Home Vaielettrico risponde Pagamenti più facili alla colonnina, fate pressione

Pagamenti più facili alla colonnina, fate pressione

44
CONDIVIDI
Anche in autostrada si comincia a pagare la ricarica con bancomat o carta di credito (foto: Free to X).

Pagamenti più facili alla colonnina: è quello che chiedono molti lettori, tra cui Massimo in questa mail. Qualcosa si sta muovendo, anche in autostrada…

Pagamenti più facili

Pagamenti più facili o i viaggi lunghi…

“Ho appena letto i 3.000km di un altro lettore. E mi sono chiesto, visto il problema soprattutto all’estero con altre lingue , quando  si decideranno i gestori ed i governi, di dare la possibilità  di pagare il rifornimento elettrico come tutti gli altri rifornimenti. Ossia con bancomat o addirittura con contanti! Personalmente, da più di un anno e mezzo, ho una Leaf 40 kWh e non ho mai ricaricato fuori casa. Ci ho provato due volte, proprio  per vedere come andava, quindi non per necessità,  e non sono riuscito a ricaricare! Quindi AMMIRO, chi affronta viaggi  simili al lettore  di cui sopra. Per favore, fate pressioni  per cambiare il metodo di pagamento“. Massimo.

pagamenti più faciliDue modi (già pronti) per semplificare al massimo

Risposta. È vero, le ricariche devono diventare più semplici. Ci si sta lavorando, in due modi. Il primo: consentire il pagamento con bancomat o carta di credito, esattamente come dal benzinaio. Lo si può già fare nella rete Ionity e ora in alcune stazioni Free to X in autostrada (come Secchia Ovest in A1, direzione Sud). Si avvicina bancomat o carta e sul display compare un link col quale evidenziare o scaricare la fattura, se se ne ha necessità. Ogni settimana, poi, la società invia un rendiconto delle operazioni effettuate all’Agenzia delle entrate, esattamente come fanno i benzinai con i self. Seconda soluzione, ancora più radicale, è il cosiddetto plug&charge. Non servono né app, né tessere, bancomat o carte di credito. Il connettore di ricarica “riconosce” l’auto e tutto si svolge elettronicamente: abilitazione e addebito dell’importo sul conto del cliente. È una tecnologia disponibile da tempo nei Supercharger con le Tesla e che ora si sta estendendo ad altri gruppi, come Hyundai e Volkswagen.

pAGAMENTI Più FACILI—  Iscriviti gratis alla nostra newsletter e al nostro canale YouTube  —

Apri commenti

44 COMMENTI

  1. Non capisco quale sia il problema. Con app e carta nextcharge si fa subito. Due tap e ricarichi con Google pay. Appoggi la tessera e sei apposto. Ci metti 30 secondi.

    • Denis non capisci qual è il problema perché non ti occupi di marketing. Non sai cosa sono le “barriere” che si frappongono tra l’utente e la conclusione della user experience. Se lavorassi in una digital marketing agency, ad esempio, sapresti a memoria che un sol click in più tra l’utente e l’acquisto della merce nel carrello corrisponde ad una perdita netta di xx% di vendite. Quel click in più lo definiscono giustamente “barriera” perché di fatto si comporta come tale, producendo una moria di acquirenti, è un dato certo che vale sempre. Se lavorassi in una digital marketing agency e osassi dire che questo concetto è una esagerazione, non solo ti licenzierebbero ma ti farebbero accomodare fuori facendoti passare dalla finestra e non dalla porta.

      Chiaro che l’esperienza di rifornimento deve essere la più semplice possibile. Non a caso Tesla non la pensa come te e ha creato le ricariche plug&play: tu colleghi e vai. Meglio ancora Nio, entri nella battery swap station e senza neanche scendere dall’auto avviene tutto in automatico. Non devi avere il cellulare carico (ti si scarica mai?), non devi estrarlo dalla tasca o dalla borsetta, sbloccarlo, aprire l’app, attendere che si connetta, selezionare la colonnina e tutte le opzioni del caso e dare lo start. Con tutte le incognite del caso: il cellulare che non ha campo, la ricarica che non si avvia, etc.

