Parliamo ancora di carbone in Italia, con il solito ‘esperto’


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Parliamo ancora di carbone in Italia, con il solito ‘esperto’, Davide Tabarelli di Nomisma Energia. Lo segnala, con disappunto, Marco, un lettore. Per scriverci: info@vaielettrico.it. A fine articolo il video di un imperdibile confronto tra Tabarelli e Nicola Armaroli.

Parliamo ancora di carbone, con Tabarelli a pontificare

Parliamo ancora di carbone
Il professor Davide Tabarelli di Nomisma Energia.
“Leggo di un articolo su uno dei quotidiani nazionali più importanti che il solito Tabarelli indica le centrali a carbone come un aiuto necessario per combattere la crisi dei prezzi del gas. Crisi che si prolungherà o addirittura peggiorerà a causa delle guerre nel Golfo Persico in estensione al Mar Rosso. Avevo letto che l’uso del carbone ha senso solo con il gas oltre gli 80 euro/MWh, ovvero ancora più alto rispetto ad oggi. Inoltre le centrali italiane in stand by sono solo 3, dunque con contributo percentuale insignificante rispetto al totale. Correggetemi se sbaglio. Se cosi fosse si tratterebbe di interventi sicuramente molto inquinanti. Ma che al tempo stesso non potranno incidere nè su costi nè su quantità di energia necessaria.

Siamo ancora  malati di strabismo fossile?

Il tutto sempre per lasciare le energie rinnovabili e gli accumuli energetici come l’ultimissima opzione. Opzione che il personaggio pare abbia quasi timore anche solo di nominare.  Inoltre è da considerare che l’Europa ci ha appena concesso dei ‘preziosi’ sforamenti di bilancio per poter investire nelle energie rinnovabili e nelle altre tecnologie low-carbon, dunque da sfruttare con evidente priorità. Come si conciliano le due cose? Siamo ancora malati di ‘strabismo fossile’? Grazie”.  Ing. Marco Scozzafava

Se solo il governo si guardasse un po’ in giro…

parliamo ancora di carbone
       Il ministro delle imprese Adolfo Urso (foto dal sito del Mimit).
Risposta. Nel report mensile sui consumi di giugno, Terna si sofferma a lungo sulla produzione da rinnovabili (coperto il 47% della domanda). Mentre non fa cenno all’apporto del carbone, che però resta centrale nei ragionamenti di esperti ancorati alle fonti fossili come Davide Tabarelli. Il problema è che le tivù, a reti unificate, si rifanno solo a questo personaggio, più per pigrizia che per una voluta presa di posizione. Sarebbe ora di sentire altre voci. Che magari spiegherebbero perché Paesi come Spagna e Germania puntano fortissimo sulle rinnovabili. Con ottimi risultati. Mentre il nostro governo continua a girare il mondo per mendicare forniture di gas e carbone, cari e inquinanti. Invece di portare le rinnovabili dal 47 al 60%, obbiettivo raggiungibile col minimo impegno.
Confronto (con scintille) tra Tabarelli e e Armaroli: guarda il VIDEO

Visualizza commenti (17)
  1. mario milanesio

    @R.S.
    “….questo governo fa di tutto per far alzare i prezzi energia e fatturare in modo ancora più eccezzionale gli azionisti ENI…”
    accidenti, scritto da te è una affermazione pesante.
    quindi secondo te è legittimo immaginare che poi gli azionisti ENI, nel rispetto della legge ovviamente, ricambino il favore con aiuti elettorali (legali), che vanno dalla “morbidezza” sulla carta stampata alle campagne social pagate a favore dei partiti di governo?

    attenzione: non chiedo una denuncia di reato, non voglio proprio nemmeno immaginarlo,
    mi chiedo solo se siamo a questo livello di “amichettismo”, a danno di un Paese intero (anzi: a danno di una “nazione”, date le simpatie ideologiche del governo attuale).

  2. se il metano arrivasse a costare 80 €/MWh termici, l’elettricità prodotta dalle centrali turbogas a ciclo combinato ( turbogas + turbina a vapore azionate in serie), costerebbe all’ingrosso (prezzo PUN orario) circa 170 €/MWh

    perchè contando l’efficienza di conversione dal potere termico del metano alla produzione elettrica ( 55%-60% ), già il costo di solo “carburante” ci porta a:
    (80 €/MWh termici ) / (0,57 efficenza) = 140 €/MWh elettrici

    va poi aggiunta una maggiorazione che paghi le spese di manutenzione e gestione dell’impianto, oltre che un margine di guadagno; e allora siamo a minimo:
    140 + 30 = 170 €/ MWh elettrici

