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Pagaiare stanca, ma c’è il kayak elettrico

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Anche i kayak vanno in elettrico. Può sembrare strano visto che lo sforzo fisico è una componente fondamentale per gli atleti che pagaiano, ma c’è  chi lo fa per muoversi in acqua, in particolare per pescare. E le aziende si adeguano. 

I pescatori devono tenere le mani libere e il loro obiettivo è portare a casa il pesce, non pagaiare. C’è anche chi deve percorrere lunghe distanze e non ha la forza fisica necessaria. Questa condizione spiega l’utilizzo sempre maggiore del motore elettrico nei kayak. “Da diversi anni le persone montano piccoli motori fuori bordo, ma soprattutto negli ultimi due anni si è visto un maggior interesse verso questo tipo di soluzione ed alcune aziende come la nostra – la GalaxiKayaks – si sono attrezzate con la realizzazione di scafi già motorizzati, pronti all’uso“. A parlare è Mik Sweenej che rappresenta l’azienda nata dieci anni fa in Gran Bretagna, poi traslocata in Spagna e che ora  ha aperto  centri  in diversi Paesi europei. In Italia è presente a Firenze dove si occupa di allestire gli scafi, prepararli secondo le esigenze del cliente e poi spedirli a domicilio.

Lo vogliono soprattutto i pescatori

Ma a chi serve un kayak elettrico? “Principalmente ai pescatori, ma anche a chi deve percorrere lunghe distanze. Noi siamo interessati a promuovere questa attività sportiva che può essere praticata dai 10 ai 90 anni e con il motore elettrico si amplia notevolmente la platea degli utilizzatori. Non tutti, infatti, hanno la mobilità e la forza fisica necessaria per pagaiare e per sopportare certi sforzi – spiega Sweenej -. Inoltre, si tratta di un’attività a zero impatto ambientale, un rapporto molto diretto con la natura”. Ma si tratta di un fenomeno nuovo? “Negli ultimi anni molte persone hanno montato un piccolo motore fuoribordo e negli ultimi due le aziende hanno iniziato a realizzare kayak elettrici. Ci siamo convinti anche noi”, conclude Mik. Per quanto riguarda il prezzo, l’ultimo modello Wahoo, a breve intercambiabile anche con una pedaliera, è in vendita a 1399 euro più il costo della batteria; non è necessario fare collegamenti coni cavi grazie ai connettori già predisposti. L’autonomia? Con una batteria da 80 Ah si percorrono circa 30 km mentre il motore ha una potenza di 1kw e pesa poco più di 6 kg.

Altre proposte e il fai da te 

Non può mancare il motore della Torqeedo dove però i prezzi sono più alti e vanno dai 1550 euro in su. Il modello Ultralight 403 che come si legge nella scheda tecnica “Può essere montato sui kayak dei marchi più famosi senza alcuna difficoltà, e con  particolari piastre d’adattamento su quelli di marchi meno blasonati”. I costruttori tedeschi puntano sulla leggerezza: 7Kg batteria inclusa. Il motore, la batteria e tutti i comandi sono impermeabili, per poter durare a lungo. La potenza del motore è  comparabile ai  2 cavalli di quello a combustione.

Il motore Aquamarina

Una proposta decisamente più economica è quella dell’americana  Skimmer  che propone due versioni: una per i kayak più  corti che vanno ad una velocità di 2/5 miglia orarie e quello più potente che garantisce 3/6 miglia. Il prezzo va dai 340 ai 390 dollari più le spese di spedizione.  Economici anche i modelli Aquamarina come  T-18 Electric Rolling che si può acquistare anche sotto i 200 euro, pesa 8 kg però con una potenza inferiore a 1 kw.  Ma se volete deliziarvi con la fantasia, su You Tube si fa il pieno di tutorial sul motore fai da te, con artigiani e ingegneri che motorizzano il kayak nel garage di casa. Naturalmente non si è a norma; con tutte le conseguenze del caso.