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Zennstrom, il papà di Skype, investe sui velieri elettrici

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Niklas Zennstrom sulle orme di Elon Musk. Se il patron della Tesla ha fatto fortuna con PayPal, Niklas  è diventato miliardario con Skype. Ed ora è un grande velista, che investe sugli scafi con motore elettrico, a iniziare da quelli di regata.

Un inventore con il pallino della vela o …?

Nei giorni scorsi abbiamo scritto del veliero di Boris Herrmann, che parteciperà alla Vendee Globe 2020 con un motore elettrico grazie alla sinergia nella ricerca tra BMW e Torqeedo. Ora è il turno del velista svedese 52 enne che, con la moglie Catherine, ha dato vita nel 2008 al team Ran Racing. Ottenendo grandi successi, come nelle nuove tecnologie. E vincendo  alcune delle regate più prestigiose al mondo, tra cui  Rolex Fastnet Race, la RORC Caribbean 600, il TP52 e il Maxi72 World Championships.

Un inventore con il pallino della vela o un campione di vela con il pallino delle invenzioni? E’ permessa  la doppia lettura.  Il suo ultimo yacht prende il nome di Ran VII: un 40 piedi che gareggerà sul circuito Fast40 +.

Nilkas Zennstrom

Ma rispetto ai concorrenti avrà il motore elettrico che sarà utile per le manovre fuori dagli ormeggi, per guidare verso il campo di regata e per attraversamenti  più lunghi.

Il vero valore aggiunto del motore elettrico però è un altro e lo spiega chiaramente lo stesso Zennstrom in un’intervista alla CNN: “Avendo fatto e superato la progettazione, la costruzione ed il ciclo di prova iniziale, non c’è dubbio che il futuro per le barche da regata sia la propulsione elettrica: è più leggera, fa meno resistenza, più silenziosa e, soprattutto, ecologica“. Ha notevoli effetti indiretti in regata perché alleggerisce lo scafo.

Il suo progettista è molto famoso nel mondo della vela. Si chiama  Shaun Carkeek ed è fondatore di Carkeek Design Partners.  Alla CNN Sport ha sottolineato  che Ran VII è “il più radicale” delle sue barche da regata: “Certo, altre aziende hanno realizzato sistemi di propulsione elettrica, ma a questo punto nessuno sta facendo quello che abbiamo fatto noi. In termini di ottimizzazione del sistema sul lato delle prestazioni del mercato, ed è proprio questo che è piuttosto unico“. L’architetto non è un mistico, visto che ha lavorato per i team velici che si sono fatti valere nelle regate più prestigiose al mondo come l’America’s Cup, la Volvo Ocean Race e il circuito da corsa del Grand Prix.

Oggi ha senso progettare per l’elettrico

Lo studio del progettista sudafricano, prima di collaborare con Zennstrom, si è occupato di propulsione elettrica nelle barche da turismo e nei pescherecci indiani. Con il velista svedese la collaborazione è partita con un motore ibrido, per poi virare sul full electric. E  dice cose molto interessanti sul tema: “Con la tecnologia e i nuovi materiali delle batterie, il settore sta accelerando quotidianamente lo sviluppo. Cala il peso e aumenta la capacità di immagazzinare energia. Una situazione win-win che ora ha senso sfruttare“. E l’architetto spiega anche i motivi: “Ovviamente, la barca di Niklas è una fantastica opportunità di vetrina ed un banco di prova tecnologico. Abbiamo grandi progetti per cambiare il modo in cui tutte le barche a vela e anche le barche a motore sono motorizzate. Le idee di competizioni di alto livello come l’America’s Cup o la Formula Uno trovano sempre il loro sbocco nelle barche di produzione o nelle auto. L’idea è: come possiamo renderle per il mercato di massa?“. Come trasferire la tecnologia a portata di tutti i diportisti. Questa la vera sfida.

La sfida: ricaricare le batterie in navigazione

Non meno ambiziosa è anche  quella di “togliere l’intero sistema dalla rete“, in modo che gli yacht elettrici possano ricaricarsi senza la necessità di collegare le prese di corrente nei porti turistici. Che fare? Generazione di energia solare ed eolica, oltre all’energia idroelettrica in cui l’elica rotante funge da turbina per caricare le batterie. “Questo è l’obiettivo finale”, dice e “sarebbe un enorme passo avanti avere generatori elettrici, piuttosto che diesel”. Ma per ora  il traguardo è distante.

Dopo Skype, Zennstrom ha partecipato a diverse altre avventure imprenditoriali, tra cui Atomico, una società di venture capital che aiuta i giovani imprenditori a rendere globale il loro business.