  2. Ho chiesto al mio amico che produce e vende colonnine: mi ha detto che entrambe le soluzioni sono possibili da tempo ma che poi nessun produttore le implementa per limitare i costi.
    – Per accettare pagamenti con carte di fatto serve un “pos” integrato (quindi con display, tastiera, stampantina, manutenzione stampantina con sostituzione rotolino della carta …) e il costo lo si può “affogare” solo per le stazioni di ricarica DC. Per le AC dice che economicamente non è conveniente e che pochi sarebbero disposti a pagare di più;
    – Per il riconoscimento dell’auto in modalità plug&play mi ha detto che ci stanno studiando ma anche lì è un problema di costo: aumenta il costo dell’hardware e anche qui la domanda da parte dei suoi clienti (ovvero coloro che gli ordinano le colonnine) è bassa

    Ho colto l’occasione per chiedergli come mai molti si lamentano che le app non individuano correttamente le colonnine guaste: mi ha parlato della difettosità nota di alcune colonnine di un competitor utilizzate in larga misura da un certo fornitore (non faccio nomi per evitare querele) che funzionano male. Le sue, ad esempio, vengono “pingate” continuamente dalla centrale e in tutti i casi in cui non danno la risposta prevista (ad esempio in caso di black out o guasti) vengono subito segnalate come guaste. Mi ha parlato di questo sistema come stabile e ben funzionante, così come la prenotazione da remoto, almeno per le sue colonnine.

  3. avviso a tutti:
    nessuno sarà costretto a pagare “solo” con bancomat o contante,
    nessuno vi toglie le app o rfid: è un’aggiunta.
    quali enormi problemi vi crea?

    • E niente Ernesto, è la malattia da “va tutto bene”. Se qualcuno nota qualcosa da migliorare, per loro significa che oggi c’è un problema ancora da risolvere e quindi iniziano a buttare acqua sul fuoco negando la necessità del miglioramento.

      – Ricariche plug&play o con carte? Non servono, grazie, stiamo bene così.
      – Batterie che si ricaricano nella metà del tempo? A che servono, tanto mentre l’auto si ricarica io pranzo (questi pranzano a tutte le ore del giorno).
      – Autonomie da 1000 km? Uuuuuhhh, che spreco, se devo fare 1000 km prendo l’aereo, con l’auto mi stanco, no, no, meglio le batterie piccole
      – Auto più economiche? Ma quando mai, la mia Tesla già oggi mi costa meno della Tipo, meno male che non ho comprato la Tipo ma la Tesla con gli stessi soldi (davvero c’è uno che lo va sostenendo su YouTube, da non crederci)

      Sono i pompieri del va-tutto-bene-madama-la-marchesa, siccome loro sono passati all’elettrico è già tutto perfetto.

      Su una cosa sono tutti però d’accordo: odiano a morte le Tesla che vanno a ricaricare alla Lidl, un odio viscerale (e sotto sotto odiano anche Lidl che non dà fuoco alle Tesla che si collegano alle colonnine gratuite). Non chiedermi perché, ognuno ha le sue fisime …

      • Sempre con la piccola differenza che c’è fra chi l’auto elettrica la pratica e chi la chiacchiera. Come con il sesso, quando eravamo alle medie…

      • Rispondo solo ad una cosa, a beneficio degli altri perchè tanto Enzo è impermeabile.
        Immagina di avere sulla tua auto un serbatoio che pensa uguale sia pieno che vuoto. E pesa tanto. Non 30 o 40kg.
        Forse preferiresti meno peso sempre e una sosta in più. O forse no.

