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Paolo e la Model 3 Long Range: “Scelta di cuore, ma la uso con la testa”

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Paolo Zanzottera al primo approccio con la sua Tesla Model 3

Nel mondo del web Paolo Zanzottera è considerato un “guru”. Bresciano, 44 anni, laurea in Economia alla Bocconi, appena ventiquattrenne aveva già fondato una start up che si occupava di ecommerce e ottimizzazione Seo. Oggi è “digital
advisor” di grandi gruppi editoriali e società di marketing digitale. E’ anche
professore associato all’Università di Brescia, dove insegna digital marketing. .
Viaggia in Tesla Model 3 Long Range da poco meno di un anno e qui ci racconta come ci è arrivato e perché.

                                             di Paolo Zanzottera

model 3 long range paolo zanzotteraHo sempre pensato che ciascuno di noi, una volta raggiunta una certa agiatezza economica, dovesse fare qualcosa di più per la società e per le future generazioni. E’ una questione di responsabilità civile, come pagare le tasse. Perciò appena ne ho avuto la possibilità ho deciso di passare all’auto elettrica. Il 15 marzo festeggerò il mio primo anno in EV e i miei primi 40 mila km a bordo di una Model 3 Dual Motor Long Range.

 

Sono ambientalista dentro, da sempre

Non me ne pento affatto, questo voglio chiarirlo subito. Aggiungo che la mia è stata soprattutto una scelta di cuore. Fin dall’infanzia mi sento ambientalista dentro. Non so nemmeno perché, visto che vengo da una famiglia abbastanza tradizionalista, con tutt’altra sensibilità. Mi è successo lo stesso con l’informatica: una passione nata a dieci anni, con il mitico Commodore 64, e oggi diventata la mia professione.

In precedenza avevo posseduto una Golf a Gpl e successivamente una Mercedes Classe B della quale non ero per niente soddisfatto. Anche per questo ho stretto i tempi per il gran salto verso l’elettrico. Ci pensavo da qualche anno, ma fino al 2018 avevo valutato che la tecnologia non fosse ancora matura. Sarebbe stato come navigare in Internet senza smartphone. Come dimostra la storia, infatti, è sempre lo strumento che abilita l’innovazione.

La Model 3 Long Range sembrava fatta per me

Ma quando ho dovuto decidere quale auto elettrica acquistare fra quelle disponibili
sul mercato ho usato solo la testa. E’ stata insomma una decisione meditata e
razionale. Ho valutato il range dei miei spostamenti quotidiani, i tempi di
percorrenza ottimali per rispettare le mie affollate agende, le possibilità di ricarica
a casa e sui miei percorsi abituali. Abito a Brescia e le mie destinazioni più comuni
sono Bologna, Milano, Padova, Verona. Viaggio prevalentemente in autostrada,
più velocemente possibile; quindi sempre al limite dei 130 km/h. Valutato tutto ciò
non ho avuto più dubbi: solo una Tesla mi avrebbe permesso di muovermi a zero
emissioni senza stravolgere abitudini e ritmi di lavoro.

Ho optato per la Model 3 Long Range perché garantisce prestazioni simili a quelle
della Model X e della Model S, ma senza inutili e costosi eccessi. L’ho studiata per
qualche mese, leggendo recensioni e visionando video su Youtube:  l’ho ordinata a distanza, via internet, senza averla mai vista dal vivo. A inizio 2019 l’ho potuta finalmente toccare nello showroom di piazza Gae Aulenti, a Milano, e ho subito prenotato il test drive che ho effettuato poco dopo al quartier generale di Peschiera Borromeo.

Quel che apprezzo di più? Gli aggiornamenti

Ho opzionato il modello premium, più costoso (circa 60 mila euro), ma disponibile in tempi brevi. Infatti mi è stata consegnata nel giro di due mesi. Da allora ho ricevuto diversi aggiornamenti software da remoto: l’accelerazione da 0 a 100 è aumentata da 4,3 a 3,9 secondi e mi è stata aggiunta la modalità “sentinella” che attiva le telecamere di bordo ogni volta che qualcuno si avvicina alla vettura, potere vedere Netflix e Youtube (quando sei parcheggiato). La possibilità di ricevere nuove configurazioni per mantenere l’auto sempre aggiornata nel tempo è una delle qualità che più apprezzo in Tesla. Le prestazioni sono entusiasmanti e questo si sa. L’autonomia reale è più che sufficiente finché si mantiene una velocità di crociera entro i limiti consentiti. In qualche viaggio all’estero ho spinto un po’ di più sull’acceleratore e effettivamente oltre i 150 km/h le percorrenza calano significativamente fino a dimezzarsi dai 170-180 km/h in su.

