Ordini di elettriche +50% con la guerra in Iran, dice Renault


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Ordini di elettriche +50% con la guerra in Iran e il conseguente aumento di benzina e gasolio. Lo dice la Renault per bocca del n.1 Francois Provost.

Ordini di elettriche +50%, aggiunti nuovi turni di produzione

Ordini di elettriche +50%
FRancois Provost ha sostituito Luca De Meo alla guida di Renault.

L’impennata di ordini ha preso in contropiede la stessa Renault,che sta valutando la possibilità di aggiungere ulteriori turni di produzione nella seconda metà dell’anno. In particolare negli stabilimenti di veicoli elettrici a Douai e Maubeuge, in Francia, e a Novo Mesto, in Slovenia. Provost ha affermato che al momento l’azienda non ha problemi di approvvigionamento di batterie. Ma sta comunque lavorando intensamente per soddisfare la domanda di veicoli elettrici, istituendo una task force per affrontare la questione. Provost ritiene che quando la guerra in Iran finirà e i prezzi del carburante scenderanno, il forte interesse per le EV diminuirà. Ma il ritmo del passaggio all’elettrico continuerà ad accelerare. E i dati delle ultime settimane sono piuttosto impressionanti, in particolare nei due mercati continentali più importanti. La Francia in maggio ha visto le vendite di EV aumentare del 97,2%, a 37.412 unità, al 29% di quota. Mentre in Germania la crescita ha sfiorato il 40%.

In Francia prezzi incredibili per la ricarica

Ordini di elettriche +50%

 

Per fronteggiare la crescente domanda di auto elettriche, anche la Renault ha scelto di allearsi con partner cinesi. A breve il produttore di batterie Envision AESC dovrebbe iniziare a sfornare batterie litio-ferro-fosfato (LFP) nello stabilimento di Douai. Le LFP sono molto più economiche delle tradizionali batterie per veicoli elettrici, non utilizzando cobalto e nichel, e stanno dominando il mercato cinese. La richiesta di auto elettriche delle ultime settimane è spinta dal fatto che, mentre il prezzo della benzina aumenta, il costo della ricarica è stabile, se non in diminuzione. In Francia, in particolare, si assiste a finalmente a una vera concorrenza tra i vari gestori. Con offerte che appaiono incredibili viste dall’Italia. Lidl, per esempio, in giugno ha abbassato a 0,27 euro al kWh il costo delle colonnine fast. E c’è chi ha calcolato che, con quel che costa un litro di gasolio, allo stesso prezzo in elettrico si fanno 100 km.

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Visualizza commenti (6)
  1. Pure in Francia ci son persone con un po’ di capelli grigi che si ricordano bene le conseguenze di una “guerretta” di poche settimane, che raddoppiò il costo della benzina .nel 1973…
    Questa guerra attuale blocca i due canali diretti verso l’Europa ma pure verso tutto il quadrante est del pianeta (Cina, Giappone, Australia, Indonesia etc etc) e per ora ha determinato solo un piccolo aumento dei prezzi nella speranza che possa terminare rapidamente; purtroppo i danni che sin’ora e quotidianamente vengono inferti agli impianti di estrazione/raffinazione/distribuzione dei prodotti petroliferi (contiamo pure quelli tra Russia ed Ucraina) faranno si che alla lunga, dopo l’estate, faremo i conti con la drammatica realtà della carenza di alcuni prodotti petrolchimici (consideriamo pure gli indispensabili -purtroppo!- concimi chimici) e verificheremo che gli aumenti dei costi son definitivi.
    L’unica ancora di salvezza è aumentare continuamente le produzioni da F.E.R.+accumuli e la conversione di tutti i consumi di energia dagli idrocarburi all’elettricità, specialmente se auto-prodotta.

    In Francia sicuramente sono tanti coloro che hanno possibilità di ricaricare da casa o in azienda o in supermercati con offerte più economiche rispetto alle normali reti HPC…..

    A breve leggeremo degli spagnoli (che hanno le tariffe tra le più basse d’Europa) che stanno producendo nelle loro fabbriche tanti modelli BEV/NEV di vari marchi europei e cinesi…. difficile che restino indifferenti alla possibilità di contenere i costi d’uso delle vetture passando alle elettrificate…

    Noi italiani, cicale d’Europa, ci troveremo durante e dopo le ferie con aumenti di tutti i beni e servizi, industrie e commercio in grave difficoltà per la fortissima perdita di competitività e supporto dal mercato interno, fabbriche Stellantis che producono prevalentemente BEV dallo scarso mercato (DS #8 ? Jeep Compass 4xE ? Tonale Plug-In ? ) ben poco avanzate e competitive rispetto alle dirette rivali… certo non aiuterà l’occupazione e l’indotto… le vendite si concentreranno ancora su auto sempre più piccole o su usati non troppo usurati…. incrociando le dita.