        Il resto si commenta da se. 🙂

  4. C’è anche un altro problema, oltre al fatto di pagare l’energia a tariffa piena. Mi è capitato due volte di seguito di aver collegato l’auto ad una colonnina Enel X tramite app Telepass e di essere stato costretto a tornare di ‘corsa’ all’auto perché dopo sette kW/h si è interrotta la carica. Ora, se avessi pagato con carta di credito senza app non mi sarei accorto del problema e sarei rimasto magari a fare tranquillamente colazione al bar

    • Ma sembra che dimentichiate tutti che la macchina elettrica ha… Udite udite, la propria app! Caspita che novità! Eee… Udite udite, quando la ricarica parte o si interrompe, udite udite, l’app della macchina vi avvisa! Nooooo, incredibile! Con una sola app si può verificare cosa succede su qualsiasi colonnina, pagando con qualsiasi tipo di pagamento! Incredibile!
      Davvero, scherzi a parte, dovrebbe essere una di quelle notizie positive che allarga il panorama, semplifica la vita (quando aggiungi metodi convenzionali a sistemi moderni è solo un vantaggio) e invece noto un certo scetticismo.

      • Vero, hai perfettamente ragione, mi era sfuggita l’app dell’auto. Per quanto riguarda l’utilizzo di mezzi di pagamento elettronici che uso da anni sfondi una porta aperta quindi ben vengano

      • Hehe udite udite, hai fatto i conti senza l’oste perché non tutte le auto hanno l’app per monitorare, la mia per esempio non ha nulla di nulla, per monitorare le ricariche devo appoggiarmi alle app che uso per ricaricare, se no si usa il vecchio metodo di quando si carica il.cellulare ogni x tempo vai a vedere a che punto è.
        E come me sicuramente ce ne saranno molto altri.

  5. voglio ricordare a tutti :
    Se non si ha un abbonamento (registrati con app) si paga il kWh come MINIMO il doddio se non quasi il triplo .
    Chi mai utilizzerà i contanti / bancomat ?

      • O chi ricarica fuori casa solo in vacanza, quindi per quelle poche decine di kWh non sta a sottoscrivere un abbonamento. Io ad esempio ho app e tessera, ma uso la tariffa pay-per-use base.

  6. Io andrò contro corrente ma Co l app mi trovo molto meglio che con la tessera o bancomat al distributore parcheggio innesto il cavo nella macchina apro app seleziono se necessario che tipo di presa abilitare avvio ricarica 90 secondi x inserire la spina
    Quando torno clicco fine ricarica e sgancio il cavo.
    Vantaggio con l app sai sempre quanto stai caricando se si scollega se finita la carica e puoi prendere la macchina.
    Dopo pochi secondi dallo sgancio sulla carta di credito appare addebito.
    Potrei fare cambio con il sistema che riconosce da solo la macchina e invia conto alla carta di credito
    Grazie

  7. Sarebbe bello poter ricaricare in autostrada pagando con l’apparecchio Telepass, quello che alza le sbarra in uscita dell’Autostrada.In pratica con l’auto ci si avvicina alla colonnina, si collega la presa e colonnina dialoga con il Telepass e Ti addebita li

    • In realtà io sto già caricando con telepass, ma ovviamente con app, sul carburante è previsto l’utilizzo del telepass ma poi c’è sempre da confermare il ricevimento con app, quindi alla fine meglio app

  8. /// le ricariche devono diventare più semplici. Ci si sta lavorando, in due modi. Il primo: consentire il pagamento con bancomat o carta di credito, esattamente come dal benzinaio. Lo si può già fare nella rete Ionity \\\ Nel sito Ionity si parla di tariffe “standard” rivolte agli utenti occasionali che richiedono procedure piú snelle rispetto a quelle per utenti abituali.. Ma se ho capito bene bisogna comunque “comunicare” con la colonnina tramite smartphone, e non viene specificata la modalitá di pagamento (https://ionity.eu/en/network/access-and-payment)

  9. Riguardo al paragrafo:

    //visto il problema soprattutto all’estero con altre lingue, … di pagare il rifornimento elettrico come tutti gli altri rifornimenti. Ossia con bancomat o addirittura con contanti!//

    Se andate in Francia, il bancomat potrebbe non funzionare, il contante idem. Dovete avere la carta di credito.

