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Perché le moto elettriche non si vendono? L’abbiamo chiesto a Zero Motorcycles

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Le moto elettriche non si vendono, almeno non si vendono in Italia. Cerchiamo di capire perché insieme a Umberto Uccelli, Vicepresidente di Zero Motorcycles, il marchio che più di tutti è sinonimo di moto elettriche.

L’anno scorso sono state immatricolate poco più di mezzo migliaio di moto elettriche. Il mese scorso (aprile) il conto si è fermato a 16. Le percentuali sono in crescita (+7,5%) di anno in anno, ma è facile su numeri così piccoli. In Italia l’elettrico non decolla, piacciono ciclomotori e scooter, ma le moto ancora no. Perché? Costano troppo? Non sono divertenti? Non c’è fiducia nella tecnologia? Abbiamo fatto una lunga chiacchierata con Umberto Uccelli, Vicepresidente e Direttore Generale EMEA di Zero Motorcycles.

L’elettrico è per molti ancora un terreno di scontro tra tecnologia e filosofia di vita. Due mondi separati da irragionevolezza e ignoranza.

«Che l’elettrico sia il futuro della mobilità individuale è una decisione già presa da tanti anni. E’ una tecnologia semplice e conosciuta e l’elettricità si riesce a trasportare in maniera facile con sistemi già implementati. Dobbiamo risolvere o migliorare il discorso autonomia, ma siamo già livelli ben superiori rispetto a quello he è il fabbisogno quotidiano. Zero ha creduto per prima nella tecnologia delle moto elettriche: 16 anni fa era proprio per pochissimi. Ora, lentamente, sempre più persone stanno passando all’elettrico, il percorso è ben chiaro».


Anche per gli italiani?

«Gli italiani sono sempre un po’ più scettici e più attenti quando si tratta di un cambiamento, ma sono però anche convinto che magari siano più lenti nel passaggio a una nuova tecnologia ma, nel momento in cui verrà recepito, il passaggio sarà molto più rapido rispetto ad altri Paesi. L’Italia inoltre ha questa storia importantissima e questa tradizione motociclistica nel DNA. Qualche anno fa ero convinto che oggi in Italia saremmo stati più avanti come penetrazione e come successo dell’elettrico. Da italiano mi dispiace vedere questo ritardo».

Lo scorso mese sono state vendute solo 16 moto elettriche in Italia.

«Sono quelle che io definisco: tracce chimiche. Gli scooter elettrici stanno crescendo e guadagnando quote significative, si tratta di un segmento in cui ostacoli come prezzo, tempi di ricarica e autonomia sono meno importanti. Per le moto invece questo non succede e in più, in Italia – come dicevamo – il mercato è rallentato dal forte legame storico e culturale con la storia dei marchi italiani. Questo è molto specifico del nostro Paese e non si nota negli altri mercati dove c’è più apertura al cambio di tecnologia e di prodotto. Andando però oltre al dato sul venduto, noi di Zero stiamo notando una crescita di interesse verso le moto elettriche».


Tradotto in numeri, l’Italia quanto è indietro rispetto all’Europa?

«Noi vendiamo oltre 2.000 moto nell’EMEA, fondamentalmente in Europa. L’Italia pesa per un 5% mentre per vendite di moto tradizionali è al numero uno o comunque se la gioca di anno in anno con Francia e Germania. L’Italia è il mercato più importante e quindi portare a casa solo un 5% è estremamente insoddisfacente».

I grandi marchi giapponesi, seppur con timidezza, stanno arrivando sull’elettrico. Cosa vi aspettate? In che modo aiuterà il mercato in generale la presenza di nomi di peso?

«Le Case importanti stanno sviluppando in parallelo i principali modelli anche in versione elettrica. Ci sono bei progetti che partono da lontano e altri più estemporanei che cercano di recuperare tempo, ma prima o poi arrivano tutti. Il fatto che si muovano in questa direzione è estremamente positivo. Come Tesla ha riscritto la logica dell’auto, io sono convinto che stia succedendo questo anche per Zero. Zero è nata elettrica e ha continuato ad investire e a crederci, ha una gamma importante di moto elettriche ed è leader del mercato. Quando arriveranno gli altri è chiaro che ci sarà una bella competizione però quando tu apri una via, e sei leader di un mercato in crescita, cresci anche come valore d’azienda».


Che futuro prevedete per le moto elettriche?

«Il mercato sta andando bene un po’ in tutti i Paesi, nonostante il forte impatto Covid. C’è stato prima un forte boom sulle due ruote, dalle bici alle moto. Questo ha avuto un effetto anche dopo, terminata la pandemia, con un interesse verso le due ruote in forte crescita. Questo ci dà grandi speranze anche per il futuro. Per le due ruote elettriche, come abbiamo detto, il discorso è più complesso, ma sappiamo che è un percorso tracciato e che tutti stanno andando in quella direzione. Chi prima chi dopo… ognuno con il suo modo di sviluppare il prodotto, ma tutti stanno andando verso l’elettrico.

C’è un cambiamento in atto che parte nella fascia più economica dei prodotti, come ad esempio le eBike o gli scooter elettrici che come budget impattano meno. Le moto stanno arrivando, sono un po’ in ritardo, soprattutto le case motociclistiche importanti che hanno già sposato il progetto elettrico ma che però non sono ancora pronte. Noi abbiamo l’opportunità quindi di essere quasi gli unici, perché abbiamo una gamma molto ampia, con un prodotto specifico per le esigenze dei diversi tipi di motociclista. Ci sono altre realtà importanti (Energica, LiveWire, etc..) ma solo noi abbiamo una storia così lunga e così tanti modelli. Amo pensare che come nelle auto è per Tesla, adesso anche Zero agli occhi dei motociclisti venga percepita come “la” marca elettrica».

Oltre alla mentalità, manca ancora uno step tecnologico alle moto elettriche? Se da Milano voglio fare il giro del Lago di Como non posso ancora farlo.

«Dipende. Noi abbiamo un’autonomia che arriva fino ai 350 km, in uso normale se ne fanno 220. Chiaro che più si sta in autostrada più l’autonomia si riduce mentre in città e nel misto si recupera di più. Quindi l’autonomia è ancora uno dei tre punti in discussione: prezzo, tempi di ricarica e autonomia.

Per il prezzo, oltre agli incentivi, noi abbiamo lanciato “Go Electric” che, come ha fatto Tesla, ha l’obiettivo di consolidare la nostra leadership. Abbiamo riposizionato il prezzo, non solo in Italia, per spingere  sempre più persone verso l’elettrico. Poi c’è anche da considerare il costo di utilizzo di una moto elettrica che si riduce con il passare del tempo.
Per tornare all’autonomia, c’è chi fa tanti chilometri e ama fare del turismo. In questo caso o ci si organizza pianificando le soste oppure si ammette che probabilmente le moto elettriche non sono ancora mature per questo genere di utilizzo. Le moto elettriche per ora sono state pensate per divertirsi, per fare commuting e sono in grado di coprire distanze che sono ben superiori a quelle dell’utilizzo medio. Con l’attuale tecnologia quindi si sta già parlando alla maggior parte dei motociclisti.
In conclusione i tempi di ricarica. Noi abbiamo i tempi di ricarica tra i più bassi, ma anche in questo caso è una questione di percezione. Il concetto in realtà è (diventerà) molto simile allo smartphone».


Cosa fare allora?

«La moto elettrica se non la si conosce può essere percepita come piena di ostacoli da superare, ma non è così. Per questo riteniamo che sia indispensabile che i nostri concessionari abbiano le moto in prova e che le facciano provare. E’ importante poi che ci sia anche una persona che conosca a fondo il prodotto e che lo sappia spiegare bene. Chi si avvicina alle moto elettriche arriva con tante domande e ha bisogno di risposte. La cosa fondamentale è provarle, perché una volta che le si prova si capisce che non è solo una nuova tecnologia o una questione ecologica, ma è soprattutto divertimento allo stato puro».

Quali progetti ha Zero per il futuro?

«Abbiamo davvero tantissimi progetti che non riguardano solo le grosse moto elettriche. Potremmo spaziare anche sulla mobilità individuale magari più semplice».


Parliamo di scooter?

«Si sta valutando tutto: potrebbe essere.  Ma stiamo anche valutando collaborazioni con altre società… Zero sta crescendo, non solo come gamma e come rete vendita, ma anche come organizzazione proprio in questo senso. Durante l’ultimo trimestre dell’anno poi presenteremo il nuovo model year che sarà una novità ad ampliamento della gamma moto».   

