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Osservatorio Focus2R: boom delle due ruote in città

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I dati principali che emergono dal report annuale sulla mobilità urbana di Focus2R sono inequivocabili: l’Italia punta decisamente sulle due ruote. Anche elettriche. Si tratta di una tendenza già evidenziata prima della pandemia, che oggi, numeri alla mano, sembra subire una nuova accelerazione.

Questo è quello che emerge dal sesto rapporto dell’Osservatorio Nazionale Focus2R – ricerca promossa da Confindustria ANCMA con Legambiente – che fotografa il rapporto tra le amministrazioni comunali e la mobilità su due ruote. Evidenziando le politiche introdotte dai principali capoluoghi di provincia italiani per favorire gli spostamenti di ciclisti e motociclisti.

Un rapporto in continua evoluzione, che si va intensificando di pari passo con i cambiamenti profondi in atto nella concezione moderna e sostenibile di mobilità urbana. Un costante sviluppo della cultura del “muoversi” che apre interessanti scenari presenti e futuri. E che non sempre riscuote l’attenzione dovuta.

Il tema della mobilità elettrica è certamente uno dei più “caldi” del momento. E infatti è stato esaminato dal report dell’Osservatorio. Una realtà tangibile delle nostre città, che le amministrazioni non possono più ignorare. Anzi, spesso faticosamente, provano ad incentivare.

E-bike, che passione

Parlando di mobilità sostenibile, il report evidenzia, per esempio, come la domanda di e-bike sia in costante aumento. Nel 2020 (anno di riferimento del report), la crescita nelle vendite è stata del 44% rispetto al 2019. E nei primi sei mesi del 2021, si è toccato un +12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Un dato che segue il trend positivo della mobilità a pedali in generale, se è vero che nel solo 2020 in Italia sono state vendute più di 2 milioni di biciclette.

Questa propensione dei cittadini verso le e-bike è incentivata anche dal buon operato di diversi Comuni, che si adoperano per realizzare nuove piste ciclabili e ciclopedonali, garantire l’accesso delle bici sui mezzi pubblici e allestire postazioni di interscambio presso le stazioni ferroviarie o le scuole/università. In maniera più attenta e con sempre maggiore continuità, secondo il report.

Sharing: il testa a testa e-bike-monopattini

Il bike-sharing è un’altra realtà che funziona, leggendo i dati di Focus2R. Anche se non cresce esponenzialmente. Un po’ a causa dello stallo provocato dalla crisi pandemica, un po’ perché da poco entrata in competizione con un nuovo servizio di condivisione: quello dei monopattini elettrici, mezzi sempre più diffusi nelle nostre città.

C’è da dire comunque che i servizi di bike-sharing sono sì inferiori rispetto ad alcuni anni fa ma il numero dei mezzi a disposizione dei cittadini è triplicato.

Il tallone d’Achille della “ricarica” resta però tale. Il report Focus2R evidenzia, infatti, come sia calata la percentuale delle città dove sono disponibili punti di ricarica per le biciclette a pedalata assistita: dal 38% del 2015 al 33% del 2020 (era il 35% nel 2019).
La maggior parte dei punti di ricarica si concentra in pochi centri, in particolare Trento e Padova. Iinsieme, contano quasi l’80% del totale. In ogni caso, 13 Comuni sui 23 che ne possiedono non superano i cinque punti di ricarica e soltanto 6 Comuni ne hanno più di dieci.

Scooter e motocicli, una spinta in più sull’elettrico

Il “desiderio” di due ruote investe in generale anche il grande calderone dei motocicli. E questo nonostante i tempi difficili della pandemia. Le immatricolazioni delle due ruote a motore nel 2021 hanno fatto registrare un +21% rispetto allo scorso anno. Secondo il report Focus2R aumentano in particolare le richieste di scooter, i più amati da chi vive e lavora tra le mura cittadine.

