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Per la Mini elettrica 29.950 euro è un prezzo giusto?

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Mini elettrica
La Mini elettrica in ricarica: nelle stazioni a 50 kW rifornisce in 35 minuti.

Per la Mini elettrica 29.950 euro è il prezzo giusto? L’interrogativo è aperto da quando è stato comunicato il listino ufficiale. Che parte da 33.950, ma scende appunto sotto quota 30 mila con l’ecobonus governativo.

Costa come le Mini Cooper S al top

In pratica la prima Mini a emissioni zero, a tre porte, costa come la più cara delle Mini a listino, come la Mini Cooper S Business (29.350). Le versioni più economiche, a 3 e 5 porte, partono invece da 18-19 mila euro. E quindi una decina di migliaia di euro in meno. È chiaro che si tratta di un’auto del tutto differente, nel bene e nel male. Che certamente può colmare una parte della differenza di prezzo con il minor costo dell’energia e della manutenzione. Ma ancora non è del tutto competitiva con le versioni a benzina.

Mini elettrica- prestazioni
La Mini elettrica va da zero a 100 km/h in 7,3 secondi. Velocità max: 150 km/h.

Il paragone più appropriato, dunque, è con gli altri modelli elettrici già presenti sul mercato. E soprattutto con quelli in arrivo quando anche la Mini inizierà le consegne, ovvero nei primi mesi del 2020. Ovviamente partiamo dal presupposto che la Mini è un’auto unica: E quindi il confronto riguarda quel che si può acquistare con una cifra vicina a questa.

Un confronto con la ID.3 Volkswagen

ID.3
La ID.3, ancora parzialmente camuffata.

Il primo paragone viene spontaneo con la ID.3 Volkswagen, che annuncia un listino con un primo prezzo a circa 30 mila euro (e quindi 26 mila con l’ecobonus). E con pacco-batterie da 45 kWh e 330 km di autonomia dichiarata. La Mini è lontana da questo range: la percorrenza, sempre secondo lo standard WLTP, è di poco superiore ai 200 km, con una batteria da 32,6 kWh. Attenzione, però: la ID.3 più economica sarà disponibile solo a fine 2020, mentre a inizio anno andrà in consegna una 1st Edition più cara, a circa 40 mila euro (leggi qui), ma con batteria da 58 kWh e oltre 400 km di autonomia dichiarata. Tutt’altra storia.

Potrà dire la sua anche la Fiat 500e?

Potenzialmente, con la sua autonomia tutto sommato contenuta, la Mini elettrica potrebbe andare incontro allo stesso tipo di pubblico della Fiat 500. Che però arriverà sul mercato qualche mese dopo, nel secondo semestre dell’anno prossimo. Tutto sommato si tratta di due elettriche chic da città, con un grande blasone e una clientela (molto femminile) già ben consolidata su cui costruire. Ancora non c’è nulla di ufficiale, ma la 500 BEV, come la chiamano in Fiat dovrebbe avere circa 200 km di autonomia e una batteria di circa 30 kWh, abbastanza vicini a quelli della Mini. Con dimensioni diverse, certo, anche se si sa che il Cinquino elettrico sarà un po’ più largo del modello attuale, con un’abitabilità interna decisamente superiore, soprattutto dietro. Con che prezzo? Questo non si sa ancora. La Fiat punta a un listino che parta da circa 25 mila (meno l’ecobonus), ma una decisione non è ancora stata presa.

E poi ci sono le francesi…

E poi ci sono le francesi, naturalmente. Non solo la Renault Zoe, che è in pista già da 2012 e che presto arriverà con la nuova versione, anche con una batteria da 50 kWh e 400 km di autonomia (guarda). Ma anche la Peugeot e-208, che proprio come la Mini sta raccogliendo le prime prenotazioni con un anticipo di soli 500 euro.

Peugeot e-208
La Peugeot e-208 in ricarica

Certo, anche in questo caso si tratta di un’auto dalle dimensioni diverse, con un’autonomia dichiarata di 340 km e 50 kWh di pacco batterie. Ma si sa che la Peugeot ha sempre cercato quel non-so-che di chic che la portano a prezzi un po’ superiori rispetto agli altri costruttori generalisti. Che poi possa competere con la Mini nell’elettrico, beh, questo è tutto da dimostrare.

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