dopo un esperto di auto come Raffaele Fusilli, sentiamo chi invece si occupa di ricarica: Andrea Daminelli, co-fondatore di Daze (foto sopra).

Perché l’elettrico non sfonda? Per due motivi…

Fusilli, un manager che ha avorato in diverse Case auto (da ultimo è stato n.1 di Renault Italia) aveva indicato 4 cause. Daminelli nella video-intervista che riproduciamo qui sopra ne indica subito due. 1) Il costo dell’auto è comunque importante per le tasche degli italiani. 2) Nel nostro Paese c’è ancora un notevole attaccamento ad aspetti dell’auto tradizionale ome il rumore. Anzi, il rombo, visto che siamo la terra di marchi mitici come Ferrari e Lamborghini. E poi c’è un’immagine negativa che sta aleggiando attorno all’elettrico, identificato come responsabile della crisi della filiera automobilistica. La famiglia stessa di Daminelli, bergamasco, opera nella settore della componentistica, anche per auto, e vive direttamente questa crisi.

“Il vehicle-to-grid o simili? Noi non ci crediamo”

L’altra intervista sul tema: “Perchè l’elettrico non sfonda”, messa in rete alcuni giorni fa. L’intervistato è Raffaele Fusilli, ex n.1 di Renault Italia.

Purtroppo la politica cavalca questo atteggiamento e non contribuisce certo ad affermare l’elettrico in Italia. Con politiche di incentivi che a volte sono controproducenti, tanto sono estermporanee. Mentre in altri Paesi, come la Francia e la Germania, c’è una migliore programmazione dei bonus. E le quote di mercato sono molto più significative che in Italia. A Daminelli abbiamo poi chiesto che cosa pensi Daze dell’utilizzo delle batterie delle auto elettriche per fornire energia alla rete, piuttosto che alla casa o a piccoli elettrodomestici. È il V2G o V2H o… di cui tanto si parla. Un utilizzo fortemente sostenuto da Volkswagen Group con la sua società Elli (qui la video -intervista al n.1 Giovanni Palazzo). Andrea è di parere opposto: “Daze non ci crede. Non pensiamo che in futuro questo tipo di utilizzo giustichi gli investimenti che richiede. La strada secondo noi è l’esatto opposto, ovvero intervenire nei picchi di consumo togliendo energia con l’interruzione delle ricariche...”.

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  1. ““Daze non ci crede. Non pensiamo che in futuro questo tipo di utilizzo giustichi gli investimenti che richiede. La strada secondo noi è l’esatto opposto, ovvero intervenire nei picchi di consumo togliendo energia con l’interruzione delle ricariche…”.

    Tradotto in Italiano… “segare il ramo su cui si è seduti”.

    Il simpatico Andrea vende apparati di ricarica per auto elettriche… e si aspetta che qualcuno compri una vettura elettrica (e magari pure la sua wallbox) per attendere che venga interrotta la ricarica della propria auto per esigenze di rete….

    Vista la minima quota di vetture elettriche circolanti in Italia, la probabilità che ce ne siano abbastanza a ricaricare contemporaneamente e da bloccare per “salvare” la disponibilità di energia (ma a favore di chi allora? ) secondo me è abbastanza remota…
    In Italia, visto che asserisce che le BEV le hanno i “ricchi”, molto spesso saranno in aziende ed abitazioni con proprio impianto fotovoltaico e magari pure accumuli … quindi non gravano sulla rete visto che è frutto di autoproduzione…

    Se ci sono gravi carenze sulle reti elettriche vanno stoppati gli impianti industriali energivori i cui processi si possono fermare senza creare gravi danni (una fonderia di vetro ad esempio potrebbe perdere tutto il materiale in lavorazione e doverlo ri-fondere da capo…se e quando possibile )

    Personalmente sono molto concorde con il simpatico R. Fusilli .. i problemi italiani non son legati alla mancanza di rumore (il brum-brum … o il cambio meccanico…) delle vetture ma dalla totale impreparazione del sistema paese a prepararsi ad un cambiamento epocale, pur vedendolo arrivare da altri paesi, tra l’altro tra i fondamentali mercati di sbocco dei prodotti europei….

    Una miope e mediocre classe politica intenta a fare i propri “balletti” pre-elettorali non ha per niente seguito politiche energetiche ed industriali idonee ad evitare il disastro cui assistiamo ed assisteremo in futuro.

    Gli italiani… con cui parlo molto spesso (visti i miei tanti anni di lavoro in automotive.. con tanti conoscenti e ex clienti che incontro e fan domande) son solo assolutamente confusi dalle tante panzane mediatiche, da certe tesi politiche divisive, e dal riscontrar sul campo che troppi problemi (voluti i più) ostacolano la vita a chi passa alle auto elettrificate (se non ci si prepara bene).

  2. Na marea di chiacchiere anche se legittime.
    Non sfonda perchè l’attuale politica ed imprenditoria è contraria.
    Prezzi delle auto ancora molto alti, ricariche pubbliche molto care, spesso mal dislocate, non attivate e se ancora non basta… tagliano i cavi.
    Giusto per creare preoccupazioni.
    Effetti collaterali: perderemo completamente l’industria dell’auto e rimarremo al neolitico quanto a tecnologie varie.
    Poi ci lamenteremo.

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