Otto data center in altrettante location (probabilmente impianti dismessi) di proprietà dell’Enel. Tra i motivi che spingono in Borsa il titolo del gruppo romano c’è anche questo.

Otto data center in siti industriali già disponibili
In tempi di intelligenza artificiale i data center assumono una rilevanza ancora più strategica. L’Enel, nel Piano 2026-2028 presentato lunedì dall’ad Flavio Cattaneo, ne parla diffusamente come uno dei principali driver di crescita. Spiegando che “il Gruppo gode di un significativo vantaggio competitivo. In qualità di player integrato di primaria rilevanza in diversi Paesi, può infatti offrire agli operatori di Data Center siti industriali già disponibili (otto sono già stati identificati), connessione alla rete elettrica e fornitura di energia a lungo termine (tramite PPA)”. Un’opportunità che non è sfuggita agli analisti finanziari: “L’interesse degli investitori sta crescendo per le soluzioni energetiche di Enel basate su intelligenza artificiale e il forte aumento della domanda di energia dai data center... Il management sottolinea che sono in corso discussioni su progetti in otto siti, ben al di sopra delle aspettative“.
In campo anche Star Energia: “Carichi energetici da fronteggiare in modo sostenibile”
La rapida diffusione di applicazioni basate su intelligenza artificiale, edge computing e Internet of Things sta determinando un aumento senza precedenti dei carichi energetici. Concentrati in specifiche aree territoriali. I data center, ormai riconosciuti come infrastrutture critiche, necessitano di soluzioni in grado di garantire continuità operativa. Star Energia si propone come interlocutore industriale per affrontare la sfida attraverso l’integrazione tra impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo a batterie (BESS). Concepiti per ridurre la dipendenza dalla rete tradizionale e aumentare la resilienza complessiva delle infrastrutture digitali. “La crescita dei data center impone un cambio di paradigma nella gestione dell’energia”, spiega Mario Palma, CEO di Star Energia. “Non è più sufficiente garantire potenza disponibile. Occorre farlo in modo sostenibile, con modelli che integrino produzione rinnovabile, accumulo e sistemi intelligenti di gestione flussi da remoto o in loco”.

E il Parlamento sta lavorando a normare la materia
Intanto sul tema dei data center prosegue il lavoro della Camera per normare la materia. È stato approvato con insolita unanimità (243 i sì, nessun voto contrario e sei astenuti), la proposta di legge in un testo unificato. Titolo: ‘Delega al Governo per la disciplina, la realizzazione e lo sviluppo dei centri di elaborazione dati’. Il testo passa ora all’esame del Senato. Il provvedimento, di 4 articoli, delega l’esecutivo ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi. Per la disciplina dei centri di elaborazione dati, per il coordinamento delle procedure per la loro realizzazione e organizzazione. Nella nuova disciplina viene posta attenzione, in un ottica di crescita del settore dei data center, e di attrattività degli investimenti, alle semplificazioni amministrative. Oltre al consumo del suolo ed energetico.
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