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Phoenix
Vesper
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79 COMMENTI

  1. La moto più che mezzo di trasporto è concepita per trasmettere emozioni, quindi sarà molto difficile che prenderà piede, almeno nel breve/medio termine. Dal lato elettrico ci sono sicuramente le prestazioni (coppia) ma mi chiedo quanti KM si percorrono con un preno di gomme. Se su una moto “normale” si fanno in media 3000-5000 KM, su una elettrica con coppia mostruosa non immagino neanche, oltre al fatto che, nonostante l’elettronica, la coppia poi va dosata più che bene! Poi l’autonomia è il fattore limitante. Io ad es faccio giri da 500/600 (a volte anche 800) in giro dalla mattina alla sera…come farei a fermarmi ogni 100 KM ed attendere la ricarica? Come già detto, per utilizzo cittadino gli scooter sono forse adatti all’elettrico, le moto no!

      • Guarda che per una sportiva/sporturer 5/6000 km sono una percorrenza media per il cambio pneumatici, ricorda che affidi la tua vita a pochi cm di gomma a contatto con l’asfalto, il signor Roberto non ha detto un eresia( lo dico da motociclista).

  2. Questo vive in un mondo suo, ma nel suo ruolo non dovrebbe uscirsene con queste interviste. Ci sono differenze tecniche enormi tra termico ed elettrico nelle moto e non saranno risolte forse mai, certamente non in meno di 10 anni. Peso molto alto ed autonomia ridicola sono i punti che tagliano le gambe. Come in tutto, c’è chi prende la moto per andare al bar e va bene, ma non è quello il mercato. Il lato economico è un discorso a sè, nel mercato moto ci sono già prezzi assurdi sul termico per cui una moto elettrica a 15-20 mila ha comunque senso, economicamente parlando

  3. Auto e moto due Mondi (quasi) totalmente differenti…dove per moto escludo gli scooter i cui utenti usano il mezzo quasi per intero come commuter e qui vedi lo scooter elettrico come opzione possibile .Ad ogni modo , nei motociclisti esistono due Mondi maggioritari …quelli delle SBK o delle maxi naked dove l’emozione di guida , le modifiche (scarichi, centraline , parti in lega più leggera) spesso fai da te e le prestazioni estreme la fanno da padrone…e quelli delle maxi enduro stradali dove alle ottime prestazioni uniscono comodità , autonomie rilevanti (la GS Adventure arriva a fare quasi 500 km con un pieno) e possibilità di fare le vacanze in moto all’insegna della libertà assoluta !Personalmente , motociclista da oltre 40 Anni , le ho vissute entrambe e mi hanno dato sensazioni uniche…da qualche Anno , complice l’età che avanza , ho solo una maxi enduro 1200 con cui faccio ancora weekend o vacanze quando il tempo libero lo permette…nelle mie esperienze ho fatto sia le pistate che le tirate sugli Appennini  per la giornata intera con gli amici , e ho girato tutta Europa incluso i confini con l’Asia e il Nord Africa (in Europa nel corso degli Anni ho fatto più di un “trasferimento” da 1000 km) …inutile dire che per entrambe le situazioni la moto elettrica non esiste per tanti motivi !Aggiungo per quanto mi concerne che ho avuto tante moto (Yamaha e Honda all’inizio poi Ducati , Aprilia , MV Agusta , Triumph, Bmw) di cui quasi tutte modificate o cucite addosso a piacimento…e onestamente quello che consumavamo era l’ultimo dei pensieri  (ps. ricordo che la mia Aprilia V2 era un lavabo…preparata faceva 10 km/litro) !Ognuno può farsi la propria opinione e chi non ha la stessa passione anche giudicare…ma il mondo dei Motociclisti (che siano smanettoni o gran turisti) è per lo più questo…anche se penso che questa passione avrà fine in tempi abbastanza prossimi perché ai 20-30enni delle moto frega quasi zero (mi spiace per loro perché non sanno che emozioni si perdono…mi verrebbe da dirgli più motocicletta e meno smartphone ma saranno poi affari loro) ! 

  4. Le moto tradizionali inquinano troppo acusticamente, eccessivamente. Per me in città sono intollerabili, insopportabili, da vietare. Le terrei buone solo per percorsi extraurbani e piste, uscendo dalle città sul carrello chiaramente. Che si divertano fuori città quindi, facendo sempre attenzione all’incolumità, soprattutto degli altri. In città bastano gli scooter, molto meglio elettrici naturalmente.

  5. Enzo riparto dall’alto a beneficio di chi si accosta al sito usando lo smartphone.

    È manifesto che siamo usciti fuori tema, quindi proviamo a riportare il discorso nei binari dell’argomento.
    Quello che ci racconti è sicuramente interessante e secondo me sarebbe anche molto meritevole di essere trattato anche sulle pagine di questo sito. Volendo riportare la discussione dove è giusto che sia, se parliamo di motociclette come di mezzi emozionali (ma se vogliamo anche di mezzi emozionali in generale) la lezione che possiamo trarne secondo me è che ad oggi le vere potenzialità dell’elettrico non hanno nemmeno iniziato ad essere sfiorate.
    Il lato positivo che però possiamo forse intravedere dalle nostre discussioni è che queste potenzialità sono talmente ampie da lasciare aperto un tale ventaglio di opportunità da apparire addirittura alla stupefacente. Opportunità che per inciso sembrerebbero irraggiungibili se parliamo di motori a pistoni.
    Che si voglia agire ex ante tramite dispositivi elettromeccanici come piace immaginare a me, o ex post tramite software e simulazione informatica come racconti tu, il succo del discorso è che grazie alla flessibilità dell’elettrico le possibilità di “giocare” si moltiplicano in maniera oserei dire esponenziale. La cosa ancor più divertente è che queste due chiavi di lettura non solo non si escludono a vicenda ma addirittura possono lavorare in parallelo.

    Le motivazioni portate qui sotto da me, da te e da tanti altri lettori in merito al tema dell’articolo vanno tutte grosso modo nella stessa direzione.

    Quello che fa ben sperare da un punto di vista tecnico sono il miglioramento delle batterie, della velocità di ricarica e della rete di ricarica stessa. Tre questioni del resto identiche al discorso automobili, ma per queste ultime Il problema è il gioco forza più facile da risolvere non foss’ altro perché ormai mettere 60 kilowatt sotto al pianale è qualcosa di ormai prossimo al minimo sindacale già per vetture del segmento C. Cose che su una moto, ad oggi, è impossibile.

    Quello che invece sarebbe auspicabile da parte dei produttori è ragionare un attimo su che cosa ha senso oggi come prodotto elettrico e forse ammettere che per il momento correre dietro ai motori a benzina sul loro stesso terreno (specie nel trinomio prestazioni/emozioni/autonomia) per quello che riguarda le moto vere e proprie è fondamentalmente una battaglia persa.
    È chiaro che bisogna fare esperienza, è l’esperienza si fa solo per tentativi e in ultima istanza “provando a fare cose”. Ma a mio modestissimo parere tale esperienza in questo momento porta frutto se viene fatta lavorando su soluzioni e prodotti per i quali l’elettrico già può essere vincente. Quanto detto sotto potrebbe essere fonte di ispirazione o quantomeno di riflessione . Altrimenti il rischio concreto, e peraltro dimostrato dai numeri di vendita, è quello di fare dei prodotti che nel loro sono anche bellissimi ma che all’atto pratico non ti compra nessuno.

    • Io credo che siamo lontanissimi dall’autonomia ideale e anche con le batterie con densità doppia l’autonomia è troppo poca. E’ un problemone, non sono fiducioso come te. Possiamo “provare a fare cose” e a “giocare” come dici tu (e dobbiamo farlo, senza dubbio) ma senza autonomia non si va da nessuna parte, non c’è una prospettiva.

      C’è un bel contributo di Edo [ https://www.vaielettrico.it/perche-le-moto-elettriche-non-si-vendono-labbiamo-chiesto-a-zero-motorcycle/#comment-126625 ] che dice già tutto: “Sono andato a leggere il sito di Zero: i modelli con più autonomia dichiarano 301 km, in urbano. In autostrada agli 89 km/h (si, OTTANTANOVE) si scende a 183, ai 113 km/h 150 km di autonomia.”. Questo significa che ai 130 l’autonomia sarà di 120 km scarsi. Con la batteria a stato solido si salirà a 240 km di autonomia ma non sono molti perché … Ale a te lo posso dire … dai, a 130 su una moto solo se c’è il ghiaccio a terra e c’è un passeggero che appena superi i limiti mi tira cazzotti in testa (l’ho avuto davvero un passeggero così). Cioè con una guida allegra, non dico da 1100 ma anche solo da 650, l’autonomia crolla. Poi chiaro, se uno ci fa le passeggiate tranquillo, tipo Africa Twin, con qualche breve tiratina ogni 30 minuti, quei 240 km con batteria a stato solido ce li possiamo anche far bastare, diversamente …

      Né aiuta la procedura di ricarica. Intanto quando si guida (e lo sai), come fatto notare da molti, si decide anche lì per lì (a me capitava spessissimo, mi facevo guidare dalla strada, dal sole, dal traffico, dal paesaggio e se capitava a me che avevo scarso senso dell’orientamento, non avevo né gps né cartine …) e invece con l’elettrica devi tenere presente le ricariche DC, poi arrivi lì e magari c’è la fila, magari c’è una ID3 già in coda e poi tocca a te che tra l’altro, stando in moto, non riesci a consultare come si deve il navigatore, a prenotare dall’app la ricarica … dai, un tormento. Forse, con ricariche a oltre 600 kW (Supercharger V4) … mah, si finirebbe con “quale supercharger visito oggi? Como Nord o Lambrate?”.

