Onore a François, il capo della Fiat che se ne va. Tra i tanti manager transitati dalle parti del Lingotto, questo merita un tributo particolare.
Onore a Francois: doveva durare poche settimane…


L’addio di Olivier Francois ai ruoli operativi è contenuto in una nota in cui Stellantis annuncia la nomina di Arnaud Belloni alla guida di Fiat, Abarth e Lancia. Era inevitabile: il manager parigino, contro tutti i pronostici, era sopravvissuto a tre ere geologiche ben diverse tra loro. Prima gli anni turbolenti di Sergio Marchionne. Poi la svolta Peugeot-centrica con Carlo Tavares e, da ultimo, il complicato tentativo di rilancio affidato ad Antonio Filosa. In tutto 21 anni filati in un gruppo che in questi 4 lustri abbondanti ha divorato centinaia di manager. E quando arrivò a Torino dalla Citroen, nel 2005, tutti scommettevano che questo manager parigino sarebbe durato poche settimane. E invece ha dimostrato di avere un’insospettata solidità, accanto a una notevole creatività nel marketing, il suo campo di battaglia preferito.
Quel video con Eminem tra le sue tante invenzioni
Si potrebbero citare centinaia di episodi dell’approccio originale di Francois in un gruppo che sembrava avere perso da decenni il tocco magico. Tra i tanti ne ricordo uno. Nel 2009 Marchionne gli affidò una mission impossible come il rilancio del marchio Chrysler. Oltre alla guida di marketing&sviluppo per tutto il gruppo FCA. Il pronostico unanime era: non ce la può fare. E invece il manager parigino, nel tempo più italiano di tanti italiani, si inventò una campagna che lasciò tutti a bocca aperta.
Punta di diamante: il VIDEO (qui sopra) con Eminem a interpretare “Imported form Detroit”. A segnare il ritorno di Chrysler in un mercato come quello americano dominato da produttori asiatici ed europei. In questi 21 anni Francois ha diretto un po’ di tutto, compreso il marchio DS. Sempre mantenendo una cordialità nei rapporti sconosciuta a molti manager che da quelle parti sono durati molto meno di lui. QUI la lettera di congedo di Francois




Avrà indovinato alcune campagne pubblicitarie, ma ha collezionato nella sua carriera “perle” memorabili: dall’ultima Ypsilon alle Abarth in salsa BEV, dalla Flavia convertibile (chi la ricorda?) all’attuale 600 (brutta copia della 500X, e le vendite stanno a dimostrarlo). Se non era d’accordo con certe scelte poteva andarsene, come, molto più dignitosamente, fece Luca de Meo