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Pensi di comprare una barca elettrica? 10 cose da sapere

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La barca di Misano che vola a 41 nodi

Volete navigare con la barca elettrica? Volete dimenticare la puzza che avvolge la barca con i motori termici? Volete riscoprire il suono dell’acqua e dimenticare il rumore del motore? Se volete saperne di più sulle barche elettriche è il momento giusto per sciogliere un po’ di dubbi prima di decidere.

Ecco le risposte a 10 domande tra le più frequenti per chi medita di regalarsi una barca ecologica. Naturalmente a batteria!

1 – Il prezzo di una barca elettrica?

Vi è un’ampia gamma di prezzo per le barche elettriche. Si parte da modelli da qualche decina di migliaia di euro fino ai catamarani e agli yacht da milioni. Per una barca di pochi metri si superano abbondantemente i 10 mila euro. Sono soprattutto delle imbarcazioni indicate per le acque interne, in particolare per i laghi.  Un passo più avanti e troviamo delle barche da 6 metri  dai 30/40 mila fino a quasi 200 mila euro. Ci sono anche catamarani – ricoperti da pannelli solari – che superano facilmente il milione di euro.

2 – Quanto costa convertire una barca con fuoribordo elettrico?

Parliamo di motori fuoribordo elettrici perchè si tratta della leva che può far decollare la nautica elettrica. Prezzi accessibili e facilità d’installazione ed utilizzo. Ma si passa dalle poche centinaia di euro a decine di migliaia. Quelli meno cari sono usati in particolare dai piccoli pescatori mentre i diportisti con esigenze minime se la possono cavare con circa 5/6 mila euro: ci sono motori equivalenti ai 3 CV sui 3 mila euro circa, più la batteria.

Convertire una barca per uso familiare, sui 10 metri e senza grandi pretese nelle prestazioni può costare circa 15 mila euro, batterie comprese (qui un’intervista dove si parla del tema).  Per prestazioni maggiori e ambizioni di crociera, ma senza esagerare, si devono investire sui 20/25mila euro.

Per uso professionale e per chi ha grandi disponibilità economiche ci sono in commercio motori di serie equivalenti agli 80 CV che possono arrivare a costare decine di migliaia di euro.

3 – Come si carica?

Rispetto alle auto l’infrastruttura  esiste già. Le barche sono ormeggiate nei porti dove il posto barca di solito è dotato di presa elettrica. Per le piccole barche questo servizio può bastare, ma per servizi fast e per poter ricaricare in 30/60 minuti è necessario utilizzare specifiche colonnine che sono molto rare. E ci sono pure i volontari che le regalano ai Comuni (qui).

La barca per la manifestazione FAI
La colonnina di Cazzago

Ci sono poi anche le batterie estraibili, il riferimento è sempre alla barca del piccolo diportista, che si possono ricaricare a casa o in altre prese a terra.

4 – Si risparmia con la manutenzione?

La mancanza di ingranaggi, liquidi, pompe e quindi la semplicità estrema del motore elettrico marino riducono sia il costo, quasi nullo, sia il tempo da dedicare alla manutenzione. Naturalmente bisogna ricordare che il motore marino è sempre a contatto con il sale quindi è necessario sciacquarlo con acqua dolce.  Doveroso controllare che l’elica sia pulita – per esempio dalle alghe – e che viti e dadi non siano allentati. Quando non si utilizza meglio coprirlo con un telo e custodirlo in luogo asciutto e riparato. Infine scollegare l’alimentazione del motore quando non si usa. Piccole cose e poca spesa per la manutenzione.

5 – Si produce energia a bordo?

La maggiore superficie della barca permette l’uso massiccio di pannelli solari, in alcuni casi “infusi” nello scafo, che possono garantire un’interessante produzione elettrica. Sulle barche è possibile installare anche delle piccole pale eoliche. Infine si produce energia navigando a vela, grazie all’elica che funge da dinamo.

6 – La velocità massima e di crociera?

Prova in mare per CandelaIl record di velocità è della Jaguar Vector Racing V20E con 142 km/h (oltre 76 nodi) fissato sul lago inglese di Coniston Water. Si tratta però di record sportivi, per le barche di serie ricordiamo i 50 nodi di SAY29 Electric, il motoscafo elettrico più veloce in commercio, gli oltre 41 dell’italiana Anvera Lab registrati in una competizione a Monaco. Tra le barche più veloci e super premiata c’è Candela Boat che può navigare a 25 nodi per tre ore.  E ci sono motori che arrivano da automotive  e Moto GP. Le velocità di crociera di solito sono più basse ovvero tra gli 8 e 12 nodi:  permettono di avere  un’autonomia anche a 8/10 ore.

7 – La barca elettrica può navigare nelle aree protette?

Sul mercato si stanno introducendo numerosi tender di lusso – il prezzo varia dai 100 mila al milione di euro – pensati appositamente per i proprietari milionari dei Super yacht che li usano per esplorare le aree interdette alle barche con propulsione termica. Si tratta di alcune zone delle Aree Marine Protette, i divieti sono applicati anche nelle acque interne – in particolare i laghi – di alcuni Paesi europei. In Italia un interessante esempio a Manerba dove si naviga solo in elettrico.

8 –  L’ormeggio è gratuito?

Nonostante siano molto rare le barche elettriche ormeggiate nei nostri porti e pontili non vi è una norma che garantisce questo beneficio. Ma vogliamo segnalare questo caso: corsia preferenziale per i diportisti elettrici nell’ Area Marina Protetta di Portofino: il 10% degli ormeggi (con sosta gratis) è riservato alle barche a emissioni zero.

9 – Esistono degli incentivi?

Un tasto dolente. Se volete comprare una barca elettrica o anche solo un motore non esistono agevolazioni come per auto, moto, scooter, bici elettriche dove oltre gli incentivi viene abolito per qualche anno il pagamento del bollo. In mare si paga tutto.

10 – Si risparmia con la barca elettrica?

Ernesto in acqua
Ernesto la barca elettrica del cantiere Riva

Se c’è un uso costante e professionale della barca _  sappiamo che vi è un sotto utilizzo o un uso stagionale delle imbarcazioni da parte dei diportisti _ il risparmio può essere considerevole e permette nel tempo di ripagare una parte del costo più elevato della barca elettrica. Facciamo un esempio concreto il “pieno” di una barca sui 7 metri con un motore elettrico di 4 kW è di meno di 1 Euro (fonte Barche Elettriche). Senza contare che costi di manutenzione sono praticamente inesistenti se paragonati ai motori tradizionali.  E si adattano anche a contesti come Venezia dove ci sono diversi produttori come Tosi, Amadi che hanno scelto il full electric.

Ma ci sono tantissimi produttori tutti da scoprire, nella nostra sezione dedicata alla nautica elettrica.