Taiwan ha introdotto incentivi economici per spingere proprietari di veicoli a combustione, in pochi anni decine di migliaia di scooter a benzina sono stati sostituiti con mezzi elettrici. Come hanno fatto?
In un paese dove il numero di scooter e piccole moto è circa il doppio di quello delle automobili, se si vuole ridurre l’inquinamento bisogna puntare prima di tuto sulle due ruote. È quelle da tempo il governo taiwanese sta facendo con una campagna di incentivi per velocizzare la rottamazione dei mezzi inquinanti. L’obbiettivo è lo stesso che abbiamo anche noi, ma in scala decisamente maggiore.
Il programma detto “vehicle replacement and matching” offre incentivi finanziari per rottamare veicoli a combustione e acquistare. Questi bonus variano in base al tipo di veicolo sostituito e al suo impatto ambientale. Nulla di speciale, ma i risultati in soli tre anni sono stati davvero importanti: sostituzione di quasi 125.000 veicoli tradizionali con alternative elettriche e una riduzione stimata di oltre 529.000 tonnellate di CO₂.
Ma come hanno fatto?
A Taiwan incentivi mirati e importanti
In Italia da cinque anni mettiamo sul piatto 30 milioni di euro per incentivare l’acquisto di veicoli a basso impatto ambientale. Da anni però vediamo che il mercato delle due ruote elettriche è in forte calo. A Taiwan gli incentivi variano in base a diversi fattori che spesso si possono sommare. Ci sono incentivi che provengono dalle amministrazioni locali, bonus per la rottamazione e sostituzione con mezzo elettrico e in diversi casi le amministrazioni locali aggiungono benefici supplementari basati su caratteristiche del richiedente (es. famiglia con figli, residenti di specifici distretti, persone a basso reddito, giovani, etc). Questa formula di fatto non cade a pioggia, ma permette una distribuzione equa e soprattutto generosa. Infatti gli incentivi possono andare da un minimo di circa 4.000 NT$ (circa 110€) fino anche a 30.000 NT$ (circa 810 €). Sono cifre importanti se rapportate al costo di uno scooter elettrico a Taiwan.
Prezzo degli scooter
In Italia il prezzo è un fattore determinante sulla decisione di passare all’elettrico, ma tante altre variabili influenzano le scelte d’acquisto. A Taiwan la battaglia sul prezzo invece è forse la principale. Dopo anni di incentivi la sfida tra benzina e batteria ha avvicinato parecchio i prezzi e quindi gli incentivi non garantiscono più volumi di vendita costanti. Ma leggendo il dato dal punto di vista italiano, uno scooter elettrico (anche con gli incentivi) costa ancora di più rispetto a un benzina di pari prestazioni. Precisazione necessaria: stiamo parlando di prezzo di acquisto e non di total cost of ownership, che rimane sempre molto vataggiosa per l’elettrico.
Tornando a Taiwan, gli scooter elettrici costano molto meno: e per i modelli base di un brand come Kymco si può spendere anche meno di 1.000 euro, si capisce immediatamente che impatto possono avere incentivi di questo tipo comparati al 30% di cui godiamo in Italia.
In conclusione
Gli incentivi a Taiwan funzionano perché sono “pesanti”! Rendono economicamente competitivi i veicoli elettrici. Le amministrazioni taiwanesi stanno investendo perché capiscono il valore (economico e soprattutto in termini di salute) che la rottamazione di veicoli inquinanti comporta. Inoltre, i bonus si inseriscono in un mercato pronto: non vogliono convincere le persone a comprare elettrico, ma vogliono dare l’opportunità di seguire un desiderio che già hanno. Un mercato pronto nella domanda, ma anche nell’offerta con brand e modelli che presentano gamme sempre più ampie per prezzi e prestazioni.
Guardano a casa nostra, sia la domanda che l’offerta si stanno contraendo con sempre meno scooter elettrici venduti e sempre meno brand a offrire un’alternativa al benzina.