    oppure l’elettricità costerebbe ancora di più se consideriamo le centrali a ciclo semplice (solo turbina turbogas, con effiecienza 43%, senza montata in cascata anche una turbina a vapore)

    l’affermazione che le centrali a carbone tornerebbero utili nel mercato se il metano arriva a 80 €/MWh, significa che sarebbero convenienti se il Pun arriva stabilmente a circa 170 €/MWh, cosa che credo sia impossibile anche considerando che questo governo fa di tutto per far alzare i prezzi energia e fatturare in modo ancora più eccezzionale gli azionisti ENI

    il PUN occasionalmente arriva a 170 (per un paio di ore o questa settimana è successo più a lungo) ma non stabilmente, e le centrali a carbono non sono adatte a lavorare solo sui picchi orari, sono lente da accendere, modulare e spegnere, tecnicamente simili al nuculare, entrambi sono delle obsolete caldaie a vapore.. se le accendi poi devi usarle a lungo oppure i loro costi vanno ancora più in orbita

    mentre le centrali a turbogas sono molto più moderne e flessibili, possono fare anche due accensioni e spegnimenti al giorno a prezzi accettabili, sono praticamente dei motori di aereo, che negli anni ’90 hanno sostituito le rigide e più antiche centrali termiche che invece fanno bollire acqua per fare vapore (carbone, gasolio, nuculare)

    per questo il fatto che il governo abbia rimandato la prevista dismissione delle nostre ultime centrali a carbone, e deciso di retribuirle per tenerle in “riserva fredda”, cioè disponibili ad essere riavviate con un preavviso di pochi giorni ( ..forse..) sapendo che non arriveremo mai a 170 €/MWh Pun medio, cioè non accenderemo mai le centrali in riserva fredda

    a meno di fare dei fugni , del tipo di pagare con sovvenzioni pubbliche o maneggi fiscali, una quota della tariffa per le centrali a carbone, che però non ridurrebbe la spesa al MWh effettiva

    ..allora metterle in “riserva fredda” è uno spreco di soldi pubblici, oltre che un danno notevole (denunciato dai corrispondenti sindaci) alle aree industriali e portuali che si preparavano a dismettere le centrali e ricostruire in quelle aree nuove attività energetiche che potevano riassorbire gli operai delle centrali, ora invece messi in cassa integrazione per anni, con la riconversione dei siti bloccata

    è stato l’ennesimo regalo di soldi pubblici ai proprietari di queste centrali, e una beneamata presa per i fondelli di noi contribuenti, con pure lo sberleffo delle interviste dell’esperto di turno ENI e Soci, in questo caso Tabarelli che si presta spesso a queste beffe mediatiche, che ci vuole spiegare che “lo fanno per noi, per la nostra sicurezza energetica” .. ma come sono generosi questi riccastri.. sembra che non abbiamo mai lasciato le epoche dei film di Fantozzi, ci piace fare i sudditi e soffrire.. se non impariamo a votare meglio..

  3. Le politiche del governo a favore di carburanti e gas stanno strozzando i cittadini e le imprese. Confindustria cosa dice? Gli sta bene così?

    1. avevo letto qualche intervista, e non sono contenti ma non possono dirlo,
      o meglio, sono segmentati:

      — il governo in parte si “compra” l’appoggio di Confindustria estendendo gli sconti in bolletta e i bonus vari alle grandi industrie

      — però rimangono esclusi dagli sconti le piccole e medie imprese , questi sono abbastanza imbufaliti con i dirigenti Confindustria, tanto da dichiarare che per paradosso si sentirebbero più rappresentati da Legambiente (è una battuta, imprenditori con ambientalisti, ma questo è stato riportato) che chiede di autorizzare più rinnovabili velocemente;

      ai dirigenti Confindustria rimproverano di essere troppo teneri con il governo sul problema del caro energia e dei freni politici alle rinnovabili, oltre che di perdere ulteriore tempo con la presa in giro del nuculare

      inoltre ci perdono anche i cittadini, oltre ad un alto costo energia, i cittadini si trovano gli oneri in bolletta maggiorati per compensare gli sconti in boletta fatti alle grandi industrie, e più tasse debito pubblico per pagare i vari bonus maggiorati alle aziende

      particamente, sembra il manuale di come non fare le cose, ma il governo fa gli interessi di pochi (filiera fossile) e ragiona sulla scadenza del governo, tirando a campare e/o a fare debito (con trucchi contabili che spostano pagamenti agli anni futuri, perché grazie all’europa il debito è un poco più monitorato) calcolando che faranno in tempo a scappare prima che il danno all’economia nazionale sia ancora più evidente anche a noi non esperti, sannò che avranno l’impunità e arraffano l’arraffabile fino all’ultimo

