Parla solo Tabarelli di caro/energia in tv, un pensiero unico senza altri punti di vista, più favorevoli alle rinnovabili. É quel che lamenta un lettore. Vaielettrico risponde. Per scriverci: Info@vaielettrico.it
Parla solo Tabarelli, un monolopolio mediatico, perché?
“Sono sempre più sconcertato assistendo ai numerosi dibattiti televisivi sulla crisi energetica odierna. In sostanza, ogni volta pare che le parole energie rinnovabili, efficienza energetica e decarbonizzazione, siano considerate delle oscenità accuratamente da evitare. È un miracolo sentirle tirare in ballo qualche volta, spesso rapidamente, quasi con fastidio. Come se si nominasse qualcosa di puramente ideologico, non degno di approfondimento.
Ho notato poi uno stranissimo monopolio mediatico. Ovunque e sempre viene invitato Davide Tabarelli come massimo esperto di energia. Mentre da anni chiunque lo segua sa bene che le sue tesi sono sempre e comunque volte a dimostrare che le energie fossili siano indispensabili oggi e per sempre. Oggi l’ho sentito affermare: “Appena finisce questa crisi state tranquilli che di petrolio ce n’è tanto”. Ditemi voi se un ‘esperto di energia’ possa affermare una simile enormità“.
Tabarelli e Armaroli divisi su tutto, non sugli e-fuel: un miraggio
E c’è chi vuole riaprire le centrali a carbone…
“Non parliamo poi di quanto spesso opinionisti vari indichino tra le ricette valide quella di riaprire le centrali a carbone!! Sappiamo (correggetemi se sbaglio) che il carbone coprirebbe solo il 2% del fabbisogno italiano. E non sarebbe neanche conveniente se il gas non costesse più di 70$/mWh (ma gia molto prima, a 50 $ il gas, ci fa andare in bancarotta).
Sono arrivato alla conclusione che ‘siamo ostaggi’ dei petrolieri ed amici loro, ed i mass media ne sono spesso complici. Loro sono gli unici che ci stanno guadagnando con questa crisi (e le precedenti). Anche perché col petrolio a 60$, che sarebbe ancora un prezzo sostenibile per i consumatori, è risaputo che le compagnie petrolifere non hanno margini . O addirittura sono in perdita. Ci vogliono assolutamente convincere che dei loro combustibili non si possa fare a meno. Sarà mai possibile pretendere finalmente un’informazione scientificamente ed economicamente corretta nelle principali trasmissioni di attualità? O quanto meno un dibattito ad armi pari tra la scienza e le lobbies? Chiedo troppo? Grazie per la vostra divulgazione“. Ing. Marco Scozzafava
Risposta. Il problema non è che parli Tabarelli, il cui approccio al tema è ormai conosciuto. È che non c’è mai spazio per esperti che portino un punto di vista diverso, come dice giustamente il lettore. L’approccio di Nomisma Energia è ormai conosciuto: affida alle rinnovabili un ruolo marginale, in linea con il nostro governo. Governo che si fa dettare l’agenda energetica dall’Eni, vista anche la grande sintonia tra la presidente Giorgia Meloni e il n.1 dell’ente petrolifero, Descalzi. Sorvolando sul fatto che Paesi che stanno investendo pesantemente sulla produzione dal sole, acqua e vento (Spagna, Portogallo, la stessa Germania…), ottengono ottimi risultati.
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Quando sento parlare Tabarelli sul futuro dell’energia in Italia e Europa mi viene in mente, nel film “Il caso Spotlight”, il dialogo tra il giornalista Michael Rezendes che conduce l’inchiesta e l’avvocato Mitchell Garabedian unico a portare le cause in tribunale per rendere pubblico lo scandalo. Parlando a proposito dell’avvocato Eric MacLeish che invece, facendo accordi extra giudiziali permetteva di non far emergere gli abusi, Garabedian risponde al giornalista: “direi che Mac Leish NON FA PARTE DELLA SOLUZIONE”.
Se lo conosci lo eviti.
Non l’ho mai sentito fare un ragionamento a tutto tondo.