  10. Che dire la seconda soluzione è fantastica, connetto e carico, e in automatico mi arriva la fattura e l’addebito, come il telepass.
    La prima soluzione però prevede di inserire il codice fiscale, se non cambiano la normativa, secondo me ancora troppo macchinosa

    • Immagino bisognerebbe preventivamente registrarmi in modo da essere profilati, il che renderebbe la procedura esattamente identica all’attuale uso di una tessera rfid. Che tralatro, io reputo già oggi molto più facile dei self-service di carburante. In questi la procedura solitamente è: vado alla colonnina, inserisco la carta, mi chiede che circuito usare (carta o bancomat), immetto il pin, attendo la connessione (spesso è lentissima), seleziono la pompa, vado e inizio il rifornimento.
      Ho misurato più volte questo luglio le ricariche fatte su FreeToX in vacanza. Vero, la prima volta bisogna munirsi di una tessera rfid, operazione che si fa una volta sola. Io ho preso quella Volkswagen per la mia id.3, ognuno può scegliere quella che preferisce. Ma una volta dotati di tessera, la procedura è: vado alla colonnina, passo la tessera, lettura della tessera e autorizzazione (su freetox ci mette circa 10 secondi), scelta del connettore da usare. Ho misurato in almeno tre occasioni, dall’inizio della procedura al momento che la presa è nell’auto passano meno di 30 secondi. E VW fattura una volta al mese tutte le ricariche effettuate.

      Sono ulteriormente migliorabili col plug&charge? Certamente.
      Ma non diciamo che sono complicate, perchè non lo sono proprio per niente.

      • Luca, ma se vai in Austria o altre regioni d’Italia sei sicuro che la tua.tessera funzioni così semplicemente?
        Ormai son diverse persone che scrivono che hanno avuto problemi, e non mi sembra che siano anziani o cretini.

        • Nelle “altre regioni d’Italia” funziona come su tutti il territorio nazionale, non capisco il commento. Ho usato EnelX, BeCharge, FreeToX e la tessera ha sempre funzionato. Stessa cosa in Svizzera e Francia dove sono stato, solo una colonnina in Svizzera non era disponibile, ho risolto in due secondi con l’app di Nextcharge.
          Poi ovvio, ci sarà gente che ha avuto problemi pur non essendo stupida, io posso solo parlare per me. Ma il sistema con tessere rfid o app in se è molto meglio del contante o del bancomat.

      • Comunque sia il pagamento se non in contanti sei registrato, carta di debito emessa dalla banca, carta di credito ibem, telepass e tutti gli altri pure.
        Quindi non capisco il nesso.

        • Aggiungo che dovrebbe esser così per tutti i pagamenti, così si eviterebbe nero o finti poveri, perché se tutti gli acquisti sono legati al proprio C.F. i controlli sono immediati e i furbetti hanno vita dura.

    • Lettore di tessera sanitara? Il codice fiscale è nel barcode 🙂

      Poi io personalmente sono per l’rfid/app o, ancora meglio, il plug&charge.

      • Si ovviamente.
        Ma io preferisco la seconda soluzione o le App, se devo estrarre tessera sanitaria e bancomat o carta di credito o contanti mi ci vuole decisamente di più 🤷

    • Non dimentichiamoci che da quando c’è (stato) il cashback di stato, molto probabilmente la vostra tessera bancomat o carta di credito è registrata mediante l’app IO, quindi l’Agenzia delle Entrate può (almeno potenziamente) già stabilire la tua identità senza necessità di esibire la tessera sanitaria, in questi casi.
      Ad ogni modo, visto Massimo Degli Esposti che alla fine si poteva fare, anche stante la normativa attuale che richiede l’emissione di fattura? 😉

      • Mai negato. Però ripeto: è tanto comodo digitare o inserire i dati ogni volta che si fa un pieno? A me pare di no. Se poi il problema è condividere i dati sul contratto…Beh, siamo tutti schedati e profilati da tempo come giustamente dice lei.

      • Ehm.. no. Non funziona così Mauro.
        Senza entrare in troppi tecnicismi, la tua carta comunica con il gateway di pagamento, il quale autorizza la carta con l’issuer (visa, mastercard, circuito maestro / bancomat ecc).
        L’esercente ha quindi un token di pagamento. Nessun dato legato alla carta viene trasmesso all’esercente dall’issuer a meno che non sia l’esercente stesso a chiederlo al cliente (cosa che per evitare rogne con la PCI compliance meglio starci più alla larga possibile).