      Tra l’altro, ecologia a parte (ma non c’è obbligo di legge), manca anche un altro aspetto che può portare all’elettrico, ovvero le “maggiori” performance. Mentre a me interessa l’auto elettrica perché non posso concedermi una muscle car col V8 (soprattutto mantenerla) e quindi l’elettrico è una spinta ad avere ottime performance a costi inferiori, con le moto questo non è vero. Dovendo acquistare una moto adesso non andrei sui modelli più potenti perché sono troppo potenti per me, siamo già a livelli di potenza tali da scegliere volutamente versioni meno pepate.

      Quindi quali moto vedo nel prossimo futuro per l’elettrico e su cui vale la pena giocare e sperimentare? Cross, enduro, maxi enduro, supermotard, trial, scooter, custom (il peso conta relativamente), qualche cafe racer (dopotutto senza carena hanno dei limiti per gli spostamenti), in pratica tutti quei modelli che “soffrono” se si viaggia in autobahn, diciamo così. Non ci vedo affatto le stradali e questo è un problema. E’ un problema perché anche se rappresentano una “”nicchia”” di mercato, di certo nessun costruttore le abbandonerà mai e perché sono iconiche: questo porterà i costruttori a trovare soluzioni alternative (h2ice? boh!) che poi potrebbero decidere di utilizzare anche gli altri segmenti. Delle 2 l’una: o le stradali muoiono (perché elettriche con questi problemi sono una boiata pazzesca) o favoriranno una rivoluzione tecnologica che coinvolgerà tutto il settore. E comunque da qui al 2035 abbiamo voglia a fare speculazioni, ne uscirà di tecnologia interessante …

      • Anche il “mondo di chi va in moto,” è molto variegato credimi. 😂😂😂
        Non tutti sono lì che mordono il freno per farsi le tirate con il gas a martello.
        Per esempio i patiti del “grand-touring” sono veramente un mondo tutto loro che anch’io ho dovuto imparare a conoscere nel tempo… 😂😂😂.

        -quali moto vedo nel prossimo futuro per l’elettrico e su cui vale la pena giocare e sperimentare? Cross, enduro, maxi enduro, supermotard, trial, scooter, custom (il peso conta relativamente), qualche cafe racer…-

        E ci manca poco che le hai dette tutte. 😂

        Comunque sia, gli ambiti dove può essere interessante muoversi a batteria secondo me non sono pochissimi. O perlomeno non sono così pochi come pensi tu. 😉

        Per tutto il resto c’è la benzina. E non dimentichiamoci che ad oggi non c’è nessun 2035 per le moto.

  6. -Ti confermo, per averla provata, che MCFly di 2electron simula anche le vibrazioni-

    Scusa ma a questo punto… una prova sul sito o un video no eh? Mi raccomando, mai che ci scappi di vedere anche qualche cosa di divertente… 😂😂😂 cioè, per l’amor del cielo, è casa tua… però se magari ogni tanto ti scappa di parlare di qualcosa che possa piacere anche ad un pubblico un pelino differente secondo me per te è solo un guadagno… piaccia o meno, ma in qualche modo l’argomento bisognerà pur cominciare ad affrontarlo… 😉

    • Io sono in love con Massimo … cioè ho l’invidia a palla, ti rendi conto? E dire che stavo per passarci per provarla, ero lì vicino … E tra l’altro lui ha provato la performance, perché la macchina su cui sperimentano quelli di 2electron è la performance … Già ce lo vedo al prossimo raduno di auto elettriche Massimo che si presenta con la Tesla by 2electron che viene verso di noi avvolto in una nuvola di polvere col sole che tramonta alle spalle tipo Transformers …

      Ora devo capire quanto mi costa il giochino di 2electron, devo cominciare a risparmiare, qui a breve ci sarà da sbavare per le novità che arriveranno …

      • Guarda Enzo che avrò percorso 3 chilometri, avanti e indietro su un rettifilo, solo per provare l’effetto accelerazione: da farsela addosso. Preannuncio a te e ad Alessandro che il 16 giugno farò una lunga chiacchierata con il co fondatore di 2electron Francesco Spagnolo. Spero di soddisfare le vostre curiosità. Intanto potete dare un’occhiata qui e qui. Buon divertimento

        • Massimo ti scongiuro chiedigli della frizione e del cambio ad H. Ce l’hanno, lo so, ma lo tengono gelosamente custodito e nascosto alle telecamere. Se riesci a fare un video della Tesla con la frizione, anche solo una foto rubata, hai lo scoop del secolo in mano … portati qualche telecamera spia, riprendi in segreto 😀 😀 😀 So che il cambio manuale a loro costa molta più fatica farlo andare e ci sono più problemi a simularlo con in più il costo e la “logistica” del pedale della frizione (per cui non so se alla fine lo proporranno) ma se riescono sbancano e guadagnano un rispetto planetario, riceverebbero ordini da tutto il mondo.

          Poi sarebbe interessante capire molto orientativamente il range di prezzo, la data prevista di uscita, eventuali problemi di omologazione o con la garanzia ufficiale di Tesla, da quali casse è riprodotto il suono all’esterno, i modelli su cui stanno lavorando oltre alla Model 3 Performance. Se sei lì e ti chiedono quale suono provare non farti mettere quello “spaziale” (ovvero un po’ futuristico), fatti mettere il suono di un motore tradizionale.

          Lo so, l’elenco dei desideri è bello lungo, ho cercato di contenermi …

  7. Sono un motociclista mancato, non perché non sia mai andato in moto, ma perché ho sempre evitato di comprarne una in quanto sapevo che sarei stato un pericolo: da professionista over 30 facevo la spola la notte tra la casa della mia fidanzata sulle colline di Calolziocorte (LC) a Milano zona viale Umbria, circa 70 km, in circa 29 minuti e con un’auto che superava appena i 200 orari. All’epoca, appena accendevo un motore, gli occhi mi si iniettavano di sangue e con una moto sarei stato una catastrofe, ma ne sentivo e sento il fascino. Più volte, in auto, con la mia fidanzata (ora moglie) ci capitò di svegliarci e dire: partiamo, cena a Bruxelles, nanna e la mattina dopo a Bruges e poi pomeriggio sull’oceano. Mangiarsi la strada non è per tutti, ma è diverso da prendere il treno o l’aereo e gli amici motociclisti veri che ho condividono con me questa voglia di libertà e non gli si può propinare costosi trabiccoli da 200 km di autonomia (ed ore di ricarica).

    Gli scooter elettrici, invece, sono fighissimi per la città: sono prodotti utili. Le moto, al contrario, sono sostanzialmente inutili e, se rimarranno emozionali come ferri da stiro, costosissime e con autonomie “meh” allora si estingueranno.

  8. Da motociclista appassionato anche no; non me vogliate ma con la moto a me piace farci di tutto e non mi va di fare un viaggio programmando le ricariche anziché pensare a quali tornanti o passi fare, la moto x me è uguale a modifiche su motore, telaio, personalizzazione estrema. Il viaggio in moto non deve avere un programma, si sale e si va su un giorno ci si fa il Pordoi,Giau ed il Sella oppure andare sullo Stelvio o al Großglockner andata e ritorno o direzione Fiume, giro in pista e rientro . Ci si ferma per birra panino veloce pieno e via .

  9. Ragazzi, motociclista dalla nascita, scusate la bassezza del commento ma una moto senza marmitte non si vende.
    Marmitte, freno motore per scodare, marce, marce e frizione e altre marmitte, questa è una moto.

    Le moto consumano poco, inquinano poco, devono poter fare tanta strada, con un poco di motore hanno tutte un’accelerazione più che appagante, non c’è una sola ragione per i motociclisti degni di questo nome di comprare moto elettriche.

    E di fatti non stiamo parlando di numeri bassi ma di numeri prossimi allo zero!!!

    E cavolo mi dispiace l’analogia col vostro nome… vi auguro che le vendite vadano meglio, ma da motociclista… boh… in Italia è una partita persa.

    • Decisamente troppo salomonica la sua opinione. Innanzitutto sull’estetica delle marmitte mi permetto di contraddirla con un paio di esempi che proprio nascondendo il più possibile le marmitte hanno raggiunto un design ancora più pulito e aggressivo (Ducati Panigale, MV Agusta V4, solo per citarne due). Sulle altre considerazioni sono gusti personali, perché ad esempio non comprare una moto elettrica se si fanno al massimo 200 km al giorno?

