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Osservatorio Nomisma sull’Ev Mobility: l’Italia è pronta

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Da sinistra, Paolo Ghinolfi, Fabrizio Togni, Mauro Tedeschini, Silvia Zucconi, Luca Dondi

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Per l’Osservatorio Nomisma sulla mobilità smart e sostenibile, presentato ieri a Milano, gli italiani sono attenti ai problemi ambientali e sono pronti a passare alle auto elettriche e condivise. Ma chiedono prezzi più accessibili, incentivi, infrastrutture di ricarica.

Una rivoluzione non passeggera

”La forte dinamicità che sta attraversando e rapidamente ridisegnando la filiera della mobilità sostenibile rappresenta un fenomeno relativamente nuovo ma non passeggero, complici i tre principali attori del mercato: produttori, consumatori (singoli cittadini e imprese) e legislatore – commenta Luca Dondi, amministratore delegato di Nomisma – L’aumento dell’offerta di veicoli e servizi green, unito al cambiamento di bisogni, necessità e priorità dei consumatori e agli indirizzi politici, tanto a livello europeo quanto nazionale e locale, rappresentano le determinanti per l’affermazione e la crescita della filiera della sostenibilità.

Luca Dondi

È in questo contesto che l’Osservatorio Mobilità Smart & Sostenibile di Nomisma svolge il ruolo di trade union tra i diversi target interessati dal fenomeno, con l’obiettivo di dar loro voce e facilitarne la comunicazione”. Il progetto dell’Osservatorio Mobilità Smart & Sostenibile di Nomisma, sviluppato con il sostegno di Bper Banca, Sifà, UnipolSai e AlfaEvolution e con la collaborazione di Vaielettrico.it, si propone come strumento per il monitoraggio continuativo della mobilità smart, sostenibile ed elettrica, con lo scopo di supportare la sensibilizzazione e la definizione di politiche di promozione alla luce delle informazioni sul mercato e dei modelli di consumo in Italia.

Ev, gli italiani le conoscono bene

Al tavolo, da sinistra, Paolo Ghinolfi, Fabrizio Togni, Mauro Tedeschini, Silvia Zucconi e Luca Dondi

Dunque, a che punto siamo in Italia? Da una parte, i dati del ministero dei Trasporti mostrano un rallentamento del mercato auto in Italia (da gennaio a ottobre -3,21% immatricolazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente); dall’altra però, nei primi 10 mesi di quest’anno aumentano, rispetto al 2017, le vendite di mezzi con tecnologie di propulsione alternative. E anche auto elettriche e ibride conquistano quote di mercato: le prime rappresentano il 4,4% del totale delle vendite, segnando un +1,2 punti rispetto ai primi 10 mesi del 2017; le seconde lo 0,3% (+0,2 punti rispetto ai primi 10 mesi del 2017). Ma quanto ne sappiamo? Secondo l’Osservatorio Mobilità Smart & Sostenibile di Nomisma, i cui risultati sono stati illustrati da Silvia Zucconi responsabile market intelligence di Nomisma,  a conoscere i veicoli (auto, moto, scooter, monopattini, biciclette) ibridi o ibridi plug-in  è il 39% degli italiani, percentuale che sale al 44% se si considerano anche quelli elettrici.

Chi guida veicoli con tecnologia di propulsione elettrica o ibrida, lo fa soprattutto spinto da incentivi e agevolazioni spesso messe in atto dalle amministrazioni locali. Quasi 4 utenti su 10 affermano di ricorrere al trasporto ”green” per i vantaggi e le facilitazioni di cui possono usufruire: tra questi, spiccano la possibilità di accedere liberamente al centro città o in zone a traffico limitato (17%), il diritto a parcheggi gratuiti (8%), l’esenzione del pagamento del bollo (7%) e i sistemi di incentivi per l’acquisto (5%). Solo il 6% cita la comodità di guida _ e nessuno il divertimento _ , che pure, oggettivamente, sono fra le migliori qualità dei veicolo Ev.  Nella scelta di utilizzare veicoli ad alimentazione ibrida o elettrica è comunque fondamentale l’attenzione all’ambiente e la volontà di ridurre l’inquinamento, indicato come fattore trainante dal 25% degli italiani.

Troppo care e poco servite

Viceversa il principale motivo del non utilizzo ricompatta abbastanza gli italiani: l’eccessivo costo è citato dal 29% del campione (unito alla mancanza di incentivi raggiunge il 44%), mentre inadeguatezza della rete di ricarica e scarsità dell’offerta di modelli sono al 15% ciascuno. Anche qui un dato sorprendente: la mancanza di un luogo per la ricarica è citato solo dal 10% degli intervistati pur essendo, a giudizio unanime, la condizione sine qua non per acquistare un’auto elettrica.

Ma ci sono ambiti di miglioramento e riguardano soprattutto l’adeguamento delle infrastrutture a supporto della nuova mobilità. Il 79% di chi utilizza questi veicoli riconosce nella necessità di installare la wall box il principale ambito di miglioramento, seguono i costi di acquisto e la presenza ancora non adeguata di punti di ricarica, entrambi indicati dal 74% degli italiani.

