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Ostaggi della Zity che monopolizza le ricariche

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Una Dacia Spring della Zity (gruppo Renault) in ricarica a Milano.

Ostaggi della Zity, che monopolizza le ricariche a Milano. Antonio segnala che le auto del car-sharing Dacia-Renault rendono difficile accedere alle colonnine. Vaielettrico risponde. Le vostre mail vanno inviate a info@vaielettrico.it .

ostaggi della Zity
La ricarica è terminata, ma la colonnina resta occupata.

Ostaggi della Zity: te le ritrovi in tutte le colonnine fast di Milano…

“Volevo segnalare l’arrivo di nuovi operatori nell’ambito dell’uso per ricaricare auto elettriche: ostaggi della Zity. Il servizio di affitto dell’auto  elettrica su Milano richiede di avere l’auto sempre pronta all’uso e con le batterie cariche. Fin qui niente di male. La società nello specifico ha diversi Driver che ricevono un compenso per ogni ricarica che effettuano. Che cosa succede nella pratica? Per aumentare il guadagno, mentre una Zity è allacciata alla colonnina, si va col monopattino a prendere una seconda auto. E la mettono in coda per allacciarla una volta terminata la prima. Se il tempo lo consente, anche una terza e quarta auto in coda. Questo su tutte le colonnine Fast della città. Non riesci più ad utilizzare una colonnina Fast. La parte peggiore è quella di lasciare l’auto allacciata anche se l’auto è carica al 100%. Chiaramente ho repertorio fotografico a supporto di quanto dichiaro. Grazie e cordiali saluti”. Antonio Fierro.

ostaggi della ZityIl Codice ti dà un’ora per rimuovere l’auto a fine ricarica…

Risposta. Bisogna rifarsi alle regole, che in questo caso sono di due tipo. La prima è dettata dal Codice della Strada, con la norma entrata in vigore il 10 novembre 2021. Prescrive non solo che non si può sostare nelle aree dedicate alla ricarica delle auto elettriche. Ma anche che “il divieto vale anche per gli stessi veicoli elettrici che non stanno effettuando la ricarica o se hanno completato da oltre un’ora l’operazione“. Quindi: nel caso in cui le auto non vengano rimosse entro 60 minuti (ma dubitiamo che sia così) si può chiamare la Polizia Municipale per la multa. La seconda regola è stabilita invece da chi gestisce la colonnina ed è un addebito extra che scatta, anche qui, dopo il 60° minuto dal termine della ricarica. Enel X Way, per esempio, a suo tempo ha stabilito una penalità che va da 9 centesimi al minuto per colonnine in AC (fino a 22 kW) ai 18 centesimi delle colonnine da 350. Ergo: se l’auto viene sloggiata entro un’ora dal fine ricarica, in genere non c’è nessuna sanzione. E immaginiamo che i ragazzi di Zity ne siano al corrente. Ovviamente se la società del gruppo Renault vorrà replicare questo spazio è a disposizione.

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28 COMMENTI

  1. Ho litigato di brutto col tizio che ho beccato a fare sta pratica, e lui sosteneva di essere in regola sulla base della normale coda che può formarsi a qualsiasi distributore: il prossimo carica quando quello prima ha finito. In questo modo secondo il codice non gli si può elevare nemmeno la multa, visto che ha tempo per fare tutte queste operazioni di creare la coda e gestirla senza che la colonnina sia occupata da un veicolo che non carica da un’ora. Inoltre dalle mie telefonate a comune e gestore, per entrambi il problema non c’è, fatto salvo il parcheggio in coda che potrebbe in alcuni casi essere sanzionabile. Personalmente farò così: cerco di convincerlo che è un abuso sequestrare una colonnina pensata per la collettività, se non ci sente, appena va via me la prendo con le sue macchine, con tanto di biglietto così i capetti sono informati, e se riesco gli blocco la ricarica. Eh, lo so, ma sempre meglio di un criccata sui denti, come si meriterebbe. Sono un buono, che ci posso fare…

  2. C’è qualcosa di strano vedendola foto nell’articolo. Sbaglio o durante le ricariche DC il sistema si blocca automaticamente all’80%?
    Sapevo poi che se si forza la ricarica dopo l’80 % questa non è più una ricarica fast ma normale…
    Quindi da 80 a 100% ci può mettere anche delle ore.
    Non conosco bene il funzionamento delle CCS perché la mia ha una Chademo, peraltro usata solo due volte per un viaggio fuori porta.