Anche sul fronte a zero emissioni lo sviluppo del settore sta accendendo l’attenzione di tutti. Il 2021 si è chiuso per il mercato italiano con un sostanziale pareggio nelle vendite rispetto al 2020 (+0,5%), con un ribasso dei ciclomotori ma un rialzo di scooter e quadricicli elettrici. Visti i tempi, un buon risultato. E comunque in netto miglioramento rispetto al 2019.

Per il futuro molto dipenderà dalla qualità dell’offerta (e in questo senso piccoli e grandi costruttori sono costantemente al lavoro) ma anche da quanto le amministrazioni locali sapranno operare a beneficio del settore. Introducendo maggiori incentivi economici, ad esempio, ma anche, e soprattutto, aumentando e migliorando l’infrastruttura delle ricariche pubbliche.

Il report evidenzia come, anche se lentamente, il numero dei punti di ricarica in Italia sia più che raddoppiato negli ultimi tre anni. Anche perché oggi è maggiore la percentuale dei Comuni che ne sono dotati (dal 42% del 2015 al 62% del 2020).

I miglioramenti investono anche i servizi di moto/scooter sharing, disponibili oggi in 9 Comuni (Brescia, Genova, Grosseto, Firenze, Milano, Lecce, Rimini, Roma e Torino), due in più rispetto al 2019.
Seppur limitato a poche città, il numero complessivo di veicoli in condivisione comincia ad avere una certa consistenza. Milano fa da apripista, con 4.532 unità (quasi il doppio rispetto al 2019).

Mobilità urbana e sostenibile, c’è ancora da lavorare

In definitiva, per il settore elettrico c’è quindi ancora parecchia strada da fare, e i numeri rimangono impietosi rispetto al mercato delle due ruote a motore. Ma intanto gli ingranaggi continuano a funzionare e i riflettori sono sempre più accesi sul tema.

I nodi da sciogliere principali – e questo vale per l’intero settore delle due ruote – sono soprattutto legati al miglioramento complessivo delle politiche a favore della mobilità urbana. Il report denota infatti una certa indifferenza dei Comuni verso la carenza dei parcheggi e ancora troppa poca attenzione alla sicurezza.

«Il lavoro del Focus2R – ha commentato il presidente di ANCMA Paolo Magrici consente ancora di accendere un riflettore sulle buone pratiche e, soprattutto, sulle zone d’ombra che interessano la pianificazione della mobilità urbana. Nella speranza di innescare contaminazioni e condivisioni tra i Comuni. E lo fa in un momento contraddistinto da un grande desiderio di due ruote e da una nuova domanda di mobilità individuale, che rafforza ulteriormente il ruolo delle biciclette e dei motocicli». 

«Le due ruote _ concliude Magri _sono oggi una soluzione. Tutti gli indicatori del report rendono urgente e necessaria da parte del legislatore e dei governi locali una maggiore attenzione in favore di questa mobilità. E della sua integrazione con le altre soluzioni di trasporto”.

> SCARICA QUI IL REPORT

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2 COMMENTI

  1. Intanto l’Italia vieta i monopattini con sella. Un nonsense.

    Prima hanno reso le bici elettriche con acceleratore (quindi senza bisogno di pedalare affatto) fuorilegge, poi questo.

    Ritengo che alla motorizzazione civile siano dei sadici, ma tanto sadici.

    Come scusa dicevano che altrimenti sarebbero stati ciclomotori.

    Balle, se un veicolo va a 25 chilometri orari e ha poca potenza non può essere definito come uno scooter.

    Non è certo la sella o l’acceleratore a fare il ciclomotore ma velocità e potenza.

    E i sadici delle motorizzazione lo sanno perfettamente.

    Godono delle altrui fatiche.

    Ma la fatica è un cancro che va abolito. Alla faccia dei sadici che ne fanno apologia (ma solo per gli altri) sghignazzando maleficamente.

  2. Ottimo, nelle città si potrebbe quasi annullare il traffico e soprattutto l’inquinamento, sempre che le amministrazioni locali intimo a quello

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