      • -perché ad esempio non comprare una moto elettrica se si fanno al massimo 200 km al giorno?-

        Non me ne voglia a Marco, ma così e scoraggiante😂
        Sembra che lei in moto non ci vada davvero ma ne scriva e basta.
        Ma da quando in qua il numero di chilometri giornalieri è mai stato determinante nella scelta di una motocicletta comprata a scopo di divertimento? 😂😂😂
        Quello è un discorso sacrosanto se parliamo di scooter, e infatti guardacaso di scooter elettrici se ne cominciano a vendere.

        Nel 2002 nell’area Emea si è registrato un record di vendite pari a poco meno di un milione e mezzo di pezzi. In questo totale si è registrata una crescita non indifferente del numero di scooter elettrici venduti. Segno che se il prodotto è sensato, in qualche modo vende. Anche ragionando all’ingrosso e dicendo arbitrariamente che due terzi sono stati scooter e un terzo sono motociclette, per queste ultime abbiamo comunque un dato numerico dell’ordine di grandezza di 500 mila pezzi. Le 2000 moto su per giù vendute da Zero rappresentano dunque uno scarso 5 per mille del totale. Cioè niente. Artigianato. Moto Guzzi fa meglio. Il riassunto dei riassunti è che le moto elettriche non le vogliono nemmeno quelli che già hanno un auto elettrica o che sarebbero anche seriamente interessati a comperarne una. E questo nemmeno in presenza di incentivi. Cioè, o di sta cosa ce ne facciamo una ragione e si capisce che così non funziona, oppure continuiamo lamentarci contro il destino cinico e baro

        Finché non si accetterà serenamente che se parliamo di moto elettriche non c’è un problema di clienti che non capiscono, che non sono abbastanza maturi, che sono legati a retaggi del passato….. ma c’è un problema di prodotto che a livello commerciale è completamente fuori target ed è pensato per una clientela che di fatto non esiste continueremo pacificamente a chiederci perché non si vendono le moto elettriche senza cavare un ragno dal buco. Perché le motociclette non sono automobili con due ruote. 😉

        • Scusa se mi intrometto, Alessandro, ma non resisto. Tu sai bene che moto ho e sai bene cosa significhi guidarla in città: un tormento, come tutte le moto “divertenti” e “emozionanti”. Sicchè finisci per tenerla in garage e comprare uno scooter per la quotidianità. Ecco, una moto elettrica puoi usarla nel traffico cittadino come uno scooter e “quasi” come una moto nei giretti domenicali. Dico “quasi” perchè è tutto vero quel che dite sull’autonomia e sui piaceri plurisensoriali. Ma più che irriderla con i soliti argomenti, io suggerirei di provare a lavorarci su…

          • Massimo tu sai perfettamente come io sia assolutamente convinto che le elettrico ad oggi in ambito “emozionale” abbia delle potenzialità siderali che per il momento sono completamente ignorate. Io vedo come ovvie delle cose che voi nemmeno immaginate 😂😂😂😂😂. Dove sono completamente a digiuno è lato software, e leggendo i contributi dei tanti informatici che scrivono qui sono ben felice di imparare. Quindi sgombriamo il campo: io non irrido un bel niente.

            Io sto facendo un discorso di prodotto, di scelte commerciali, e in ultima analisi quello che sto dicendo è che chi affronta oggi il mercato delle due ruote non si sta giocando bene le carte che ha in mano.

            È inutile girarci troppo in giro: se parliamo di motociclette in senso stretto, ancora per un po’ le moto a batteria non avranno grandi chances.
            Ci vogliono batterie da almeno 500 watt kg e tassativamente la possibilità di attaccarsi alle colonnine Fast. Le moto elettriche oggi non hanno senso. Ma non perché vadano male… vanno magnificamente. Solo che per come possono essere fatte oggi banalmente non hanno senso, e i numeri sono lì a dimostrarlo. perché per l’uso che si può fare oggi di una moto elettrica, alla fine uno preferisce uno scooter. Magari anche grosso, un tMax o un Burgman. Con cui magari ogni tanto, perché no, farsi anche una bella gita.

            Come giustamente dici, usare in ambito urbano certi tipi di motociclette può essere addirittura una tortura.
            Ma la realtà, suffragata dai numeri, è che usare una motocicletta tout court in città può non essere sempre piacevole. Alla fine, conta le moto e conta gli scooter che vedi in giro di giorno per Bologna, fai la divisione e il conto è presto fatto.

            Come ti ho già detto un’altra volta, il primo che imbrocca un valido Tmax elettrico, secondo me semplicemente fa bingo. Perché un Tmax elettrico in grado di fare 150 km di autostrada e poi lo attacchi alla Fast una mezz’oretta secondo me se lo strappano dalle mani.

            E oramai bene o male ci saremmo anche come prezzi: quella cassapanca del BMW ce04 alla fine costa poco di piu del Tmax. Quindi probabilmente non sarebbe nemmeno più una questione di prezzo. Farlo guardabile e magari un po’ più corto non è un’impresa 😂 così come non sarebbe forse sta impresa farci stare una batteria come quella delle Zero più grosse.

            Certo che se invece vuoi andare a giocartela con un prodotto completamente nuovo in un mercato dai gusti granitici… e non metti nemmeno la possibilità di ricaricare con la presa CCS… nel 2023… Insomma, io non vorrei proprio mancare di rispetto al dottor Uccelli, ma a ste Zero anche strettamente come prodotto elettrico ormai non sono più il top della situazione. Scelta secca, e l’energica vince 3 a 0 a tavolino solo per il fatto che la batteria durerà quello che durerà ma almeno mi posso attaccare alla Fast.

            E potrei continuare per qualche altra ora.

            Credimi, io non irrido un bel niente. In realtà sono tutto sommato dispiaciuto nel constatare che si sta cercando di inseguire quello che oggi oggettivamente non si può inseguire tralasciando quello che invece si potrebbe già raggiungere con una certa facilità e secondo me con ottimi risultati.

            Quindi la mia critica non è nei confronti della moto elettrica ma, con rispetto parlando, delle teste che in questo momento ci sono dietro.

          • Non hai centrato la mia osservazione, forse perchè mi sono spiegato male: dobbiamo valutare anche il fatto che una moto elettrica, con tutti i limiti che conosciamo ma prestazione velocistiche da 1000 cc termica, si guida in città come uno scooterino 50 cc. Questa è una grandissima comodità. Poi è verissimo tutto quel che dici. Una soluzione tipo Emula Emula One: una, cento, mille moto in una sola come la vedresti? La moto non l’ho testata, ma la Tesla Model 3 con marce e sound è una roba impressionante. Mai provato un groppo in gola così

          • -una moto elettrica, con tutti i limiti che conosciamo ma prestazione velocistiche da 1000 cc termica, si guida in città come uno scooterino 50 cc. –

            Ah ma ci mancherebbe. Tecnicamente il tuo rilievo non fa una grinza. Ma si torna sempre alla casella di partenza: per quale motivo uno dovrebbe morire dalla voglia di spendere fior di soldi per acquistare una moto che comunque in città è più scomoda di uno scooter e oggi, nel 2023, appena metti il naso fuori dalla città sono più i problemi dei piaceri? Attenzione: non stiamo ragionando sul fatto che le moto elettriche vadano bene o meno, stiamo discutendo sul fatto che non si vendono.

            -Una soluzione tipo Emula Emula One: una, cento, mille moto in una sola come la vedresti?-

            Allora: partiamo da un dato crudele. Chi vince ha ragione. Quindi nel mercato “chi vende ha ragione”. Se una soluzione tipo Emula si mettesse a vendere davvero, poco importa il fatto che io personalmente pensi che tutto sommato lascia il tempo che trova.
            Chi vende ha ragione. Chi non vende ha torto. Fine.

            Sul “rumore” ho delle idee tutte mie, competamente differenti da un Enzo tanto per dire. Il fatto che il motore elettrico non sia rumoroso, secondo me è un vantaggio nella quasi totalità dei casi. Però un rumorino anche minimo secondo me non solo serve ma è anche necessario.
            Ti racconto una cosa. Forse ti sarà scappato di leggere che conosco alla lontana un ragazzo che lavora come meccanico in Tesla. Questi mi raccontava che ultimamente (specie un paio di Plaid da 1000 cavalli) gli sono rientrate un po’ di macchine, non molte per fortuna, piuttosto “bocciate” perchè in ultima analisi il guidatore nel silenzio più assoluto non è riuscito a valutare correttamente a che velocità stava andando e ha fatto il patatrack
            .
            Trattandosi palesemente di errore umano, la cosa giustamente non ha fatto notizia ed è stata derubricata a normale incidente.
            Però un pensierino secondo me lo meriterebbe. Un feedback uditivo, anche discreto e magari solo all’interno del veicolo, in grado di far vautare al volo a quanto si sta andando secondo me è anche una questione di sicurezza.
            Se lo gestisci bene diventa anche parte integrante del “pacchetto sensoriale”.
            Al contratio secondo me ha poco senso “scimmiottare” sonorità che di fatto non ci sono più. Perchè l’elettrico non è un termico. E un’altra grande “legge” del marketing dice chiaramente che se un consumatore deve scegliere fra l’originale e la copia, sceglierà quest’ultima solo se è davvero molto più conveniente dell’originale (oppure migliore, ma in quel caso presto o tardi la copia è destinata a diventare lei l’originale). Cosa che la moto elettrica oggi non è in alcun modo, converrai con me.
            L’elettrico deve cercare una sua strada. Magari appoggiandosi serenamente a soluzioni prese dal passato, non dico di no, ma rielaborate per essere specifiche dell’elettrico.
            deve diventare lui “l’originale”, mediando fra le richieste del pubblico e le sue specificità.