La presenza di elementi ancora da affinare non inficia la probabilità di continuare ad utilizzare veicoli ibridi o elettrici nei prossimi 12 mesi fra chi li ha già sperimentati: secondo la ricerca Nomisma, il 53% degli italiani lo farà sicuramente o quasi. Elevata anche la percentuale di chi consiglierà, ad amici o colleghi, l’uso di questi mezzi (61%).

Tanta voglia di condivisione

La ricerca affronta anche il tema della mobilità condivisa. Perché non cambiano solamente i veicoli, ma anche le modalità con cui ci si sposta. Non più auto privata, o almeno non solo: il suo utilizzo viene infatti affiancato e in parte sostituito (accade per il 44% di chi utilizza questi servizi) da modalità di trasporto pay-per-use, a cui si ricorre principalmente nel tempo libero, per brevi spostamenti o per viaggi di lavoro.

Irene priolo

In questo contesto è utile evidenziare anche i motivi che, negli ultimi 12 mesi, hanno condotto l’86% degli italiani a non utilizzare car/bike/scooter sharing, car pooling o altre forme di mobilità condivisa ma solo il 31% afferma di non essere effettivamente interessato.  Il 21% invece  non trova un’offerta soddisfacente di veicoli o utenti con cui viaggiare, e il 14% è ostacolato dalla scarsa dimestichezza con i sistemi prenotazione/noleggio. Il numero di veicoli in condivisione è stimato in 47.700 unità (2017), di cui l’83% sono biciclette, il 16% automobili e l’1% scooter. Cresce il numero dei mezzi elettrici nelle flotte, passando da circa 620 del 2015 a circa 2.200 del 2017 con una quota sulla flotta complessiva salita dall’11% al 27% in due anni. Il fenomeno del car sharing coinvolge oltre 1 milione di iscritti e sono 12 le città dove è attivo un servizio di car sharing elettrico. Il car poolong coinvolge addirittura 3 milioni di concittadini.

Sostenibilità e solvibilità a braccetto

“I tentativi di ridurre l’impatto delle sostanze inquinanti passano in buona parte attraverso la qualità della mobilità urbana, ragione per cui abbiamo supportato insieme ad altre aziende la ricerca di Nomisma – dichiara Fabrizio Togni, direttore generale di Bper Banca – A questa attività si associano altre iniziative della banca utili a ridurre gli spostamenti dei dipendenti, tra cui la definizione del Piano spostamento casa-lavoro, la più frequente organizzazione di videoconferenze e il rinnovo della flotta aziendale secondo criteri green”.

Bper conta 12 mila dipendenti ed è impegnata a ridurre le emissioni di CO2 legate al suo business. L’impegno per la sostenibilità, ha aggiunto Togni, è uno degli elementi che Bper tiene in considerazione per valutare l’affidabilità creditizia dei debitori.  Paolo Ghinolfi, amministratore delegato di Sifà (Società Italiana Flotte Aziendali controllata da Bper), ha sostenuto che ”per un’azienda come Sifà, avvalersi degli strumenti della ricerca è sempre importante, sia per comprendere in profondità le dinamiche degli scenari di mercato sia per affiancare imprese e professionisti in cerca di forme di mobilità più evolute e sostenibili. A tal proposito, abbiamo studiato soluzioni innovative che uniscano i vantaggi e la facilità di utilizzo dei veicoli elettrici e ibridi con la flessibilità e la convenienza della formula del Noleggio a Lungo Termine”. Ha convenuto con Dondi sul fatto che le flotte aziendali debbano essere la miccia d’innesco della rivoluzione elettrica (ogni mezzo percorre in media 41 mila chilometri all’anno, contro i 12 mila dei mezzi privati) ma ritiene che la transizione debba essere sostenuta da adeguate infrastrutture di ricarica, incentivi e un’azione coordinata delle autorità politico amministrative. In conclusione un fuori programma: l’intervento dell’Assessore alla mobilità del Comune di Bologna Irene Priolo, a sorpresa presente in platea.

Bologna chiama, Enel batti un colpo

Irene Priolo

L’Assessore ha annunciato per la fine dell’anno il nuovo piano per la mobilità sostenibile, imperniato sull’accelerazione della diffusione dei veicoli elettrici (a breve entreranno in servizio 36 nuovi taxi Ev e il car sharing Corrente potrà contare si 240 veicoli) e l’introduzione dei tram. La ZTL verde (bando totale alle auto inquinanti) scatterà nel 2025 e nel frattempo l’amministrazione si mobiliterà per creare in città l’ambiente ideale per la circolazione dei mezzi elettrici. “Abbiamo velocizzato le procedure autorizzative per l’installazione delle colonnine pubbliche e punteremo sulla diffusione degli impianti di ricarica domestici nei garage privarti e condominiali. Oggi in due mesi siamo in grado di dare il via libera alle colonnine, però poi l’Enel ci mette sei mesi per installarle: anche i gestori devono fare la loro parte”.