Mi sa che è esperto sopratutto per i propri interessi, non certo per il Paese Italia.
questi manager del fossile credo che abbiano stipendi da capogiro, e lo stesso gli azionisti ENI, con dividendi ancora più straordinari quest’anno a causa della crisi dei prezzi alti come ha detto con gioia lo stesso Descalzi in una intervista recente; lo capisco che si diano da fare a prolungare la loro fortuna personale e si prestino ad ospitate in TV e giornali
siamo noi che dovremmo farci più furbi, non ascoltarli, e votare meglio, partiti che almeno abbiano delle idee (e non la fuffa delle ideologie per nascondere il tradimento della Patria e la corruzione) e ci provino a resistere alle pressioni degli interessi costituiti.. che non è banale, ENI è un colosso con un bilancio economico da piccolo Stato, un governo di improvvisati e corrompibili gli si azzerbina..
Spiace dirlo perche personalmente voto a sinistra, ma si trova tanta avversione alle rinnovabili nella destra come in certa sinistra. Il M5S ad esempio localmente si schiera sempre nettamente contro le rinnovabili e così, più o meno, fa il PD. Da questo punto di vista i nostri sovranisti sono in bella compagnia.
Mi permetta di dissentire. Proprio oggi: https://www.repubblica.it/politica/2026/04/18/news/schlein_barcellona_iran_pace_italia-425290510/?ref=RHLF-BG-P5-S1-T1-PPsi
PD e AVS (Verdi) mi sembrano nettamente pro-rinnovabili e preparati sul tema; poi PD a livello locale puoi trovare qualche furbetto, ma in generale sono chiari sul tema
c’è un problema evidente invece con M5S, quasi sempre ambiguo o contrario sul tema, che secondo me andrebbe non votato per depotenziarne il peso in una eventuale coalizione;
ipocritamente dicono di essere a favore ma poi quando si arriva al dunque si vede che intendono solo gli impiantini sui tetti per autoconsumo, a cui ovviamente vorrebbero elargire lauti incentivi pubblici, al pari del governo attuale che sta sovra-finanziando impianti sui tetti di aziende e edifici; mentre poi M5S sfrutta opportunisticamente le campagne mediatiche contro i grandi impianti, invece di contrastarle, per ricavarne anche loro più visibilità, e i risultati tragici si vedono in Sardegna
invece la differenza, come quantità di energia immessa in rete e prezzi stracciati, la farebbero gli impianti utility-scale, secondo me sono questi da sostenere “politicamente” con norme più sane non come le attuali che aizzano gli assessori di regioni e comuni in una gara a chi è più populista perchè hanno ricevuto carta bianca sui paletti da mettere, in deroga ai già severi e astrusi criteri nazionali;
e ritoccherei e pubblicizzerei anche le “incentivazioni” date Comuni che ospitano gli impianti; NB: questi impianti per se’ stessi non prendono incentivi, si ripagano soli con la vendita dell’energia alla tariffa stabilita nelle aste pubbliche o nei contratti privati
impianti utility scale con tariffe già oggi molto convenienti sono:
— fotovoltaico con pannelli a terra (ora è stato fortemente limitato per decreto)
— eolico a terra (ora è stato fortemente limitato per decreto)
— agrivoltaico con pannelli a terra, adatto a terreni adibiti a pascoli (ora è stato vietato per decreto)
— aggiungiamo che andrebbero installati più accumuli BESS del ritmo attuale
già aggiustando i recenti decreti sabotanti, penso passeremmo da 6 GW di installazioni annue, a 18 GW di installazioni annue (in Germania installano 23 GW ogni anno, e non hanno il nostro sole)
inoltre le installazioni rinnovabili italiane hanno circa un 35 % di sovracosto dovuto proprio agli ostacoli e lungaggini autorizzative, rimuovendo queste anomalie, avrebbero prezzi energia ancora più stracciati;
per dire in Spagna fotovoltaico ed eolico su terra (con ventosità media solo di poco migliore della nostra) firmano contratti a 3-3,5 centesimi al kwh; in Germania a 4,5 e 6,5 cents al kwh;
mentre in italia rispettivamente a 5,5 e 7 centesimi al kwh nelle ultime aste pubbliche, e credo sui 4 e 5 cents nei contratti PPA privati; c’è margine per farli costare ancora meno
Gli italiani e il Governo che si sono votati saranno anche ostaggi dell’ENI, ma soffrono tutti della sindrome di Stoccolma.