            -la Tesla Model 3 con marce e sound è una roba impressionante.-

            Segno che certi argomenti tutto sommato piacciono e malgrado tutto fanno presa anche nel subconscio dei più convinti radical-eco-chic. 😀 (dico per ridere ovviamente)

            Al che mi vien da dire: perchè non saltare il fosso e tre marce mettercele davvero?
            Tecnicamente non servono a nulla, siamo d’accordo. Ma se ti permettono di entrare in un settore dove altrimenti non entreresti nemmeno pregando… Allora tre marce sono necessarie. (tanto per dire, le soluzioni potrebbero essere molteplici).
            Giustamente si potrebbe dire: intaccano l’efficienza energetica.
            Ok, d’accordo. Ma guardiamoci negli occhi: quandomai la clientela che vuole un’auto sportiva o una moto “emozionale” si è lamentata di consumi superiori alla media? Cioè, se hai una moto che ti fa i 4 con un litro magari il problema cominci a portelo, altrimenti…
            E se davvero pian piano ci si dirige verso batterie migliori, maggiori velocità di ricarica e rete più estesa, la cosa tutto sommato potrebbe anche non essere tutto sto problema.

            In fondo chi vende un certo tipo di prodotto non lo fa per riaffermare concetti filosofici. Lo fa per vendere e fatturare.
            E se per esempio tre marce ti fanno la differenza fra vendere e tenerti la moto in vetrina, allora tre marce sono utilissime.

            Perchè se prendi un Signor Massimo, lo metti sulla Tesla con il cambio e il sound simulati e questo ti dice

            -Mai provato un groppo in gola così-

            evidentemente l’argomento non è del tutto quella “vaccata da petrolhead passatista e retriva” che una certa “vulgata elettrica” vorrebbe farci credere.

          • A) Non vuoi convincerti, ma ti garantisco che anche una moto elettrica performante come Zero SR/F si guida in città esattamente come uno scooter(one>). One is meglio che two.
            B) Perchè appesantire l’auto con un cambio meccanico quando un software come quello di 2electron e un semplice paddle al volante ti danno l’identico effetto?
            C) “Impressionante” e “groppo in gola” non significa che me ne freghi granché. Lo dico per voi… Ridammi un’altra volta del “radical eco chich” e ti banno a vita (non è vero, ma ti rispondo “petrolhead”)

          • A) ne sono convintissimo. Ma sta di fatto che il prodotto viene percepito come “sbagliato”. E quindi non vende. E chi non vende ha torto in barba alla bontà del prodotto.

            B) perchè così vai a prendere quella fetta di clientela, peraltro disposta a spendere, che altrimenti non prendetesti nemmeno col cambio simulato. Il quale potrebbe tranquillamente essere proposto in parallelo o come optional sulle vetture “normali”. Ti confesso che mi piacerebbe provarlo. Il bello dell’elettrico è che è talmente flessibile che ci puoi fare una quantità incredibile di cose con mille sfumature differenti. E magari tutte sulla stessa automobile. In settimana moglie, nel weekend amante. Su una moto turistica, senza particolari ambizioni, da sempre sostengo che sarebbe come passare dalla notte al giorno già solo il fatto di poter gestire la frenata rigenerativa col pedale lato cambio come coi paddle sulle automobili.

            C) lo so che non te ne frega molto, intanto però l’hai detto. 😂

          • Alessandro sbagli sul concetto di simulazione perché affronti l’argomento con gli occhi della tua epoca che poi è anche la mia ma io sono un informatico e questo diminuisce il gap con la generazione attuale (che però è squattrinata, te lo concedo).
            Parti da una premessa: tutte le auto oggi simulano, anche la gr86 e la mx5 hanno il sound booster, non è che è figo solo se di serie. Ciò che la tua storia e il tuo pregresso non ti consentono di apprezzare è proprio la simulazione e la personalizzazione che l’informatica offre. Eppure la usi tutti i giorni, ad esempio quando cambi la mappa che modifica curva di erogazione e risposta del motore. Adesso immagina un’auto che non ha solo 2 o 3 mappe ma mappe infinite addirittura personalizzabili: puoi divertirti a far andare la tua Alpine 5 elettrica (per dire) come la vecchia Renault 5 turbo o come una Dodge Viper e completare la simulazione con emulazione marce e sound. In pratica l’auto diventa la tua postazione da gaming e la strada il tuo monitor. La critica che fai al “finto” non regge, è la critica di mio nonno che non capiva il coinvolgimento di un videogame perché per lui era tutto finto ma poi lo sai come va a finire, ci giochi e ti appassioni (senti un insospettabile Massimo folgorato sulla via di Damasco … di Enzo). L’auto come “videogame”/”transformer”/”emulatore” è migliore di un’auto vera perché consente livelli di personalizzazione che oggi ti puoi permettere solo pagando svariati stipendi e correndo seri rischi sull’affidabilità (non a caso Dodge non solo venderà upgrade di potenza online/ota ma anche modalità di guida).

            Salire sulla mia auto elettrica e passare dal sound di una Porsche 911 a quello della Dodge di Toretto o a quello di una Ferrari Enzo col click di un pulsante non ha eguali, soprattutto se oltre al sound cambiano le curve di erogazione e il comportamento dell’auto. Con le potenze attuali è possibile già oggi simulare abbastanza fedelmente qualunque auto a benzina, supercar incluse. Ti manca il collegamento tra il mondo dei sim driver e quello degli automobilisti solo perché ancora manca l’offerta, manca l’auto giusta che ti sto raccontando.

            Sai quando te ne accorgerai? Quando leggerai un confronto tra la Ioniq 5n e la Daytona srt ev, la prima col cambio simulato, la seconda no e i tester diranno che non notano differenza. Allora capirai che l’hardware è il limite mentre l’emulazione è il mondo delle infinite personalizzazioni. E sì, se non vorrai il suono simulato di una Porsche, potrai impostare quello di qualche “guscio” di Guerre Stellari (che poi non dispiace neanche a me) o dell’inverter Tesla o di un cambio a denti dritti. L’importante è che la simulazione sia di alta qualità, come Assetto Corsa Competizione in versione … mondo reale.

          • Stai parlando con me? Guarda che a me della simulazione, del sound e delle marce non importa un fico. E l’ho scritto chiaramente. Non so che viaggio ti sei fatto

          • Guarda Enzo, a sto punto sono anche curioso di provarla sta Tesla X-Box. Magari il Signor Massimo organizza un open day targato Vaielettrico.

          • Beh, finora chi ha provato McFly ne è rimasto entusiasta:

            https://youtu.be/p9zNmTS42f0?t=371
            https://www.youtube.com/watch?v=eWe8T5BjcAk
            https://www.youtube.com/watch?v=fwtPzfizoIw

            Tutti partono scettici e tutti si ricredono (e tra l’altro McFly offre 2 sound, quello “del motore” e quello “del motore rivisto in chiave elettrica”). Tra l’altro questo approccio non pone neanche particolari problemi di omologazione perché i cavalli sono quelli massimi offerti dal powertrain, l’emulatore li va a limitare (che quando hai auto elettriche da 600 e passa cavalli è anche un bene), quindi non serve che cambi la legge per le omologazioni dell’auto.

            Sai cosa? Mi viene in mente che ci sono dei rumors che la Daytona SRT sarà disponibile FORSE anche col motore termico: ecco sarebbe divertente se la versione elettrica avesse una mappa che va a simulare quella col motore termico, poi un giornalista prova entrambi i modelli e ne esce senza riuscire a indovinare quale è la versione a benzina e quale quella termica. Sarebbe il top.

