Home Tecnologia & Industria “Onda Solare” a quattro posti ora sfida l’America

“Onda Solare” a quattro posti ora sfida l’America

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Domenica scorsa, in Australia, è partita la più spettacolare traversata automobilistica a zero emissioni del mondo. E’ la World Solar Challange. Porterà 42 prototipi di auto alimentate esclusivamente dal sole lungo i quasi 2 mila chilometri che separano la città di Darwin e Adelaide.

Fra queste auto _ se così si possono chiamare _ ci sono anche prototipi polacchi, iraniani, cileni, malesi, thailandesi, turchi, indiani, sudafricani; tutti Paesi non certo riconosciuti come la Mecca dell’automotive, tantomeno di quella a zero emissioni. Non compare invece il nome dell’Italia. In altre edizioni _ questa è la trentesima _ si fece onore l’Università di Bologna con il suo prototipo “Emilia3 Onda Solare”, per due volte arrivata a metà classifica e poi vincitore di altre importanti sfide come il Maroccan Solar Challange, portato a termine l’anno scorso alla media di oltre 100 chilometri orari e più recentemente in Francia la Ecorace dove ha sconfitto i migliori costruttori francesi e tedeschi.

Il Team aveva annunciato che si sarebbe presentato al via anche quest’anno in Australia, con un veicolo tutto nuovo e in un’altra categoria: una quattro posti molto meno “disco volante” e molto più automobile. Ma il progetto ha cambiato volto e obiettivi in corso d’opera. Non più l’Australia, bensì gli Stati Uniti, l’anno prossimo, dove un ancora misterioso ma potente sponsor indirizza i suoi interessi commerciali. Per gareggiare in America, però, il prototipo dell’Ateneo bolognese va radicalmente modificato. “Dobbiamo adeguarlo a norme di sicurezza molto più severe _ dice il professor Giangiacomo Minak, che insegna costruzione di macchine nella sede forlivese dell’Alma Mater e coordina il Team Onda Solare _. Ci vorranno ancora alcune settimane per completarlo, sostituendo componenti in carbonio con altri in titanio, come chiedono gli organizzatori statunitensi”.

Il nuovo veicolo da competizione ha una superficie “solare” di 6 metri quadrati, pesa in tutto 250 chili a cui vanno aggiunti 80 chili di batterie e 320 chili standard di equipaggio. Come la capostipite Emilia 3, anche la nuova auto solare bolognese nasce all’interno del Dipartimento di Ingegneria da una ricerca interdisciplinare fra docenti di meccanica, di elettronica, di elettrotecnica e di progettazione aerospaziale. “Abbiamo fatto tutto in casa _ spiega Minak _: carrozzeria in carbonio, i quattro motori elettrici alle ruote gestiti da computer, il pacco batteria, i pannelli fotovoltaici, i sistemi di ricarica in frenata. Progettazione, materiali e tecnologie sono da Formula Uno, ma il risultato finale è un miglioramento delle prestazioni inaspettato anche per noi”. Lo sviluppo del progetto è costato circa a 1,5 milioni di euro. E’ stato finanziato da una rete di aziende locali e nazionali che hanno fornito materie prime, lavorazioni e personale. La modellistica è stata realizzata negli stabilimenti della riminese Scm che ha messo a disposizione le sue più avanzate macchine per la lavorazione legno.

Onda Solare di Unibo resta però l’unico team italiano impegnato nella grande corsa planetaria all’auto-autosufficiente. Pochino per un Paese con le nostre tradizioni automobilistiche.

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