    • Confermo quanto detto nell’articolo, un vero e proprio scandalo. Questa azienda che opera anche in Spagna, se non sbaglio a Madrid ha delle grosse warehouse adibite a punto di ricarica per la loro flotta.
      Ovviamente in Italia, le varie Enel/ A2A ecc… ci guadagnano quindi guai a lamentarsi….

    • Possiedo una Hyundai Kona (munita di CCS). Posso impostare il limite di carica a qualsiasi percentuale. La carica procede senza interruzioni fino al limite impostato, che può essre 100%.
      Ma, il BMS della Kona, quando lo SoC arriva a 80% e 90, per qualche decina di secondi ordina alla colonnina di ridurre la potenza di carica a meno di 0.5 kW, per poi tornare ai livelli normali. Le colonnine di alcuni costruttori interpretano la riduzione di potenza a quasi zero come interruzione della carica (chiesta dall’auto) e quindi interrompono la carica.

  3. Ma lo volete capire? Le EV sono solo per ridurre il traffico perché lo sanno benissimo che ricaricarle è possibile per un numero limitato di persone. Se lo facevano per l’ambiente non iniziavano di sicuro con dei mezzi che producono altro inquinamento

  4. Dovrebbero obbligare le societa’ di questo tipo a installare una percentuale di colonnine (aperte a tutti) in base a quanti veicoli decidono di far girare in un determinato centro urbano.

    • Secondo me anche non aperte a tutti, l’importante è non monopolizzare le colonnine (altrimenti si rasenta il “boicottaggio” delle auto elettriche di proprietá dei privati cittadini senza p.d.r. personale..)

  5. Ero casualmente presente mentre un gestore di distributore di benzina (sul cui spazio era installata anche una colonnina di ricarica) si lamentava al telefono con il responsabile del car sharing proprio di questa pratica, che tra l’altro gli esauriva i parcheggi (normali) vicini.
    Ci sarebbe da fare una manovra coordinata utenti/gestori/locatori a sto punto, anche se forse ai gestori la cosa conviene?

    • Certamente conviene ai gestori della flotta Zity che potranno offrire auto sempre cariche al 100% e questo piacerà molto ai loro clienti. Tra l’altro la Diacia EV ha un batteria relativamente piccola per i clienti di Zity è importante sapere che molto probabilmente l’auto sara carica al 100%.
      Comunque concordo che tutto questo non è molto corertto e Zity dovrebbe avere parcheggi privati e attrezzati con walbox come per la società di noleggio https://ufodrive.com/en/ che ho personalmente provato.

  6. E tutto questo con “sole” 450 dacia spring ad aumentare un parco circolante “elettrico” non certo stratosferico. Curioso di vedere quando a milano le auto elettriche cominceranno ad essere veramente diffuse… 🙄
    Tutto questo assieme al fatto che per mettere una presa blu o peggio ancors una wallbox in un box privato collegata al contatore domestico poco ci manca e devi farti firmare una bolla papale e farla visitare da mattarella.
    Ci sarà da ridere. 🤦‍♂️

    • Leggendo gli interventi mi viene proprio da dire che allora è vero: bastano 450 vetture supplementari in strada, ad aumentare il numero di quelle che non possono ricaricare a casa, e “l’ecosistema” di milano ne risente in maniera evidente.
      Ok, tutta esperienza, facciamone però tesoro.
      Quante fast si contano attualmente in tutta la città? Qualcuno lo sa? 🙄

      • Le colonnine nella città metropolitana di Milano sono circa 1.000. Dovrebbero diventare 2.500 entro il 2025. Le fast sono circa 100. Sono dati di fonte AMAT.