            Da notare anche un altro aspetto: mentre le recensioni sulla Abarth 500 sono tutte terribili all’unisono (per fortuna!), tutti a criticare quel suono finto (perché fatto male!), le recensioni di McFly (col paddle, il “calcio” in cambiata, il motore che si impalla e mura se quando vai fuorigiri non sei rapido a cambiare, il suono che “copia” il cambio, etc.) sono tutte da super entusiasti. Che poi sono d’accordo con chi dice che quando ci vai in città disattivi tutti e magari ci giri pure in eco, ma poi quando vuoi divertirti tra le curve “trasformi” la tua auto come ti piace. Ti immagini che figata se ti dessero un’app per PC o cellulare dove sei tu a modificare i parametri? Pensa ad esempio alla simulazione di un motore da F1 con limitatore a 12500 giri/minuto, pensa se puoi attivare o disattivare la simulazione di una valvola pop-off (che è figa ma magari dopo un’ora …) o di un cambio a denti dritti, pensa se puoi cambiare la curva di erogazione rifacendoti al motore 500cc 2 tempi della sukuzi rg 500 gamma (e pensalo sulle moto!!!). Non ho capito se McFly simula anche le vibrazioni al sedile o al volante, ma chiaramente anche quelle andrebbero incluse e McFly (non l’ha ancora mostrato) sta giocando anche con un cambio a H. Un’app così, open source, dove le persone in rete si scambiano le “mappe” create da loro (già immagino che tra le più scaricate ci saranno star wars, star trek e quelle delle Ferrari) sarebbe il top. Anzi, già mi immagino tool di conversione dalle mod di Assetto Corsa (che ha già molti dati per replicare molti modelli) a quelle di McFly!. E non è una cretinata o una pagliacciata: l’auto elettrica, come la Mustang che ho provato, nasce senza alcun sound, senza neanche il famoso sibilo (che è quasi ovunque fake), quindi è come se ti dessero un’auto senza un colore e un barattolo di vernice e tocca a te dipingerla e personalizzarla come preferisci, anzi sei proprio invitato a farlo e a condividere la tua “skin” con gli altri utenti. Stessa cosa le mappe, anche se io sarei più felice se avessi sotto mano il pedale della frizione (e soprattutto se potessi usarlo come si fa nel drift). Aspettando il cambio a H di McFly …

          • Ti confermo, per averla provata, che MCFly di 2electron simula anche le vibrazioni

      • Scusa Marco, ti voglio bene, credimi, ma che la marmitta della MV Agusta V4 (forse volevi dire F4 …) non si vede è un’eresia, mi vien da dirti che comprerei la F4 solo per la bellezza della sua marmitta (pure l’F3 non scherza mica). Potrei convenire sulla Panigale ma ti sfugge quanto detto da T.F.: quando lui parla di marmitte si riferisce al sound più che al “cilindro”, prendi una Ducati Panigale, levale il sound e non te la compra nessuno. Perché uno dovrebbe rinunciare ad una cosa che appaga le orecchie, il cuore e che dà adrenalina? Hai una moto che ha il sound di una Ferrari e le levi il sound? Perché?!? E’ come se le tv del futuro fossero senza casse perché l’audio delle tv, si sa, è fastidioso.

        Per i 200 km al giorno, che dirti: se è solo così che usi una moto forse hai sbagliato, dovresti usare uno scooter. Io la moto l’usavo tantissimo per viaggiare (anche se non avevo i soldi per la benzina ma risparmiavo e viaggiavo), se avessi dovuto usarla solo in ambito urbano avrei preso un maxiscooter (a che ti serve una moto stradale se poi l’unica piega che il traffico ti concede è quando metti la moto sul cavalletto?).

        • -mi vien da dirti che comprerei la F4 solo per la bellezza della sua marmitta-

          Ti posso assicurare che chi l’ha disegnata ci ha perso le notti.

      • Posso provare a rispondere io. Sono motociclista da 42 anni, ho avuto di tutto. Attualmente ho uno scooter niu per andare al lavoro ed una MT 07 Yamaha per quando voglio andare in moto. La moto è libertà, avventura, piacere. Quando decido di andare a fare un giro non mi pongo il problema di dove, ci vado e basta. Faccio il pieno in un minuto in qualsiasi posto e la libertà della giornata è assicurata. La grinta non manca, le marce che entrano nei tornanti sono un piacere. Lo scooter è un mezzo di trasporto, la moto è emozione. A parte tutto: con la moto se ci vado modalità scooter con un pieno faccio 350 km. La mia, nuova, mi è costata 6800€: ha 75 cv , spinge abbastanza forte, anche troppo. Dovrei cambiarla con una da 30000€ perché? Inquina? Probabilmente un tir che fa un viaggio Milano Roma inquina più di quanto faccio io in un’anno intero. Il motociclista vuole la passione non un mezzo di trasporto. Forse se i produttori di concentrassero sulla produzione di scooter che possano fare 200 km con una ricarica , che arrivino a 90kmh e non costino come una macchina nuova potrebbero avere un mercato molto ampio

        • -Il motociclista vuole la passione non un mezzo di trasporto-

          Il guaio è che chi ha in mano oggi il “pallino” dell’elettrico quasi sempre vede un certo tipo di discorso come il fumo di Satana negli occhi, mentre al contrario chi cerca la “passione” (e per inciso sarebbe contentissimo di continuare a “giocare” con quello che ha sempre guidato, non c’è un esercito di scontenti che non vede l’ora di cambiare le proprie moto o le proprie automobili sportive…) si deve confrontare con delle proposte che per comodità potremmo definire “tristi”. E quindi finisce con il chiudersi a riccio.

          La cosa triste, secondo me, è che sono due mondi che in questo momento non hanno nessuna voglia di incontrarsi a metà strada e stare a sentire gli argomenti e le ragioni dell’altro. Ed è un peccato, lo dico sinceramente.
          E la cosa vale anche per le automobili.

          • Sarà anche differente, ma se mai uscissero proposte fatte come si deve secondo me l’interesse si impenna.
            Pronto a scommetterci.
            E assolutamente convinto che si possa fare. Tra l’altro anche spendendo relativamente poco.

    • Ok, posso essere d’accordo sulla visione del “vero motociclista”, il fatto è che la mattina in coda in tangenziale raramente vedo stradali, la maggior parte sono scooter di chi si è rotto di far coda, quella clientela può essere aggredita eccome!

      Secondo me, da motociclista finto, scooter fino ai 18 e basta, fino a pochi mesi fa leggendo le recensioni, non c’era mezzo scooter che, se lo avessi avuto a 16 anni, mi avrebbe permesso di andare e tornare da scuola, parliamo di 22km a tratta in provincia di Lecco eh non di sicuro un pendolare che fa a lavoro, ultimamente però si vedono diversi scooter che passano i 50/60 km di autonomia e son più “spendibili”, se vivi in città hai già i mezzi pubblici da poter sfruttare, ma se sei fuori…
      Certo siamo enormemente lontani dai 500km (o forse più non mi ricordo hehe) che facevo col mio Gilera Runner, ok aveva anche 12 L di serbatoio e altri più modesti ne facevano la metà… Però almeno si inizia a poterli usare in più situazioni, una noia portarsi la batteria in ufficio o in casa, ma almeno carichi anche senza un garage, che non è poco!

    • Ahahahahah, d’accordissimo! La moto è godimento, non razionalità… E poi manca il sound, l’urlo dell’entrata in coppia… Le moto elettriche vanno forte, sono super tecnologiche, ma non cantano… È come sc.pare una bella fica muta 😂

  10. La moto da strada è simbolo di libertà, divertimento e passione. Sono andato a leggere il sito di Zero: i modelli con più autonomia dichiarano 301 km, in urbano. In autostrada agli 89 km/h (si, OTTANTANOVE) si scende a 183, ai 113 km/h 150 km di autonomia.

    Ottimi i valori di coppia e vel max (che serve a poco, ma tant’è), ma se appena si esce dalla città l’autonomia si dimezza, dove cavolo andiamo? Domenica scorsa ho fatto 300 km di moto. Partito da Trento alle 8:30, autostrada fino a BZ nord ai 130 km/h, giretto sulle Alpi sopra Bolzano, tornato a casa per le 14. Quanto sarei dovuto stare fermo a ricaricare con una ZERO? 2 ore? Tra l’altro le colonnine sui passi non ci sono, come non ci sono nei classici punti dove si fermano i motociclisti a mangiare e fare qualche foto. Non ci siamo.

    Ottimi i ciclomotori per la mobilità urbana, magari con batteria removibile e caricabile in casa, si evita inquinamento ambientale e acustico, ma per l’extra urbano non ci siamo proprio.

    • Edo, come si legge nell’articolo, ci sono motociclisti che fanno centinaia di km e per loro la moto elettrica ad oggi non è probabilmente la scelta giusta. Poi ci sono la stragrande maggioranza di motociclisti che credono di fare centinaia di km, ma che, numeri alla mano, raramente fanno più di un centinaio di km. Di questo si parla, prima di tutto capire quali sono le proprie necessità reali. Se poi vogliamo parlare di aspirazioni e del senso di libertà che ci può dare il benzinaio allora mi trova d’accordo.