  4. mario milanesio

    @angelorso

    guarda che qui mica si contesta Tabarelli rispetto ai numeri,
    quelli sono numeri!
    qui si contesta la visione, e la visione discende
    sia dai numeri, e meno male
    sia dalle idee politiche, meglio, dalle idee di polis

    ora: Tabarelli spinge sul carbone, i numeri che indica mica sono sbagliati,
    ma la visione è quella di quando il sig. Tabarelli aveva vent’anni, cioè quarant’anni fa.
    che lui abbia questa visione sulla energia è più che legittimo,
    ma casualmente MAI un giornalista che gli chieda di proiettare nel futuro, diciamo nei prossimi 10 anni,
    questa sua visione nel caso fosse messa in essere.

    tutto lì.

    oggi investo in carbone (o idrocarburi, cosa che il governo fa eccome)
    compro fossili, spendo per impianti che usano le fonti fossili
    intanto i Paesi europei che hanno il prezzo dell’energia più basso in estinto in tutt’altro. TUTTI.

    cosa mai potrà accadere se l’elettrificazione nei trasporti accelera,
    se le guerre per le fonti fossili prendono piede (prova a colorare una cartina del mondo indicando, anno per anno, dal 1989 in avanti, dove è scoppiata una guerra che abbia visto coinvolto le potenze occidentali: interessante, vero?)
    se il prezzo di gasolio e benzina decolla
    e il nostro Paese investe in distributori di benzina e in centrali a carbone?

    devo spiegartelo?
    non ti bastano i 20-30 euro in più a pieno rispetto a 3 anni fa?

    e di questo
    Tabarelli cosa dice?
    curioso che non glielo chiedano, vero?

    1. Tabarelli è in confiltto di interesse, la classica figura del lobbista,
      che sappai o meno le cose, ha interesse a raccontarle apertamente sbagliate o anche solo in forma ingannevole

  5. “…Il problema è che le tivù, a reti unificate, si rifanno solo a questo personaggio, più per pigrizia che per una voluta presa di posizione…”

    Constatazione che, personalmente, rende ancora più grave l’operato dei giornali e dei giornalisti di stampa (come in questo specifico caso), radio e TV che consultano qualcuno “per pigrizia”.
    È dunque così, con “pigrizia” (meglio descritta come neghittosità e insipienza), che onorano il loro compito deontologico di informare in modo corretto ed obiettivo i lettori e gli ascoltatori???

  6. “Nato a Modena il 21 agosto 1960, è presidente e fondatore, dal 2006, di NE-Nomisma Energia, società di ricerca sull’energia e l’ambiente. Inizia la carriera nell’energia all’università nel 1985 con una tesi sui mercati del petrolio con la quale consegue la laurea in economia con lode. Dopo un breve periodo di attività universitaria, nel 1986 entra nella sezione Energia di Nomisma. È stato responsabile di circa 90 studi su questioni energetiche ed ambientali. È stato consulente del Ministero dell’Industria dal gennaio 1995 al maggio 1996. E’ stato responsabile dell’attività di assistenza al ministero dell’Ambiente in tema di cambiamenti climatici. E’ stato membro di Commissioni Ministeriali per la politica energetica nel 2003 e nel 2005.Dal 2017 al 2020 è stato membro dell’Advisory Board dell’ENI sulla transizione energetica. È professore a contratto presso la Facoltà di Ingegneria di Bologna e presso il Politecnico di Milano. Ha pubblicato oltre 70 articoli ed è editorialista del Sole 24 Ore.”
    Questo è il C.V. del Professor le Davide Tabarelli.
    Voi che parlate a vanvera di lui e delle sue tesi, definendolo “esperto” tra virgolette, invece……….CHI SIETE?!?!?!?!

    1. Carissimo,
      forse le sfugge che il tema di fondo non è la specifica persona, che sicuramente ha un curriculum di grandissimo prestigio che nessuno può contestare, bensì il fatto che stampa, radio e TV, pur potendo certamente consultare tanti altri esperti della materia energetica, troppo spesso finiscono per consultarne un numero ristretto, ristrettissimo, addirittura sempre lo stesso esperto.
      Liberissimi ovviamente stampa, radio e TV di farlo, ma, se ciò viene fatto per stanca consuetudine o per pigrizia mentale, spero convenga anche lei che stampa, radio e TV non stanno adempiendo al loro dovere deontologico di informare lettori e ascoltatori in modo corretto, completo ed obiettivo.
      Cordialità.

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