        • Molto interessante, grazie.
          Però nella città metropolitana, cioè la peovincia di milano.
          Bisognerebbe capire il comune, perchè zity opera solo sul comune di milano se non erro.
          Immagino meno di 100 a sto punto, e non di poco. Ne conto a memoria almeno 4 da 50 kw nel comune dove abito. Se questo è il trend a milano città qualte ce ne sono? Venti? Ci credo che è un disastro allora.
          Dico sul serio, può essere uno spunto interessante, ma quello bravo in statistica sei tu. Dopo guardo su un paio di app e vedo se riesco a contare quante sono riportate sul territorio del comune. Spero che scoprirlo non sia sconfortante. 😂

          • mio modesto parere: le fast in città non sono una priorita’. A Milano carico sempre di notte in una delle 3 AC a meno di 200 metri da casa

          • -e fast in città non sono una priorita’.-

            E ci sta anche questo, concordo. Però ci vogliono per gestire il flusso dei “frettolosi” e delle urgenze. A me interessava però il dato statistico, su cui tu sei più ferrato. Dal tenore dell’articolo e dei commenti è chiaro che “buttare in strada” anche solo 450 vetture in sharing con 100 colonnine fast crea squilibrio. Chiaro che servirebbe sapere quante bev “senza box” circolano per Milano. Ripeto: è una curiosità statistica e numerica, il fatto che le fast in ambito urbano servano relativamente poco lo penso pure io.

            -A Milano carico sempre di notte-

            Beh certo 😉😂 se davanti al naso hai persino tutta la notte… chiaro che “hai vinto”.

            Su tutto, se io fossi un giornalista di settore 🧐🧐🧐 sarei curioso di sentire zity in merito alle loro “strategie di ricarica”. Perché a questo punto direi che è abbastanza evidente che di per sé il problema esiste e alla fine dei finali sono poi loro che lo stanno creando. Io una mail gliela scriverei. 🤭

          • Lo faremo. A Bologna le auto elettriche del car sharing Corrente vengono ricaricate in aree dedicate. Mi sembra molto più razionale dal punto di vista logistico.

        • Juicepass segnala effettivamente 100+ colonnine con potenze superiore ai 22 kW sul territorio del comune di Milano. Cosa che comunque vuol dire che per ogni colonnina ci sono circa quattro vetture solamente di zity (che non può ricaricare a casa…). Qualcosa mi dice che le 2500 colonnine previste entro il 2025 saranno presto insufficienti… mannaggia…

          • Ah no, scusa. 2500 in tutto. Peggio ancora… 🙄
            In ogni caso è evidente che Zity adotta delle strategie di ricarica che non funzionano. Sarebbe curioso vedere cosa dicono segnalandogli l’articolo… 🤭

  7. Non è possibile…
    Fatta la legge, trovato l’inganno. Anzi, trovato un mestiere.
    Dato il fatto che ci siano persone che hanno il tempo di racimolare qualche euro in questo modo, come gli ormai ex scrocconi delle ricariche gratis, fa riflettere.
    Prevarrà la disoccupazione o la patologia?

    • Immagiono anche il nuovo mestiere di posteggiatore-EV. Gli lasci le chiavi della macchina e mentre sei al lavoro, o a fare spese, si preccupa di portarla presso una colonnina per ricaricarla. Tra l’altro ho notato che il software della mia Kona ha la funzione “Valet mode”, molto utile per questo tipo di servizio.

  8. Anche io più volte ho rilevato questo comportamento “scorretto” monopolizzando le colonnine e quando mi capita chiamo il loro supporto clienti segnalando la cosa e il suppporto clienti ha contattato l’addetto per sollecitare la sua rimozione. ho anche scritto ad uno dei responsabili di cui ho trovato i riferimenti via linkedin per segnalare questo comportamento. per un po’ la situazione sembrava migliorata

  9. Come al solito regole “pensate male” portano a risultati non dei migliori.
    Abitando in grandi città è praticamente obbligatorio avere la possibilità di ricaricare a casa.

    • /// abitando in grandi città è praticamente obbligatorio avere la possibilità di ricaricare a casa \\\ Ancora di piú nei centri abitati piú piccoli, dove le colonnine vengono installate con il contagocce vista la minore convenienza ma al tempo stesso le auto sono spesso indispensabili vista la situazione dei mezzi pubblici..

      • Non concordo (io carico esclusivamente fuori, a Milano e con una Tesla e 30k km/anno) ma sicuramente c’è da smuovere molto i regolamenti per l’installazione in box condominiali. Gli amministratori non sanno nulla e nel dubbio, fanno muro: mi è capitato già due volte, e per far valere i propri diritti serve tempo, tempo, tempo e ancora tempo.

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