  11. Ho provato la SR/S e mi è subito piaciuta, bella da guidare, tanta coppia e telaio molto valido. La comprerei subito. Ma il problema sono i contenuti, una moto elettrica, di un brand che vuole ergersi a tecnologico, non può avere mancanze come piattaforma inerziale, ABS cornering, un Cruise control programmabile, delle sospensioni semiattive. Ha persino ancora la chiave col nottolino, che non ho neppure sulla Ducati del 2019. Fusioni metalliche e blocchetti elettrici da scooter cinese di fascia bassa corredano il disappunto.
    Al netto di questo il suo prezzo potrebbe essere di 12000€, ma qua siamo completamente fuori scala.

  12. Io uno scooter elettrico a 3 ruote (ora ho un MP3) lo comprerei subito, ma devo poterlo usare in tangenziale a Milano.
    Non ne ho trovato neanche uno disponibile sul mercato.
    Quindi la ridotta ampiezza di gamma sicuramente incide per la mancata vendita di modelli elettrici.
    Cari produttori rifletteteci

  13. Non entro nella ormai sterile diatriba fra moto a benzina e moto elettriche, né tantomeno mi metto a puntualizzare su quello che ha detto o meno il carissimo dottor Uccelli.
    L’unica cosa su cui mi viene voglia di malignare un pochettino, è sottolineare come ad oggi su nessun modello della gamma Zero sia stato ancora implementato lo standard ccs2 per la ricarica rapida e che addirittura, sui modelli meno prestanti, ad oggi di serie non è disponibile la possibilità di ricaricare alle normali colonnine con il cavo tipo 2. Non dico perché stavo guardando il sito della zero proprio ieri sera, fatalità, perché per motivi con cui non sto ad annoiarvi mi sta pungendo vaghezza di vendere la mia vecchia Moto Guzzi che uso per il commuting ( e me ne resterebbero comunque altre due di Moto Guzzi…)
    Tralasciando i modelli più costosi, che si avvicinano troppo pericolosamente ai 30 mila euro e oltre, mi sono reso conto abbastanza subito che le proposte di fascia più bassa al prezzo già di per sé impegnativo devono aggiungere quasi €3000 di accessorio per poter ricaricare alle colonnine pubbliche. Portando il prezzo di listino della dsr che stavo guardando a oltre 23 mila euro. Sinceramente troppi, dato il tipo di motocicletta, anche solo per iniziare a valutare seriamente l’idea persino di andarla a vedere.

  14. il modo migliore per godersi una moto è partire senza meta e ai bivi prendere destra/sinistra in base all’umore.. l’ideale sarebbe una vecchia enduro 600 ❤

    millemila cavalli, cambi quickshift bidirezionali, drive by wire, mappe motore, anti qui e anti là servono a zero se non agli sboroni da bar. (es. siete mai stati in un negozio di bici? tot persone perennemente presenti con le loro beneamate, corredate di ogni pugnetta che manco i professionisti, ma che non sono in grado di sfruttare)

    zero motor è la migliore, ma come evidenziato ha 3 grosse mancanze: prezzo, autonomia e tempi di ricarica (prezzo l’ho detto?). se il primo fosse basso, le altre 2 diventerebbero “accettabili”, viceversa autonomia lunga e ricariche brevi medierebbero col prezzo irragionevole: tutte e tre diventano un problema.
    parere da vecchio motociclista vecchio 😁

  15. Confido sulle nuovissime batterie con densità energetica da 500 watt/kg. Con queste tipo di batterie sulle moto, fare un giro sul lago di Como, Garda, ecc ecc non sarà più un problema.

    • Assolutamente d’accordo, ripeto anch’io da mesi che quello è il valore minimo da cui partire se si vuole parlare seriamente di motociclette elettriche. Sono abbastanza convinto che quando si arriverà ad avere delle batterie comprabili con quelle caratteristiche, Allora tante cose cambieranno anche per le moto

  16. Continuo a non capire i commenti negativi. Ma per cosa si dovrebbe comprare un’elettrica?
    Perchè è un possibile futuro della mobilità, per anni sarà l’unico.
    Perche non inquina dove si muove.
    Perche si può ricaricare con il FV a zero spese e impatto ambientale.
    Perchè costa un terzo di spese annuali (RCA/bollo/meccanico/energia/ecc. ecc. ecc.).
    Perchè sono silenziose (provate a viaggiare sentendo i rumori attorno!).
    Poi, che l’estetica sia quella di un blocco di ferro, quello è per me il solo limite attuale (ma lo sono anche tante Jap e tedesche tutto plasticone): la moto deve essere telaio, meccanica, fascino!

    • 23K di prezzo base per un oggetto legato al piu’ alla passione e mi parli di spese di ‘carburante’ e bollo? Che si viaggi silenzioso interessa piu’ ai ciclisti, in piu’ la meccanica ed il fascino a mio parere non sono nello stesso campo di gioco dell’impatto ambientale.

    • 🙉ma con la moto chissene.. della co2 o dell’impatto ambientale, è una goccia nell’oceano si deve lavorare dove si può ottenere il maggior risultato con il minimo sforzo , il resto ha valore pari a 0. Il motociclista non ragiona sul costo di mantenimento , RC o bollo annuo

  17. Sto cambiando moto proprio in questi giorni, e per le mie esigenze di mototurismo stavo valutando anche la SR/S.
    Però costa molto di più della Suzuki GT che sto acquistando, usandola in autostrada potrei fare 1 ora di viaggio dovendomi fermare 1 ora per la ricarica, e per poterne vedere una sarei dovuto andare fino in centro a Milano.
    Quando avrà un prezzo ragionevole, un tempo di ricarica minore/autonomia a velocità autostradale maggiore e sarà più capillare la rete di concessionari, sarò ben contento di valutarla come mia prossima moto. Anche perchè in famiglia abbiamo un BMW CE 04 e ne siamo molto più che soddisfatti.

    • Se può interessarle, Matteo, abbiamo provato la SR/F https://www.vaielettrico.it/zero-sr-f-lantidoto-alla-nostalgia-del-brum-brum/, più performante della SR/S, ma identica nel telaio e nella guidabilità. Confermiamo le sue valutazioni sull’autonomia, che è leggermente inferiore, ma non di tanto, al necessario per una gita amatoriale. Secondo noi servirebbero 200 km “tirati” in extraurbano e poco meno in autostrada. Farne di più, senza una sosta, diventa dura anche fisicamente. Quanto al prezzo rapportato al termico, anche il BMW CE 04 non scherza.

      • Per mia “sfortuna” 200km sono nulla, ne faccio anche il doppio o il triplo fermandomi solo a fare il pieno. Non sono d’accordo al rapporto di prezzo tra BMW CE 04 e un corrispettivo termico, ad esemio Burgman 400. Sarà stata una congiunzione astrale, ma rottamando un appunto vecchio Burgman 400 abbiamo potuto usufruire dei 4000€ di contributo, portando il prezzo praticamente alla parità.

        • Complimenti per il fisico, Matteo. Ho viaggiato in moto tutta la vita e non ricordo di aver mai fatto più di 200 km filati (forse no: un Bologna-Milano Malpensa e ritorno in mattinata per consegnare il passaporto alla signora che l’aveva dimenticato. Un massacro).

          • Se la destinazione è a 800/1000km, si stringono i denti e le chiappe. E comunque non vedo l’ora che pure le moto elettriche permettano questo tipo di utilizzo, magari con battery swap diffuso.

          • Il battery swap con batterie da 14-18 kWh è una chimera: pesano più di 50 kg e sono integrate al telaio. Però è ipotizzabile un miglioramento della velocità di ricarica e delle capacità volumetrica e gravimetrica per arrivare a 300 km di autonomia effettiva con stesso peso e ingombro. Abilitando la ricarica fast in Dc (Energica già lo fa) saremmo quasi a dama. Non crede?

          • ‘Ho viaggiato in moto tutta la vita e non ricordo di aver mai fatto più di 200 km filati ‘
            idem
            partito da un 750 four scarico 4 in 1 lana di vetro 🙂
            qui sono tutti smanettoni endotermici sembra, ricordo le gite con amici, al ritrovo ‘mi raccomando andiamo piano’ , dopo 1 km raccomandazione dimenticata. forse sono l’unico elettrico puro qui, ho un bmw c evolution, non mi interessa correre e cercare di prendere la multa più grossa, il mio scooter non sporca, non unge, praticamente non usa i freni, viaggia gratis col fotovoltaico, zero manutenzione , motore praticamente eterno, e poi si sa col tempo le batterie evolvono , quando uscì la prima versione del mio scooter aveva autonomia circa 100 km , sapendo metterci le mani oggi può fare 300 km (40 kg in più, pesicchia ma sempre meno di un gold wing o di una harley grand touring), tra 10 anni 1000 km . io viaggio esclusivamente elettrico, lo faccio anche per le future generazioni

    • Matteo carissimo, se veramente è entrato nell’ordine di idee di acquistare una moto elettrica con cui poter fare davvero del turismo, l’unica moto con cui si possa farlo in maniera quasi comparabile rispetto ad una moto a benzina è la Energica Experia. Non tanto perché vada particolarmente meglio rispetto ad una Zero (sono certo che anche queste nel loro vadano a meraviglia) quanto perché la energica si può ricaricare anche alle colonnine Fast. In tutta onestà, credo che ormai la cosa sia da considerare imprescindibile

      • I problemi sono 2: come impostazione è molto più crossover, tipo Ducati Multistrada, e io cerco una guida bassa. E poi (a partire da) 28’975€ per un veicolo non li spenderei nemmeno sotto tortura.