La più italiana delle americane, nel bene e nel male

Non sono un maniaco dei particolari, ma anch’io noto che l’auto è fatta, diciamo, sbrigativamente. Le finiture della carrozzeria non sono perfette, qualche dettaglio interno lascia a desiderare e ogni tanto si scolla una guarnizione. Nel bene e nel male direi che la Tesla è la più italiana della auto americane.

model 3 long range paolo zanzottera
La prima ricarica nel Supercharger ” sotto casa”, a Brescia

Che bello macinare kilometri con l’energia del sole

Come ho già detto, non ho scelto l’auto elettrica per un calcolo economico e non
ho scelto Tesla pesando con il bilancino i costi, ma piuttosto i benefici. Però, a
conti fatti, il gap di prezzo rispetto a un’auto termica di pari categoria _ fra i 20 e i
30 mila euro _ uno come me lo ammortizza nell’uso quotidiano entro cinque o sei
anni. Non pago il bollo, non pago gli ingressi nella area B e C di Milano, non pago
il parcheggio in tutta Brescia, non ho praticamente spese di manutenzione e non
mi devo preoccupare dei blocchi al traffico. Le spese di rifornimento sono la metà.
A casa avevo già un impianto fotovoltaico con accumulo che mi permette di
ricaricare ogni giorno a prezzi trascurabili… macino kilometri con la potenza del
sole… E questa è forse la soddisfazione più bella.

Un monopattino elettrico nel bagagliaio e via

La ricarica nei Supercharger Tesla è stata gratuita per i primi sei mesi e anche successivamente la tariffa applicata di circa 0,30 euro a kWh consente un buon risparmio rispetto ai carburanti tradizionali. Non lontano da casa posso caricare gratuitamente nel
parcheggio del supermercato Lidl. Dove, per onestà, non manco mai da fare
spesa. Quando viaggio in Lombardia, tra il mio ufficio di Brescia e i clienti a
Milano, ricarico alle colonnine A2A da 22 o 50 kW con l’abbonamento mensile
flat da 5 euro ed energia solo da fonti rinnovabili! Se proprio non sono vicinissime
alla mia destinazione, percorro l’ultimo miglio con il monopattino elettrico che
tengo sempre nel bagagliaio. Così’ risolvo contemporaneamente il problema della
ricarica e quello del parcheggio.

Ho notato che nell’ultimo anno capita sempre più spesso di trovare le colonnine occupate. Non nei Supercharger Tesla, dove i punti di ricarica sono numerosi e gli utenti sono molto attenti a non occuparli indebitamente. Ma sul resto della rete gli abusi sono sempre più frequenti e a volte i malfunzionamenti non sono segnalati. Ho notato che a Brescia da 15 giorni sono comparse placche rotonde nella pavimentazione degli stalli di ricarica: mi
risulta siano sensori che, messi in rete, possono segnalare se gli spazi sono
occupati da veicoli non collegati alle colonnine di ricarica, quindi posteggiati abusivamente. Un deterrente molto efficace.

In Model 3 Long Range fino a Lisbona, senza problemi

La scorsa estate io e la mia fidanzata abbiamo fatto le vacanze in Tesla: 4.500 km
da Brescia a Lisbona e ritorno, passando dai Paesi Baschi. Mai avuto un
problema. La rete di ricarica è abbastanza capillare lungo tutto il percorso e con la
App EvWay giorno per giorno ho potuto programmare le ricariche senza soste
impreviste o deviazioni di tragitto. Se avessi viaggiato con un’auto termica,
penso che non avrei impiegato un minuto in meno. E’ vero che ogni tre ore devi
fermarti per un rabbocco, ma io farei comunque una sosta per il caffè e una
sigaretta.

Aspetto con ansia di provare la Model Y

Concludendo. Non so se un’auto come la Tesla Model 3 Long Range possa fare al caso di tutti, proprio tutti gli automobilisti; ma certamente è già fatta su misura per me. Non
sento alcuna necessità di cercare sul mercato qualcosa di meglio e penso anche
che non ci sia. Essendo però, per natura, ben disposto alle novità e ai cambiamenti, aspetto con ansia il momento di provare la Model Y.

LEGGI ANCHE: 10 video motivi per comprare una Model 3 (e 7 per… non farlo)

Giornalista economico presso Il Sole 24 Ore, caporedattore economia Quotidiano Nazionale QN, coordinatore Corriere Imprese Emilia Romagna. degliesposti@vaielettrico.it

7 COMMENTI

  1. Bravo e fortunato il nostro amico mi piace lo stile di vita che conduce spero di raggiungerlo anche io un giorno oper lo meno se non ci riuscirò io lo auguro a mio figlio ed a tutti i ragazzi che distrattamente si affacciano ai problemi globali, un unico suggerimento che per me è stata una conquista importante….smetti di fumare.

  2. Bravo, e mi piace che hai premesso :
    “Ho sempre pensato che ciascuno di noi, una volta raggiunta una certa agiatezza economica, dovesse fare qualcosa di più per la società e per le future generazioni. E’ una questione di responsabilità civile, come pagare le tasse. ”
    Ma aihmè non tutti vivono in modo agiato, anzi, ultimamente tra chiusure, licenziamenti , contratti a termine e mal retribuiti non se ne esce.
    La Tesla rimane un auto per ricchi.
    Ciao a tutti

    • Certamente Alessio, la premessa è doverosa. Come è corretto che chi guadagna di più paghi più tasse, chi è più agiato deve rispettare ancora di più l’ambiente e contribuire in modo attivo alla sua salvaguardia. Considera che normalmente non avrei mai speso quella cifra per un’auto termica. Di auto che costano più della mia è piena l’Italia, basterebbe anche solo che il 50% di acquirenti di Audi, Mercedes e BMW e SUV vari si convertisse all’elettrico per avere città più pulite. Non pretendo che lo facciano i proprietari di Fiat Punto e utilitarie chiaramente.

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