        Il provider di ricarica (l’esercente in questo caso) è una società privata e non può certo accedere ad altre vie per avere i tuoi dati.
        Ecco perchè è obbligato a chiederteli.

        • Quello che intendo dire è che, posto che l’esercente ha un identificativo di transazione che è univoco e che è condiviso con l’issuer, tramite il quale è avvenuta anche l’abilitazione per quel metodo di pagamento ai fini del cashback, tecnicamente è possibile che l’esercente comunichi una serie di id di transazione all’AdE (eventualmente per il tramite dell’issuer) e che l’AdE sia in grado di riconciliarle con l’identità del pagante, ai fini del tracciamento dell’operazione fiscale. Non dico che sia tutto già pronto, ma semplicemente che, se è già stato fatto per il cashback, potrebbe essere fatto anche per questo tipo di servizio.

          Anche perché, mi chiedo: ma se io fornisco un codice fiscale falso o errato al momento del pagamento alla colonnina, l’esercente accetta di emettere un tot numero di fatture false/errate? Ho qualche dubbio, perché poi la responsabilità dell’emissione di fatture errate è sua… Per cui, se un sistema già non c’è per saltare questo passaggio, credo che debbano trovarlo al più presto.

          Ma, mi chiedo: nello specifico, qualcuno ha provato a vedere come funzionano le due colonnine Free To X che consentono questo tipo di pagamento?
          E per le Ionity, è vero che consentono di farlo, come dice l’articolo? A me un po’ ha stupito quell’affermazione.

          • Se fornisci un CF falso l’esercente non può farci nulla. E dal suo punto di vista ha adempiuto al suo dovere di sostituto d’imposta.
            Perchè chi ci “rimette” a fornire il CF errato sei tu che “paradossalmente” stai pagando con soldi tuoi a nome di un altro.
            Esempio in farmacia. Puoi scaricare le spese sul CF che dai al farmacista.
            E sarà quel CF a godere della detrazione all’atto della dichiarazione.
            In questo caso specifico non ci sono vantaggi per il cliente a ricevere la fattura quindi non cambia davvero nulla. Sono quei tipici esempi di italica “burofollia”.

            Sul cashback mi cogli impreparato. Pensavo fosse integrato nel canale già esistente banca-AdE. E quindi si torna al punto di partenza che l’esercente non ha i dati per emettere eventuale fattura.

            (e si torna sempre al fatto che è ridicolo dover emettere fattura per l’erogazione energetica… e sarebbe un semplice cavillo da rimuovere)

          • @Endyamar
            peccato che non sia proprio così. Lasciando perdere il caso del CF in farmacia (lì è proprio un altro sistema ed ha a che fare con le detrazioni, la farmacia ha adempiuto all’obbligo fiscale con la semplice emissione dello scontrino), se io emetto fattura a Tizio sbagliando il codice fiscale, o mettendo il CF in realtà di Caio, sono io passibile di sanzione per falsa/errata fatturazione. Sì, lo so, è assurdo, perché potrei essere vittima di dolo, ma è così. Questa cosa è molto sentita in azienda da me e la validazione dei dati di fatturazione del cliente è un’operazione che ci porta via tantissimo tempo proprio perché vogliamo evitare problemi. Ora con la fatturazione elettronica i rischi di indicare dati errati in fattura si sono abbassati (perché la fattura viene scartata a priori in molti casi), ma nel caso specifico in cui il gestore della colonnina necessariamente emetterà fattura DOPO avermi erogato la corrente, se i dati forniti sono sbagliati è già troppo tardi. Puoi fare un controllo formale del CF ricevuto, ma non puoi fare una verifica in anagrafe tributaria di esistenza di quel CF o comunque verificare che chi è davanti a me sia davvero la persona che dice di essere e non un’altra.