        • E allora la GSX-S 1000 GT è lì che la attende a 15.990 salvo sconti (che come da tradizione Suzuki spesso sono sostanziosi).

          Gran moto di per sè. Se non ricordo male, un GSXR 1000 K5/K6 addolcito nel motore e chiaramente ricarrozzato dovere. Si divertirà parecchio, da proprietario di un K6 glielo lo posso assicurare.

  18. Personalmente avrei fatto solo una domanda e mi sarei concentrata su quella, ovvero il progetto h2ice delle giapponesi (l’idrogeno nel motore a scoppio): cosa ne pensa, se è un prodotto più “digeribile” per il mercato, se rischia di annullare quello delle moto elettriche, se Zero lo abbraccerà, se il progetto secondo lui è nato proprio vedendo la stagnazione attuale del mercato delle moto elettriche, se l’assenza del suono e delle marce non è un problema, se le moto elettriche alla fine non si distinguono dagli scooter elettrici se non per la seduta meno comoda (a parte la vecchia Vespa, vale la regola che lo scooter non ha le marce e la moto sì).

    • h2ice è buono solo per il brum brum
      economicamente e come rendimento energetico ..
      è una follia ,una bestemmia per chi ha semplici nozioni di fisica elementare

      meglio dell’idrogeno il metano CH4 , meno pericoloso meno corrosivo
      liquefa a temperature più alte

      tanto vale convertire l’idrogeno in metano

    • Enzo mi pare di aver capito che il dottor Uccelli sia stato abbastanza chiaro nel dire che desidera che Zero venga percepito come il marchio di moto elettriche per antonomasia. Quindi direi che è abbastanza scontato che dell’idrogeno non gliene frega niente. 😂 tirare in ballo la questione è un po’ come essere una società di catering che propone la porchetta a un bar mitzvah.

      • Per la felicità dei competitor. Anche Ferrari non voleva fare suv (per la felicità di Porche che erano anni che faceva soldi con Chayenne e Macan), poi l’ha fatto e ha triplicato le vendite totali accumulando ordini per parecchi anni. Personalmente non credo che un brand come Tesla, tanto per tornare in topic, perderebbe clienti, brand awareness o fiducia del mercato se iniziasse a produrre ad esempio il Tesla Semi anche ad idrogeno (aldilà del fatto che possa avere senso farlo o meno). Nessuno penserebbe che Tesla ha “tradito” la sua mission perché si è affidato a un vettore energetico differente ugualmente a zero emissioni. Come diresti tu, ca@@o-freghe, dammi l’auto che piace a me, poi se fai anche altri modelli non inquinanti per altri clienti e altre esigenze bravo, fatti tuoi. Chi è che in questo momento premierebbe una strategia “solo elettrico” e penalizzerebbe una strategia “solo elettrico e idrogeno”? Mah, a parte Nello e altri 4 amici, non so poi quanti altri …

        Tra l’altro il brand che più spinge per l’h2ice è Kawasaki che è lo stesso brand che ha già pronte le sue moto full electric (e sono anche belle!). Andare full-in su una tecnologia acerba verso il quale il mercato delle 2 ruote al momento è freddo non so, mi pare rischioso. Poi capisco che investire in 2 tecnologie anziché su una sola è un costo, però, sai com’è … non è che con una moto metti il cruise control a 110 km/h e ti metti a leggere il giornale … se hai tutta quella coppia vuoi usarla e l’autonomia (a parte il mondo del cross e dell’enduro) diventa un problema … mi sa che il giro del lago di Como non lo puoi fare, magari ti limiti a quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda del traffico e della temperatura, vien, quasi a un tratto, a fermarsi per rimirar le stelle e perché s’è scaricata la batteria …

  19. L’argomento moto elettrica è già stato trattato in altre occasioni. Mentre lo scooter per l’utilizzo medio che se ne fa si sposa perfettamente con l’elettrico per la moto è un po’ diversa. La fetta di chi la utilizza per divertimento è decisamente ampia e quindi alle problematiche “normali” si aggiungono anche tante “fisime” (mi ci metto anche io, ad esempio dover rinunciare al cambio sulla moto mi peserebbe mentre sulla macchina è stata una gioia infinita).

  20. Salve, amo tutto ciò che riguarda la mobilità elettrica ma devo dar ragione al Signor Michele.
    Mi sentio di aggiungere che sono fiducioso che la tecnologia risolverà a breve i troppi limiti descritti dal commento di chi mi ha preceduto.
    Saluti da sergio
    P.S. sono proprietario di una Royal Enfield cc 500 e mi piacerebbe che ci fosse in vendita un Kit elettrico che faccia si che posso andare sia in elettrico che con il motore termico per coprire le lunghe distanze.

  21. Non mi pare ci voglia la palla di cristallo per capirlo eh…
    Costano uno sproposito (rispetto ad un PARI COSTO termico, le prestazioni sono ridicole), si ricaricano in troppo tempo, hanno autonomia troppo bassa.
    La Zero DS, base tra le loro naked, costa DI LISTINO 21k (senza opt), quasi pari di una BMW R1250RT (23k) che senza dire “beh” ti può portare da Milano a Roma nel tempo di una qualsiasi auto, con sella e manopole riscaldate, parabrezza elettrico, radio, cruise control, valige con apertura elettrica e tanto di quello spazio che ci puoi fare un mese di vacanze.
    E non andiamo a vedere l’usato o il confronto con le supersportive (la Zero SR-F costa 27k, VENTISETTEMILA euro) che un pachiderma da 235kg manco dovrebbe essere considerato tale.
    Poi oh, figata, 0-100 in 3” (come se i 4/5” di una qualsiasi moto naked media fossero chissà che dramma), ma il resto ?
    150km e poi fermi 2hr a ricaricare ? O comunque, non puoi scegliere tu il percorso, ma deve sceglierlo lei in base a dove fermarsi ? Ma avete mai avuto una moto ? Un classico giretto “prendo la moto, vado in zona xx, mi faccio un pò di pieghe, mangio in una trattoria con gli amici, chiacchiere e si torna” ? Ne faccio praticamente ogni settimana, la pianificazione spesso salta, magari per la pioggia, magari per esigenze del gruppo… cosa farei ? Ah no scusate, DOBBIAMO andare là perchè c’è la colonna….eh si, devo star fermo ancora mezz’ora, sennò non torno a casa…
    E ho speso 20k di moto ? Ma dai su.

    E non parliamo della base, la FX, 15k di roba per un’endurina che ha materiali , ciclistica e telaio degne di una cinesina da 5k.

    • Vedrà che la Tecnologia sulle batterie anche sui monotraccia sarà di così tale sviluppo che verrà smentito da qui al 2035.
      In costiera amalfitana tutte moto Ducati, Honda, Suzuky e Yamaha elettriche.
      Per non parlare dei turni in pista a Vallelunga, Misano, Binetto.
      A breve vedremo un’ondata di centauri in elettrico

    • Mi hai tolto le parole di bocca, da motociclista concordo pienamente e aggiungo, c’è ancora tanta strada da fare per le moto elettriche prima di diventare una valida alternativa alle classiche moto con motore termico.

      • e cosa c’entra ? Funzionava UGUALE UGUALE a quello in B/N costando solo molto di più, se compri una ZERO FX da 15k, pensi di poter fare le stesse identiche cose di una chessò, Tracer 9 GT che costa pure meno ?? (che ti ricordo, visto che non sei di certo motociclista, essere un 900cc, 3 cilindri da 120cv, borse e bauletto, parabrezza regolabile, sospensioni elettroniche, 25km/lt per 17lt di serbatoio).

    • Io non sono un motociclista ma capisco la mentalità che c’è dietro. Innanzi tutto bisogna partire dal fatto che la moto non è un auto, bisogna veramente uscire dalla mentalità da automobilista, ed entrare in quella dei centauri. La maggioranza dei motociclisti prendono la moto per fare i giri nel fine settimana o in pista. Queste case devono fare le moto su esigenze da centauri, se no le vedo dura per loro.

      • Non potrei essere più d’accordo. La mia frase, che credo di aver ripetuto già un numero esagerato di volte, è “le moto non sono automobili con due ruote”.
        Altrimenti il risultato è quello di fare dei prodotti che di per sé sono anche bellissimi, ma semplicemente pensati per una clientela che non esiste. E i numeri sono lì a testimoniarlo

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