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Pequod: a vela, in elettrico e con le rinnovabili in Antartide

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barca a vela elettrica
Credit João Paulo Barbosa

Pequod, la barca a vela con motore elettrico che naviga in Antartide. Sono oltre 4mila miglia quelle percorse dal velista Manuel Pardi in tre mesi spinto da vento, sole, acqua e zero carburante fossile.

Un test importante perché si naviga soprattutto a vela, ma serve il motore durante le fasi di calma e per le manovre dentro e fuori i canali stretti del continente ghiacciato. Un paradiso terreste che non si deve certo macchiare con gli idrocarburi.

barca a vela elettrica
Manuel Pardi, lo skipper con la barca a vela elettrica

Il protagonista di questo viaggio a energia rinnovabile è l’argentino Manuel Pardi, lo skipper di Pequod, una barca a vela restaurata con scafo  d’acciaio di poco più di 8 metri (28 piedi). A bordo neanche un generatore alimentato a combustibili fossili. Il sistema di propulsione elettrico è stato fornito da Torqeedo.

Pannelli solari, generatore eolico e idro generazione

Su Pequod hanno fatto una vera e propria operazione di retrofit: rimosso il vecchio motore diesel e sostituito con un pod drive Torqeedo Cruise 4.0 e una batteria agli ioni di litio Torqeedo Power 48-5000. Questo il sistema di propulsione scelto.

barca elettrica a vela
Un’immagine suggestiva in Antartide; credit João Paulo Barbosa

La ricarica in pieno continente ghiacciato? Zero colonnine, naturalmente. L’alimentazione è arrivata da una serie di pannelli solari ad alta efficienza, un generatore eolico da 350 W e un sistema di idrogenerazione per produrre energia elettrica dall’acqua che scorre sotto la barca. L’installazione è stata a cura di Naval-Electric SAS di Buenos Aires, l’azienda si è occupata anche dell’integrazione e della messa a punto dell’impianto elettrico ovvero monitor batteria, caricabatterie, inverter, convertitore DC/DC e regolatori di carica solare. A gestire il tutto un’app mobile.

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Pequod, una barca recuperata

Prima dell’avventura elettrica con le energie rinnovabili Pequod aveva già affrontato la traversata in Antartide. Si torna indietro al 1987 e al timone c’era il costruttore e primo proprietario della barca a vela: Hernán Álvarez Forn. La barca è stata poi abbandonata fino a quando fu scoperta da Pardi in stato di degrado. Il velista fece amicizia con Forn e insieme a lui e a Francisco Gigena, un anziano costruttore di barche tradizionali, ricostruirono Pequod.

Forn è morto nel novembre 2020 all’età di 94 anni, solo un paio di mesi prima della partenza di Pardi. L’obiettivo del viaggio? “Volevo raggiungere il luogo più incontaminato del pianeta senza inquinare, andare in Antartide generando zero emissioni di carbonio“.

Sotto onde alte 5 metri

barca a vela elettrica
Si è navigato a vela, ma è volto e necessario il motore. In questo caso elettrico

Pardi con i due membri dell’equipaggio sono partiti il ​​primo gennaio 2021 dall’Argentina e sono arrivati ​​a Deception Island, sulla costa del continente meridionale, il 17 febbraio, dopo aver superato il Passaggio di Drake con onde alte fino a 5 metri. Un’avventura: “I forti venti del nord-ovest e le montagne d’acqua intorno a noi hanno fatto sembrare Pequod un cubetto di ghiaccio in un cocktail“, questa la metafora di Pardi. Esplorata l’isola vulcanica, disperse le ceneri del costruttore di Pequod, Hernán Álvarez Forn, l’equipaggio è tornato in Sud America alla fine di marzo.

Navigare in elettrico? Si può fare

Obiettivo raggiunto e Nicolás Fóthy, Ceo di Naval-Electric SAS è soddisfatto : “Una prova convincente della fattibilità di una barca a vela per viaggi oceanici con motore elettrico e alimentato da rinnovabili. Pequod non aveva a bordo nemmeno un generatore di carburante ausiliario“.

barca a vela elettrica
Credit credit João Paulo Barbosa

Secondo lo skipper nonostante le basse temperature, i venti forti e il mare grosso il sistema ha retto. “Siamo andati per lo più a vela, ma abbiamo eseguito il drive Torqeedo durante i periodi di calma e per le manovre dentro e fuori i canali stretti. È stata una sensazione favolosa scivolare dolcemente attraverso le acque incontaminate di Deception Island senza rumore, senza gas di scarico e senza riflessi di carburante in superficie“.

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1 COMMENTO

  1. Anche questo caso dimostra che la tecnologia, già oggi, è pronta.
    Grazie a “Vai elettrico” per la notizia.
    Saluti Paolo

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