Home Auto Peggiora la qualità dell’aria? Colpa delle auto per il 60%

Peggiora la qualità dell’aria? Colpa delle auto per il 60%

0
CONDIVIDI
mobilitaria

 Il 2019 è stato un anno nero per la qualità dell’aria: 26 i centri urbani sono fuorilegge sia per polveri sottili (PM10) sia per l’ozono (O3). Prima Torino con 147 giornate fuorilegge (86 per il PM10 e 61 per l’ozono), seguita da Lodi e Pavia. Sono i dati contenuti nel report Mal d’aria 2019 recentemente pubblicato da Legambiente. La causa? Quella principale è il traffico, almeno nelle città: uno studio specifico condotto da Arpa Lazio e Ispra  su Roma conclude che  «nel Comune di Roma le emissioni di polveri sottili in atmosfera (Pm10), generate dal settore trasporti, sono pari a circa il 60% del totale; quelle generate dal riscaldamento domestico sono invece pari al 30%».

 

La quota rimanente di emissioni (pari al 10%) riguarda altre sorgenti, come industria e settore agricolo, prosegue la nota diffusa da Arpa Lazio. Che aggiunge: «Il traffico,  non genera solo le emissioni di Pm10 ma, nella città di Roma, è responsabile di circa il 70% delle emissioni di ossidi di azoto (NOx). Queste contribuiscono alla formazione di ulteriori polveri, il cosiddetto Pm10 secondario, che si va ad aggiungere a quello emesso direttamente dai veicoli». Non è detto che Milano, dove il sindaco Sala ha decretato la prima “domenica senza auto”, sia nelle stesse identiche condizioni; ma certamente è falso affermare che le auto contribuiscono in modo marginale a compromettere la qualità dell’aria.

2019, anno nero delle polveri sottili

Tornando al report Legambiente: dal 2010 al 2019 il 28% delle città monitorate da Legambiente ha superato ogni anno i limiti giornalieri di PM10. Torino prima in classifica 7 volte su 10 con un totale di 1086 giorni di inquinamento in città. Per Legambiente, quindi «servono interventi su tutte le fonti di inquinamento a partire dalla mobilità urbana».

E il 2020 è iniziato ancor peggio

Nelle prime tre settimane del 2020 Frosinone e Milano (19), Padova, Torino e Treviso sono i centri urbani che hanno superato per 18 giorni i limiti di PM10. Male anche Napoli (16) e Roma (15). Un’emergenza smog che ha segnato anche il 2019 con 54 capoluoghi di provincia oltre il limite previsto per le polveri sottili (PM10) o per l’ozono (O3), stabiliti rispettivamente in 35 e 25 giorni nell’anno solare. In 26 dei 54 capoluoghi, il limite è stato superato per entrambi i parametri.

Legambiente, il traffico sotto accusa

Il peggioramento della qualità dell’aria «trova nel trasporto stradale una delle principali fonti di emissioni di inquinanti atmosferici nelle aree urbane» Senza dimenticare le altre sorgenti come il riscaldamento domestico, l’industria e l’agricoltura. «Settori sui quali occorre intervenire in maniera sinergica».

“Ampliare i blocchi del traffico”

Andrea Minutolo, coordinatore dell’ufficio scientifico  afferma poi che «il tanto discusso blocco del traffico,  per essere veramente efficace e incidere sulla qualità dell’aria in città, dovrebbe essere strutturata ed ampliata progressivamente nei prossimi anni affinché diventi permanente».

Ogni anno, nota Legambiente, sono oltre 60mila le morti premature in Italia dovute all’inquinamento atmosferico. Determinano un danno economico, stimato sulla base dei costi sanitari comprendenti le malattie, le cure, le visite, i giorni di lavoro persi, che solo in Italia oscilla tra 47 e 142 miliardi di euro all’anno.