            Pertanto, a mio parere il problema sussiste ed un modo per stabilire in modo automatico l’identità dell’acquirente a partire dalla carta di pagamento devono trovarlo (ed in parte, ribadisco, ce l’hanno già, con il meccanismo che hanno messo in piedi per il cashback… anche se varrebbe solo per gli italiani). Oppure, certo, cambiare il requisito di dover emettere fattura.

          • Scusi se mi intrometto, senza troppa competenza. A me risulta che la fatturazione non sia richiesta per tracciare il consumatore finale, ma per tracciare gli incassi del gestore che potrebbe anche utilizzarla per altri scopi. Come ho spiegato più volte l’energia elettrica non è un bene fisico che si scambia con documentazione allegata, ma un servizio che si eroga attingendo da una rete condivisa.

          • @Massimo Degli Esposti: certo, ma i dati indicati in fattura devono essere corretti, solo così l’Agenzia può far quadrare flussi in ingresso e flussi in uscita, ai fini anche (e soprattutto) di contrastare l’evasione fiscale. Che poi è uno dei cavalli di battaglia della fatturazione elettronica. Per cui la correttezza dei dati del cessionario/committente è tanto importante tanto quella del cedente/prestatore, soprattutto (chiaramente) se il cessionario è esso stesso una partita IVA, nel qual caso egli stesso ha pure l’obbligo di conservazione a norma delle fatture ricevute (oltre che di quelle emesse). La fattura non è uno scontrino fiscale, dove i dati dell’acquirente non sono importanti (tipicamente non sono proprio presenti).

          • Dunque lei mi sta dicendo che questa grande soluzione semplificata di pagamento con carta di credito o bancomat implica enormi problemi burocratici e rischi anche per i gestori?

          • @Massimo Degli Esposti: mi sembra di essere stato abbastanza chiaro nel dire che eseguire pagamenti con carta di credito o debito ed identificazione del cliente automatica (senza inserire dati aggiuntivi), ai fini dell’emissione di una fattura, è tecnicamente fattibile già da oggi, se coordinato dalle parti in gioco, come del resto è stato fatto per il cashback. Per molti almeno, se non per tutti. E se lo facciano già o meno, lo ignoro. Altre soluzioni che richiedano di inserire dati aggiuntivi le trovo difficili da gestire anche per il fornitore, oltre ad essere scomode.
            Senza nulla togliere alle tessere RFID, che danno anche altri vantaggi. Ma per il novizio e per l’utente occasionale, consentire il pagamento anche con semplice carta di pagamento non sarebbe male.
            La proliferazione di app, invece, la trovo deleteria.

          • @Mauro da quel che ne so io le cose sono un po’ diverse sul tema fatturazione e contrasto all’evasione. Ma non è questa la sede adatta.. siamo completamente OT.
            Fermo restando che tutti concordiamo che rfid e meno app sia la soluzione più comoda per tutti. O meglio ancora il plug and charge.

            Ti lascio solo alcuni appunti. Premetto che NON sono un commercialista ma per lavoro ho a che fare con gestionali.
            – Il tuo ragionamento sulla necessità di avere dati corretti è verissimo e validissimo quando si ha a che fare con aziende (B2B).
            – E’ altrettanto vero quando si ha a che fare con privati CON I QUALI si ha un contratto. Esempio una fornitura ricorrente, un noleggio, cose di questo tipo. Perchè? Perchè devi essere certo di poterli rintracciare se non pagano.
            – Nel caso di pagamento one shot, è irrilevante. Hai già preso i soldi. E hai collezionato l’IVA quindi il tuo adempimento come sostituto d’imposta verso lo Stato lo hai fatto. Hai emesso fattura quindi il flusso contabile c’è. Il pagamento è tracciato (in questo caso) quindi è mitigato sia il nero che l’evasione.
            – I flussi della fatturazione elettronica comprendono i codici necessari per fatturazione a stranieri quindi non si pone il problema.

            Il discorso nero/evasione c’è facendo movimenti particolari sul ciclo passivo. Ecco la necessità di maggiore attenzione nel caso di B2B.

            Ma ai fini dell’articolo è irrilevante quindi possiamo fermarci qui per non tediare gli altri. 😀 😀

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome