Home Tecnologia & Industria Parte l’Airbus delle batterie. E l’Italia è fuori

Parte l’Airbus delle batterie. E l’Italia è fuori

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L’hanno già definito l’Airbus delle batterie. Sì, perché lo schema è lo stesso che portò a formare il consorzio europeo per sfidare il colosso dei cieli, la Boeing.

Francia e Germania menano le danze

È iniziato il conto alla rovescia: uno staff di tecnici, pubblici e privati, di Francia e Germania, sta lavorando a testa bassa per presentare un progetto entro il 31 marzo. Il destinatario è l’Unione Europea, per i fondi comunitari sullo sviluppo di industrie ad alta tecnologia (IPCEI) . E l’obiettivo è appunto quello di creare un’alleanza in grado di contrastare il predominio dell’industria del Far East, soprattutto cinese, nella produzione di batterie per la mobilità elettrica. Diciamo subito che l’Italia è fuori dalla partita. A dettare legge sono, come al solito, Parigi e Berlino, che il 18 dicembre hanno concluso un accordo firmato dai due ministri dell’Economia, Bruno Le Maire e Peter Altmaier. In gioco ci sono diversi nome noti dell’industria, dalla francese Saft alle tedesche Siemens, BASF e Ford Werke, della belga Solvay alla Varta.

La UE è pronta ad aprire il portafogli

Angela Merkel in visita alla fabbrica di batterie della Mercedes a Kamenz, in Germania.

Bruxelles aspetta a braccia aperte iniziative di questo tipo. Già nel 2017 è stata varata la Action Plan per far decollare una European Battery Alliance (EBA, qui l’articolo). La strategia è riassunta in una dettagliata nota stampa rilasciata a suo tempo dalla Commissione europea, che precisa schemi operativi e nuove modalità di finanziamento. Parliamo di batterie di ultima generazione e, soprattutto, di batterie innovative per il decennio in arrivo. Già il 24 gennaio si apre una call con un budget di 114 milioni nel quadro dell’EU Research and Innovation Programme Horizon 2020 for battery related topics. Seguito nel 2020 da un altra call per ulteriori 70 milioni. Il tutto sotto l’attenta regia del vice-presidente della Commissione (e responsabile per l’Energy Union), lo slovacco Maroš Šefčovič, pronto a benedire l’Airbus della batterie.