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Per Tesla una notizia buona e due cattive

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Per Tesla una notizia buona e due cattive. Quella buona arriva dall’Europa, dove è stato raggiunto il numero di 600 Supercharger in funzione. Quelle cattive…

Per Tesla…/ Supercharger a quota 6 mila in Europa

Mentre i competitor annunciano progetti per installare le loro ricariche (vedi il recente annuncio di Volkswagen), Tesla continua a inaugurare nuovi Supercharger in tutto il mondo. Con un tweet  la Casa di Elon Musk ha fatto sapere che siamo a quota 6 mila in Europa, coprendo 600 diverse località in tutto il continente. Si tratta di uno sforzo, anche finanziario, enorme, che però continua a dare a Tesla un enorme vantaggio competitivo.

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Dal mare (foto in alto) alla montagna: i Supercharger Tesla ormai coprono ogni angolo d’Europa.

Solo i clienti della Casa californiana, infatti, possono accedere ai Supercharger, peraltro a un prezzo molto competitivo: 0,33 euro al kWh per ricariche ad alta potenza. E oltretutto Tesla dispone da tempo della tecnologia plug&play, che non richiede né tessere né app per il pagamento del rifornimento. La colonnina “riconosce” il cavo dell’auto e tutto avviene in automatico, pagamento con addebito sul conto compreso.

— Leggi anche: la vera libidine di Tesla? I Supercharger. Di Mauro Tedeschini

Un altro tweet crea grattacapi a Musk. E a Berlino…

E veniamo alla notizie cattive. La prima viene dalla Germania ed è l’ennesima puntata della tormentata costruzione dello stabilimento Tesla nel Brandeburgo, la GigaBerlin. Non bastassero le controversie con gli ambientalisti, per il taglio degli alberi e il consumo d’acqua, ora c’è un problema di Covid-19. Pare che tra gli addetti alla costruzione dell’impianto il tasso di ammalati sia il dopo della media della popolazione tedesca.

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Il patron di Tesla, Elon Musk.

E infine una notizia dagli Usa. II National Labour Relations Board ha ordinato a Elon Musk di rimuovere un vecchio tweet (sopra) visto come una minaccia per gli organizzatori del sindacato in fabbrica. Il Consiglio federale del lavoro ha anche ordinato di reintegrare un dipendente licenziato, Richard Ortiz, che era un attivista del sindacato. Nel tweet Musk sosteneva che nessuno aveva limitato il diritto del sindacato di organizzarsi e votare in fabbrica. E che la sicurezza dei dipendenti registrava standard doppi rispetto a quando era il grande sindacato UAW a dettare legge. Aggiungendo però di non capire perché una parte dei dipendenti pagasse l’iscrizione al sindacato e rinunciasse alle stock-option per acquistare le azioni Tesla a prezzi di favore.

5 COMMENTI

  1. Nooo… è un errore di battitura sulla tastiera; se lo è, potresti definirlo refuso.
    Non è una stumpa, non è una stumpage e nemmeno una stampa ))

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