Parigi accelera: 30 mila colonnine HPC sulle grandi arterie entro il 2035

hpc grandi arterie





La Francia rilancia la strategia per la mobilità elettrica con un piano ambizioso: installare fino a 30.000 punti di ricarica HPC sulle grandi arterie nazionali entro il 2035.  Una rete capillare e ad alta potenza, secondo Parigi, è il miglior sostegno  per la crescita del parco circolante elettrico nei prossimi anni. E all’Italia basterà cullarsi sugli “allori”?

La misura francese si inserisce in un quadro più ampio di rafforzamento delle infrastrutture lungo i corridoi di traffico più utilizzati. Secondo quanto riportato, il piano mira a quintuplicare le attuali installazioni entro il 2035, garantendo una copertura molto più affidabile rispetto a oggi.

Autostrade al centro della transizione elettrica

Il nodo delle lunghe percorrenze resta uno dei più delicati per l’adozione dell’auto elettrica. Già oggi la Francia ha raggiunto una copertura significativa: tutte le aree autostradali a pedaggio risultano dotate di ricarica veloce, con una presenza media ogni 50 km.  Tuttavia, il salto di scala previsto punta a aumentare il numero di punti disponibili, evitare e ridurre le attese e migliorare l’affidabilità complessiva del servizio.

Insomma, si traguarda già la situazione che si verrà via via a creare quanto tutte le nuove immatricolazioni saranno elettriche e la quota di auto a batteria sul parco circolante raggiungerà numeri a due cifre.

Un aspetto cruciale riguarda la potenza delle infrastrutture: le nuove installazioni saranno sempre più orientate verso colonnine ultrarapide, indispensabili per ridurre i tempi di sosta durante i viaggi.

HPC grandi arterie

Numeri in crescita, ma serve un cambio di passo

La Francia parte già da una base solida. Il Paese conta oltre 140 mila punti di ricarica pubblici e punta a raggiungere quota 400 mila entro il 2030.

Nonostante questi numeri, la crescita del parco elettrico impone un’accelerazione ulteriore. Le immatricolazioni di auto elettriche continuano ad aumentare e la disponibilità di infrastrutture deve tenere il passo per evitare colli di bottiglia. soprattutto nei periodi di traffico intenso.

Dal 2022, il consumo di elettricità legato alla ricarica sulla rete stradale nazionale è raddoppiato ogni anno. E si prevede che questa tendenza accelererà, con l’obiettivo governativo di avere due auto nuove su tre elettriche entro il 2030.

In questo contesto, il piano sulle autostrade rappresenta un tassello fondamentale: la ricarica domestica copre la maggior parte degli usi quotidiani, ma è sulle lunghe distanze che si gioca la fiducia degli utenti. E sebbene autostrade e stradale nazionale rappresentino solo il 2% della rete stradale francese, essa gestisce un terzo del traffico.

Obiettivo: moltiplicare per 5 la ricarica HPC

Oggi, la rete autostradale nazionale conta circa 4.500 punti di ricarica distribuiti in oltre 420 aree di sosta. Inoltre, sono presenti quasi 7.500 punti di ricarica rapida in prossimità delle principali arterie stradali.  I piano appena lanciato prevede :

  • 22.000 punti di ricarica rapida per auto
    • Potenza tipica: 150 kW
    • Tempo di ricarica: da 20 a 25 minuti
    • Distribuito su circa 900 aree
  • 8.000 punti di ricarica per veicoli pesanti
    • Potenza: da 100 a oltre 800 kW
    • La ricarica richiede dai 20 ai 45 minuti a seconda del caso.
    • Dispiegato in quasi 560 aree

A supporto di questo sviluppo, la capacità elettrica disponibile nelle aree di sosta sarà notevolmente aumentata: 2,8 GW per i veicoli leggeri e 1,6 GW per i veicoli pesanti.

Oltre al numero di stazioni di ricarica, il governo francese pone l’accento sull’esperienza dell’utente, con diversi impegni quali un’ampia interoperabilità (compatibilità di rete e di abbonamento), la chiara visualizzazione dei prezzi per kWh e il pagamento garantito tramite carta di credito.

L’iniziativa francese ha una valenza che va oltre i confini nazionali. Le grandi direttrici di traffico europee attraversano il Paese e collegano anche l’Italia, rendendo strategico un potenziamento della rete.

Anche l’Italia accelera, ma senza una strategia

Per il nostro Paese, il confronto è inevitabile: anche in Italia la rete cresce rapidamente, ma resta il tema della continuità sulle tratte autostradali e della diffusione di ricariche ad alta potenza. E non si vede all’orizzonte una strategia precisa del governo.

HPC grandi arterie
Gli addetti di ABB svelano le colonnine montate per Ionity

 

La situazione italiana l’ha fotografata l’evento “Grid to Chargers“, promosso venerdì scorso a Bergamo da ABB Electrification. La rete di ricarica pubblica in Italia è cresciuta da 50.678 punti nel 2023 a 73.047 nel 2025 (+44%), con i punti ad alta potenza (HPC) che si avvicinano al 19% del totale. Le immatricolazioni EV nel 2025 hanno registrato secondo dati UNRAE un +65,3% nei primi mesi dell’anno, segnale inequivocabile di un mercato che accelera.

Il posizionamento dell’Italia nel contesto europeo merita però una lettura articolata: se per densità infrastrutturale il Paese si colloca al 16° posto con 14,2 punti ogni 100 km — ancora al di sotto della media UE di 20,9 — il quadro migliora significativamente quando si considera il rapporto tra punti di ricarica e veicoli elettrici circolanti. In Italia c’è un punto di ricarica pubblico ogni 6 BEV circolanti: meglio di  Francia (1 ogni 8,3), Germania (1 ogni 10,7) e Regno Unito (1 ogni 16,6). Dunque la rete italiana sta crescendo in modo proporzionale alla domanda.

utilizeElettricità sotto stress: serve intelligenza lungo tutta la rete

Restano tuttavia gap di distribuzione territoriale e qualità del servizio. Il consumo di elettricità per autotrazione è previsto in crescita media del 4% annuo tra il 2025 e il 2027. In Italia, come in Francia il vero fattore abilitante della transizione energetica sarà la capacità delle reti di assorbire carichi nuovi e variabili. Una sfida che si può vincere solo se dalla cabina alla colonnina, ogni nodo è intelligente, flessibile e sicuro.

In conclusione, servono energy management, load balancing, tariffe dinamiche negli hub e flessibilità nella ricarica domestica per trasformare un potenziale problema di carico in una risorsa attiva. Di tutto questo è urgente che si occupi il nostro governo, sulla falsariga di ciò che sta facendo quello di Parigi.

  • Ma le colonnine dove servono? Guarda il Video di Luca e Valerio

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