    1. credo che speculatori di borsa, le industrie belliche, le compagnie petrolifere americane, abbiano da guadagnare sostenendo Trump nelle sue imprese di creare il caos mondiale permanente per più mesi consecutivi possibili, scommeterei la tirreranno in lungo sino a settembre

      il blocco navale ha portato il prezzo del petrolio dai 60$ al barile che prima era imposto dall’OPEC, che mandava in sofferenza e in chiusura molti impianti americani di fracking, ai 90-100$ che invece fanno fare bei soldi alle aziende petrolifere e del metano americane

      spero che poi almeno a settembre, in preparazione per le elezioni di mid-term, Trump abbia necessità di far scendere il prezzo della benzina in america, e allora chiuda la guerra, e prima che da noi l’inflazione inizi a galoppare più forte; in pratica se togliesse il sostegno militare ed economico americano a Netanyahu, penso il conflitto si fermerebbe

      Cina leggevo tra qualche mese finisce le sue riserve di petrolio stoccato (che aveva in enormi quantità).. forse ci penserà lei a far smettere la guerra?

      1. purtroppo >R.S. ogni giorno leggo di impianti petrolchimici e depositi che vengono colpiti nei diversi conflitti in atto… E’ tutta capacità che viene persa per periodi di tempo anche molto lunghi e che continuerà a determinare le alte quotazioni per chi necessita di idrocarburi (grezzi o raffinati).
        L’unica ancora di salvezza è diminuire velocemente la Domanda di idrocarburi, così che la quota residua vada quotidianamente “in asta” (Brent/WTI) a quotazioni più basse e le organizzazioni dei paesi produttori (es. OPEC+) possano accordarsi per ritmi estrattivi congrui, sia al loro livello di investimenti necessari che alla domanda di mercato..

        La Cina sta investendo fortissimo sulle alternative (F.E.R. + Accumuli + nucleare next gen), gli altri paesi son troppo in ritardo… ci saranno gravi o gravissime difficoltà in tutti i settori produttivi (per poi scaricarsi sul costo finanziamenti e la circolazione dei capitali..).
        Non ci attende un periodo facile….

        1. per completezza, in Cina nel 2025 hanno installato:

          – 325 GW (inverter AC) cioè 360 GW (pannelli DC) di fotovoltaico
          – 120 GW eolico
          – 200 GW-h accumuli energia
          – 1 GW nuculare

          avendo 35 reattori piccoli o grandi in progetto o in cantiere, negli anni più di picco penso ne installeranno 3 GW all’anno, nel frattempo ogni anno installeranno 500-800 GW di rinnovabili (il dato è ancora in crescita anno su anno)

          che poi sui nostri media solerti pubblicitari postino ogni giorno decine di news più o meno farlocche nuculari, per far credere che non sia una minuscola nicchia di mercato (in parte connessa al mantenimento anche della filiera militare), è un altra faccenda, ma ci tenevo a precisarlo 😉

          ci aspetta un anno di martellamento mediatico in stile propaganda russa, il governo ha stanziato l’anno scorso 6 milioni, e da ora invece 20 milioni all’anno di soldi pubblici, per fare campagne pubbllicitaie inganevoli sul nuculare in italia.. sono circa le stesse cifre che prima paga i consorzi si pagavano di tasca propria, ora se li fanno passare (o aggiungere ai loro) dallo Stato

          1. Ma qualcuno che gli chiede da chi rifornirsi per il reattore SMR ?

            A me risulta che ci sono soltanto in Russia e Cina…. USA & GB ancora stanno a livello sperimentale … Oltretutto occorrerà dotarli comunque di potenti accumuli per.non doverli moderare continuamente nei momenti di bassa richiesta dalla rete…

    2. Davide Isidoro P

      noi italiani siamo diventati gli higlander dell’auto termica, grazie a certi politici che non fanno altro che chiedere all’europa di togliere il green deal per prendersi i voti di confindustria e dell’eni nonchè a certi direttori di siti di motori che fanno video su youtube dove sparano a zero sulle elettriche a scopo di clickbait…sono in uk da alcuni giorni ed è pieno di auto elettriche sia tesla che del gruppo vw ma anche cinesi come byd e mg(qui è considerata cinese)…addirittura oggi mentre andavamo da milton keynes a cranfield(100 km nord ovest di Londra) eravamo circondati da ben 3 tesla e fuori dal mio hotel nel parcheggio ce n’erano due parcheggiate quasi l’una di fronte all’altra: ho perfino visto la xpeng g6 e la genesis gv60…

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