Per finanziare l’agrivoltaico le banche chiedono certezze normative

agrivoltaico


Promo Estiva Vai Elettrico

L’agrivoltaico è una soluzione potente: consente di produrre energia utilizzando una quota minima di suolo, garantisce la continuità dell’attività agricola e offre una protezione alle colture rispetto ad alcune conseguenze dei cambiamenti climatici, dal caldo eccessivo alle gelate. Ma non tutto è semplice. Si tratta di un sistema che richiede investimenti iniziali ingenti e difficilmente sostenibili dalle aziende agricole. Il ruolo delle banche diventa quindi decisivo, ma l’incertezza normativa limita la loro capacità di intervenire con strumenti adeguati. È questo, in estrema sintesi, il quadro emerso durante l’evento “Banche e Agrivoltaico”.

Gli elementi necessari all’avvio dell’agrivoltaico

L’incontro è stato organizzato da Agrivoltaica in collaborazione con gli studi legali Chiomenti, DLA Piper e Legance. Hanno partecipato rappresentanti del mondo agricolo, del sistema finanziario, operatori e professionisti del settore. Al centro dell’iniziativa il tema: trasformare progetti autorizzati in progetti realmente finanziabili.  Cosa serve o manca? «C’è la necessità di iter autorizzativi certi e analisi tecniche approfondite».

Agrivoltaico, gli agricoltori: “Stop alle fake news sul consumo di suolo”

Alessio Pinzone, presidente di Agrivoltaica sottolinea l’ evoluzione della tecnologia.  «Il nostro paese ha la grande occasione di diventare leader di questa tecnologia grazie ad uno scenario normativo molto più maturo rispetto a qualche anno fa. Ora è il momento di entrare nel vivo e di supportare la finanza nella gestione dei nuovi rischi come quelli agricoli e di portare alla luce i progetti che ha senso finanziare».

agrivoltaico
Alessio Pinzone, Presidente di Agrivoltaica.

Ma andiamo al punto. La bancabilità non riguarda soltanto gli strumenti finanziari, ma l’intera filiera: «La stabilità normativa, la celerità e chiarezza degli iter autorizzativi, fino alla capacità di integrare produzione agricola e tutela del territorio. Più interventi hanno evidenziato la necessità di costruire un quadro regolatorio stabile, capace di ridurre il rischio percepito dagli investitori e favorire l’accesso al credito».

I tempi certi della burocrazia

Nella nota post convegno si sottolinea che «dal confronto tra le Regioni è emersa la volontà di accompagnare lo sviluppo dell’agrivoltaico attraverso modelli autorizzativi più solidi e prevedibili, nel rispetto delle specificità territoriali. Se da un lato è stata ribadita l’esigenza di tutelare il suolo agricolo e governare con attenzione l’individuazione delle aree idonee, dall’altro è stato sottolineato come la certezza delle regole e dei tempi autorizzativi rappresenti un fattore determinante per attrarre investimenti».

Esempi di agrivoltaico: limiti e opportunità

Efficaci le parole di Simona Brancaccio (Regione Campania): «Sapere quando inizia e quando finisce un procedimento è fondamentale».

agrivoltaico
Oltre la sfida tecnologica per l’agrivoltaico è fondamentale la bancabilità

Qual è invece il punto di vista delle banche? Hanno partecipato Bayern LB, BEI, Natixis, Unicredit. Vediamo quali sono le indicazioni. «Come sistema bancario Natixis siamo già attivi nel comparto, abbiamo cominciato a finanziare progetti Agri qualche anno fa e siamo pronti a continuare, cercando di gestire al meglio l’integrazione fra il mondo agricolo e quello della produzione di energia»  ha dichiarato Roberto Massarenti di Natixis.

Poi Nicola Di Agostino di Bayern LB. «Oltre ai driver tradizionali – producibilità, CAPEX/OPEX e contratti EPC/O&M – diventa determinante la validazione del modello agronomico, della controparte agricola e della sua sostenibilità tecnica e operativa lungo tutto il ciclo di vita del progetto».

Infine Simone Dell’Atti di BEI.  «L’agrivoltaico è particolarmente rilevante perché consente di coniugare produzione di energia rinnovabile, adattamento climatico e continuità dell’attività agricola attraverso un uso più efficiente del suolo. Soluzioni di questo tipo possono contribuire agli obiettivi europei di decarbonizzazione rafforzando al tempo stesso la resilienza dei territori e delle comunità rurali».

LEGGI anche: “Il cambiamento climatico è qui. Basta discuterne, affrontiamolo” e guarda il VIDEO

Scrivi un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Articolo Precedente

Russia senza benzina: i droni ucraini spingono la ricarica delle auto elettriche

Articolo Successivo

CATL vola con il battery swap: 2.000 stazioni operative in Cina

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!